I fondi europei per la ciclabilità e la strategia ECF per ottenerne un aumento

7 Novembre 2012

fondi-ue-bici-ecfIn un precedente articolo, abbiamo presentato i principali programmi di finanziamento dell’Unione Europea a favore della ciclabilità e della mobilità sostenibile in generale.
Fra pochi giorni si terrà a Bruxelles un vertice europeo per decidere come ripartire i fondi disponibili per i vari programmi europei per il periodo 2014-2020, ed è necessario che i fondi per la mobilità sostenibile non siano messi in secondo piano, magari con la scusa dell’austerità.
La ECF (European Cyclists’ Federation) si sta attivando per fare pressione sui decisori politici, affinché confermino e anzi aumentino i fondi disponibili. Vediamo più in dettaglio quali sono gli obiettivi che la ECF si è prefissata.

L’UE nel periodo 2007-2013 ha speso, per tutte le sue attività, 993 miliardi di Euro; di questi, 600 milioni sono stati destinati alla ciclabilità. Si stima che il budget per il periodo 2014-2020 possa arrivare a 1025 miliardi; l’ECF ha come obiettivo quello di ottenere un aumento molto più che proporzionale, e di portare i fondi per la ciclabilità a 6 miliardi di euro. Tanto per dare un’idea, con questa cifra si stima che si potrebbero costruire 50’000 km di piste ciclabili, o pitturare sull’asfalto un milione di km di corsie per ciclisti, o fornire un addestramento di base all’uso della bici per 100 milioni di cittadini europei.

Realizzare l’obiettivo di ottenere 6 miliardi di euro per la ciclabilità non è semplice, per due motivi: prima di tutto, l’obiettivo è sicuramente molto ambizioso; ma si potrebbe controbattere dicendo che è meglio porsi degli standard elevati, piuttosto che accettare in partenza degli obiettivi più bassi. In secondo luogo, l’azione di lobbying deve essere coordinata e organizzata su quattro livelli, corrispondenti ai quattro canali attraverso i quali i fondi UE vengono spesi:

  • le istituzioni europee (si tratta in pratica di molti dei programmi di cui abbiamo parlato nel precedente articolo)
  • fondi gestiti congiuntamente da diverse autorità nazionali (il programma Interreg)
  • fondi gestiti da autorità nazionali e/o regionali
  • fondi speciali per paesi fuori dall’UE

Per influire sulle scelte di destinazione dei fondi a questi quattro livelli è necessario seguire una strategia complessa, che si dispiega su diverse fasi.

La prima fase, descritta nei prossimi tre punti, è quella della definizione a grandi linee degli obiettivi dell’UE e degli stati che ne utilizzano i fondi:
Prima di tutto, si cercherà di influire sulle linee guida e le leggi quadro europee: senza scendere troppo nei dettagli del processo legislativo europeo, in molti casi l’Unione emana delle norme che definiscono quali sono gli obiettivi che i paesi UE devono conseguire in certi ambiti; i diversi paesi sono poi liberi di raggiungere questo obiettivi con le modalità che preferiscono. L’ECF cercherà dunque di inserire obiettivi legati alla ciclabilità all’interno delle leggi-quadro europee in ambito di trasporti.
Quadri di riferimento nazionali strategici: si tratta di accordi bilaterali fra l’UE e i singoli paesi che ne fanno parte, in cui vengono definiti gli obiettivi generali che i paesi si prefissano e di conseguenza l’ammontare dei fondi UE che riceveranno.
Programmi operativi: questi documenti, emanati a livello nazionale o anche regionale, di solito scendono più nei dettagli di quali programmi si andranno a finanziare; tipicamente, alcuni di questi documenti sono esplicitamente dedicati al problema del trasporto.

Una seconda fase è quella dell’elaborazione di specifici progetti.
Piani di azione: si tratta di piani, tipicamente biannuali, che definiscono degli obiettivi concreti per i quali destinare i fondi, come ad esempio la costruzione di una pista ciclabile lungo una strada di rilevanza nazionale, che unisca diverse città.
Bandi: l’ECF intende influire sulla formulazione dei bandi per il finanziamento dei singoli progetti, assicurandosi che contengano i giusti parametri tecnici da rispettare per promuovere la ciclabilità. Ad esempio, se viene emanato un bando per la costruzione o risistemazione di una strada, il bando dovrebbe precisare che il progetto deve tenere conto anche delle necessità dei ciclisti.
Lo sviluppo di progetti: l’ECF vuole anche naturalmente proporre progetti per la ciclabilità in prima persona, coinvolgendo la sua rete di soci in tutta Europa
La valutazione dei progetti: l’ECF punta ad essere coinvolta nella valutazione dei progetti concreti che vengono proposti, prima, durante e dopo la loro realizzazione

Questa strategia è stata elaborata dall’ECF ad inizio 2012. Negli ultimi mesi, molti sforzi sono stati fatti per diffondere queste idee: quello attuale è sicuramente il periodo di più intensa attività, in vista della riunione di Bruxelles. L’obiettivo dell’ECF è sicuramente alto, ma promuovere l’uso della bicicletta è la soluzione migliore al problema del traffico e dell’inquinamento nelle nostre città.

Documento ECF

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