La European Cyclists’ Federation (ECF), la Federazione Europea che rappresenta la ciclabilità sia come mezzo di trasporto che come forma di turismo, ha una nuova Chief Executive Officer. Da lunedì 1 settembre, Laurianne Krid assume la guida dell’organizzazione, succedendo a Jill Warren, che ha concluso il suo mandato dopo cinque anni di intensa attività.
Con oltre 70 organizzazioni membri in più di 40 Paesi, ECF è la voce dei ciclisti a livello europeo. Il suo lavoro di advocacy ha contribuito a definire le strategie nazionali per la ciclabilità e a dare vita a progetti di riferimento come la EU Cycling Declaration, la rete EuroVelo (più di 90.000 km di ciclovie transnazionali) e la conferenza internazionale Velo-city, la prossima delle quali si terrà a Rimini.
Negli ultimi dieci anni il ciclismo urbano in Europa ha fatto un salto di qualità: da tema di nicchia a forza riconosciuta nelle politiche di mobilità sostenibile. A guidare questo cambiamento ci sono stati attivisti, professionisti e leader appassionati, sempre più numerosi e sempre più visibili.
Laurianne Krid porta in ECF una lunga esperienza nel settore della mobilità europea, delle organizzazioni internazionali e della leadership associativa. Dal 2017 è stata Direttrice Generale della FIA Region I, rappresentando milioni di automobilisti e utenti della mobilità in Europa, Medio Oriente e Africa. Prima ancora ha lavorato all’Assemblea delle Regioni Europee a Strasburgo.
Ma ciò che rende questa nomina particolarmente significativa è il messaggio di cambiamento sul fronte della leadership femminile nel mondo della bici. Quando Jill Warren iniziò nel 2020, era una delle pochissime donne CEO tra le organizzazioni nazionali membri di ECF. Quell’anno ECF co-fondò l’iniziativa Women in Cycling, con l’obiettivo di dare più visibilità alle professioniste del settore e aprire la strada a nuove leader.
“Oggi ci sono molte più donne a capo delle federazioni e associazioni nazionali, nei Paesi Bassi, in Belgio, nel Regno Unito, in Germania, in Norvegia, in Svezia…”, ha ricordato Warren in una recente intervista. “Non possiamo attribuire tutto il merito a Women in Cycling, ma sono convinta che visibilità e consapevolezza abbiano spinto molte realtà a intraprendere percorsi di leadership più inclusivi”.
Con Laurianne Krid alla guida di ECF, la più grande e conosciuta organizzazione mondiale di advocacy ciclistica, ci si augura che il suo esempio possa ispirare anche altre realtà che rappresentano ciclisti e ciclismo. Una maggiore diversità e inclusione all’interno delle organizzazioni significherebbe infatti dare spazio e voce a prospettive differenti, arricchendo il movimento nel suo complesso.




















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