Il Times, il Guardian, #salvaiciclisti e il buon giornalismo

Il Times, il Guardian, #salvaiciclisti e il buon giornalismo

7 Novembre 2012

times-salvaiciclisti-giornalismo«Lo confesso: sono invidioso di un altro giornale.» L’ammissione di Peter Walker, reporter per il Bike Blog del quotidiano inglese The Guardian, potrebbe essere l’occasione per aprire – qui in Italia, s’intende – un lungo dibattito su etica e giornalismo. Quando è esploso in Italia il fenomeno #salvaiciclisti i maligni sostenevano che l’endorsement alla campagna di uno dei due maggiori quotidiani nazionali, Repubblica e Corriere, avrebbe sancito automaticamente, per la rivalità che correi fra i due, la non-adesione dell’altro.

In effetti così è stato, Repubblica ha sposato la causa quasi subito e Corriere, così come altre importanti testate, ne sono rimasti fuori. Ma magari i maligni si sbagliavano, Repubblica semplicemente ha aderito a #salvaiciclisti in virtù della forte compagine ciclo-giornalistica presente in redazione mentre il quotidiano di via Solferino non ha individuato motivi sufficienti per fare altrettanto.

Fatto sta che anche per lo stesso Walker la sua confessione è qualcosa di fuori dal comune nel mondo del giornalismo ma, come ha scritto nel suo ultimo articolo, la campagna #cyclesafe lanciata dal Times è degna di un’eccezione.
Il blogger del Bike Blog, tra l’altro uno dei blog ciclistici più seguiti a livello mondiale, riconosce che il grosso dispendio di tempo e risorse dedicato dal Times ad un argomento simile, che in genere in Gran Bretagna non è mainstream, è assolutamente lodevole. Per la prima volta sono stati proposti ai lettori temi nuovi, è stato presentato il modello Copenaghen e introdotta la teoria del Peak Car; e raccontare a milioni di inglesi che tra qualche anno le auto non saranno più le protagoniste della mobilità urbana, beh non è proprio cosa semplice.

Insomma, i complimenti pubblici di Peter Walker ai corrispondenti del Times, su tutti Philip Pank e «l’instancabile» Kaya Burgess, oltre che al direttore James Harding, non sono solo il riconoscimento per una importante campagna di civiltà, ma anche un esempio di buon giornalismo, il cui obiettivo è quello di informare e sensibilizzare i cittadini e non di avere l’esclusiva su un tema.

Commenti

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti