#Cyclesafe: il punto sulla campagna del Times

23 Gennaio 2013

cyclesafe-situazione

Circa un anno fa, l’8 il 2 febbraio 2012, il Times lanciava una campagna a favore della sicurezza per chi pedala lungo le strade della Gran Bretagna. Si trattava di un modo per trasformare un evento tragico – il grave incidente accaduto a una giornalista del famoso quotidiano mentre si recava al lavoro in bici – in qualcosa di positivo. La campagna ha riscosso un grande successo mediatico, ed è stata importata anche da noi, con l’iniziativa #salvaiciclisti.

Non si è trattato di un’iniziativa estemporanea: il Times si sta dimostrando molto tenace nel continuare la campagna, che da qualche settimana è entrata nella sua seconda fase. Nella prima fase si era ottenuto il sostegno del pubblico; ora è necessario coinvolgere e fare impegnare ufficialmente il governo britannico.

Per fare questo, il Times ha finanziato, con 10’000 sterline (circa 11’900 €) una inchiesta condotta da un gruppo di parlamentari provenienti da tutti i principali partiti britannici. Nella giornata di oggi sono cominciati ufficialmente i lavori di questo gruppo, chiamato “Get Britain Cycling”: ogni settimana, fino al 6 marzo, ci saranno incontri con organizzazioni pro-ciclismo, per ascoltare le loro proposte su come migliorare la sicurezza dei ciclisti nel Regno Unito.

I più importanti gruppi di pressione coinvolti sono tre: British Cycling, la federazione sportiva ufficiale; il Cyclists’ Touring Club (CTC), una federazione di club di appassionati di bicicletta che conta più di 60’000 membri; e Sustrans, un’organizzazione che ha come scopo quello di promuovere il trasporto sostenibile, che sia in bici, a piedi o con mezzi di trasporto pubblico. Ogni settimana comunque verranno ascoltati anche membri di altre simili organizzazioni.

Più in particolare, l’incontro di oggi è un incontro introduttivo. Fra i partecipanti, c’è anche Kaya Burgess, principale promotrice promotore dell’iniziativa del Times. I prossimi cinque incontri saranno focalizzati rispettivamente sulla sicurezza, sulla progettazione delle città, sulla promozione di stili di vita attivi, sulle iniziative che possono coinvolgere gli enti locali e su quelle che possono essere promosse dal governo.

Alla fine di queste settimane di incontri, verrà steso un rapporto che sarà pubblicato verso la metà di aprile. Il rapporto conterrà delle precise proposte che verranno messe all’ordine del giorno del Parlamento britannico.

L’iniziativa del Times e i lavori della commissione “Get Britain Cycling” sembrano ben pianificati, e con una buona probabilità di successo in un paese che sta sperimentando un crescente entusiasmo per il ciclismo. È vero, come ricordano dall’ECF, che alla fine ciò che conta è trasformare queste “parole” in “investimenti”; ma la pagina del Times che riporta i successi già ottenuti dall’iniziativa, non tutte le proposte necessarie per aumentare la sicurezza dei ciclisti richiedono grandi finanziamenti (basti pensare alla riduzione dei limiti di velocità nei centri abitati); inoltre, molti soldi sono già stati ufficialmente destinati alla riprogettazione dei 500 incroci più pericolosi del paese.

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