Mercato, in Europa due bici vendute per ogni auto

18 Aprile 2013

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I dati del 2012 relativi al mercato italiano hanno evidenziato che nel belpaese le vendite di biciclette hanno superato, anche se di poco, quelle delle auto. I numeri diffusi da ACEA, l’associazione europea dei produttori di auto, dimostrano che la tendenza riguarda in realtà tutta l’Unione Europea. Nel primo trimestre del 2013, infatti, il settore automotive ha registrato un calo di vendite del 9,8% rispetto allo stesso trimestre del 2012, a sua volta inferiore dell’8,5% rispetto al 2011. Le 12 milioni di immatricolazioni, per ACEA, sono il peggior risultato dal 1995. Tutt’altro che rassicuranti sono le previsioni per il 2013 in cui, secondo il dirigente ACEA Ivan Hodac, il mercato auto potrebbe accusare ulteriori perdite stimabili attorno al 5-8%.

In netta controtendenza è invece il mercato ciclistico, che di pari passo con ciò che accade in Gran Bretagna continua a registrare incoraggianti aumenti di vendite su tutto il continente. Nell’Unione Europea dal 2000 al 2011 le biciclette vendute sono schizzate da 18 a 20 milioni. Facendo un piccolo raffronto: in Europa per ogni auto immatricolata due biciclette trovano un nuovo acquirente. E si tratta di bici usate principalmente come mezzo di trasporto, non solo oggetti da tenere in cantina e rispolverare per la passeggiata della domenica. In Germania l’aumento di vendite tra il 2002 e il 2012 è stato addirittura del 50%, in Olanda grazie alla diffusione delle bici elettriche sono aumentati del 9% i chilometri totali percorsi in bici nell’arco di un solo anno (dal 2010 al 2011). In totale in Europa sono state nel 2011 760.000 le bici elettriche vendute contro le sole 11.000 auto elettriche. Ecco presto spiegato perché molte case automobilistiche si stanno tanto adoperando per conquistare una fetta del mercato e-bike scoprendosi tutto d’un colpo “sostenibili”. E ancora molto si può fare, in particolare in quei Paesi, vedi la Gran Bretagna, che hanno cominciato ad investire seriamente nella mobilità ciclistica solo di recente.

Secondo Ivan Hodac, di ACEA, alla radice di questi dati ci sarebbe prima di tutto la crisi economica, che ha influito pesantemente sulle abitudini di mobilità dei cittadini europei. Ma anche motivi sociologici, secondo il giornale tedesco Sueddeutsche Zeitung, che parla di un cambiamento nelle tendenze dei giovani per i quali l’automobile non costituisce più uno status symbol come invece un tablet o uno smartphone. Anche per questo l’idea che un eventuale superamento della crisi possa far ritornare il mercato dell’auto ai livelli di vendite di vent’anni fa è ancora tutta da dimostrare.

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