Trovare gli sponsor per un viaggio in bici: intervista a Gurkan Genc

24 Luglio 2013

L’ultima volta che ho visto Gürkan è stato in Turchia, poco prima della sua partenza per il giro del mondo in bicicletta. “Ci metterò 7 anni, 125.000 km”, diceva. L’ho seguito via Facebook mentre attraversava la Bulgaria, la Romania, la Moldavia e arrivava in Ucraina alla fine dell’autunno e poi per tutto l’inverno in Russia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Olanda, Germania, Polonia… Ci siamo incontrati dalle parti di Padova, 13.500 km dopo per puro caso. Non potevo credere ai miei occhi.
Mi ha raccontato dei mesi trascorsi in sella, dei -56° visti sulla strada e dei -40° che aveva visto in tenda, quando doveva dormire con i thermos nel sacco a pelo per evitare che si ghiacciasse l’acqua. A un certo punto gli ho rivolto la domanda delle domande, quello che necessariamente si chiedono tutti:

gurkan figo

Pinz: Gürkan, toglimi una curiosità, ma tu sei ricco?

Gürkan: in che senso?

P: Beh, hai pianificato un viaggio di 7 anni intorno al mondo. Ti costerà un sacco di soldi. Chi paga?

G: Come chi paga? Gli sponsor, ovviamente.

P: Ah, quindi non lavori mentre viaggi?

G: Dipende da cosa intendi per lavorare… Ho un blog e ogni giorno, dopo aver pedalato per molte ore, passo le serate in tenda chino sul mio computer a scrivere, selezionare le foto ed elaborarle, a montare i miei video. Spesso mi capita di addormentarmi con il pc tra le mani, per la troppa stanchezza. Questo è il mio lavoro.

P: Cioè, vuoi dire che il tuo blog ti basta per pagarti da vivere?

G: Sai, il mio blog è molto seguito, faccio 120 mila visite al mese. Ho dei banner che mi portano dei buoni soldi e poi, come ti dicevo, ho una quindicina di sponsor che mi sostengono economicamente e con materiali tecnici. Alla fine, chiudo ogni mese in attivo.

P: Che tipo di sponsor sono?

G: il mio main sponsor è un’università privata di Ankara, loro mi versano ogni mese il denaro che mi serve per vivere, poi c’è un’azienda di assicurazione che copre le mie spese mediche, c’è un’azienda produttrice di biciclette che mi ha fornito la bici e tutti gli accessori, poi c’è un’azienda che mi passa la tenda, il sacco a pelo e le cose per il campeggio che devono essere testate sul campo, c’è chi mi cura il sito internet, e così via…

P: Come hai fatto a trovarli?

G: Non è stato facile: dopo aver preso la decisione di partire, la prima cosa che ho fatto è stato fare un elenco delle principali aziende turche e dei loro responsabili marketing. Poi ho scritto un progetto, era un volumone di 80 pagine e l’ho inviato a 754 aziende chiedendo loro un supporto economico. Solamente per la stampa e l’invio dei progetti ho speso circa 2.500 euro.

P: E come è andata?

G: Malissimo: su 754 aziende che ho contattato ho ricevuto 754 risposte negative. (ride)

P: E quindi?

G: E quindi ho iniziato a cercare nella mia rete di contatti e amicizie in cui ci sono persone che lavorano per quest’azienda o quell’altra: i miei veri sponsor sono stati coloro che hanno spinto la mia idea all’interno del loro luogo di lavoro spendendo una buona parola per me con i manager dell’azienda e, alla fine direi che è andata bene.

gurkan gobi

P: Ma alla fine quanto costa un viaggio in bici come quello che stai facendo tu?

G: Anche questo dipende: nel 2010 ho fatto un viaggio in bici dalla Turchia al Giappone. In undici mesi ho speso circa 9.000 euro, però l’Asia è molto economica. In Cina la camera di un ostello costa 5 euro, in Finlandia la camera di un ostello può arrivare anche a 80 euro a notte. Poi io cerco di dormire il più spesso possibile in tenda, ma ogni tanto ho bisogno di fermarmi in un luogo dotato di doccia e lavandino per lavare i vestiti o semplicemente riposarmi. In ogni caso, per quanto io viaggi in modo molto economico, non sono disposto a rinunciare per nessun motivo ad alcuni piaceri, come la gioia di visitare teatri e musei o di assaggiare i cibi tipici. Sono passato da Mosca, potevo forse rinunciare a passare una serata al Bolshoi? Alla fine in undici mesi in giro per l’Europa ho speso circa 12.000 euro e per i sette anni complessivi mi sono dato un limite massimo di 125.000 euro.

P: Bene, a questo punto ti chiedo: se qualcuno volesse intraprendere la stessa avventura che stai vivendo tu, che suggerimento gli daresti?

G: La prima cosa da fare è investire su se stessi: io prima di questo viaggio ne ho fatto uno di “prova”, dalla Turchia al Giappone che mi è servito per dimostrare ad eventuali sponsor che facevo sul serio e che non mi sarei lasciato andare alla prima difficoltà. Questo viaggio mi ha permesso di ottenere i 12mila like sulla mia pagina Facebook, i tremila follower su twitter e 2000 circa su instagram: è un bacino molto attraente per un eventuale sponsor.

gurkan solo

Ma ancora più importante è fare networking: la sponsorizzazione si basa sul concetto di fiducia e se non mi fido di te non ti darò mai del denaro. Per esempio, alcuni miei amici sono partiti per dei viaggi, mi hanno chiesto aiuto e ho fornito loro i contatti diretti ai miei supporter ma non c’è stato nulla da fare: per quanto io garantissi per loro, i miei amici cicloviaggiatori rimanevano degli sconosciuti e quindi nisba. Per ottenere la fiducia delle persone bisogna conoscerle, piacersi a vicenda e sviluppare rapporti umani: questa è la condizione necessaria per ottenere una qualunque forma di supporto. Però è sbagliato pensare che gli sponsor possano essere solamente delle aziende: ho attivato sulla mia pagina un pulsante paypal e sono rimasto stupito da quante persone abbiano effettuato piccole donazioni per supportarmi nel corso del viaggio. Nel complesso, un altro aiuto da non trascurare.

P: Grazie mille Gürkan e buon viaggio. Speriamo di rivederci presto.

Gürkan in questi giorni si trova a Milano. Se tutto va come deve, giovedì sarà alla massa critica milanese.

Per seguirlo nelle sue disavventure, il suo sito è www.gurkangenc.com

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