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Il mio giro del mondo in bici: come ho scelto l’attrezzatura

Il mio giro del mondo in bici: come ho scelto l’attrezzatura

Ciao, mi chiamo Ludovico e sto per partire per il giro del mondo in bici. Quando si pensa a un viaggio del genere si immaginano soprattutto i luoghi: strade infinite, paesaggi che cambiano lentamente, confini che si attraversano pedalata dopo pedalata. Ma prima ancora della partenza esiste una fase meno visibile, fatta di preparazione e di scelte. Una delle più importanti riguarda l’attrezzatura.

Viaggiare per anni attraversando continenti diversi significa trovare un equilibrio tra affidabilità, semplicità e autonomia. Ogni oggetto che porto con me deve avere un motivo preciso: deve funzionare bene, durare nel tempo e possibilmente poter essere riparato anche lontano da officine specializzate.

Ludovico Muretti giro del mondo in bicicletta

La bici che utilizzerò è una gravel con telaio in acciaio inossidabile. Ho scelto questo materiale per la sua robustezza e per la capacità di assorbire le vibrazioni nei lunghi viaggi. L’acciaio è un materiale molto affidabile quando si affrontano migliaia di chilometri su terreni diversi, dall’asfalto alle piste sterrate.

Le ruote sono da 29 pollici e montano copertoni robusti pensati più per il viaggio che per la performance. L’obiettivo è semplice: ridurre al minimo i problemi lungo la strada. Utilizzerò camere d’aria abbinate a un inserto protettivo all’interno del copertone, una soluzione che aiuta a prevenire forature e protegge il cerchio nei tratti più accidentati.

La trasmissione è una configurazione 1×11: una sola corona anteriore e undici pignoni posteriori. È una scelta che privilegia la semplicità meccanica. In un viaggio così lungo avere meno componenti significa avere meno possibilità di problemi e una manutenzione più facile anche lontano da grandi città.

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La bici è equipaggiata con due portapacchi, uno anteriore e uno posteriore, che permettono di distribuire meglio il peso. Davanti porterò due borse mentre dietro ci saranno tre borse principali. A queste si aggiungono una borsa nel telaio, una sopra il tubo orizzontale e una borsa da manubrio. Tutto lo spazio è organizzato in modo da avere sempre accesso rapido agli oggetti più utilizzati durante la giornata.

Un elemento molto importante è la dinamo nel mozzo della ruota anteriore. Questo sistema mi permetterà di produrre energia mentre pedalo, alimentando le luci e ricaricando i dispositivi elettronici. In un viaggio così lungo l’autonomia energetica diventa fondamentale, soprattutto quando si attraversano zone lontane da prese elettriche o centri abitati.

Per quanto riguarda il campeggio porterò una tenda da due posti, un sacco a pelo e un materassino. Ho scelto un sistema semplice ma affidabile che mi permetta di dormire all’aperto quando necessario. Durante il viaggio il sacco a pelo sarà probabilmente l’unico elemento dell’attrezzatura che cambierò: a seconda delle zone climatiche mi farò spedire da casa modelli più adatti alle temperature che incontrerò.

A questo si aggiunge un piccolo fornello a gas che utilizzerò per cucinare lungo il percorso. L’idea è quella di essere il più possibile autonomo, acquistando il cibo nei supermercati o nei piccoli negozi lungo la strada. Porterò con me anche due borracce da circa un litro e mezzo ciascuna, una quantità d’acqua sufficiente per affrontare diverse ore di pedalata prima di dover fare rifornimento.

Un’altra parte importante dell’equipaggiamento riguarda l’elettronica. Documenterò tutto il viaggio, quindi porterò due telefoni, due action cam, un drone e alcuni microfoni per registrare il podcast che realizzerò durante il percorso. Per la navigazione utilizzerò un ciclocomputer GPS e avrò con me tre powerbank per garantire energia anche nelle giornate più lunghe.

Giro del mondo in bicicletta Ludovico Muretti mappa percorso

Naturalmente non possono mancare attrezzi e ricambi. In un viaggio di questo tipo è fondamentale essere in grado di risolvere i problemi da soli. Porterò con me tutto il necessario per affrontare le riparazioni più comuni: dalle forature alla sostituzione di un raggio o alla manutenzione della trasmissione.

Anche l’abbigliamento è stato pensato per affrontare situazioni molto diverse. Porterò capi adatti a tutte le stagioni, dall’abbigliamento estivo fino a quello più pesante per le zone fredde. Durante il viaggio mi troverò ad attraversare climi completamente diversi tra loro e avere la possibilità di adattarmi sarà fondamentale.

Il peso totale della bici con tutto l’equipaggiamento sarà intorno ai cinquanta chilogrammi. Può sembrare molto, ma è il risultato di una scelta precisa: privilegiare autonomia e affidabilità. Con questa configurazione potrò essere indipendente anche per diversi giorni consecutivi, dormendo all’aperto e gestendo il viaggio con grande libertà.

In un viaggio così lungo l’attrezzatura non deve essere perfetta: deve essere affidabile. Alla fine saranno le persone incontrate lungo la strada, i luoghi attraversati e le esperienze vissute a dare davvero senso al viaggio. La bici e tutto ciò che porterò con me saranno semplicemente gli strumenti che mi permetteranno di arrivare un po’ più lontano ogni giorno.

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