MENU
fancy women bike ride 2019

Dalla Scozia la nuova campagna per la sicurezza stradale

News • di 27 Agosto 2013

niceway code

È simpatica, ironica, divertente e colorata.

È la nuova campagna scozzese sulla sicurezza stradale e si chiama Nice Way Code (codice di carina condotta) lanciata e promossa da un’alleanza di soggetti a diverso livello: ne fanno parte tutte le associazioni ciclistiche, la federazione dei tassisti, la polizia, il ministero dei trasporti, l’azienda dei trasporti di Edimburgo, etc, etc.

nice code way1

L’obiettivo è quello di stimolare la gentilezza tra tutti gli utenti della strada, per abbassare il livello di conflitto e migliorare la sicurezza. La campagna dice ai ciclisti di non passare con il semaforo rosso, non per una questione di sicurezza, ma perché questo atteggiamento rovina l’immagine dei ciclisti stessi e fa arrabbiare gli automobilisti, viceversa dice agli automobilisti di non occupare gli spazi riservati ai ciclisti per la stessa ragione di controllare ad ogni incrocio se ci sono ciclisti nascosti. Dice ai ciclisti di vestirsi in modo visibile, perché questo piace agli automobilisti e ricorda a tutti che i pedoni sono fragili, che si rompono facilmente.

Le campagne per la sicurezza stradale sono spesso associate ad elementi che evocano il timore della morte e del dolore. Nice Way Code invece stravolge la porspettiva ricordandoci che le strade possono essere luoghi piacevoli, ma a condizione di mettere in atto una serie di comportamenti virtuosi.

nice code way2

Esattamente il contrario di quanto fatto l’anno scorso in  Italia da parte da ANIA che, pur affidando la creatività a Oliviero Toscani, non è riuscita a proporre nulla di meglio di un “nel circo della strada puoi piangere e puoi far piangere”.

La campagna Nice Way Code riprende lo spirito del film “NO” del 2012, regia di Pablo Larrain, e che racconta di come la dittatura cilena fu messa alla porta della storia attraverso un referendum popolare senza alcuna possibilità di vittoria. La campagna di sostegno alla fine della dittatura, invece di puntare il dito contro le mostruosità commesse da Pinochet, mostrava lo spirito spumeggiante del futuro. Colori, humor, felicità sono gli ingredienti che hanno portato alla fine di una delle più sanguinarie dittature del dopoguerra.

Un film la cui visione suggerisco vivamente ai signori che lavorano nella comunicazione dell’Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative, nella speranza che quest’anno ci possano riservare qualcosa di decente.







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *