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Verso il nuovo Codice della Strada: cosa cambierà per i ciclisti

News • di 31 Ottobre 2013

L’agenzia Adnkronos ha diffuso alcuni stralci della bozza del nuovo Codice della Strada proposta dai sindaci italiani in sede ANCI. Tante e importanti le misure in favore della mobilità ciclistica: riduzione del limite di velocità in città a 30 km/h, corsia ciclabile in ogni strada urbana, presunzione di non colpevolezza per il ciclista in caso di scontro con un’auto, case avanzate e sensi unici eccetto bici.

Nuovo CdS per i ciclisti

Si è tenuto stamane a Roma l’incontro dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in cui era in programma la discussione, tra gli altri, delle modifiche al Codice della Strada da parte della commissione Trasporti della Camera annunciate alcune settimane fa dal Presidente del Consiglio Enrico Letta. E’ stato il premier stesso al momento dell’annuncio a sottolineare che le imminenti modifiche sarebbero venute incontro alle esigenze dei ciclisti, seppur ricevendo una fredda accoglienza da parte di ciclisti e associazioni, che aspettavano di vedere il testo completo.

Oggi durante l’incontro ANCI è stata pubblicata una prima bozza, di cui l’agenzia Adnkronos ha anticipato qualche stralcio. Si tratta di alcune importanti misure che, se approvate, costituirebbero una spinta determinante nella promozione della mobilità ciclistica e pedonale in Italia. Vediamo alcune modifiche nel dettaglio, in attesa di conoscere il testo completo e ricordando che tali misure devono ancora essere approvate.

Onere della prova di incidente al soggetto meno vulnerabile. Si tratta di un provvedimento introdotto questa estate anche in Gran Bretagna. In caso di incidente tra un’automobile e una bicicletta, in pratica, spetterà al conducente dell’auto dimostrare la propria “non colpevolezza”.

Corsia ciclabile in continuità sul lato destro delle strade urbane. Questa sarebbe una vera e propria rivoluzione. Difficile immaginare una facile applicabilità di tale modifica, soprattutto per quanto riguarda le strade già costruite che non hanno previsto uno spazio per una corsia ciclabile in fase di progettazione e ora dovrebbero essere riprogettate (ma ancora non è dato sapere se la nuova modifica riguarderà solo le strade di nuova costruzione).

Case avanzate. Si tratta di un intervento in sede stradale molto diffuso nei Paesi nordeuropei ma ultimamente anche in Gran Bretagna (sperimentate lo scorso anno anche in 4 incroci del Comune di Latina). In pratica per casa avanzata si intende un’area prossima ad un semaforo in cui possono sostare solo i ciclisti, avanzata di qualche metro rispetto alla coda delle auto, che al verde consentirebbe alle biciclette di ripartire con maggiore rapidità ed evitare collisioni con le automobili. Il vantaggio è anche quello di poter aspettare il semaforo senza respirare dai gas di scarico delle auto.

Parcheggi a spina sulla corsia sinistra. Per favorire la realizzazione di corsie ciclabili sulla corsia destra di ogni strada urbana, si pensa di modificare quella sinistra prevedendo per le auto soli parcheggi a “spina di pesce”, che sì consentirebbero la sosta di un maggiore numero di auto rispetto alla normale disposizione in fila, d’altra parte sottrarrebbero ulteriore spazio alla carreggiata che dovrà contenere la citata corsia destra ciclabile.

Sensi unici eccetto bici. Un’importante agevolazione alla mobilità ciclistica adottata, tra le altre, in Olanda (ma anche in qualche Comune italiano), è l’istituzione dei cosiddetti “sensi unici eccetto bici”, ovvero la possibilità per i ciclisti di transitare in controsenso, sempre e senza vincoli di larghezza minima della strada stessa.

Cessazione dell’obbligo di uso della pista ciclabile. A tutt’oggi è in vigore, secondo il Codice della Strada, l’obbligo di percorrere le piste ciclabili qualora siano presenti. Vista però la pessima condizione in cui versano le poche piste italiane (progettate male o occupate da tutti tranne che i ciclisti) quest’obbligo risulta spesso un disagio per i ciclisti e, secondo la nuova bozza del CdS, dovrebbe decadere. A questo va aggiunta anche la cessazione dell’obbligo di pedalare esclusivamente sul lato destro della carreggiata.

Infortunio in itinere. L’impegno del Governo – si legge in una nota – deve essere quello di far riconoscere all’INAIL lo spostamento in bici casa-lavoro alla pari del trasporto pubblico, garantendo quindi una copertura assicurativa a coloro che scelgono di recarsi al lavoro in bicicletta.

Parcheggi bici nei condomini. Dopo l’indiscrezione, sempre dell’agenzia Andnkronos, del prossimo piano per la mobilità ciclistica del Comune di Roma, che dovrebbe includere misure per favorire la realizzazione di parcheggi bici nei condomini, anche il Governo dovrebbe favorire tale intervento togliendo al condominio la potestà di vietarlo.

Limite di velocità a 30 km/h nei centri urbani. Forse la misura più importante di tutte per la promozione della mobilità ciclistica. Anche se di non facile attuazione (occorrono interventi in sede stradale piuttosto che autovelox o semplice segnaletica), l’introduzione del limite di velocità a 30 km/h invece dei 50 attualmente in vigore, potrebbe voler dire un drastico calo degli incidenti stradali in ambito urbano (o quanto meno delle conseguenze per chi vi incorre), dei livelli di inquinamento, della percezione di sicurezza e vivibilità dei centri urbani. Secondo quanto si apprende, questa misura sarà inserita entro dicembre nel decreto ministeriale che fissa le linee guida del nuovo Codice della strada.







17 Risposte a Verso il nuovo Codice della Strada: cosa cambierà per i ciclisti

  1. Massimo ha detto:

    sinceramente io prevederei anche un controllo maggiore sullo stato delle bici, pena il sequestro… controlli come vietare la circolazione di bici con le tele delle gomme “a vista”, il corretto funzionamento dei freni, il corretto fissaggio di ogni componente della bici (parafanghi, portapacchi ad esempio) e la presenza degli elementi di sicurezza (campanello, rinfrangenti se di giorno ed il corretto funzionamento delle luci se il controllo viene fatto la sera…)

  2. mario ha detto:

    maggiori controlli per tutti , ai ciclisti ed agli automobilisti ed ai motociclisti ,che sono i peggiori delle specie citate

    • davide ha detto:

      Sarebbe una cosa ben fatta, che nei centri urbani ed in particolari condizioni di strade si adottassero dei “rallentatori di velocità” i classici dossi, che avrebbero certo un effetto immediato sugli incidenti stradali tra auto, moto e ciclisti.

  3. Marco De Mitri ha detto:

    Ottimo post, Alessandro. Ho riportato in le mie considerazioni sulle misure che ritengo giuste e su quelle che ritengo sbagliate in questo post:

    http://www.marcodemitri.it/nuovo-codice-della-strada-ciclisti/

    • Alessandro Micozzi ha detto:

      Ciao Marco, grazie della citazione e, in effetti, come darti torto. Come immagini la mia è stata una cronaca delle notizie diffuse, a dover esprimere una opinione sono perfettamente d’accordo con te, e forse da alcune espressioni del mio articolo si vede. Una corsia ciclabile per ogni strada urbana è qualcosa di impensabile, sarebbe già tanto averla in tutte le strade al alto scorrimento.
      Il parcheggio a spina sulla sinistra idem, occupa più spazio che non si sa dove verrà preso.
      Sinceramente penso che questo mucchio di proposte sia più un messaggio (positivo) che altro. Nel senso che le cose stanno cambiando, è vero, ma così in fretta è difficile immaginarlo. E soprattutto, l’ANCI è un’associazione che raduna sindaci e vari amministratori (assessori ecc…), che in questo frangente hanno proposto una vera e propria rivoluzione, ma perché finora nei propri Comuni non hanno fatto nemmeno un decimo di quanto promettono di fare con la modifica del CdS? Ecco.

      • Marco De Mitri ha detto:

        In effetti sembra troppo bello (per essere vero) pensare che da qui a pochi mesi queste misure possano diventare operative.
        In ogni caso è bene che se ne parli, e che i cittadini capiscano che i problemi di traffico e sicurezza non sono irrisolvibili, e possono anzi essere affrontati con efficacia anche con misure a basso costo (per cui non vale neanche l’alibi che i Comuni hanno pochi soldi…)

  4. Alessandro ha detto:

    30 km/h in città? Biciclette in contromano sui sensi unici? Onere della prova di incidente all’automobilista? Follia… Già i ciclisti, in media, non hanno alcun rispetto del codice della strada, fare delle leggi ad hoc per permettergli di fare quello che vogliono è semplicemente assurdo. Ciclabili? Ben vengano! Ma che stiano lì quando sono presenti – come sarebbero tenuti a fare – e guai a chi passa senza smontare sui passaggi pedonali! Più controlli e patente a punti, in fondo la bici è un mezzo come un altro, perché non dovrebbero?

    • riccardo ha detto:

      non è un mezzo come un altro: non ha il motore, pesa meno del suo conducente, e può essere (fortunatamente) guidato anche da bambini. Patente a punti per le bici? follia burocratica che decreterebbe l’abbandono della bicicletta da parte di oltre la metà dei suoi utenti

    • vittorio ha detto:

      la bici non è un mezzo come un altro… pesa dieci kili e non mille o duemila come un’auto e quindi non uccide in caso di urti… non brucia carburante fossile e dunque non inquina l’aria che respiriamo e protegge il clima… occupa pochissimo spazio… non fa rumore… devo andare avanti caro?

      • carlo ha detto:

        “non uccide in caso di urti” probabilmente tu vivi in un luogo idilliaco, purtroppo anche se raramente, ma ci sono stati morti investiti da bici e in scontri tra bici, siamo tutti ciclisti ,ma vediamo di non perdere di obbiettività

      • michele ha detto:

        Da operatore di polizia stradale ti potrei dire di quanti incidenti sono causati dal comportamento scorretto dei ciclisti. Cosa c’entri questo col fatto che non inquina sinceramente mi sfugge, così come non comprendo il concetto per cui se a farsi male è solo il ciclista, in caso di urto, è giusto permettergli di essere pericoloso. Allora togliamo l’obbligo di cintura di sicurezza, tanto andando in giro senza non fai male a nessuno. Ma al costo sociale di un invalido permanente non ci pensiamo?

    • Luciano ha detto:

      A me piace molto la bicicletta, ma anche camminare! Allora chiedo: come mi comporto con
      i ciclisti che corrono sui marciapiedi e sulle corsie preferenziali, e passano le zebrate da un marciapiede all’altro con continuità!! A Trieste lungo la marina e il centro succede questo
      come normalità! Mi devo rassegnare o incazzare?! Aspettiamo il morto?

  5. Luca ha detto:

    A me pare assurdo che i ciclisti non abbiano obbligo di RCA.
    E’ doveroso inserire RCA ai ciclisti. Qualche anno fa investii con la macchina un ciclista che passava sulle strisce pedonali a cavallo della bici. Nonostante la RAGIONE, sii andò per avvocati, io non presi il becco di un quattrino perchè il ciclista non aveva un’assicurazione e risultava non potersi permettere i 6mila euro di danno alla vettura.

    No comment

  6. carlo ha detto:

    questi vorrebbero il bene dei ciclisti, se le ciclabili sono in pessime condizioni si circola su strada. Per me la soluzione è sistemare la ciclabile , costruirne di nuove e incentivarne l’uso, certo la loro ipotesi costa meno ai comuni

    • Marshall ha detto:

      Sono un progettista e sono assolutamente d’accordo con te. Se su una strada serve una pista ciclabile perché i volumi, la massa e la velocità del traffico motorizzato lo richiedono, la pista va fatta bene, comoda e sicura, e l’uso deve essere obbligatorio per non generare incertezze negli utenti.
      Il modo per fare le piste bene esiste e consiste nel copiare da paesi come l’Olanda che hanno il tasso di incidentalità ciclistica più basso del mondo e contemporaneamente la quota di spostamenti in bicicletta più alta.
      Le norme italiane non sono poi così diverse da quelle di altri paesi dell’Europa Centro-settentrionale, magari sono solo poco complete su alcuni aspetti.
      Le modifiche alle norme, quindi, vanno bene purché servano a fare più facilmente progetti migliori, in linea con i paesi più avanzati,

  7. […] qui il mio parere su ognuna di esse, riprendendone l’elenco e le descrizioni dall’ottimo articolo di Alessandro Micozzi su bikeitalia.it (che riporto nelle parti in corsivo, nel seguito del post), ed aggiungendo le mie considerazioni ed […]

  8. simone ha detto:

    Salve, volevo sapere com’è finita la questione e se qualcuno sa indicarmi qualche link utile al testo della proposta fatta a suo tempo e le sue evoluzioni.
    Grazie mille

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