Matteo Scarabelli: “C’è di mezzo il Mare”

11 Aprile 2014

Ci sono libri che ti cambiano la vita. C’è chi si è ritrovato a vivere una rivoluzione interiore dopo aver letto i capolavori di Orwell o di Hemingway, di Bulgakov o di Saramago, magari le opere  di Coelho o l’eterno Sulla Strada di Kerouac. A me è capitato con un libro di un giovane autore italiano, “C’è di mezzo il mare” di Matteo Scarabelli.

Comprai questo libro nel 2007, fresco di stampa. Mi ero appena sposato e a causa di ristrettezze economiche io e mia moglie decidemmo di fare il nostro viaggio di nozze in bicicletta: una settimana pedalando lungo il confine tra Austria e Germania su una di quelle superciclabili che hanno reso i tedeschi i campioni del cicloturismo nel mondo. Nelle borse portavo con me materiale da campeggio di minima qualità, tanta inesperienza e questo libro.

Di giorno pedalavo con mia moglie tra campi e foreste prealpine, la sera illuminato da una lampada a batteria continuavo a pedalare con Matteo seguendo la costa del Mare Nostrum, immaginandomi le salite del Marocco settentrionale e assaporando con lui quel senso di nostalgia per il suo grande amore lontano, Marina, che di tanto in tanto balenava tra le pagine di una narrazione fluida e avvincente come una pedalata sospinta dal vento.

A me i libri di viaggio non sono mai piaciuti. Ho sempre trovato che il succedersi di salite e discese, descrizioni pedanti di paesaggi e cibi siano quanto di più noioso si possa immaginare. Ma questo, a dispetto del sottotitolo (Viaggio in bicicletta attorno al Mediterraneo) non è un libro di viaggi. “C’è di mezzo il mare” è la storia di una storia d’amore che sembrava finita, ma che invece rinasce, pedalata dopo pedalata nel corso di un intero anno trascorso cercando di attraversare frontiere invalicabili e prestare fede all’impegno preso.

Dicevo, “C’è di mezzo il mare” è la storia di una storia d’amore ben mascherata da viaggio in bicicletta. e infatti già la dedica dice tutto: A Marina, che vorrei sposare.

E infatti il racconto si apre proprio in compagnia di Marina:
Marina è ancora nel letto, assopita del sonno del primo mattino. Come Marsiglia che, fuori dalla finestra, ha una luce in chiaroscuro. C’è una pioggia polverosa e soffocante che impasta i volumi dei palazzi e i vuoti delle strade. Silenzio solenne, quello dei momenti importanti. Lo sento che è un momento importante. Non è soltanto l’alba di un nuovo giorno. E’ l’alba di un nuovo viaggio. E, forse, di una nuova vita.

La cosa bella di questo libro è il soggetto: Matteo è il protagonista, l’eroe che viaggia in solitaria in giro per il mondo ma che, contrariamente a quanto ci si possa aspettare da uno che si lancia in un’avventura simile, non è l’uomo duro che non deve chiedere mai. Matteo è un eroe fragile, un eroe con il sorriso in faccia e ottimista, un eroe con il mal di schiena e innamorato, di Marina e della vita.

Mentre di notte Matteo mi spiegava nel corso dei suoi 13.000 km che per chi viaggia in bicicletta non esistono persone cattive o malintenzionati, ma solo amici pronti ad aiutarti (come il camionista che in Turchia lo salva da un branco di cani randagi inferociti, oppure i gendarmi in Algeria che lo scortano nelle zone in mano ai ribelli), di giorno, pedalando con mia moglie scoprivo che era proprio così e che c’è sempre qualcuno pronto ad accoglierti con un sorriso, magari sdentato, lungo la strada.

“C’è di mezzo il mare” è un libro che mi ha cambiato la vita perché leggendolo iniziai a progettare il Mio Grande Viaggio, un attraversamento del Sud America lungo la cordigliera andina e che realizzai quattro anni più tardi.

Leggendo “C’è di mezzo il mare” capii che lavorare in un call center, seppure ben pagato (in Germania, dove vivevo allora ti pagano bene anche nei call center), non era quello che volevo dalla vita e decisi per questo di cambiare tutto.

Cambiai tutto e adesso sono molto felice della mia vita e del mio lavoro e per questo credo che buona parte del merito sia proprio di Matteo e dello splendido libro che ha scritto. Insomma, immancabile nella biblioteca di qualsivoglia cicloviaggiatore.

300 pagine, Ediciclo Editore, 16,50 €. 

Per acquistare il libro, cliccate sull’immagine sottostante

Matteo Scarabelli c'è di mezzo il mare

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