La “Dolce Vita” in bicicletta è senza raggi

18 Aprile 2014

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Trovare le nuove frontiere della tecnologia ciclabile nel terzo millennio non è cosa facile. C’è però chi studia e realizza innovazioni che potrebbero essere una valida alternativa alle due ruote esistenti. Gianluca Sada ha studiato ingegneria dell’autoveicolo al Politecnico di Torino e la sua tesi è stata anche il frutto e il sudore del suo lavoro: una bicicletta.

La SadaBike è un prototipo che ha permesso all’ingegner Sada vari riconoscimenti tra cui nel 2010 quello dell’Ordine degli ingegneri di Torino per la tesi e da parte del Ministero della Gioventù come uno dei 200 giovani talenti d’Italia. Un pedigree di tutto rispetto.

L’aspetto avveniristico della bicicletta, oltre al telaio metallico in lega di alluminio, è sicuramente l’assenza di raggi per le ruote. Un accorgimento che alleggerisce il peso dei cerchioni e dona un’immagine innovativa alla SadaBike. Come è possibile far spostare una bici con delle ruote siffatte? la catena è collegata ad una sorta di rotella che fa da collegamento tra il pedale e il cerchione, permettendo il movimento della bici. Anche la ruota davanti è collegata tramite delle rotelle ma stavolta sono “tangenti” rispetto alla parte alta della ruota e ovviamente senza la catena.

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Il vero concetto dietro alla SadaBike consiste però nel tentativo di realizzare una bici di dimensioni standard che possa assolvere il compito di una pieghevole. Le ruote, alleggerite del peso e dello spazio dei raggi, sono da 26 pollici e sganciando il telaio è possibile richiuderlo compattandolo in dimensioni poco più grandi di un ombrello classico. “Le ruote prive di raggi, il minimo ingombro in chiusura, il sistema di piegatura con un solo movimento, il packaging utilizzabile anche come zaino contenitore, sono le innovazioni di questo elaborato” scrive Gianluca Sada sul suo sito. In questo modo si mantiene la postura che si assuma su una classica bicicletta ma appena arrivati al luogo di arrivo o alla fermata della metro si sganciano le ruote, si richiude il telaio e si infila il tutto in uno zainetto dato in dotazione per il trasporto a mano o in spalla.

Sada è molto convinto della sua “Dolce Vita” tanto che ha voluto subito depositare i brevetti alla Camera di Commercio di Torino. Un progetto che lo ha portato ad investire personalmente le somme di denaro necessarie per realizzare il prototipo, in attesa di finanziatori interessati o aziende che abbiano la volontà di realizzare in serie la bicicletta, riuscendo così a ridurre ulteriormente il peso del telaio e il prezzo di produzione di ogni elemento. Questo progetto, nella sua fase prototipo, è stato realizzato grazie alla collaborazione con lo studio Techno Design di Battipaglia, città meridionale da cui proviene Gianluca Sada. Una sinergia che unisce nord e sud nel segno della tecnologia e dell’innovazione del Made in Italy.

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