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Ciclabile del Reno tra Svizzera e Germania – Parte 3

Diari • di 15 Maggio 2014

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Freiburg – Lenzkirch

Ci svegliamo dopo una notte agitata e piena di preoccupazioni per quello che ci aspetta oggi.
Abbiamo infatti rimuginato tanto in questi ultimi 2 giorni su come continuare il nostro viaggio in queste ultime 2 tappe che ci rimangono da affrontare da soli. Il fatto di essere in 4 aiuta sicuramente, soprattutto quando si incontrano difficoltà sia tecniche che logistiche. La scelta è stata comunque quella di provarci, alla peggio rientreremo verso la prima stazione ferroviaria e…..

Tutto questo per dire che oggi ci tocca la Cima Coppi di questo tour estivo, una lunga salita di 12/13 chilometri verso Rinken. Si tratta di una variante “per sportivi” che si inerpica all’interno del NaturparkSüdschwarzwald con un dislivello di 800/900 metri. I più esperti ci hanno già detto che l’impresa, perché di impresa si tratta, non è alla nostra portata ma chi siamo noi per tirarci indietro?

Lasciamo quindi Friburgo di buonora in questa domenica mattina assolata, le vie della città sono deserte. Qualche bottiglia a testimoniare i bagordi del sabato sera, complice anche il match della squadra locale di calcio. E’ strano essere senza compagnia dopo più di 10 giorni passati insieme ai nostri amici, ma diversamente non si poteva fare e quindi inutile pensarci. In circa un’oretta si ritroviamo a Kirchzarten, da qui si comincia a fare sul serio e capiamo bene il perché, dopo infatti pochi chilometri in località Oberried, la strada letteralmente si impenna!

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Scaliamo tutto lo scalabile e via di rampichino pedalata dopo pedalata grondiamo sudore mentre al nostro fianco veniamo sorpassati ripetutamente da motociclisti e ciclisti ovviamente senza tutta la nostra zavorra al seguito. Dire che è durissima non rende l’idea. Le gambe letteralmente scoppiano, il sole picchia sulla testa, il cuore scoppia nel petto. Teniamo duro perché non si può fare altrimenti. Lavi è costretta ripetutamente a scendere dalla bici e a spingerla su per la salita, io resisto non so bene come. Finalmente ci addentriamo nel bosco e godiamo un po’ del refrigerio dato dall’ombra. Dalle indicazioni mancano poco più di 2 chilometri alla vetta, in fondo nemmeno tanto?!

Ma ecco che quando i timori cominciano e lasciare spazio alla felicità di avercela quasi fatta, arriva la doccia gelata. La strada infatti è clamorosamente chiusa con una serie di indicazioni di pericolo di vita e compagnia bella. Che fare?
Un paio di ciclisti che ho davanti si avventurano lo stesso, ma per noi la situazione è diversa. Da un lato dobbiamo centellinare gli sforzi, dall’altro dobbiamo fare comunque i conti con il tempo a nostra disposizione e con le cartine in nostro possesso risulta difficile prendere decisioni oculate.

Che fare? Ovviamente la scelta cade sull’opzione più conservativa ovvero prendiamo la deviazione indicata dai cartelli… Apriti cielo!!! Dopo poche centinaia di metri la strada asfaltata lascia il posto allo sterrato di una strada forestale che inesorabilmente si inerpica sulla montagna. Madonne come se piovesse mentre sudiamo anche il midollo e le ruote slittano ad ogni pedalata. Tiriamo fuori la nostra esperienza di trekking per cercare di orientarci sulla cartina ed avere almeno una parvenza di dove ci troviamo.

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Finalmente dopo quasi 4 ore di salita siamo al passo!!! Siamo stremati anche se ovviamente contenti. C’è poco da gioire però, all’arrivo mancano ancora almeno 25 chilometri. Mangiamo e beviamo e ci buttiamo a capofitto in discesa per guadagnare quanto più tempo possibile. Raggiungiamo finalmente la base della discesa a Hinterzarten, sono le 14 in punto quando presi dai morsi della fame ci sediamo nel primo ristorante che incontriamo. Siamo più ottimisti con la pancia piena!

Ci rimettiamo in sella e in pochi minuti siamo a Titisee, un lago fantastico per la sua bellezza di contro pare che tutta la Germania abbia deciso di venirci oggi. Siamo costretti a spingere le biciclette a mano dal gran numero di persone che affolla il lungo lago, incredibile veramente!

Ci lasciamo il lago alle spalle e ci avventuriamo per l’ennesima “scorciatoia” che si rivela essere un boomerang incredibile. La pista infatti ci porta all’interno del bosco su per una stradina che risulta talmente ripida che a fatica riusciamo a spingere la bicicletta a mano, è assurda la ripidezza di questa salita! Non abbiamo parole e nemmeno pensieri, anzi no forse quelli sì…

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Scolliniamo a finalmente ritrovato l’asfalto scendiamo verso la nostra destinazione finale Lenzkirch. Sfortunatamente il nostro alloggio si trova a 4 chilometri dal paese ovviamente dal lato alto… Le parole non le riporto perché sarebbero troppo offensive. Ormai non ne abbiamo veramente più. Risaliamo a zigzag la strada sperando ad ogni curva che lo strappo appena fatto sia l’ultimo ed invece… continuiamo a salire. Ce ne freghiamo delle indicazioni di strada chiusa per lavori e stremati dopo quasi 59 chilometri e oltre 3500 metri di dislivello siamo a meta!

Le proprietarie della pensione se la spassano clamorosamente quando capiscono da dove veniamo, noi dal canto nostro siamo coscienti dell’impresa che abbiamo fatto. Siamo andati sicuramente oltre ogni nostra aspettativa e la giornata di oggi rimarrà stampata nella memoria per molti moltissimi anni.
Ora è tempo di schnitzel e kartoffelsalat.

Lenzkirch – Waldshut

Ci siamo! Oggi è il nostro ultimo giorni di sellino e pedali e come volevasi dimostrare il tempo è pessimo.
Siamo in montagna e fa freddo. L’atmosfera è uggiosa e ci copriamo preparandoci ad una giornata “umida”. La prima discesa verso Lenzkirch si trasforma in pochissimo tempo in una prima doccia piuttosto fredda! Ci fermiamo in paese per fare spesa e grazie agli dei alla nostra ripartenza fa capolino un timido sole. Dai forse ce la siamo cavata con poco, ci diciamo.

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Con una serie di saliscendi anche impegnativi, raggiungiamo il primo punto di riferimento odierno che è la bellissima cittadina di Bonndorf. Il cielo è a dir poco nero, ed un vento impetuoso spazza le nuvole con una potenza inaudita. Da qui sappiamo che le cose, almeno da un punto di vista stradale dovrebbero migliorare ed infatti lasciandoci alle spalle il paese iniziamo un tratto di falsopiano tra le campagne ormai gialle di fine estate per tuffarci definitivamente in quella che è un’impegnativa discesa lunga almeno 15 chilometri.

Discesa che risulta estremamente pericolosa oltre che impegnativa. Le folate trasversali di vento e la velocità sostenuta, abbiamo toccato oltre i 60 km/h, unità al carico massimo delle bici rende il tutto mooooolto impegnativo. E’ però la giusta ricompensa dalle fatica disumane di ieri. Finiamo la discesa nei pressi di Stühlingen e ci concediamo un frugale pranzo a base di panini. Abbiamo il cuore leggero, ormai è tutta leggera discesa fino all’arrivo, la pioggia sembra scongiurata, mancano solo una trentina di chilometri.

Proseguiamo lungo una ciclabile sterrata che costeggia il fiume Wutach. Il vento è sempre importante e usciti dalla valle ci rendiamo conto che gli ultimi chilometri saranno il solito calvario di vento contrario.
Abbiamo pressoché esaurito le energie e fa freddo. Abbiamo solo voglia di arrivare per tuffarci sotto la doccia. L’attesa però è ancora lunga. Arrivati nei pressi di Tiengen facciamo una sosta per rimirare una serie di aquile che ha nidificato lungo il Reno, spettacolo superbo, reso anche più selvaggio dal vento impetuoso.

Ormai siamo al dunque, la zona industriale di Waldshut ci accoglie e con lei anche il motel. Siamo orgogliosi di noi stessi per quello che siamo riusciti a fare. Ora non rimane che goderci il meritato riposo serale con una passeggiata per le vie della città vecchia.

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