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Il leasing di biciclette sta risollevando il mercato in Germania

Il leasing di biciclette sta risollevando il mercato in Germania

In un momento in cui l’industria della bicicletta mostra segnali di rallentamento dopo l’euforia pandemica, un fenomeno si sta affermando come traino per la mobilità sostenibile nell’Europa centrale e, in particolare, in Germania: il leasing aziendale delle biciclette.

Il contesto: mercato bici in transizione

Nel 2023, il mercato tedesco delle biciclette ha visto una leggera flessione: −2,5% in unità vendute, −10% nel fatturato. Colpa delle scorte accumulate e di un’inflazione che frena gli acquisti diretti. Tuttavia, mentre le vendite tradizionali si normalizzano, il leasing aziendale accelera: +46% annuo di crescita tra il 2019 e il 2023, passando da €700 milioni a oltre €3,2 miliardi in valore. E la curva continua a salire.

Crescita tra il 2019 e il 2023 del leasing bici in Germania
Crescita tra il 2019 e il 2023 del leasing bici in Germania

Come funziona il leasing bici in Germania?

Un dipendente può scegliere una bicicletta (spesso un’ebike) che viene pagata mensilmente tramite trattenute sullo stipendio lordo, con vantaggi fiscali e contributivi per entrambe le parti. Il datore di lavoro gestisce il contratto con il fornitore di leasing, e il dipendente può usare la bici sia per lavoro che per tempo libero.

Il sistema, efficiente e diffuso, rende accessibili anche biciclette di alta gamma, si consideri che il prezzo medio delle biciclette acquistate con la forma del leasing è attorno a €3.500.

I numeri chiave del fenomeno

  • 1,9 milioni di biciclette in leasing in circolazione (2023), rispetto a 400.000 nel 2019.
  • 204.000 aziende coinvolte (+353% dal 2019).
  • 16,8 milioni di lavoratori hanno accesso a un programma di leasing.
  • Solo un lavoratore su dieci ha aderito: il potenziale di crescita è quindi ancora enorme.
  • L’80% delle bici in leasing sono ebike

Perché le aziende usano il leasing

Il leasing delle bici è diventato uno strumento strategico anche per le politiche di risorse umane: le aziende lo usano per fidelizzare i dipendenti, promuovere la salute sul lavoro e dare un segnale di responsabilità ambientale. Il fatto che il 90% delle biciclette venga scelto e ritirato in negozi fisici (e non online) rafforza anche il tessuto economico locale.

Impatto ambientale e culturale

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Se una parte della mobilità urbana può essere spostata dalle auto alle ebike aziendali, i benefici sono evidenti: meno traffico, meno emissioni, più attività fisica e benessere. Non a caso il leasing bici si intreccia con politiche climatiche e piani di mobilità urbana.

Secondo Deloitte, che ha curato un approfondito studio in collaborazione con Zukunft Fahrrad, il potenziale reale del leasing bici in Germania è stimabile in circa 5 milioni di utenti nei prossimi anni. Per raggiungerli, serve coinvolgere meglio le piccole e medie imprese che al momento sono una minima parte del sistema e semplificare ulteriormente l’accesso. Anche la digitalizzazione può aiutare: la gestione via app, l’assicurazione integrata, i servizi accessori rendono l’esperienza fluida e moderna.

I segmenti emergenti: eCargo e multiuso

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Tenways, e-cargobike urban

Un capitolo a parte lo meritano le cargo ebike, che stanno entrando nelle flotte aziendali, nei servizi pubblici e nella logistica urbana. Se supportate da infrastrutture ciclabili adeguate, possono diventare alternative credibili a furgoni e consegne tradizionali. Il leasing, anche qui, è un facilitatore.

Il leasing bici come leva per la mobilità del futuro

Non parliamo solo di una nicchia virtuosa: è una delle risposte più efficaci e scalabili alle sfide della mobilità urbana, del benessere lavorativo e della sostenibilità. In Germania, i numeri parlano chiaro: è un modello che funziona, che piace e che ha ancora enormi margini di crescita. Un modello che può essere replicato.

La situazione in Italia

In Italia finalmente si inizia a parlare del leasing per le biciclette e ultimamente anche l’associazione di categoria dei costruttori di biciclette ha iniziato a richiederne l’implementazione. Manca ancora una norma che ne permetta l’implementazione e la detraibilità fiscale come avviene, invece, per le automobili.

Contrariamente dalle automobili che vengono gestite con un approccio fiscale completamente differente, le biciclette, al momento, rientrano nella categoria dei fringe benefit (benefit aziendali esentasse) e hanno limiti annuali molto stretti: €258 all’anno (salvo deroghe transitorie) — troppo poco per una ebike.

Mancando una normativa che consenta chiaramente al dipendente di pagare una bici aziendale tramite trattenute lorde sullo stipendio, viene meno il risparmio fiscale e quindi le aziende italiane oggi possono offrire bici come benefit o noleggio, ma solo come spesa propria (a loro carico), o al massimo con “contributi volontari” del dipendente.

Noi di Bikeitalia caldeggiamo da oltre un decennio questo tipo di intervento. Lo abbiamo proposto a più riprese in occasione di convegni, seminari e lettere aperte alle istituzioni italiane.
E continueremo a farlo.

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Commenti

  1. Alberto ha detto:

    il problema è anche il parcheggio sicuro in azienda senza rischio di furto.

  2. Claudio Spini ha detto:

    Un sogno… chissa’ che diventi realta’ prima che vada in pensione!

  3. Luca ha detto:

    Magari, sarebbe fantastico!

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