Werfenweng, capitale alpina della mobilità nuova

17 Giugno 2014

Dopo aver visitato Bad Reichenhall e Berchtesgaden, tutto ci potevamo aspettare, tranne che in un paese di 900 abitanti, ubicato a 900 metri di altitudine e  nascosto tra le Alpi, da oltre 25 anni si stesse consumando una vera e propria rivoluzione della mobilità. Appena arrivati nel minuscolo comune di  Werfenweng, subito dopo il check-in in albergo, corriamo in camera per levarci di dosso i vestiti ormai fradici (in montagna il tempo può cambiare repentinamente) e ci concediamo una velocissima doccia.

Dobbiamo fare in fretta perché alla reception ci aspetta Giovanni, un monzese che da circa un anno si è trasferito qui a Werfenweng per crescere nel migliore posto possibile la propria figlia, Mia.  Giovanni lavora per l’associazione Alpine Pearls e coglie l’occasione per mostrarci i luoghi più interessanti di quella che scopro essere stata la prima perla delle Alpi. L’idea è tutta di Peter Brandauer, un visionario che, diventato sindaco all’età di 28 anni, si ritrovò di fronte alla grande sfida di dover rilanciare una località tradizionalmente dipendente dal turismo invernale messa in difficoltà dall’apertura dell’autostrada  Salzburg-Villach. Brandauer capì immediatamente che per sopravvivere occorreva differenziare l’offerta turistica e per questo propose di sfruttare finanziamenti ministeriali ed europei su una sorta di turismo della mobilità dolce.

interno auto

L’abitacolo dell’auto del sindaco di Werfenweng

Dal 1989 ad oggi, la continua rielezione di Brandauer alla carica di primo cittadino della piccola località turistica alpina è il segnale che la strategia ha funzionato e portato i risultati attesi. Da questa sperimentazione nacque l’associazione delle Perle Alpine di cui fanno parte ad oggi 29 comuni delle Alpi collegati tra loro proprio dall’eccezionale attenzione nei confronti di tutto ciò che è mobilità nuova e la dimostrazione che un turismo senza auto sia possibile.

Ma forse è meglio se lascio a Giovanni il compito di raccontare l’approccio al turismo di questa località speciale:

Le diversità finiscono necessariamente per destare l’interesse di qualcuno e la particolarità della piccola comunità montana di Werfenweng iniziò a richiamare l’interesse da parte di tutti coloro che preferiscono evitare le tradizionali zone deturpate dalle chiassose masse di turisti. Questo afflusso di nuove tipologie di turisti portò quindi a nuovi investimenti che spinsero verso l’alto il livello dell’offerta: di recente sono state ad esempio costruite degli chalet di montagna in stile canadese che registrano il tutto esaurito in qualunque periodo dell’anno.

chalet canadese werfenweng

Gli chalet canadesi di Werfenweng

A questo si aggiunge poi un’età media della popolazione locale di appena 34 anni (la media in Italia è di 42 anni), segno di un ottimismo diffuso e di una buona crescita demografica.

Trascorriamo la serata con Giovanni in uno strano ristorante di cucina tipica austriaca gestito da Turchi  dove facciamo veramente tardi.

piatto chili

Il risveglio il giorno successivo è difficile, questa località affascinante ci invita a restare, ma davanti a noi ci sono ancora sette perle da visitare in cui sappiamo che rimarremo ancora stupiti.

piccolo luogo ameno

La prossima tappa sarà Weissensee e per arrivarci dobbiamo percorrere dapprima un pezzo della ciclovia dell’Alpe Adria per poi continuare sulla celeberrima ciclabile della Drava dove il cicloturismo è roba che porta soldi veri nelle casse di queste zone altrimenti dimenticate dal turismo di massa, quello fatto di autostrade e grandi stazioni veloci.

Bad Gastein

E’ per questo motivo che ogni più piccolo ristorante in questo angolo della Carinzia è dotato di una rastrelliera per le bici e di un qualche simbolino che ammicca ai numerosissimi ciclisti che passano da queste parti. Qui i cicloturisti sono di casa, al punto che, ovunque noi andiamo, contrariamente a ogni altra parte del mondo, nessuno si sogna di chiederci da dove veniamo, dove andiamo e come facciamo a muoverci in bici. Qui è la cosa più normale del mondo e come dovrebbe anche essere.

Bad Gastein2

Qui è dove i tunnel hanno una ciclabile separata per consentire alle biciclette di passare da una parte all’altra senza timore.

tunnel ciclabile

Qui è dove gli amministratori hanno capito che le casette in stile Heidi, i castelli nascosti in mezzo al nulla, le foreste vergini, l’acqua pulita dei fiumi e l’aria purissima hanno un valore inestimabile e possono attrarre turisti e, quindi, denaro,

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