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Quel negoziante di bici di Catania

Rubriche e opinioni • di 14 Gennaio 2015

Io e la mia bicicletta abbiamo viaggiato molto. Insieme siamo andati alla scoperta di circa 30mila km di strade, attraversando oltre una ventina di paesi diversi sparpagliati su 4 continenti. In ogni viaggio non ho mai resistito alla tentazione di andare a visitare i negozi di bici locali per scoprire che aria si respiri lì dentro, quali siano le tendenze ciclistiche del luogo o semplicemente perché c’è sempre un pattino del freno da sostituire, un cono del mozzo da stringere o del nuovo mastice da comprare.

Turan, il miglior meccanico di bici di Izmir, Turchia

Turan, il miglior meccanico di bici di Izmir, Turchia

In ogni viaggio, per me, i negozi di bici hanno sempre rappresentato una sorta di oasi nel deserto, luoghi in cui puoi sentirti a casa per 5 minuti, lavarti le mani, chiedere in prestito una chiave dinamometrica per un nanosecondo e chiedere informazioni su quali strade percorrere e quali evitare nei dintorni. E mai, ripeto mai, che mi sia capitato di sentirmi come un intruso.

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Un biciclettaro di San Jose, Argentina

Dopo oltre 8 anni di viaggi in bici in giro per il mondo, il caso ha però voluto che lo scorso fine settimana arrivassi a vivere un’esperienza unica nel suo genere, ma procediamo con ordine.

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Un negozio di Zanzibar, Tanzania

È Sabato 10 gennaio, c’è il sole ché sembra quasi primavera e io e mia moglie arriviamo a Catania dopo aver compiuto un bel giro in bici alla scoperta della Sicilia. I tempi sono strettissimi: il nostro programma prevede un’esplorazione della città, una cena con i cicloattivisti catanesi e poi l’aereo all’indomani per ritornarcene a casa.

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Un ricordo di Sucre – Bolivia


Sì, l’aereo, croce senza delizia di tutti i cicloviaggiatori, perché portare una bicicletta in aereo significa smontarla, riporla all’interno di uno scatolone, pagare il supplemento e consegnarla al check-in in aeroporto. Il fatto è che gli scatoloni per bici non vengono venduti in aeroporto, ma bisogna arrivare sul luogo già forniti e, per farlo, occorre fare il giro dei negozianti di bici in città o, alla peggio, assemblarne uno con i cartoni che si trovano fuori da supermercati e centri commerciali.

Mi informo attraverso gli amici catanesi, ma i negozi che mi indicano hanno buttato tutti i cartoni proprio il giorno precedente, allora, armato di google maps, inizio a chiamare tutti i negozianti in centro, finché non trovo quello che mi dice “sì, ce li abbiamo, passa pure”.

Che fortuna, è a poche centinaia di metri dall’albergo in cui alloggiamo! Arriviamo lì. Il negozio non è un granché, ma chissenefrega. È mezzo vuoto e la metà piena è occupata da biciclette di gamma molto bassa, qualche cineseria. Anche le vetrine hanno pochi articoli, giusto qualche attacco pista che, evidentemente, erano stati comprati quando impazzava la moda delle fixie, ma che poi sono riimasti lì a prendere polvere. Il proprietario, però, è disponibilissimo: mi passa i cartoni e mi chiede addirittura se mi serve del nastro adesivo. Annuisco e lui si mette a cercare, ma trova solo un rotolo quasi finito che non può bastare per entrambe le bici. La sua estrema gentilezza mi insospettisce. E infatti.

Prima di andarmene, chiedo in modo retorico: “le devo qualcosa?
20 euro” mi risponde lui senza battere ciglio.
Sta scherzando?” chiedo.
No, sono serissimo” mi risponde lui.
Ma veramente?” ribatto.
Certo” chiosa perentorio.
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Mi faccio due calcoli veloci: voglio visitare Catania e il tempo stringe, l’ultimo negozio rimasto è a 8 km e di assemblare due cartoni per bici partendo dalle scatole della pasta, non se ne parla. In fondo per 20 euro non diventerò povero, mi dico. Metto mano al portafoglio mentre lui si dirige verso il registratore di cassa ed emette lo scontrino.

Appena fuori, chiedo a mia moglie di fare una foto al negozio, a futura memoria. Subito esce il proprietario che inizia a sbraitare dicendo di non aver paura della pubblicità negativa, che il suo negozio è lì dal 1903 e che continuerà ancora per molto, poi mi dice che sono un irriconoscente perché lui mette da parte tutti i cartoni per fare un favore ai turisti e poi chiosa: “E poi tu cosa pensi? A me, i cartoni, i costruttori di bici me li fanno pagare!”.
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Ribatto qualcosa, ma poi mi dico di lasciare perdere, allora lo ringrazio, arrotolo i cartoni, li carico sul portapacchi della bici, saluto e me ne vado mentre penso a millemila cose:

Penso che chiunque abbia il diritto di vendere qualunque cosa se c’è qualcuno che è disposto a comprarselo, ma penso anche che se io ho la percezione di star pagando per della spazzatura, io, cliente, non posso essere soddisfatto del trattamento.

Penso che un imprenditore che non sa soddisfare i propri clienti dovrebbe cambiare mestiere perché un cliente non soddisfatto non tornerà mai più e, oltretutto, ne parlerà con i propri amici creando una pessima reputazione nei confronti dell’imprenditore stesso.

Penso che un negozio di bici aperto nel 1903 e che ha resistito agli anni della motorizzazione di massa non meriti di diventare un luogo di smercio di immondizia proprio in occasione della seconda primavera della bicicletta.

Penso che il negoziante in oggetto sta perdendo una grande occasione: invece di vendere i cartoni ai turisti (che evidentemente tanto spesso passano da lui), potrebbe vendere delle magliette con scritto “I bike Sicily” o souvenir a sfondo ciclistico. Tu regali al turista un cartone (cioè dell’immondizia) e lui, per riconoscenza, magari ti compra un gadget.

Penso che proprio la Sicilia, che già ha un problema di immagine, dovrebbe fare di tutto per trattare i turisti come amici da coccolare e non come polli da spennare, soprattutto perché siamo nell’era di tripadvisor e di tutti i socialcosi e il non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te dovrebbe essere una regola ineludibile.

Penso che dopo poche ore ci aspetta una cena con i ragazzi di #Salvaiciclisti e che già a un primo sguardo Catania è proprio una città meravigliosa.

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75 Risposte a Quel negoziante di bici di Catania

  1. Enrico ha detto:

    Il tuo racconto è sicuramente emblematico e lascia pensare. Sono però dell’idea che al limite chiedere qualche soldo per uno scatolone di quelle dimensioni non sia di per sè assurdo, purtroppo anche gli imballaggi si pagano. Magari il negoziante avrebbe potuto chiedere un paio di euro, 5 al massimo e di certo non 20. E con la scusa offrirvi un souvenir, nella speranza di potersi guadagnare un cliente. Questo secondo me sarebbe stato più plausibile.

  2. Roberto ha detto:

    Io penso che signori si nasce…

  3. Emanuele ha detto:

    Lui è notoriamente un venditore di quale non avere una grande fiducia.
    In molti in citta lo trovano tendenzialmente scadente e davvero poco competente e affabile. Vive nel pensiero che è meglio “azziccare” qualche soldo in più al passante, che tanto poi non rivedrà, che tanto poi di clientela fissa forse non ne ha quasi (se non il medico di mezza età un po’ rincoglionito che paga e si fa fare di tutto).

    Quel negozio è lì dal 1903 di certo non per merito suo, ma per il Sig. Garozzo, che l’ha portato avanti per decenni e lui, l’attuale titolare, non era altro che l’operaio, che come vediamo, non ha imparato a far campare un negozio per altri 100 anni.

    Torna sempre in Sicilia ed ancora più spesso a Catania, ci sono realtà legate al mondo della bici che ti faranno facilmente dimenticare il Sig. Curulli. Ma forse già lo sai :)

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Tornerò volentierissimo. La prossima volta però mi farò tenere da parte lo scatolone da negozianti più affidabili :)

  4. Maya Divittutu ha detto:

    Eh si si, pessimo gestore, ha un tariffario spropositato, ci passai per chiedere una camera d’aria ma non mi hanno fatto entrare per il cane, è indubitabile la libertà di scelta se far entrare o meno gli animali e io nelle mie stupide convinzioni ho scelto di evitarlo in futuro! Qui l’occasione ha fatto l’uomo ladro perché di scatoloni ne buttano ogni giorno in via Monserrato di fronte al negozio di bici, credo, della famiglia Cristaldi

  5. Fabrizio Motoeshop ha detto:

    Salve, proprio sabato sono passati due turisti dal mio negozio perchè appunto gli servivano due scatoli per imballare le proprie bici e spedirle… Gli ho dato gli scatoli senza batterciglio contenti e soddisfatti sono andati via portando un bel ricordo della disponibilità catanese.
    Saluti da Fabrizio Motoeshop
    Ps: la prossima volta venite da noi che se ho disponibilità li dono volentieri perchè la maggiorparte delle volte li ho buttati letteralmente
    OVVIAMENTE GRATIS :D

  6. Marco ha detto:

    lavoro in un negozio di bici da 16 anni e mai, dici MAI, abbiamo fatto pagare uno scatolone a chi ce lo ha chiesto.
    E inoltre i ciclo-viaggiatori hanno precedenza su tutti in officina, proprio per essere d’aiuto a chi realmente ne ha necessità.
    Non so se è un caso, ma viaggiando ho sempre e solo trovato persone oneste e ben disposte nei miei confronti!
    Chi semina bene…

  7. Marco ha detto:

    brutta esperienza, ma al momento della foto ricordo la patetica pantomima del negoziante che aveva appena defraudato i clienti dice molto sulla pulizia della sua coscienza. E sul perché il negozio si trova in quello stato.

  8. PUNKNORRIS ha detto:

    CATANIA VIOLENTA!

  9. Anam ha detto:

    La mia esperienza nei confronti del negozio è negativa…
    Ed il figlio non è da meno…
    Peccato… peccato… peccato….
    ancora una volta una brutta “””cartolina”””.

  10. Alessandro ha detto:

    20 euro per 2 cartoni che sarebbero andati in discarica… mah…
    guarda il lato positivo… ti ha fatto lo scontrino :-D

    Dai troverai gente più gentile… io personalmente… al massimo… ma proprio al massimo 5 euro x 2 cartoni… e mi sarei già sentito un “ladruncolo”

  11. Giuseppe ha detto:

    Signor Emanuele, non capisco perché solo il medico di mezza età debba essere rincoglionito e non le altre categorie lavorative. Lei forse, preferisce farsi visitare o operare solo da neolaureati con poca esperienza? Le auguro di arrivare alla mezza età con tutti i “sentimenti”. Firmato un medico di mezza età che ancora arriva al Citelli dal livello del mare, che sostituisce la camera d’aria bucata, che procede alla manutenzione periodica dei suoi mezzi (pulizia catena, sostituzione freni, regolazione cambio, ecc.), saluta cordialmente i ciclisti che incontra e supera per strada ed ha sempre rispettato e rispettare tutti coloro che amano la bicicletta a qualunque età! P.S. Non le sembra che magari qualcuno paga e si fa fare di tutto, perché magari di tempo a disposizione ne ha poco?

  12. Alessia Elettra Campana ha detto:

    Mi dispiace per la tua esperienza, sei capitato nel posto sbagliato. Conosco quel negozio, sono dei ladri. Vogliono 1 euro anche per gonfiarti una ruota.
    Da evitare come la peste, con tutto il cuore spero falliscano.

  13. raimondo ha detto:

    2 DOMANDE: 1^ mi scuso con il compagno ciclista, ma il negozio è quasi fatiscente, l’unico rimasto di quella categoria ed è composto con materiale di scarso livello, x la prossima volta ti consiglio vivamente:
    Max Bike Service srl
    Via Pietra dell’Ova, 338 – Tremestieri Etneo (Ct)
    Tel. +39 095 337341 – Fax +39 095 336948 – Mobile +39 338 5861537
    [email protected] Qui troverai “allegria,professionalità, disponibilità e tanto altro” io ci vado anche x dialogare con gli impiegati e x curiosare i nuovi prodotti. 2^ non so di dove sei, ma io che vado spesso a Milano, già nel lontano 1982 un bicchiere d’acqua lo facevano pagare, il costo di una intera bottiglia del supermercato. Con qst non giustifico il negoziante Catanese ma purtroppo non tutti siamo dei “SIGNORI”.

  14. Alessia Elettra Campana ha detto:

    p.s.: te credo che li mette da parte i cartoni per i turisti, se ci guadagna 10 euro l’uno!

  15. Arturo ha detto:

    Negozio sbagliato ! capita in qualsiasi città di imbattersi nel ristorante, oppure nel bar pronti a fregare il turista , il negozio in questione è storico, fondato dal signor Garozzo , signori di altra pasta, sicuramente non ti avrebbero chiesto nulla, a volte i nuovi sono bravi a disintegrare tradizioni centenarie, pertanto ti chiedo scusa a nome dei miei concittadini, torna pure quando vuoi a Catania, ti offrirò’ da bere :) per i cartoni …li troviamo ovunque …tranquillo !! e gratis ;)

  16. Domenico Viggiano ha detto:

    Ci sono commercianti e ci sono commercianti appassionati. Io da sempre evito attentamente i primi perché oltre a farti pagare tutto ti danno consigli interessati e finalizzati al proprio guadagno

  17. giulio ha detto:

    esatto, emanuele!
    Non c’è nulla di assurdo in quel negozio. Per molti conosciuto come la “Gioielleria”. Avevo una bici con qualche problema ai freni e alla catena. Andai in questo negozio per chiedere, come faccio ormai per tutto, un preventivo per sistemare i freni e la catena. Il titolare dopo un controllo superficiale mi comunica che avrei dovuto spendere 35 euro. Risultato? , andai ovviamente da un altro negoziante, che con 12 euro mi ha risolto il problema regalandomi anche una pompa usata. Vobis

  18. valerio ha detto:

    la spazzatura tra buttarla o regalarla non vedo differenza, anzi meglio regalarla per un secondo utilizzo che buttarla direttamente via!!

  19. Adrian ha detto:

    L’occasione fa l’uomo ladro… In questo caso il negoziante ha capito che possibilmente regalandovi le scatole non avrebbe goduto di un guadagno immediato e tanto meno sui vari social network, visto che dal 1902 non avrà apportato migliorie. Mi dispiace sapere che la Sicilia ha un debito di immagine nei confronti di qualcuno o qualcosa.
    In ogni caso questo negozio, nel bene o nel male, ha goduto di pubblicità gratuita.

  20. enzo buccheri ha detto:

    “Penso che proprio la Sicilia, che già ha un problema di immagine, dovrebbe fare di tutto per trattare i turisti come amici da coccolare” Questa frase caro Paolo e veramente una grandissima minchiata non te la lascio dire penso sia fuori luogo non so con chi hai avuto a che fare tu in sicilia ma posso dirti che ti sbagli di grosso!!! Da me in negozio ne sono passati di turisti sudati puzzolenti ecc.ecc. ma ho sempre dato la mia disponibilita’ ed il mio aiuto a chi ne avuto bisogno. Posso dirti che sono stato a milano da amici e non avendomi portato la bici sono andato da un negoziante a Magenta per il noleggio di una bici per un giorno per il piacere di andare a fare il ghisallo e visitare il museo con i miei amici de san giuliano, bene mi ha dato una bici che potevo esporre il giorno dopo al museo del Ghisallo di quanto era vecchia e mal funzionante, alla fine per un giorno mi ha chiesto ” da colleghi” 30 euro pero devo anche dire che non ha preteso il pieno alla consegna della bici!! Io non ho messo lo scontrino su FB ne tanto meno pubblicato le foto del negoziante cosa secondo me da spilorcio o pillirino come diciamo noi in sicilia. Saluti da un siciliano innamorato e fiero dell’immagine della sua Sicilia!!!

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Caro Enzo,

      Anche a me piace molto la Sicilia ma purtroppo il nome della Sicilia è indelebilmente legato a quello della mafia (e prova ne sono i magneti e cartoline che si vendono ovunque che dicono “Baciamo le mani”, inneggiano al padrino, all’omertà, etc. etc.). Questo è il problema di immagine della Sicilia.

      Benigni ne fece una meravigliosa caricatura:

      • michele ha detto:

        scusate il ritardo…leggo solo adesso , rimango sconvolto da questi commenti. Subito pronti a giudicare e condannare la Sicilia per darle subito il titolato di ” tutti mafiosi” non sapete dire altro ! Invece d’infangare la gente andate a comprare gli scatoloni da brico o dai cinesi come ho fatto io e poi vediamo se ancora continuate a dire ladri a chi lavora ! Buonagiornata

  21. Emanuele ha detto:

    Hai uno strano concetto di pubblicità Adrian :)

  22. Emanuele ha detto:

    Io credo che il debito d’immagine a cui si riferisce Paolo non sia da intendere specificatamente nell’ambito ciclistico ma in maniera più generale nella percezione complessiva che si ha del turista e della sua gestione. Siamo di cuore grande noi, ma le circostanze ed il diffuso “saltabanchismo” non ha mai fatto bene a questo nostro lato.
    Restando comunque in fede della tua bontà d’animo e di quella del 90% dei Siciliani, un albero che cade fa sempre più rumore di una foresta che cresce.
    Con sincerità, E.

    :)

  23. Adrian ha detto:

    “Bene o male, purchè se ne parli”
    O. Wilde

  24. Emanuele ha detto:

    Oh, mi perdoni Sig. Giuseppe, non era affatto uno sfottò alla categoria (sono pure figlio di medico), ho detto a caso “il medico di mezza età rincoglionito…” solo perchè la mia memoria ha pescato proprio in un personaggio con queste caratteristiche la figura da descrivere.

    Sono il primo che paga per il tempo che non ha e l’esempio era colorito solo al fine di descrivere meglio quella clientela di cui il signore di cui stiamo parlando, forse, si prende un po’ troppo in giro.

    Buone pedalate e spero tuttavia di non doverla incontrare professionalmente :)
    (…sa come si dice con i medici!)

  25. Emanuele ha detto:

    Oddio Adrian, Oscar Wilde e la pubblicità del 2015 quanto hanno da dirsi?
    Questa è una frase fatta stravecchia come il cucco a cui francamente non farei più riferimento.

    La pubblicità, se negativa, non ha molto a che vedere con quella di cui parli tu, quella che comunica i tuoi valori (in positivio), la tua professionalità ed il tuo rispetto per i tuoi potenziali clienti.
    Credi che da questa discussione qui, il Sig Curulli, abbia tirato fuori dei potenziali clienti? O ha innescato un meccanismo che potrebbe portargli molto più danno d’immagine di noi 10 che parliamo qui? Tu da oggi ti serviresti da lui? Non so, lo vuoi chiedere ad Oscar Wilde???

    ;P

  26. Giuseppe ha detto:

    Gentili utenti, scusate se esco dal tema del post, ma c’è una grande mancanza di rispetto “ciclistico” e non solo in questo intervento. Signor Emanuele, non capisco perché solo il medico di mezza età debba essere rincoglionito e non le altre categorie lavorative. Lei forse, preferisce farsi visitare o operare solo da neolaureati con poca esperienza? Le auguro di arrivare alla mezza età con tutti i “sentimenti”. Firmato un medico di mezza età che ancora arriva al Citelli dal livello del mare, che sostituisce la camera d’aria bucata, che procede alla manutenzione periodica dei suoi mezzi (pulizia catena, sostituzione freni, regolazione cambio, ecc.), che saluta cordialmente i ciclisti che incontra e supera per strada ed ha sempre rispettato e sempre rispetterà tutti coloro che amano la bicicletta a qualsiasi età! P.S. Non le sembra che magari qualcuno paga e si fa fare di tutto, perché magari di tempo a disposizione ne ha poco e quel poco lo sfrutta per uscire in bici?

  27. Emanuele ha detto:

    Giuseppe ti ho risposto due commenti più su :)

  28. Alessandro ha detto:

    Ciao Paolo, se la prossima volta passate da Palermo fatevi sentire, ho uno spaccio di cartoni nuovi di buona qualità , PREZZO ABBORDABILE! :-)))
    Oh, scherzo! ;)
    P.S. Questo è il mio sito http://www.sikaniamtb.com

  29. rugolino ha detto:

    come mi vergogno ad essere catanese.

  30. EmilLask ha detto:

    Catania? no, grazie.

  31. Leonardo ha detto:

    Ci è capitata la stessa cosa a Bali, Indonesia… non lontani dall’areoporto di Denpasar. Al primo giro abbiamo rifiutato (anche lì, un paese dove il costo della vita è molto più basso, ci hanno chiesto 20€, cifra con cui noi vivevamo 2 giorni dormendo in guest house) ma poi non avendo alternativa siamo stati costretti a tornare.
    Abbiamo esposto le nostre perplessità al commerciante che è stato inamovibile!
    Anche per noi fu la prima volta dopo anni e anni di viaggi e trasporti in aereo, così come fu la prima volta che provammo la sensazione di essere fregati in 10 mesi di viaggio in asia… per fortuna gli episodi positivi e le persone generose sono state centinaia in tutta l’Asia

  32. Gabriele ha detto:

    Salve, premetto che il negozio in questione non brilla nel panorama ciclistico catanese. Ma purtroppo dissento totalmente dalla sua analisi riguardo l’accadudo. Una cosa che odio profondamente è quando si addita come ladro quel commerciante che ha prezzi fuori mercato o vende prodotti o servizi che altri regalano. Siamo in un libero mercato! Chiunque è libero di vendere ció che vuole, chiunque è LIBERO di non comprare da chi non vuole. Il concetto di “si approfitta perché in quel momento ne avevo bisogno e non lo aveva nessun altro” segue proprio il concetto di domanda e offerta e di valore sul mercato. Cioè per me poteva venderlo anche a 100€! Una cosa che detesto è quando le persone additano come “ladro” qualcuno solo perché a loro non conviene qualcosa. Mi sembra di aver intravisto un commento tipo “Catania? No grazie!” a questo commento rispondo: al nord nei bar l’acqua al bancone la fanno pagare, da noi no. Ma per questo non mi lamento “chiunque è l’obero di vendere ciò che vuole a quanto vuole”. Per concludere io per fare il cicloturista piuttosto che l’accattone preferisco questo: http://www.youtube.com/watch?v=q9h25Y16DYU non te la puoi permettere? Fai l’accattone! Dimenticavo, c…o! Ha fatto pure lo scontrino …. Un mito!!!! :-)))) saluti a tutti.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Ciao Gabriele,

      E l’oggetto da te proposto come soluzione, esattamente, come si trasporta durante il viaggio?
      https://www.bikeitalia.it/wp-content/uploads/2013/11/0529-cafayate-bottles-and-bike.jpg
      Così, per capire…

  33. enzo buccheri ha detto:

    Il film e bellissimo,ma non centra niente con il tuo concetto , rimango convinto che la tua non e’ una passione , ma una questione di possibilita’!!! Se non puoi permetterti una fantastica vacanza e pensi di risparmiare con il fai da te , ricordati turista fai da te Haiaiaiaia !!! Consiglio di farti la crociera con Mario Cipollini!!! Bellissima , pero 3000 euri!!!

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Caro Enzo,

      Le crociere, le faccia lei. A me piacciono le montagne e l’avventura, il contatto con le terre che attraverso e con la popolazione. Il cibo di strada e tutto il resto.
      Se trova qualcuno che organizza cose del genere, mi faccia sapere:
      https://www.bikeitalia.it/2011/06/16/dallaltra-parte-delle-ande/

      Ci sono cose che il denaro non può comprare.
      L’intelligenza, per esempio.

      • michele ha detto:

        sappiamo bene che l’intelligenza non si compra però leggendo un pò di commenti noto la tua voglia di vendetta nei confronti di una persona che vuoi o non vuoi ti ha risolto un problema , ma cosa pretendi , prima chiedi un servizio e poi lo vuoi gratis. Come se tu vivessi in un altro pianeta , oggi tutti paghiamo tutto anche l’aria che respiriamo.Quindi ciò che quel rivenditore ti ha dato e venduto è pertinente con ciò che tratta ! io prima o poi andrò a trovare solo per il fatto che ha dato atto di essere un cittadino che paga le tasse e che nonostante fosse sabato ti ha risolto il problema.Quindi morale della favola……non è spazzatura altrimenti saresti dovuto andare a rovistare tra i cassonetti , i servizi si pagano. Buon proseguimento di minchiate ! ( Saluti )

  34. luciano ha detto:

    di solito i cartoni si buttano quindi perchè pagare, poi si è vero che il commerciante avvolte ( con voci distinte i fattura ) paga spese di trasporto ed imballaggio a i fornitori di bici ma a sua volte se le fa pagare con il prezzo della bici quindi i 20 euro sono del tutto un ultra guadagno

  35. Gaetano Rizzo ha detto:

    Evidentemente il negoziante ti ha riconosciuto!
    Considerando che non brilli per simpatia e la tua spocchiosità e presunzione è nota ,probabilmente la tua fama è arrivata anche qui e lui ha voluto togliersi una bella soddisfazione
    Certo non è un signore, ma è corretto visto che ti ha fatto pure lo scontrino
    Scendi dal piedistallo !

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Ciao Gaetano,

      per scrivere così evidentemente mi devi conoscere da molto tempo e abbiamo avuto già occasione di incontrarci. Quando è avvenuto, esattamente? Ché io no me lo ricordo.

      Ciao.

  36. AH RIDICOLO ha detto:

    MA SE PAGARE TI SEMBRAVA ASSURDO, ALLORA PERCHE’ CAXXO GLI HAI CHIESTO : “LE DEVO QUALCOSA?” SEI RIDICOLO E INCOERENTE, IL SERVIZIO SI PAGA E SE NON TI SEMBRAVA CORRETTA LA CIFRA POTEVI LASCIARE ED USCIRE DAL NEGOZIO.

  37. AH RIDICOLO ha detto:

    QUOTO, PAGA E VAI A CASA RIDICOLO

  38. enzo buccheri ha detto:

    Allora se ti piacciono le montagne la strada il cibo e la cultura dei paesi o regioni che visiti vedi di non offenderli perche se la tua fama ti precede non penso che ti venderanno piu il cartone per la bici , ma ci infileranno te e la tua grande intelligenza dentro e penso che non ti chieredanno neanche denaro in cambio tutto gratis come piace a te carissimo PILLIRINO!!!

  39. Giovanna ha detto:

    a parte gli ultimi commenti fuori tono, da parte di chi cerca la rissa e trova solo l’eco della sua violenza … (mi raccomando Pinz, “l’unico modo per vincere una discussione con un idiota è non iniziarla”, dice @laprovvidenza su twitter…)
    viaggiando anche io in bici, solo un negozio mi ha fatto pagare (25€), ma mi ha offerto un vero servizio, non solo i cartoni: gli ho consegnato la bici, me l’ha pulita (!), smontata, avvolta e protetta nei punti fragili con le sue camere d’aria usate tagliate a misura, fermato i punti critici con fascette e nastri non adesivi, e l’ha inscatolata in un cartone con maniglie per trasportarlo facilmente. un sogno, ero a Santiago de Compostela. il tuo incontro (quello che hai incontrato, però, non è un ciclista, ma un finto furbo) vedrà i risultati della sua attività anche grazie a questi gesti, ma Catania non c’entra, la stessa costa poteva succedere a Trento,a La Spezia, a Macerata … ciao Pinz!

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Ciao Giovanna,
      Ecco, quello era un servizio che avrei accettato volentieri di pagare.
      E sono d’accordo. poteva succedere ovunque.
      Ciao :)

  40. Gaetano Rizzo ha detto:

    Sei troppo pieno di te per ricordarti.
    Ci siamo visti e scambiato qualche parola in occasione della manifestazione a Roma di aprile 2012 .
    Ho letto e seguito la tua “parabola” sul web sui vari Blog ,fino ad arrivare qui dove sei diventato un tuttologo a pagamento .
    Come me evidentemente altri hanno la stessa sensazione di fastidio alla tua arroganza.
    Persino un redattore di questa stessa testata ha avuto parole poco lusinghiere nei tuoi confronti sull’episodio in questione, qualche domanda fosse in te me la farei.
    E’ un peccato perché il sito e molto ben fatto e interessante, speriamo tu non contribuisca ad affossarlo come hai fatto per il movimento #salvaciclisti

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Ciao Gaetano,
      Se non mi ricordo di te forse è perché sono pieno di me (non lo nego), ma forse è perché il 28 aprile 2012 a Roma eravamo tanti. E ho incontrato molte, ma veramente molte persone quel giorno.
      Capisco di non stare simpatico a tutti. Non ho mai conosciuto nessuno che piacesse a tutti, men che meno le persone particolarmente determinate.
      Mi fa però piacere che #salvaiciclisti ti sia piaciuto e mi fa ancora più piacere che ti piaccia bikeitalia.it, significa che nella mia antipatia e arroganza qualcosa di buono l’ho fatto. Per l’affossamento del movimento #salvaiciclisti: perché attribuisci a me la responsabilità della cosa?

  41. Niko ha detto:

    Certo che tentare di difendere l’indifendibile è uno sport sempre più diffuso in Italia. -_-

  42. Va ha detto:

    Credo che questo signore del negozio sia vergognoso un po’ come gli ultimi commenti che ho letto, che c’entra il fatto che ogni uno vende ciò che vuole al prezzo che vuole? Qui si tratta di BUONSENSO!!
    Non credo che il tizio ricicli i cartoni, anzi li butta sicuramente via, quindi regalato o buttato non fa alcuna differenza tanto più se a chiederlo è un cicloturista che è venuto nel tuo paese!!
    Questo tizio del negozio evidentemente NON è un ciclista e ahimè ormai i negozi di biciclette li aprono anche chi usa l’auto per fare il giro dell’isolato…
    Poi ovvio che si dice sempre per GENTILEZZA “le devo qualcosa”, e se magari il tizio non faceva pagare 20 euro per una scatola chi ha scritto l’articolo magari comprava per riconoscenza un portachiavi.

  43. enzo buccheri ha detto:

    giovanna ci volevi tu!!!

  44. alfio ha detto:

    Spiace ciò che ti è successo. Spiace di più il qualunquismo, i soliti luoghi comuni, tutti mafiosi J.Stecchino il padrino…… ( troppi film) ….. non si può offendere una collettività …. i furbetti stanno anche vicino casa tua credimi…..ti sembrerà strano,
    a Catania ci stanno anche persone per bene….. ti saluto e buone pedalate!

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Alfio, Capisco che leggere 60 commenti sia impegnativo, ma non ho offeso una collettività.
      A Catania ho trascorso una serata meravigliosa in compagnia di Catanesi splendidi e il giorno dopo ho pedalato sul Lungomare Liberato. I furbetti stanno ovunque (e credo che i furbi siano proprio il male dell’Italia), ma questa volta l’ho trovato a Catania.
      Prenditela con lui, non con me che l’ho denunciato.

      Ciao e buone pedalate anche a te.

  45. Guido ha detto:

    …cortesia, scortesia, scaltrezza del negoziate… è tutto irrilevante.
    Pagare per gli involucri che vengono conservati NON è GIUSTO.
    Non lo è perchè il loro costo di smaltimento è coperto dal contributo CONAI che è compreso nel prezzo di acquisto della bicicletta che, a sua volta, viene girato su chi quella bici se la compra.
    Detto questo, l’abilità di un negoziante è vendere con diversi strumenti e chi li applica bene piazza una bici a chi è entrato per una camera d’aria.

  46. alfio ha detto:

    Paolo hai fatto bene a denunciare……la mia era solo , per togliere di mezzo i soliti luoghi comuni sulla mia Terra…… ti lascio con i tuoi impegni,,,,,, buone pedalate ciao.

  47. Mario ha detto:

    anche lo scontrino ha molto stile, trattandosi di Catania

  48. Alessandro ha detto:

    Pazienza, che vuoi farci. Almeno puoi dire che solo una volta nella vita si può conoscere il peggior negozio di bici del mondo

  49. Maestrodario ha detto:

    Purtroppo il negozio in questione si trova proprio in pieno centro ed è facile, per un turista, incappare in questo “commerciante”. Come dice Emanuele: il negozio era del sig.Garozzo che l’ha mandato avanti per decenni… Adesso è così mal messo e mal gestito che io (che abito a meno di cento metri) vado da un’altra parte!

  50. Peppe MTB ha detto:

    Ecco, appunto.

  51. Raffaeke ha detto:

    Ci sono persone che hanno un atteggiamento fideistico/religioso nei confronti del sapere e nella comprensione dei problemi quotidiani. Altri, hanno un approccio più razionale (logico), altri ancora intuitivo, E’ un fatto di metodologia gnoseologica.
    Tralasciando l’approccio intuitivo (esclusiva di pochi fortunati), la distinzione fra i due metodi rimanenti, qui, è netta.
    Chi difende l’ex-Garozzo è un religioso del pensiero alla stessa stregua di chi dice “Catania è bellissima”, “Catania ‘nto me cori”, “Catanuzza bedda”, e litanie varie: chi lo dice, lo fa o perché non conosce altro (<> si direbbe in Sicilia), o perché per misteriose ragioni di fede (e/o vergogna) non può dire altro… a se stesso.

    Il negozio in piazza Spirito Santo è decisamente il peggior negozio di bici della città. Forse della regione (ma non ho dati per confermarlo).
    La miopia imprenditoriale dell’ex garzone (ora titolare) di Garozzo è quella tipica del catanese della fiera che truffa i turisti che magari dalla Scandinavia optano per le vacanze in Sicilia portando valuta pregiata e dandoci lavoro. Lui crede d’aver fatto la “spertizza” (l’atto di furbizia), ma non capisce che il turista truffato ha pagato sì, ma non il prodotto scadente o -come in questo caso- il cartone. Ha pagato, invece, la lezione che varrà in futuro per sé e… per tanti altri. Sconsiglierà quindi Catania ad amici, parenti, sul web. E lo farà a ragion veduta. Quella “spertizza” dei 20€ costerà a quel negozio almeno mille euro/anno tra tutti i clienti che perderà (questo post sta rimbalzando su facebook tra i catanesi ciclisti… fate un po’ voi) e migliaia e migliaia di euro spalmati tra mancato turismo, mancato lavoro, immagine….
    Tutto per 20€.
    Se non voleva regalare dei cartoni (altrimenti spazzatura) poiché chiaramente non appassionato di ciclismo, l’avrebbe dovuto fare almeno come imprenditore: perché gli sarebbe convenuto. Ma il catanese già citato i conti non se li sa fare.
    Credersi sperto ed essere intelligente, non sono certo la stessa cosa.

    Raffaele

  52. Domenico ha detto:

    Lavoro in un corriere e spesso capita di consegnare bici ai negozianti..i cartoni?? Vanno tutti buttati via perchè anche il produttore preferisce usarne uno nuovo perchè col trasporto andrebbe rovinato.
    Se mai passerò di lì..lo farò cercare in lungo e in largo nel negozio..poi gli dirò…grazie ma non mi serviva nulla!
    Dimenticavo..dal 1903 il negozio ci starà pure..ma i suoi fondatori uscirebbero dalla tomba per far cambiare il mestiere a quel tizio..a fare i cartoni!!

  53. Paolo ha detto:

    Leggo solo ora l’articolo,
    preciso una cosa, a me arrivano le bici imballate ed alcuni cartoni li tengo sempre nel caso servino, come sarebbe stato il tuo caso. Chiaramente l’imballaggio non mi costa niente, non é possibile ricevere le bici senza il cartone…
    Non mi sognerei mai di farteli pagare.
    Tengo anche i vari protettori dell’imballaggio che sicuramente aiuterebbero a proteggere efficacemente la bici durante le “gentili” manovre al check dell’aeroporto.
    Quando visiterai Barcelona e dintorni…..

  54. Daniele ha detto:

    Leggo adesso l’articolo,
    sono catanese e conosco il negozio in questione da sempre….
    Mi ricordo il vecchio titolare, ìl sig. Garozzo, il quale era una persona distinta, sempre in giacca e cravatta, ma non era un esempio di….. generosità.
    Era molto competente infatti ha creato un marchio “Garozzo” appunto, che al tempo campeggiava discreto ma vistoso su molte biciclette. Tale marchio era molto conosciuto e apprezzato, questo grazie alla collaborazione di un biciclettista, la buonanima del sig. Bonanno, che aveva l’officina nel retro della sua bottega. Altro gran professionista, ma dai prezzi assolutamente fuori mercato. Il suo tariffario era il più alto della città.
    Giustamente qualcuno ha detto: siamo nel libero mercato…
    Conosco anche l’attuale proprietario e mi ricordo di lui dal tempo in cui era “impiegato” (e non garzone) di Garozzo. Su lui niente da dire, serio e competente!
    Oggi ha rilevato l’azienda, Garozzo è ancora vivo ma anzianissimo. Dalle nostre parti una volta succedeva spesso che un dipendente (il più promettente) rilevasse l’azienda del datore di lavoro…, ciò rappresentava il naturale evolversi delle cose, non come oggi in cui tutti i valori sono andati perduti e non si riesce a capire più nulla di come vadano le cose…
    Per me il sig. Curulli è persona seria e affidabile, ha un tariffario poco più alto dei concorrenti, ma a dire il vero anche questi non sono “specchiati” e poi non sono nemmeno tanti..
    Io ci vado sempre e non penso che l’amico ciclista sia incappato in qualcosa di così orribile: semplicemente aveva un problema e Curulli gliel’ha risolto… basta! 20 euro? Non mi sembrano uno sproposito…
    Quando si parte, con qualsiasi mezzo, si accetta di tutto perchè i contrattempi capitano sempre..le necessità pure!! Quì siamo addirittura arrivati a fare una lezione di geopolitica, di etica e di mafia….
    Incredibile…
    Saluti a tutti

  55. aldo ha detto:

    Bastava informarsi prima, invece di stupirsi tanto dopo… Se per il venditore erano spazzatura, per te erano oro, e, tanto più, anche comode all’albergo… in fin dei conti ti sei rivolto ad un’attività commerciale, non a una ONLUS, non è cosi impensabile che possa chiedere dei soldi. Indubbiamente avrebbe fatto più bella figura a regalarle, come del resto tu, a non scrivere un articolo diffamatorio (con tanto di nome e cognome) nei confronti di una persona che non ha fatto niete di male, se non di farti pagare due cartoni che tu avevi deciso spettarti gratuitamente. Trovo questo articolo di una notevole bassezza umana, scritto a titolo di ritorsione per un sgarro (che sgarro non è) subito, al solo fine di screditare una persona onesta, fino a prova contraria. Mi sembra di vederti, li sul posto, quando coi 20 euri in mano, stavi pensando alla terribile vendetta, ordinando alla moglie di immortalarti per documentare il grandioso scoop; immagino che ora vivrai più tranquillo, sapendo di averci informati che CICLOCENTER di Catania, vende cartoni a 10 euro. Ma, giustamente, una cosa giusta l’hai scritta… è una questione di stile. Complimenti…

  56. Zorro ha detto:

    Partite dal principio che il tempo di chiunque ha un valore e chi ha un negozio deve pagare le spese del negozio e mantenere la propria famiglia. Gia il fatto di chiedere le devo qualcosa implica che ti aspettassi tutto gratis quando eri disperato per un cartone. De non avevi intenzione di pagare nulla invece di andare da un ciclista potevi andare da un supermercato comprarti il nastro da pacco che nemmeno quello regalano per strada e non occupare ne spazio ne tempo al ciclista. Se ti viene reso un.servizio e sacrosanto che tu lo paghi. Se sali su un autobus il biglietto lo devi pagare anche se fai un metro. I negozi in genere non sono li per “prestare” chiavi professionali o fare l elemosina a chi pensa che il mondo sia una grande opportunita di accattonaggio. La prossima volta comprati una sacca cosi da non rimanere deluso.

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