Santafixie entra nel mercato italiano

22 Settembre 2015

Per noi che ci occupiamo di biciclette, Eurobike è una specie di Disneyland, uno di quei posti in cui tra un brezel e uno stand che espone solamente lubrificanti, ti può capitare di incontrare chiunque, dal negoziante del tuo quartiere al mitico Gimondi che si ferma a fare una foto insieme a te e sorride come se fosse la prima volta che gli capita una cosa simile.

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Durante una coda interminabile davanti al chiosco della birra, sotto un sole che cuoceva i britannici come fossero uova in padella, mi è capitato di scambiare due parole con Xavier, uno spagnolo che si occupa di biciclette a scatto fisso. Uno di quelli che se sente la parola “bikenomics” gli si apre un sorriso da orecchio a orecchio perché lui è uno di quelli che ha capito da tempo che il ciclismo urbano è il futuro della mobilità nelle nostre città e ci ha scommesso su.

Ho aperto un ecommerce dedicato al mondo dello scatto fisso in Spagna 4 anni fa e adesso stiamo aprendo la versione in Italiano” mi dice.

La cosa mi incuriosisce, ho le gambe pesanti per il troppo camminare. Ne approfitto per sedermi con lui a bere una Rothaus Tannenzäpfle e a riposarmi prima di passare al padiglione successivo.

Gli chiedo come vadano le cose nel mondo dell’ecommerce per bici e lui non ha molti dubbi:

Le cose vanno bene, se penso che siamo partiti con 30 biciclette assiepate nel garage di mio padre e adesso, dopo aver aperto la versione in francese e olandese dell’ecommerce, abbiamo lanciato da poco il sito in lingua italiana”.

Il progetto si chiama Santafixie e il nome già ti dice tutto.

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Per me, affezionato cultore della ruota libera e del doppio freno, le biciclette a scatto fisso hanno sempre rappresentato un mondo estremamente affascinante ma anche, in qualche modo, lontano. Gli chiedo, pertanto, perché abbia deciso di orientarsi proprio verso le fixie.

“Perché le fixie hanno cambiato radicalmente il paradigma del mondo bici”.

Non capisco. Lui sorride.

“Allora, 4 anni fa, prima di tornare a Barcellona vivevo a Londra. Io sono sempre andato in bici e ho sempre tenuto d’occhio il mercato. Poi a un certo punto ho iniziato a vedere sciami di ciclisti che si muovevano velocemente per la città, con fare disinvolto ed elegante, pedalando su queste biciclette belle e minimaliste. Mi piacquero subito e ne volli una anche io. Entrato in un negozio di bici, il negoziante mi chiese come la volessi e io risposi senza indugi ‘la voglio nera con i cerchi rossi’. Capito? Per la prima volta, invece di chiedere un telaio Orbea con guarnitura Campagnolo, cerchi Ambrosio e chissà che altro, ho chiesto una bicicletta che rispondesse solamente a tre requisiti: che fosse a scatto fisso, rossa e con componenti evidentemente di buona qualità”.

Se l’estetica (e la qualità) può più del marchio, non è un cambio di paradigma questo?

Ammetto che non ci avevo mai pensato.

Xavier continua: “E allora ho fatto una verifica su internet e ho visto che nessuno offriva online prodotti per biciclette a scatto fisso, quindi mi sono detto: perché non lo faccio io?”.
La cosa diventa sempre più interessante e continuo a fargli delle domande. “E poi?” Gli chiedo.
“E poi sono tornato in Spagna e ho convinto altri due amici a fare un esperimento. Abbiamo fatto un piccolo investimento e abbiamo messo online SantaFixie con una versione molto differente da quella di adesso”, dice.
“Piccolo investimento”, dice lui e io mi aspetto una sparata di fanstilioni di euro e, quindi chiedo: “Scusa, cosa intendi per ‘piccolo investimento’?”.

Sorride, per nulla imbarazzato dalla mia domanda e dice: “12 mila euro in totale per partire e comprare 30 biciclette che abbiamo stoccato nel garage di mio padre. Una volta che abbiamo scoperto che queste bici si vendevano, abbiamo chiesto un paio di finanziamenti per acquistarne di nuove e rifare il sito con la tecnologia attuale”
“E come è finita la storia?” domando io
“Non è finita – ride – come detto stiamo lavorando a un piano di espansione verso il resto d’Europa e se tutto va come deve dovremmo chiudere il 2015 con un fatturato di 2 milioni di euro
Io strabuzzo gli occhi incredulo e gli chiedo come si faccia a raggiungere un risultato tanto importante in soli quattro anni.
“Credendo molto nel progetto, scommettendo forte e rischiando molto. Questo ha significato sbagliarsi in molti casi e vedendoci bene in pochi altri. Credo che questo risultato sia figlio di molti fattori tra cui, sicuramente, molto impegno e molte ore di lavoro. Magari se avessimo fatto altre scelte oggi avremmo fatturato un milione o 5, non si può sapere. Quello che conta è che siamo molto contenti e con lo stesso entusiasmo del primo giorno”.

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Cerco di concentrarmi su questo progetto di espansione internazionale e gli chiedo “come ha fatto Santafixie a trasformarsi in un punto di riferimento internazionale sul mercato dello scatto fisso? È stata una scelta mirata o frutto del caso?”
“È stata una scelta naturale dettata dalle circostanze: abbiamo aperto un ecommerce in Spagna e abbiamo notato che iniziavano ad arrivare ordini dalla Francia, dall’Olanda, dall’Italia e dal resto d’Europa. Così sono nati i vari siti, tra cui Santafixie Italia”.
“Qual è il vostro cliente tipo?”
“A grandi linee il 95% dei nostri clienti sono ragazzi tra i 20 e i 45 anni. All’interno di questo grande gruppo ci sono molte persone nuove nel mondo delle fixie che si comprano la prima bici per provare, ma anche alcuni che stanno reinterpretando delle biciclette d’epoca, come anche esperti che si comprano la loro terza bici. Ovviamente ci sono anche quelli che hanno bisogno di un catenaccio o di ruote nuove per la bici

Fin qui ci siamo, ok il mondo digitale, ok il commercio elettronico, ok tutto, ma qui alla fine si parla di biciclette, oggetti che in alcuni casi possono subire dei guasti meccanici e su questo voglio vederci chiaro. Per questo chiedo a Xavier “ma come fate con le garanzie? Voglio dire, uno compra da voi una guarnitura o delle ruote nuove, gli arriva a casa e sono difettose e che fa?”

“Prima di tutto chiama il numero italiano dove trova un nostro incaricato che si farà spiegare il problema e che risponderà in lingua italiana offrendo la possibilità nell’arco dei primi 30 giorni di restituire il prodotto difettoso a cui corrisponderà un rimborso della cifra oppure una sostituzione del pezzo. Per il resto, normalissima garanzia di due anni su tutti i prodotti venduti (fatti salvi errori in fase di montaggio).”

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Prima di congedarci, gli pongo la domanda per me cruciale: “Xavier, come vedi il futuro della bicicletta in Europa?”.
Sinceramente vedo un futuro molto promettente. Ogni anno aumenta il numero dei ciclisti in Europa e ogni anno aumenta il numero di piste ciclabili, aumentano le città che offrono sistemi di bike sharing, aumenta la presa di coscienza da parte degli amministratori e aumenta a vista d’occhio il numero di ciclisti per strada.
Sicuramente aiutano molto i progetti come Eurovelo, una rete di itinerari ciclabili che mette in connessione tutti paesi d’Europa.
Nell’Europa meridionale dobbiamo imparare molto sulla cultura della ciclabilità dai paesi del nord Europa, però sono sicuro che è solamente una questione di tempo e di consapevolezza. Basta fare un giro per l’Olanda o per la Germania per rendercene conto: qui si possono vedere persone di oltre 60 anni che vanno ogni giorno a fare la spesa in bicicletta, una cosa impensabile in Spagna dove ci siamo abituati troppo all’uso dell’auto. Ma anche questo sta iniziando a cambiare e a fare la differenza sarà soprattutto la prossima generazione.

Ma la birra è finita: è ora di tornare a fare un altro giro per i vari stand.
Hasta luego e suerte!

 

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