Abbigliamento

Che bello poter camminare con le scarpe da bici

Che bello poter camminare con le scarpe da bici

Le mie prime scarpe da bici erano da bici da corsa. Ricordo ancora quando le provai per la prima volta in un negozio di bici: la pelle liscia e morbida avvolgeva perfettamente il piede, quasi come fossero fatte su misura. Ma c’era un dettaglio che mi lasciò perplessa: erano assolutamente scomode per camminare. Scivolai un paio di volte proprio lì in negozio, rischiando di cadere, prima ancora di decidere di acquistarle. “Con le scarpe da bici non si cammina”, mi avevano detto.

Peccato, pensai.

Perché in bicicletta ci sono così tanti motivi per fermarsi, per scoprire un angolo nascosto, fare una pausa per scattare una foto e godersi il paesaggio. Ma poi capii che chi va in bici da corsa, secondo la vulgata, non dovrebbe mai mettere piede a terra. Perché l’obiettivo è rimanere in sella, spingere, correre, senza soste.

Così, alla fine, conservai le mie scarpe comode per i viaggi in bici: ginnastica, trekking, persino i miei amati sandali. Erano perfette per le mie vacanze, mentre per le uscite domenicali in bici da corsa usavo le scarpe rigide con le tacchette, necessarie per rendere efficiente la pedalata e non “sporcare” lo stile.

Un giorno, però, mi invitarono a un’uscita in mountain bike, alla scoperta di un nuovo territorio. Dovevo portare delle scarpe da bici, ma le mie da corsa non andavano bene: servivano pedali diversi, scarpe diverse. Tornai in un negozio di bici, e tra tutte le opzioni per MTB, solo un paio catturò la mia attenzione. Non erano da MTB, non si sapeva ancora cosa fossero esattamente. Le comprai comunque, e solo anni dopo scoprii che erano le stesse che Jovanotti usava durante il suo viaggio in Sud America.

Queste nuove scarpe per me erano rivoluzionarie: comode per pedalare e, finalmente, adatte a camminare senza scivolare o rischiare di cadere. Una vera svolta. Certo, il prezzo era alto, esattamente come quelle da corsa. E sulle taglie? Un caos totale. Ogni marchio aveva il suo sistema di misure, e senza provarle era praticamente impossibile indovinare quella giusta.

Poi, un giorno in redazione, arrivò un nuovo paio di scarpe da testare: taglia 41, troppo grandi per me. O almeno così pensavo. Ma no, come sempre, le taglie cambiano da marchio a marchio e non c’è una regola fissa. Morale della storia? Mai comprare scarpe da bici senza provarle prima. Io le provo subito e sono perfette. Mi dicono che sono scarpe per il gravel.

Bici gravel e le scarpe gravel

In quel periodo le bici gravel stavano appena iniziando a diventare un trend, qualcosa di nuovo, quasi ribelle. Non c’era un dress code da seguire, né regole rigide da rispettare. Era come se la libertà che il gravel rappresentava su due ruote si riflettesse anche nello stile di chi lo praticava. E le scarpe? Anche loro erano così: un mix perfetto tra la scarpa da corsa e quella da mountain bike. Sembravano leggere e aerodinamiche come quelle da strada, ma con la suola robusta tipica dell’MTB. Leggere, comode e – cosa non da poco – anche economiche rispetto agli standard.

Queste scarpe erano pensate per un tipo di ciclista diverso: non per chi gareggia, ma per chi si gode il viaggio. Il gravel, infatti, è molto più di una disciplina ciclistica: è un’esperienza. Non importa arrivare primi, ma vivere il percorso. Le scarpe gravel incarnano proprio questo spirito: sono fatte per chi ama la compagnia, il paesaggio e soprattutto il piacere del viaggio. Puoi fermarti in un bar di campagna, fare una passeggiata su un sentiero sterrato, o scendere dalla bici per esplorare un angolo nascosto senza preoccuparti di dover camminare con quelle fastidiose suole da corsa.

Ci sono molti motivi per mettere il piede a terra: fare la spesa, riparare una foratura o dipingere ad acquerello.

In un certo senso, queste scarpe rappresentano una sorta di rivoluzione: sì, mettere il piede a terra è un atto legittimo. Comode, funzionali, ma anche eleganti nella loro semplicità. Non troppo voluminose come quelle da MTB, ma nemmeno troppo rigide e proibitive come quelle da strada. Potevo camminare su ghiaia, attraversare pozzanghere e scendere dalla bici per spingere sui sentieri senza problema (sapete cosa intendo: il tuo amico ti passa una traccia gpx senza pulirla prima e tu finisci ad attraversare un campo con la bici in spalla).

Negli ultimi quattro anni ho avuto modo di provare diversi modelli di scarpe gravel, di vari marchi, ognuna con le sue particolarità. Alcune erano più comode per camminare, altre migliori per pedalare, ma ce n’è un paio che finisco sempre per scegliere: le Shimano RX8.

scarpe gravel shimano

Il design è pulito, elegante, ma al tempo stesso robusto. Sono scarpe che ti danno quella sensazione di controllo sui pedali, ma con la flessibilità necessaria per permetterti di camminare senza problemi quando serve.

Insomma: nessuna regola fissa, nessuna necessità di correre, solo il piacere di essere sulla strada e di esplorare. Non dovrebbero essere così tutte le scarpe?

Leggi anche: Cos’è davvero il gravel?

Commenti

  1. Basilio ha detto:

    In pratica sono semplici scarpe con attacco SPD.

  2. Roberto ha detto:

    Uso pedali con puntapiede e scarpette con suola semirigida,la sensazione di libertà e sicurezza di pedalata per mettere giù i piedi in situazioni “complicate” è per me importante. Proverò gli attacchi e scarpe gravel come suggerito.Buona pedalata e biketherapy a tutti. Ciao
    Roberto su Strava:
    https://www.strava.com/athletes/8698532

  3. Andrea ha detto:

    Anche per la mountain bike, come per le bdc, scarpette rigide con le racchette offrono le prestazioni necessarie per le gare (dh, Enduro, xc…) ma per le stesse categorie, quando non si cerca di fare il tempo e non si sta attenti ai decimi di secondo, esistono i pedali flat a cui abbinare scarpe con suole specificatamente morbide, che offrono comfort di camminata sicuramente migliori di quelle citate nell’articolo.

  4. Giuseppe ha detto:

    Tutto vero e tutto condivisibile. Solo una osservazione. Sarà che MTB e gravel non sono mai stati i miei obbiettivi. Ancor di più da quando ho una configurazione personale più “bionica” per via di una protesi all’anca che gradisce meno gli sterrati che l’asfalto. Sarà che non è la competizione pura che mi esalta durante le mie pedalate. Detto questo, pur intuendo e rispettando le sensazioni di chi pedala nei boschi o sulle strade bianche, camminare con le scarpe da strada sulla strada, per necessità perché hai bucato, o perché da lì non si può proprio passare perche’ ci sono le scale da fare prima di arrivare a quel punto panoramico, a me piace. Persino il tipico rumore che inevitabilmente si produce con quelle tacchette. Facendo sempre attenzione, mi sono abituato ad un “assetto” particolare e, quando capita, mi sembra di ricambiare un favore alla mia bici: stavolta non sei tu a dovermi portare in sella; stavolta andiamo insieme ad armi pari.

  5. JULES ALBINI ha detto:

    Da anni (20+!) uso con estrema soddisfazione il modello “Explorer”, produttore “Vittoria”. Cercavo scarpe con tacchette da usare con i miei pedali doppia funzione (un lato con attacco, l’altro senza), e soprattutto che non avessero un aspetto troppo tecnico perché non mi va di apparire come un ciclista troppo “fissato” (anche se in realtà lo sono). In questo modello ho trovato il perfetto (per me) compromesso tra prestazione tecnica ed estetica. Infatti, se le cercate in rete, somigliano più ad una scarpa da trekking che da bici. Sono un modello robusto e flessibilissimo per camminare in estrema comodità. Unica pecca di questo brand è che è prodotto in numeri limitati ed è difficile da trovare.

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