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Città intelligenti contro mobilità stupida

News, Rubriche e opinioni • di 19 Ottobre 2015

Un servizio di trasporto pubblico locale capillare sul territorio comunale, percorsi ciclabili sicuri per collegare punti strategici della città, pedonalizzazione del centro e ampliamento delle zone 30 per consentire di potersi spostare a piedi e popolare le strade anziché trasformarle in parcheggi a cielo aperto. Gli ingredienti per rendere intelligente la mobilità che in troppe città è ancora stupida – cioè legata a un modo di spostarsi inquinante per l’ambiente e dispendioso in termini di tempo e di denaro – sono noti: ma il loro impiego contemporaneo per creare una ricetta trasportistica valida e disincentivare il traffico privato motorizzato non lo è altrettanto. Questo emerge dall’ultimo Rapporto ICity Rate “La classifica delle città intelligenti italiane”, realizzato da Forum PA e presentato il 15 ottobre scorso a Bologna.

I 106 Comuni capoluogo sono stati classificati in base alla valutazione di 72 indicatori statistici, che quest’anno afferivano a 7 dimensioni: economy, living, environment, people, mobility, governance e inoltre legality, settimo macrosettore entrato nel panel.

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Nella top ten classifica generale, rispetto allo scorso anno, non ci sono stati grandi cambiamenti: l’ingresso di Trento in ottava posizione e l’uscita di Ravenna (scivolata al tredicesimo posto): ma è indicativo notare come il minimo comun denominatore tra le città più smart sia una politica attenta alla mobilità che punta su tpl, pedonalizzazioni e ciclabilità diffusa. Al primo posto troviamo Milano, dove il bikesharing è sempre più in espansione; in seconda posizione Bologna, dove recentemente è stata inaugurata una grande velostazione con servizi per residenti e turisti; al quarto posto Modena, che detiene anche il quarto posto assoluto (su 106) per quanto riguarda la ciclabilità; al settimo posto Reggio Emilia, che recentemente è stata premiata da Civitas per le sue politiche a favore della bicicletta; in decima posizione Trento, che fa parte di un contesto regionale sempre più votato alla mobilità ciclistica.


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Nello specifico, per quanto riguarda la dimensione “mobilità”, rispetto all’anno scorso le città che hanno registrato un netto miglioramento delle performance sono Brescia, passata dal settimo al secondo posto, Firenze salita al quinto dal nono e Reggio Emilia che conquista la decima piazza salendo di quattro posizioni rispetto alla rilevazione del 2014.

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Dai dati elaborati da ICity Lab emerge un rafforzamento di Milano come capitale economica, che mantiene il primo posto assoluto incrementando anche il punteggio ottenuto, mentre si registra un crollo di Roma – in netta caduta dal dodicesimo al ventunesimo posto – con performance nettamente sotto la media per quanto riguarda l’ambiente (85esimo posto su 106) e la legalità (97/106). Senza contare il fatto che, dal punto di vista della mobilità, la Città Eterna che tra cinquanta giorni diventerà la mèta di milioni di pellegrini da tutto il mondo per il Giubileo dovrà mettere in campo un imponente piano di mobilità per gestire l’evento eccezionale: con la giunta dimissionaria, in attesa del commissario, garantire l’ordinaria amministrazione già sarebbe un buon risultato. Senza pedonalizzazioni e ciclabilità diffusa non si va molto lontano: le smartcity lo dimostrano.







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