Bici sul treno, la palla passa alle Regioni

11 Dicembre 2015

La petizione per avere un abbonamento nazionale per il trasporto della bici sul treno ha superato le 60mila adesioni sulla piattaforma Change.org, ma la soluzione per semplificare la vita a chi pedala sembra essere ancora lontana e il pallino è in mano alle Regioni, che hanno competenza esclusiva sulla materia. Lo scrive Sara Poluzzi, la cicloferropendolare promotrice della raccolta di firme online, che in questi mesi ha aggiornato puntualmente sull’evolversi della situazione alla luce degli incontri e delle risposte ricevute.

Al momento l’Italia – come si evince dalla cartina realizzata da Sara Poluzzi per dare una rappresentazione visiva del costo annuale per il trasporto della bici sul treno oltreché dei “lavori in corso” sull’argomento – appare suddivisa in diverse macroaree: la spesa varia da 0 – in quelle Regioni in cui le bici al seguito viaggiano gratis – a circa 1.000 euro l’anno, dove invece non esiste alcuna forma di agevolazione e chi viaggia in treno con la propria due ruote deve acquistare ogni volta il supplemento bici (e alle macchinette automatiche non sempre è così intuitivo e facile da farsi).

BICI_TRENO_REGIONI_INTERMODALITA_TRASPORTO_BICI

Recentemente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha risposto a un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle sul tema dicendo – come riportato da Bikeitalia.it – che la materia “bici sui treni” è di esclusiva competenza delle Regioni, che quindi sono le uniche a poter intervenire sulle tariffe ed eventualmente sull’istituzione di un abbonamento agevolato dedicato ai cicloferropendolari.

Scrive Sara Poluzzi: “L’abbonamento bici+treno vuole essere il titolo di chi utilizza la bici per raggiungere il lavoro o per spostamenti nel fine settimana, in sostituzione al mezzo privato e in un’ottica di riduzione della congestione sulle strade, dell’inquinamento e di una valorizzazione del mezzo pubblico”. Perché tutte le bici – non solo quelle pieghevoli – siano messe in condizione di salire sui treni senza avere i bastoni tra le ruote a causa di regolamenti differenziati su base regionale che, di fatto, scoraggiano questa forma di mobilità sana, amica del trasporto e dell’ambiente.

FINESTRINO_BICI_TRENO



Per questi motivi, la promotrice della petizione nel suo messaggio indirizza il testo della petizione in primis all’assessore Giovanni Giannini che – in qualità di assessore alla Mobilità e ai Trasporti della Puglia – coordina il Tavolo sulla Ciclabilità della Conferenza Stato-Regioni; di conseguenza anche a tutte quelle Regioni dove il trasporto bici sui treni non è gratuito e necessita di un biglietto di 3,50 euro al giorno che per 300 giorni/anno porterebbe a una cifra attorno ai 1.000 euro l’anno o che (è il caso della Toscana) pur avendo una forma di abbonamento, non consentono il trasporto delle bici nella fascia utile ai pendolari (7-9 e 17-19).



L’appello finale di Sara Poluzzi è dunque questo: “Chiediamo all’assessore Giannini di coordinare un tavolo di lavoro che porti all’attivazione di un abbonamento nelle Regioni elencate alla tariffa di 60 euro l’anno come nelle Regioni ove è già attivo e di risolvere il nodo della validità dei titoli emessi a livello regionale nel transito da una Regione a un’altra: attualmente se un abbonato bici+treno si dovesse spostare regolarmente ad esempio dall’Emilia Romagna alla Regione Lombardia dovrebbe pagare due abbonamenti annuali da 60 euro, uno per ogni Regione”.

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