Case Cantoniere, ecco il progetto per farle rinascere

21 Dicembre 2015

Un ritorno al passato che guarda al futuro per riutilizzare le Case Cantoniere, creando valore, turismo e occupazione. Questi gli obiettivi del progetto pilota che il 16 dicembre scorso è stato presentato da Mit, Mibact, Anas e Demanio: quattro realtà che hanno sottoscritto un accordo per valorizzare queste strutture strategiche dal punto di vista turistico, soprattutto quello all’insegna della mobilità dolce, a piedi e in bicicletta. Ogni Casa Cantoniera potrebbe offrire una serie di servizi “base” con una qualità e un costo standard (ristorazione, ospitalità) a cui si aggiungerebbero altri servizi e beni specifici della struttura e del territorio (come per esempio una selezione di prodotti enogastronomici o artigianali della zona). Le caratteristiche “casette rosse” disseminate su tutto il territorio nazionale – e spesso abbandonate da tempo – torneranno a nuova vita.

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Non è un caso che il primo lotto di 30 Case Cantoniere interessate dal progetto di recupero sia stato individuato lungo due direttrici importanti per il turismo slow: la via Francigena e il tracciato dell’Appia Antica. Successivamente le altre strutture da valorizzare saranno quelle comprese nei circuiti del Cammino di Francesco (La Verna – Assisi), il Cammino di San Domenico, il Circuito del barocco in Sicilia, la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), la Ciclovia Ven.To (Venezia Torino). Il progetto pilota sarà pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi.

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Un cambio di passo nell’approccio al tema del turismo, considerato oggi come un settore da rilanciare attraverso il recupero dell’esistente – mettendo a reddito e facendo rinascere beni dismessi – senza ricorrere a costosi investimenti infrastrutturali ma gettando le basi per creare delle oasi di turismo sostenibile sul territorio, creando occasioni per avviare imprese ricettive all’insegna della sostenibilità, anche in chiave cicloturistica. Il fatto che nella Legge di Stabilità – approvata alle 3 di notte di domenica 20 dicembre – siano state finanziate le ciclovie turistiche “prioritarie e già cantierabili” e che tra esse sia stata inserita anche quella dell’Acquedotto Pugliese (dopo che in un primo momento sembrava fosse esclusa, come Bikeitalia.it aveva ricordato con il tweetstorm #mancailSud) dimostra che stiamo andando nella giusta direzione.

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Su tutto il territorio nazionale l’Anas possiede 1.244 Case Cantoniere (di cui 607 sono utilizzate a vario titolo – uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio) di cui il 35% indisponibile per valorizzazione perché sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% ad alto potenziale turistico.

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Nei prossimi mesi saranno definiti i piani di utilizzo delle Case Cantoniere inserite nel progetto, la tipologia dei servizi che offriranno e che andranno ad ampliare quelli a supporto delle attività di esercizio e manutenzione della rete stradale mantenendone la disponibilità. Intanto è possibile prendere visione delle strutture che entreranno a far parte del progetto pilota sul sito www.casecantoniere.it dove è presente anche una breve storia di queste affascinanti strutture che conservano intatto il loro valore strategico sul territorio.

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