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Com’è nata Aspasso, la bici per il trasporto dei disabili

News • di 16 Marzo 2016

ASPASSO_BICI_TRASPORTO_DISABILI
“Ci raccontano che non avevano mai provato la sensazione di sentire l’aria in faccia: è una cosa commovente”. Al telefono la voce di Alberto Franceschini, titolare della Protec Ambiente, tradisce una certa emozione: si sta parlando della bicicletta speciale per trasporto dei disabili Aspasso, costruita in Olanda, che proprio la sua azienda ha deciso di importare in Italia per farla conoscere e distribuirla sul territorio nazionale. La notizia della prima bici “Aspasso” donata alla Cooperativa Sociale Casa della Gioventù del suo Comune, Senigallia, ha fatto in poche settimane il giro del web, riuscendo ad imporsi all’attenzione del pubblico nonostante l’argomento non facile, che troppo spesso viene tralasciato e relegato in secondo piano. Raggiungiamo telefonicamente Franceschini sul treno che lo sta riportando a Senigallia, di ritorno da Bologna…

Com’è nata Aspasso, la bici speciale per il trasporto dei disabili?
In realtà il progetto è nato un po’ per caso, visto che la mia azienda fa tutt’altro e cioè monitoraggio dell’ambiente. Parlando con un amico sono venuto a conoscenza di questa bici speciale prodotta in Olanda – e loro di biciclette ne sanno un bel po’ – e non avendo visto niente di simile in Italia ho fatto una ricerca per vedere se qualcuno la produceva anche da noi.

Che cosa è venuto fuori da questa ricerca sul tema?
Mi sono reso conto che c’erano tandem speciali o mezzi diversi e più complicati ma non esisteva nessun prodotto industriale paragonabile a questo, che consente al disabile di ‘montare’ sulla piattaforma della bici senza dover scendere dalla carrozzina e in autonomia, grazie a un sistema basculante.

Come funziona questo sistema?
L’operazione è molto semplice e il disabile riesce a posizionarsi sulla piattaforma della bici in circa 10 secondi, poi con il suo stesso peso la carrozzina si aggancia al telaio della bici e c’è la possibilità di allacciare anche una cintura di sicurezza aggiuntiva per il passeggero trasportato, che comunque resta seduto sulla sua carrozzina.

Avete avuto difficoltà per l’omologazione in Italia di questo tipo di veicolo?
No, perché ha tutte le caratteristiche di una cargobike a pedalata assistita, solo con qualche accortezza tecnica in più che la rende adatta al trasporto delle persone con disabilità motoria e fa compiere l’operazione di salita in autonomia.

Per quanto riguarda l’accompagnatore seduto sul sellino: è un mezzo difficile da portare?
Il funzionamento è abbastanza intuitivo: certo, bisogna prendere un po’ di confidenza con la pedalata che, trasportando una persona in carrozzina sul davanti, sicuramente risulta diversa da quella a cui siamo abituati. Ma bastano davvero 5 minuti: a Senigallia la prima pedalata dimostrativa l’ha fatta il sindaco.

Avete donato la prima bici speciale a una Cooperativa Sociale di Senigallia: che lei sappia la stanno utilizzando? Ha avuto qualche riscontro?
Il freddo e la pioggia di questi giorni hanno consentito pochi utilizzi ma ora con l’arrivo della primavera sono fiducioso che sarà utilizzata di più: d’altra parte la città si presta bene per via delle poche salite e del lungomare di 15 km.

E i passeggeri che cosa dicono? Quali sensazioni si provano ad essere trasportati su questa bicicletta?
La cosa più bella che ho sentito dire da qualcuno di loro riguarda la sensazione di sentire l’aria in faccia che loro non avevano mai sentito prima: una cosa commovente…

Quali sono gli sviluppi futuri di questo mezzo: avete avuto manifestazioni d’interesse anche fuori dalla vostra città?
Sto tornando proprio ora da Bologna, dove ho visitato la Velostazione Dynamo e incontrato l’assessore all’Economia e alla Promozione della Città Matteo Lepore: presto la Velostazione di Bologna avrà una bici Aspasso per offrire il trasporto dei disabili. E fuori dall’Emilia-Romagna siamo stati contatti anche dal Comune di Torino con cui a breve è previsto un incontro.

Questo mezzo ha un costo elevato?
Costa come uno scooter, ma è una bici a pedalata assistita versatile, che può essere configurata e personalizzata in base alle esigenze di ciascuno, e soprattutto non inquina. Stiamo avendo molti riscontri grazie al passaparola: non ci aspettavamo tutto questo interesse e speriamo che questo progetto possa continuare a crescere.







Una risposta a Com’è nata Aspasso, la bici per il trasporto dei disabili

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