Italia – Slovenia 0-1: ecco cosa succede attraversando il confine

7 Aprile 2017
pista ciclabile slovenia

Immagine tratta dalla pagina Facebook FIAB Trieste Ulisse

È stato inaugurato nei giorni scorsi un nuovo percorso ciclopedonale in Slovenia, a pochissimi chilometri dal confine con l’Italia.

Nel tratto che va da Capodistria a Isola, la strada è stata chiusa al traffico automobilistico. Metà carreggiata è stata riservata ai pedoni, e l’altra metà ai ciclisti. Si è creato così uno stupendo percorso in riva al mare, che è già “preso d’assalto” dalla gente del posto. Camminare o pedalare qui è un momento di svago, una possibilità d’incontro, un uscire dall’isolamento delle proprie case. È una questione politica nel senso più nobile del termine. Ed è anche una possibilità di spostamento veloce per chi fa il pendolare fra le due località.

Il tutto a pochissimi chilometri dal confine italiano, dove non c’è traccia di iniziative simili.

Qui di seguito un video di un entusiasta ciclista italiano in esplorazione a pochi chilometri da casa sua.

Commenti

Un commento a "Italia – Slovenia 0-1: ecco cosa succede attraversando il confine"

  1. Nicola ha detto:

    E da noi invece è stata premiata la ciclabile Grado Salisburgo come migliore d’europa….ciclabile che dal tratto che va da Grado a Udine hai il grosso rischio di avere la possibilità di essere falciato da auto e camion, in quanto la ciclabile passa per strade trafficate…
    E dire che volendo la ciclabile potrebbe essere meglio sviluppata e messa in sicurezza e potrebbe benissimo essere collegata a questa della slovenia in quanto tra Grado e Trieste, passando per l’isola della cona, le risorgive vicino Marina Julia, il castello di Duino e quello di Miramare poco prima di Trieste verrebbe fuori un percorso che non avrebbe nulla da invidiare a nessuno né come spettacolo da offrire né come tranquillità, inoltre i gestori dei ristoranti ed agriturismi locali non solo di Grado e Trieste ma anche di tutti quei paesi sperduti del Goriziano beneficerebbero non poco di quest’iniziativa vista la crisi nera degli ultimi anni; e sarebbe bello pure che fossero i friulani a potersi permettere di mangiare a casa loro senza aspettare i soliti turisti tedeschi/austriaci (ovviamente ben accetti) per mandare avanti la baracca.

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