Cancro: -45% se vai in bici al lavoro

2 Maggio 2017

Noi in fondo già lo sospettavamo, ma ora arriva la conferma da parte di uno studio scientifico: usare regolarmente la bici diminuisce il rischio di ammalarsi di cancro e di malattie cardiovascolari. E di molto, anche.

in bici al lavoro

fonte: telegraph.co.uk

Lo studio in questione proviene dalla Gran Bretagna, in particolare dalla Scozia, ed è stato pubblicato sull’autorevole British Medical Journal. È particolarmente interessante in quanto basato su un ampio numero di pazienti (più di 250mila) che sono stati seguiti a lungo, per più di 5 anni.
In particolare è stato preso in considerazione il modo in cui queste persone si recano al lavoro. È stata rilevata una grande differenza in termini di salute fra coloro che vanno al lavoro con modalità di spostamento attive (a piedi o in bici) e coloro che invece si spostano passivamente (con i mezzi pubblici o in automobile).

Ma passiamo ai numeri: chi va in bici al lavoro ha il 45% di probabilità in meno di ammalarsi di cancro, e il 46% di probabilità in meno di ammalarsi di malattie cardiovascolari. I lettori più a proprio agio con la statistica staranno pensando che chi pedala può solitamente avere in generale uno stile di vita più salutare (ad esempio per quanto riguarda l’alimentazione o il fumo), e anche questo può influire. In realtà l’effetto benefico della bici è presente anche dopo aver eliminato con metodi statistici l’influenza di questi altri fattori.
Un effetto simile è stato misurato su chi camminava per andare al lavoro, ma in quel caso la correlazione fra attività fisica e ridotto rischio di malattie è meno forte. Questo perché l’attività è meno intensa.
In media, i ciclisti del campione studiato pedalavano per 48 km a settimana. All aumentare di questa cifra diminuiva la probabilità di sviluppare malattie. Per quanto riguarda i camminatori, erano necessari almeno 10 km a settimana per avere benefici.

Molto interessante una considerazione fatta dagli studiosi: una volta che l’andare in bici al lavoro diventa una abitudine, farlo non richiede più alcuna “spesa” in termini di forza di volontà; al contrario ad esempio dell’andare in palestra dopo una giornata di lavoro, cosa che richiede ogni volta uno sforzo mentale importante – con il conseguente rischio di abbandono. Insomma, includere la bici nella propria routine quotidiana non è un peso, dopo un primo periodo di adattamento, mentre altre attività sportive possono esserlo.

Questo studio si aggiunge agli innumerevoli altri che mostrano come uno stile di vita attivo, e l’uso della bici in particolare, permetta di avere degli enormi vantaggi per la salute. Con una popolazione occidentale destinata ad invecchiare, e a far aumentare enormemente le spese sanitarie, è fondamentale promuovere le pratiche positive, quelle che permettono, come si dice, di prevenire invece che curare. Nel Regno Unito, da cui proviene questo studio, lo sanno bene, ed è per questo che il governo ha recentemente stanziato 1,2 miliardi di sterline per gli spostamenti in bici o a piedi. E da noi, cosa si aspetta?

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