#codicedisicurezza, l’invito di Fiab a tutti gli utenti della strada

22 Maggio 2017

Uno degli storici problemi del movimento pro-bici in Italia (ma forse dell’Italia in generale) è la mancanza di coesione. Chi va in bici da corsa non conosce i bikers, e chi usa la bici come mezzo di trasporto non capisce chi la concepisce esclusivamente come mezzo sportivo. Ovviamente ci sono molte lodevoli eccezioni, ma in generale la tendenza è alla divisione, anche all’interno di queste categorie ci sono tanti gruppi separati tra loro.
Per questo è importante dare il massimo in questo momento, in questi giorni in cui l’attenzione di tutti è riportata dalle vicende della cronaca alla questione della sicurezza stradale.

Codice di sicurezza fiab
Fiab, la federazione delle associazioni pro-bici italiane, sta lanciando proprio in questi giorni un’iniziativa volta a fare pressione sul parlamento per ottenere finalmente l’approvazione della riforma del codice della strada.
La campagna, con il nome #codicedisicurezza, è articolata in diverse fasi e modalità. Per il momento ecco cosa può fare ogni singolo ciclista, anzi ogni utente della strada… tutti noi:

Indossa o metti in mostra un laccetto bianco sul tuo veicolo (bici, moto, auto…) per manifestare la tua richiesta di una sollecita approvazione della Legge delega per la riforma del Codice della Strada.

Scatta una foto con il laccetto bianco, postala su twitter, facebook e instagram usando l’hashtag #codicedisicurezza e condividi l’iniziativa.

Stampa e diffondi il volantino dell’iniziativa (PDF alta risoluzione)

Fai sentire la tua voce ai tuoi rappresentanti in Parlamento, chiedendo anche l’intervento dei presidenti @lauraboldrini e @PietroGrasso.

E rispetta il codice della strada!


Ricordiamo che il nuovo Codice della Strada è stato già approvato dalla Camera ormai due anni e mezzo fa. Da allora il testo rimane fermo al Senato, senza alcuna chiara spiegazione del motivo per cui non si procede alla sua discussione e approvazione. Se la legislatura dovesse finire senza progressi su questo fronte, l’iter legislativo di questa che è una Legge Delega dovrebbe ricominciare dall’inizio.
Tenendo sempre a mente che la riforma del CdS non è un altro che un passaggio importante ma non risolutivo: dovrà essere accompagnato dall’applicazione severa delle sue norme, ma soprattutto da un cambiamento radicale nelle abitudini di mobilità, cambiamento che può e deve partire prima di tutto da noi. E ancora una volta, anche qui l’unione farà la forza.

Questa iniziativa nasce in seguito alla recente Assemblea Nazionale Fiab, nella quale è stata approvata la dichiarazione di Monza, i cui principi saranno alla base delle azioni Fiab per il prossimo futuro.

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