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[Video] Cycloscope 1° parte: dall’Italia alla Croazia

Diari • di 10 novembre 2017

Partenza!

1° tappa: Bologna-Portorotta
Ci siamo, il grand giorno è arrivato, si parte per il giro del mondo in bici! Sistemiamo le borse e dopo esserci chiesti almeno una ventina di volte “dimentichiamo niente?” e un’altra ventina “abbiamo preso tutto?”, finalmente partiamo.
Usciamo da Bologna e prendiamo una strada di campagna che attraversa paesini della provincia (Maddalena di Cazzano, San Giovanni in Triario, San Martino dei Manzoli…).
Ci sembra ancora una gita fuori porta.
2° tappa: Portorotta-Bosco Mesola 06 maggio 2014
Direzione Delta del Po. Vogliamo evitare, quando possibile, strade trafficate che non offrono molto da vedere se non una interminabile sfilata di tir che ci suonano il clacson. Arriviamo ad Ostellato e facciamo un giro alle Vallette. Il tempo è bellissimo e non c’è quasi nessuno, solo qualche anziano pescatore e due pastori con un gregge di pecore.
Da Ostellato prendiamo una ciclabile verso Bosco Mesola, la zona è piena di case abbandonate quindi non dovrebbe essere un problema trovare dove campeggiare di nascosto.
Montiamo la tenda dietro una di queste case, lontano da occhi indiscreti… più o meno. Ma comunque a breve farà buio.
3° tappa: Bosco Mesola- Isola di Pellestrina
Attraversiamo il Delta del Po, il paesaggio è bellissimo, c’è acqua a destra e acqua a sinistra. Acqua calmissima. Viene voglia di farsi il bagno.Un pescatore ci dice che dopo avere attraversato l’Adige c’è una strada alternativa alla Romea che costeggia un canale e arriva fino a Chioggia.
Poi Chioggia, una piccola Venezia, e prendiamo il traghetto per l’Isola di Pellestrina. Molto bella e per niente turistica, almeno in questo periodo. L’isola è una lingua di terra larga poche centinaia di metri e lunga circa 8 chilometri. Da una parte il mare, dall’altra la laguna, costeggiata da una ciclabile molto suggestiva. Ci sono un paio di borghetti con piazzetta sul mare.
4° tappa: Isola di Pellestrina- Caorle
Al porto di Santa Maria e ci imbarchiamo, attraversiamo in bici in Lido di Venezia e da qui prendiamo un altro traghetto per Punta Sabbioni, la terra ferma!
5° tappa Caorle-San Giorgio di Nogaro
10 maggio 2014
Tutti ci chiedono sempre da dove veniamo, nessuno ci ha ancora chiesto dove stiamo andando. Non so, forse pensano che il posto dove vivono debba essere per forza la destinazione.
La strada non ha niente di particolare, passa attraverso campi, campi, e ancora campi. Ci sorpassano trattori che sembrano enormi dinosauri! Arriviamo nel paesino di San Giorgio, gelato e birretta.
Subito fuori dal paese c’è una specie di boschetto dove dormiamo. E’ pieno di lucciole!
San Giorgio di Nogaro-Bosco Bazzoni
Molto bella la strada panoramica per Trieste, un po’ di salita “finalmente”. In cima c’era un piccolo tunnel chiamato “il tunnel del clacson”. In effetti ogni macchina che passava lo suonava. Non sappiamo perchè, se lo scoprite o lo sapete ditecelo!
Comunque proprio prima della discesa abbiamo deciso di piantare la tenda nel bosco lungo la strada, molto bello e pieno di profumi. Daniele dice anche con uno spiritello del bosco.
Spero sia buono… ci sono tuoni e fulmini e dentro la tenda dobbiamo urlare per sentirci.
7° tappa Bosco Bazzoni-Gradisce Pri Divaci (Slo)
12 maggio 2014
Dopo il temporale della notte questa mattina ci siamo svegliati con un bel sole! Passiamo il confine con la Slovenia, che non ha niente di speciale. C’è solo una scritta che sembra il simbolo dell’Eurospin. La Slovenia è bellissima, piena di verde e di boschetti placidi ideali per il free camping. Dopo mangiato ci accorgiamo pure di essere in compagnia di un cinghiale.
8° tappa Gradisce Pri Divaci (Slo)-Soboli (Hr)
Piove, ci sono 9°! Cioè 20 in meno di ieri. Prendiamo la strada per la Croazia, panoramicamente molto bella, con monti a destra e a sinistra, ma molto trafficata, con parecchie curve e senza spalla. Arriviamo in Croazia. Saliamo, saliamo, saliamo! Attraversiamo minuscoli paesini, a cambiare non è tanto il paesaggio quanto case e villaggi. Tra cui spicca Lipa, un borghetto di una ventina di case dove in ogni angolo è ricordato l’eccidio del 30 Aprile 1944, operato dai fascisti Italiani.
9° tappa Soboli-Ravna Gora
Si parte in salita, dislivello di 900 metri. Dopo 20 chilometri finalmente vediamo il Lokvarsko Jezero. Certo, la salita é una faticaccia e mentre la fai con una bici che pesa più di te pensi un sacco di imprecazioni, ne inventi anche di nuove. Poi, quando arrivi su, vedi il mare lontano, vedi le macchine sulla strada dalla quale sei partito piccole piccole, sei felice. Di quella felicità che ti prende da bambino quando per la prima volta fai una cosa con le tue gambe. Come andare in bicicletta.
Da lontano, ma non troppo, vediamo avvicinarsi delle nubi piuttosto minacciose. Manca solo un chilometro al lago e ci becchiamo una bella grandinata. Assideramento totale di mani e piedi!
E poi, ecco la cosa migliore della giornata (a parte la soddisfazione della salita). Un bar gestito da una signora di età indefinita, capello cotonato, frangiona e giacca di jeans. Musica croata a palla. Avventori dai 50 ai 60 anni. Tutti sbronzi. Cantano tutte le canzoni e sanno tutte le parole. Sono le 4 del pomeriggio, non male.
Restate sintonizzati per la prossima puntata qui su BikeItalia! Seguiteci anche sul nostro blog Cycloscope | Bicycle Touring Planet Earth e sui canali social!

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