Gli Italiani vogliono più biciclette, lo dice una ricerca

21 Gennaio 2018

È il risultato di una ricerca presentata durante la scorsa edizione di Bici Academy che evidenzia in modo netto e circostanziato che gli Italiani sono cambiati e hanno sempre più chiaro in mente ciò di cui hanno bisogno.

Stando a quanto riporta Remo Lucchi, presidente dell’istituto di ricerca Eumetra, gli Italiani non sono più i poveri ma belli a cui è tanto affezionata gran parte della politica, ma sono entrati nel nuovo millennio con un’identità nuova e la ricerca Eumetra lo dimostra: la soddisfazione economica e l’affermazione professionale non sono più l’ago della bussola dei nostri connazionali. Adesso la grande meta da raggiungere è quella dello stare bene, aspetti che Lucchi suddivide in tre componenti fondamentali: stare bene fisicamente, stare bene mentalmente e stare bene nell’ambiente che ci circonda.

E quando si parla di stare bene, ecco che la bicicletta entra con prepotenza nella ricerca: cosa fa stare meglio della bicicletta quando si parla di benessere fisico, mentale e nell’ambiente circostante? E infatti Eumetra scopre che più le persone utilizzano la bicicletta, più sono felici e soddisfatte di sé.

Elemento innovativo della ricerca è la parte dedicata al “chi”: se è vero che circa il 50% degli Italiani utilizza la bicicletta almeno occasionalmente, è vero che chi la utilizza più assiduamente, anche in ambito sportivo, sono quelle che potremmo considerare le “elite”, quadri e dirigenti di azienda, persone che hanno fatto del perseguimento del benessere una ragione di vita.

I ciclisti, quindi, contrariamente all’immagine pauperistica che è stata portata avanti per molti anni da più parti, non sono più i poveri che non si possono permettere l’automobile, ma i ricchi che, soddisfatte le esigenze di natura materiale, adesso cercano lo star bene con sé stessi e con gli altri. Si profila un quadro sempre più interessante, soprattutto perché la bicicletta fa sempre più rima con spirito critico e livello socio economico elevato.

Quello che anche emerge è il dato per cui a utilizzare in assoluto meno la bicicletta sono i baby boomers, ovvero la generazione nata e cresciuta nell’immediato dopoguerra, forse più resistente ai cambiamenti e che tanto condiziona le politiche nazionali.

Per Lucchi non ci sono dubbi: non siamo di fronte a una moda passeggera, ma che apre grandi sfide a chi opera nel settore: non ci si può limitare solamente a offrire prodotti, ma servono sempre più esperienze e contesti.

Chissà che, a meno di due mesi dalle elezioni, questo non possa stimolare qualche politico a rivedere la propria posizione sul tema che è sempre più popolare e genera sempre più consensi.

Qui la nota informativa sulla metodologia della ricerca: Agcom_Benessere_Eumetra MR 22-01-18_bloc

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