Bicifestazione 28 aprile: “Vogliamo i Piani della Mobilità”

26 Marzo 2018

Continua il nostro approfondimento sui 10 punti sollevati dagli organizzatori della Bicifestazione che si terrà a Roma il 28 aprile. Oggi vediamo il punto 4, sui Piani della Mobilità.

Vogliamo i piani della mobilità. I comuni facciano i piani urbani della mobilità e subordinino le scelte urbanistiche alla disponibilità del trasporto pubblico e alla riduzione della dispersione insediativa; vogliamo che il Mit, le regioni e i comuni facciano i piani per la ciclabilità previsti dalla legge 2/2018. Vogliamo bike manager nei comuni, nelle città metropolitane, nelle regioni: vogliamo persone competenti e appassionate che si occupino di bicicletta dentro le istituzioni.

Perché sono importanti questi punti? Per una serie di motivi. Andiamo con ordine.

I Piani Urbani: la mobilità attiva va a sistema

La promozione della mobilità attiva (trasporto pubblico, bici e piedi) è al momento troppo dipendente dalla buona volontà di singole amministrazioni illuminate. A volte le cose vanno bene (come ad esempio a Bolzano, a Reggio Emilia o a Pesaro); a volte vanno bene e poi si torna indietro quando l’amministrazione cambia idea, come a Bologna. A volte si rimane impantanati, come in tante grandi, medie e piccole città italiane.
I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile servono proprio a programmare lo sviluppo della mobilità in un determinato territorio nel medio-lungo periodo, impegnando pubblicamente l’amministrazione a rispettarli o – se non lo si fa – a spiegare perché di fronte ai cittadini.
La Legge Quadro per la Mobilità Ciclistica approvata a inizio 2018 ha introdotto anche i Piani Urbani per la Ciclabilità (biciplan), uno strumento ancora più specifico che impegna il comune a promuovere l’uso della bici come mezzo di trasporto, con standard qualitativi ben definiti e in armonia con quanto succede a livello regionale e nazionale.
Non si possono avere miglioramenti senza obiettivi ben definiti, che rendano facile misurare e quindi giudicare l’azione degli enti pubblici.

Su questi temi l’Italia sconta decenni in cui lo sviluppo urbano è avvenuto troppo spesso senza alcuna regola, portando a un eccessivo allargamento delle aree urbane (sprawling), negativo in quanto difficile da “coprire” con il trasporto pubblico. In troppe periferie i pendolari hanno l’automobile come unica possibilità di trasporto.

Bike Manager

I Piani Urbani sono importanti, ma lo sono anche le persone all’interno di un’istituzione. Non è un caso che a Roma le uniche misure pro-bici effettivamente messe in atto siano arrivate grazie all’impegno di persone provenienti da Salvaiciclisti.
I Bike Manager possono fungere da raccordo fra chi effettivamente pedala tutti i giorni lungo le strade di una città e l’amministrazione. A patto però di essere veramente “manager”, avendo un budget a disposizione e precisi poteri per potersi interfacciare fruttuosamente con i suoi colleghi.

L’appuntamento per tutti è sabato 28 aprile a Roma. Cambiamo noi la strada.

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