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Perché l’auto elettrica non è mobilità sostenibile

News, Rubriche e opinioni • di 4 aprile 2018

Domenica. Sole.
Famiglia.
Una città di mare infradiciata da due giorni di acquazzoni.
Il caffè è necessario per iniziare la giornata.
La radio passa una pubblicità che attira la mia attenzione.
Squillo di trombe “da oggi il modello X sarà solamente elettrico. Da oggi la mobilità sostenibile è realtà!!”

Brividi e silenzio in sala.

Ma come sarebbe che “da oggi la mobilità sostenibile è realtà”?

L’aggettivo “sostenibile” significa “che può essere sostenuto”, ma è sostenibile un continuo aumento della flotta auto nel paese con il più alto tasso di motorizzazione in Europa?


Crediti immagini: Incidenti Stradali e Parcheggio Selvaggio a Milano

La mobilità sostenibile non può essere ridotta a un elettrico da 90 cavalli.

Sostenibile non è cambiare il sistema di alimentazione dei motori. Sostenibile è ridurre il traffico e restituire il tempo alle persone. Perché le strade devono essere pensate per tutti gli utenti della strada.

Oggi la grande sfida è decongestionare le nostre città dalla presenza troppa invasiva di auto che fagocitano lo spazio pubblico. Marciapiedi, piazze, vicoli sono invasi da auto parcheggiate che vengono utilizzate solamente per un’ora al giorno.


La mobilità sostenibile non è la guerra all’auto o il solo perseguimento di un saldo ambientale positivo, seppure necessario. La mobilità sostenibile è un’alternativa efficiente ed efficace al mezzo privato a motore dando strada alle persone.

Caro produttore di auto elettriche, la storia della mobilità sostenibile non ce la beviamo più. Oggi, c’è una nuova generazione che non accetta la superficialità del trattare temi così importanti e determinanti per il futuro delle nostre città e dei nostri figli con un banale 90 cv elettrico.

Vogliamo spazio. Rivogliamo lo spazio che ci è stato tolto.

Ci vediamo il 28 Aprile a Roma per la Bicifestazione.





16 Risposte a Perché l’auto elettrica non è mobilità sostenibile

  1. severino ha detto:

    Gent.mo Sig. Lazzari,
    probabilmente Lei non ricorda il Sig. Henry Kissinger (ex Consigliere per la sicurezza nazionale
    e anche ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America) che divenne famoso anche per una teoria: “la teoria dei piccoli passi” (all’epoca applicata alla politica internazionale).
    La stessa teoria andrebbe applicata alla -rivoluzione della mobilità sostenibile-; Lei preferisce le città invase dalle auto a gasolio/benzina, con conseguente enorme inquinamento o un -piccolo passo-, certo non definitivo, dove a parità di veicoli circolanti l’aria sia più respirabile?
    Crogiolarsi nella utopica speranzosa idea di veder svuotate le città dalle auto dall’oggi al domani è mera chimera. Anche abbandonare l’auto per i lunghi spostamenti (vedasi le ferie) è ancora una speranza.
    Portiamo in cascina il fieno che si può raccogliere altrimenti corriamo il rischio di non avere ne il fieno e nemmeno la paglia.
    Buona giornata.

  2. Mirko ha detto:

    Davide Lazzari non dica cazzate se pedala lei per me Io mi prendo la bicicletta

    • Ciclista Sdraiato ha detto:

      Salve, mi saprebbe dire se è qui che si svolgono le selezioni per i campionati nazionali di analfabetismo funzionale?

    • marco de santis ha detto:

      Ottimo commento, intelligente, critico e costruttivo. Un vero esempio di alta creatività che dimostra fin nei minimi particolari quanto l’utente, il sagace Mirko, sia consapevole nell’uso e nel significato della parola libertà: partecipazione e responsabilità.

  3. Hung ho ha detto:

    Guarda sciur Lazzari, io ci ho il risciò dei cinesi, lei corre io le dico dove voglio andare.
    Le metto anche un bel sistema di recupero del metano se vuole.

  4. PaoloZ ha detto:

    A leggere i due commenti qui sopra pare che anche i dinosauri leggano Bikeitalia! ?

  5. Antono De Sena ha detto:

    Ecco un esempio di chi non vuol3 capire che l auto è solo dannosa alo uomo. Pedala che ti fa bene e forse la tua salute migliora un pochino Come fa una persona a dire parla tu per me che tristezza.

  6. Paolo ha detto:

    Utopia di chi pensa che ogni cosa sia gratis. Signor Lazzari, le strade di cui vorrebbe appropriarsi, le piste ciclabili è più in generale tutto il sistema di viabilità é stato finanziato con i soldi degli automobilisti (bolli auto, imposte ed accise sui carburanti, posteggi a pagamento, accessi a pagamento nelle aree centrali Delle città, etc.) Quando tutti questi miliardi di euro di tasse verranno spostati a carico dei ciclisti, soli allora lei potrà portare avanti questa utopia post marxista su due ruote. Fino a quando sfrutterà infrastrutture pagate da altri, dovrà invece considerarsi iper soddisfatto e contento anche soltanto per il poter circolare in bici!

    • Ciclista Sdraiato ha detto:

      “Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della draisina. Tutte le potenze dei motori catalizzati e non si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro […]”

      OMMIODDIO, È VERO! LA BICICLETTA PROPAGANDA IL COMUNISMO! :O
      Vado subito a comprare un’auto elettrica, così potrò dire a tutti con orgoglio di far girare l’economia e pagare le tasse, non come QUELLI LÀ CHE PEDALANO E NON SI SA BENE DOVE VANNO E COSA FANNO E NEMMENO MI RINGRAZIANO PER LA LIBERTÀ CHE DO LORO!

    • LIttleWing ha detto:

      Nessuno vuole appropriarsi di un bel nulla: l’intero sistema di viabilità rientra nel cosìdetto “benecomune” e come tale va ripartito in maniera adeguata. Gli automobilisti non sono gli unici che “finanziano” per la manutenzione-costruzione della viabilità: milioni di persone che utilizzano i mezzi pubblici contribuiscono (eh si, anche loro “versano” indirettamente le accise sul carburante e pagano i costi di manutenzione dei veicoli pubblici) a “finanziare” il sistema di viabilità;
      milioni di cittadini (anche ciclisti e passeggiatori) versano ai comuni le imposte, che vengono utilizzate anche per strade e parcheggi (purtroppo progettati esclusivamente per automobili e motocicli).
      La mobilità sostenibile non si rivolge alla maggioranza, ma a tutti (e questa non è un utopia: basterebbe dare un’occhiata fuori dal proprio guscio nazionale per accorgersene).
      E poi Paolo se davvero il tuo ragionamento “finanziario” fosse fondato, visto lo stato attuale delle strade urbane ed extraurbane direi proprio che gli automobilisti non hanno sborsato ancora abbastanza…
      Invece pare che il transito continuo di ciclisti non causa danneggiamento del manto stradale, nè inquinamento atmosferico, nè voragini in prossimità dei parcheggi.
      Eppure anche loro contribuiscono a riparare i danni di una viabilità insostenibile e deregolamentata.

    • Davide Bronzini ha detto:

      che pensiero basso ma basso proprio, complimenti tu sì che sei lungimirante

  7. Alex ha detto:

    Nessuna strada è stata mai finanziata da chi paga le tasse sull’ automobile, si tratta di introiti assolutamente insufficienti. A chi crede a queste cose, quando le raccontano, suggerisco di bere meno grappa. Anzi, semmai è vero il contrario: in un paese dove l’ evasione fiscale è in pratica legalizzata, chi si compra i gipponi da 100.000 euro li può usare e parcheggiare in strutture viabilistiche pagate da altre persone. Le piste ciclabili in particolare non possono essere state realizzate con i soldi delle accise ecc. perchè le piste ciclabili semplicemente non esistono, almeno qui da noi… Più in generale, è assurdo e patetico arrivare a pensare che l’ uso di un mezzo meccanico con motore, a combustione o elettrico, sia più importante della vita stessa e della qualità dell’ abitare nelle nostre città. Comunque questo è un grande sito davvero…quando si arriva ad avere i trolls professionisti sempre pronti all’ azione…!

  8. Bruno ha detto:

    Peraltro recenti studi mostrano come l’auto elettrica non abbia emissioni inferiori a un moderno diesel e tantomeno a un benzina.

  9. Pier ha detto:

    Bravo Davide Lazzari. Evidentemente ci sono molti ciclisti (sportivi?) che sono parte del problema.

  10. Alkè ha detto:

    Argomentazione combattiva, non c’è dubbio. Che le nostre città sia un groviglio di macchine parcheggiate in ogni dove è verissimo. Che ci debba essere più informazione e sensibilità sui temi di mobilità sostenibile e condivisa (car sharing, bike sharing, mezzi pubblici) è verissimo. Tuttavia, l’auto elettrica non è da denigrare, specialmente se fa risparmiare spazio (la maggior parte è di piccole dimensioni) e denaro perché non necessità più di carburante. Non dimentichiamoci che l’inquinamento dato dalle autovetture tradizionali è in continuo aumento per cui, ben venga l’auto elettrica.

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