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I mezzi pubblici al servizio dei cicloturisti in FVG

News • di 2 Ottobre 2018

Negli ultimi anni il Friuli Venezia Giulia si sta rivelando come una delle regioni a più alto tasso cicloturistico. Le ragioni sono diverse, fra le prime la “corrispondenza d’amorosi sensi” con il Trentino Alto Adige, in quel metaforico ponte Trento-Trieste che ancora oggi a un secolo esatto dalla fine della Prima Guerra non ha sradicato le comuni fondamenta mitteleuropee. Se è a Trento e Bolzano che fra i primi ci si è accorti del potenziale business cicloturistico da intercettare sulle rotte centro europee, è poi a Trieste e Udine che si è pensato di intercettare quelle centro-orientali.

tagliamento

La costruzione della ciclabile Alpe Adria che collega ormai da un paio d’anni con sempre maggiore popolarità Grado a Salisburgo, in parte su ex tracciato ferroviario, rappresenta anche fisicamente la direttrice mari-monti, Mediterraneo-ex Impero Asburgico, e forse più di altre suggerisce anche solo sulla carta un vortice di sensazioni ben definite. Ci si immagina lungo il Salzach ad ascoltare Mozart, e poi subito dopo ad attraversare le Alpi e immettersi in una pianura solcata dalla Storia per finire sulla laguna nell’isola d’oro. Il tutto lungo 410km, ovvero una settimana di viaggio alla media di 60km al giorno…

Tutto ciò non sarebbe comunque funzionale senza la presenza massiccia in regione del trasporto bici su ferro, battello e bus. In particolare d’estate le iniziative di corriere di linea con carrello per il carico delle biciclette si moltiplica.

La cosa buona è che da quest’anno l’intera area interessata dal fenomeno cicloturistico ha trovato un accordo transnazionale e gli stati che si sono adoperati affinché i servizi intermodali di trasporto non conoscano confini sono Italia, Austria e Slovenia.

Accade così che si possano caricare le due ruote sui treni che da Trieste salgono fino a Villach, per trovare lì altre coincidenze per Salisburgo o Vienna, oppure scegliere la rotta del’Est prendendo il treno a Trieste e arrivando a Lubiana. Dalla capitale slovena esistono corrispondenze per Vienna e Budapest.

Un’altra novità del 2018 è stata anche la riattivazione della ferrovia Pedemontana, già abbandonata e ora restituita ai treni storici e in parte anche a quelli dei pendolari. I suoi binari corrono paralleli alla ciclabile regionale FVG3 chiamata anch’essa Pedemontana e del Collio, in quanto prosegue sul versante italo-sloveno dedicato alla cultura della vite, in uno dei paesaggi più suggestivi. Questo tracciato cicloturistico mette in relazione città come San Daniele del Friuli, famosa per il prosciutto, Cividale del Friuli, borgo medievale protetto dall’UNESCO, e la zona appunto del Collio goriziano, celebre per i suoi vini.

La rotta più ambiziosa è quella che si sviluppa lungo la costa. In parte è interrotta, e questo è uno dei casi in cui treno, bus o motonave possono venire in soccorso. Un esempio virtuoso è il trasporto marittimo fra Marano e Lignano Sabbiadoro o fra Grado e Trieste, così come illustrato nel mio video.

Ambizioso dicevo, perché il tratto regionale appartiene al ben più complesso itinerario di Eurovelo 8 che dal sud della Spagna dovrebbe proseguire fino in Grecia.

Ciclabile di rilievo, per quanto abbastanza breve, soli 120 km, è la caratteristica Parenzana, costruita sulla ex ferrovia che collegava Trieste a Parenzo, oggi Porec in Croazia. Si passa all’interno dell’Istria salendo e scendendo da colline verdeggianti e borghi panoramici. Anche in questo caso ci può venire in aiuto una motonave, da poco potenziata di stalli per il trasporto bici, che evita il traffico di Trieste e porta i cicloturisti a Muggia, alla porte del tratto sloveno della ciclovia, quello forse meglio attrezzato e adatto un po’ a tutta la famiglia (al netto di alcune brevi salite iniziali).

Gli itinerari del Friuli Venezia Giulia hanno il vantaggio di poter offrire un ventaglio di possibilità, di difficoltà, di stile molto vari di pedalata. La conformazione del territorio ne è predisposta proprio perché risulta multiforme in pochi chilometri. Dalle coste dell’Adriatico si sale rapidamente sulle Dolomiti friulane e sulle Alpi Giulie, passando per le colline carsiche o del Collio. I tratti da pedalare possono essere lunghi o brevi, e in questo avere a portata di mano un mezzo di trasporto pubblico è sempre una risorsa importante, un fattore di sicurezza e di comodità.

La bici può rappresentare anche il mezzo per raggiungere una singola meta una volta scesi dal treno, come in una sorta di metropolitana transnazionale. È il caso, ad esempio di Palmanova, di Aquileia e delle grotte di San Canziano, tutti e tre siti UNESCO toccati dalla linea Udine-Trieste-Lubiana.

Mappa dei trasporti per cicloturisti della regione FVG.

Nota della redazione: Segnaliamo anche la pista ciclabile che da Trieste porta verso il Carso Sloveno.







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