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Capo Nord in Bicicletta: informazioni e diario di viaggio (parte 2)

Diari, News • di 7 Dic 2018

Continua dalla parte 1 il testo scritto dal nostro lettore Marco Cambini.

SIGFRID
Sigfrid: desidero parlarvi di Sigfrid perché mi ha colpito molto la sua generosità e l’amore per l’Italia. Arriviamo intorno alle ore 20, ci ha fatto strada una simpaticissima ragazza in bici, al campeggio privato di Mundorfen (ad una decina di km da Bremen). L’entrata è stata spettacolare, da attore professionista: pedalo attraversando tutto un bel prato

e mi presento ad una tavolata di persone che stavano cenando dicendo:” I’m tired, is possible to sleep here this night?” Mi guardano ridendo, ed una delle donne mi dice :”Why no?” e rivolgendosi ad un commensale gli dice (intuisco, perché parla tedesco) di andare a chiedere. Inizialmente il gestore del camping non è troppo d’accordo proprio perché il camping è privato poi, mostrandogli la mia bella bandiera sventolante, dico che veniamo in bici dall’Italia e lui si “scioglie”. Mi consegna le chiavi delle docce delle signore (dice che sono più pulite), mi dice dove montare le tende e dopo poco si presenta con due belle birre fresche, omaggio. Cerco di ricambiare con il mio solito Jolly caffè ma mi dice che per lui è tardi, altrimenti non dorme. Ne riparliamo domattina. Al mattino, Gunter, l’omone

che ci aveva accompagnato da Sigfrid la sera precedente, viene a salutarmi e mi da un berretto con i colori della nazionale tedesca dicendomi:”for you Marco”

(Renzo me lo invidierà per tutto il viaggio). Lo saluto con un “Grazie!!” e un “just moment”, prendo la celeberrima Bialetti e gli faccio un bel caffè (ed i tedeschi lo apprezzano davvero il nostro”Espresso”). Smontiamo tutto e ricarichiamo le bici.

Vado per pagare il campeggio:”how much, Sigfrid?”, lui mi guarda negli occhi, mi stringe la mano e mi dice “Ciao”. Che dire, io quasi quasi mi commuovo perché sono questi gesti che ti fanno capire che forse siamo ancora in tempo a migliorare questa nostro mondo. Forse, da buon toscano ed in più livornese, risulterò simpatico, di sicuro la cortesia, specie se accompagnata al rispetto dell’Altro, apre molte porte. Partiamo con il sole, fuori e dentro di me.

GRO GUDIM

Gro Gudim: sbarchiamo ad Oslo sabato 23 giugno, puntuali, alle 18.30 e, con le informazioni raccolte a bordo da una hostes,

cerchiamo le indicazioni per il campeggio che è nella periferia della città. Ci ritroviamo purtroppo a fare giri su giri perché le gallerie sono tutte proibite alla circolazione delle biciclette e noi non sappiamo proprio come proseguire ma……………………al passaggio di una ragazza in MTB, pantaloncini e maglietta da Biker, zainetto sulle spalle, chiedo, cartina alla mano: “Help”!!! Lei, sorridendo mi dice:”Follow me”!! Tramite una scorciatoia con uno strappo da far scendere di bici Renzo (io resisto),

lei Gro (si era autopresentata), insegnante di danza, pedala tranquillamente accanto a me raccontandomi dei suoi viaggi in bici. In meno di 15 minuti arriviamo ad una entrata posteriore del campeggio. Cerco di ricambiare invitandola a cena ma era già impegnata mentre invece accetta con spirito sportivissimo di farsi fotografare e mi lascia anche la mail perché, al mio ritorno in Italia, possa spedirle le foto. Ci saluta con un “Good Trip”

(le due semplici parole, cariche però di ammirazione, che ritroveremo spesso fino a Nordkapp). Sapevamo, Renzo ed io, che senza l’aiuto di Gro non saremmo riusciti ad arrivare al campeggio ed abbiamo apprezzato, ancora una volta, la disponibilità di questi popoli nei confronti degli stranieri, specie se cicloturisti.

INCONTRI IMPORTANTI

Ci sono stati altri incontri, se non originali, sicuramente importanti che mi hanno colpito molto e ci tengo davvero a menzionarli in questo mio diario ed anche se, purtroppo, queste persone non saranno accompagnate tutte da un nome o cognome, certamente li ricorderò, nei loro gesti, e li conserverò come un piccolo tesoro:

Bologna: arrivo a Bologna nel pomeriggio di venerdi 1° giugno, è la prima tappa, a dire il vero un po’ stanchino dopo essermi fatto il passo della Futa

e il passo della Raticosa,

in totale 126 km da Pontassieve. Suono il campanello in via Senzanome n° 23 (il che è tutto un dire) al signor Rodolfo Pilati (appartenente, come me, all’Associazione Servas Porte Aperte). Da quel momento sono nelle mani di due persone gentilissime, Rodolfo e Paola,

che mi ospitano per la notte nel loro appartamento, al piano inferiore

e, sapendo dei km che dovrò affrontare l’indomani, hanno già pensato di fornirmi, con una pastasciuttona, tutti i carboidrati che mi necessitano (mettici anche il pane fatto in casa da Rodolfo e salcicce gustosissime). Ho trovato due nuovi amici!! Posso sdebitarmi solo offrendo loro, dopo cena, un gelato e scambiando simpaticissime battute livornesi sotto gli occhi curiosi dei loro due bei micioni (veri padroni della casa). L’indomani, preciso, alle ore 9.00, busso al loro appartamento, al piano superiore, e mi ritrovo una bella tavola imbandita di tutto e di più per una super colazione. Grazie, grazie ancora Paola e Rodolfo per l’accoglienza che spero proprio di contraccambiare e che mi ha fatto partire da Bologna, direzione Verona, con tanto entusiasmo.

INCONTRO DRAMMATICO

C’è stato un incontro, drammatico, l’incontro con la tragedia che il terremoto ha causato, il 20 ed il 29 maggio, nell’Emila. Credo che le foto scattate nell’attraversare quei luoghi siano la testimonianza più evidente di un dramma che ha davvero sconvolto gli abitanti di molte cittadine. Passato Crevalcore inizia un vero stillicidio che ha culmime a Mirandola, che ho visitato nel luglio 2011, un gioiello di architettura – La protezione civile è intervenuta non senza difficoltà con un piccolo esercito di volontari venuti da tutta Italia –

Mi sono fermato in qualche cascinale lungo la strada e ho scambiato quattro parole con le persone del luogo ed ho visto la paura vissuta in quei momenti nei loro occhi. Ancora non si fidavano e la notte la trascorrevano nelle tende montate nel giardino di casa.
Queste due ultime foto appartengono al mio passaggio da Mirandola nel 2011





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