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Come si cambia la mobilità in Italia

Rubriche e opinioni • di 8 Gennaio 2019

L’approvazione dell’ultima legge finanziaria ha fatto emergere un inquietante dettaglio: da oggi le Zone a Traffico Limitato di ogni città italiana saranno liberamente frequentabili da auto elettriche e ibride. A qualunque ora del giorno e della notte.

Questo provvedimento ha giustamente sollevato un’accorata protesta di associazioni della mobilità (seguiti dai comuni di Bologna, Milano, Roma, Torino e Rimini) capitanati da FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

In poche ore il  sottosegretario alle infrastrutture e trasporti, Michele Dell’Orco (M5S) ha garantito che al primo provvedimento utile il governo cancellerà questa norma.

Il problema è che non è dato sapere quale sarà il primo provvedimento utile (settimane? Mesi? Anni?) e, fino a quel momento, dovremo tenerci mezzo milione di auto in più che scorrazzano in quelle parti delle nostre città più sensibili al rumore, alla sicurezza, al decoro, alla bellezza, al traffico.

Nel frattempo in parlamento approderà la legge di riforma al codice della strada. Le proposte della maggioranza di governo prevedono, tra l’altro, l’innalzamento dei limiti di velocità a 150 km/h in autostrada, cancellazione degli ausiliari della sosta,  casco obbligatorio per i ciclisti, nessun aumento delle sanzioni per chi guida parlando al cellulare, etc.

Conseguenza diretta di questo scenario sono strade più insicure e ancora più affollate di automobili.

traffico roma

Per fortuna, però, non tutto è perduto.

Il modo in cui il governo ha fatto recentemente marcia indietro di fronte a una coalizione civile capitanata dalla FIAB rende evidente che contrastare questa narrazione novecentesca della mobilità è possibile, Seppure con tanta energia.

Ora, io non dico che questa energia ce la dobbiate mettere per forza in prima persona voi che leggete, voi che dovete portare il bambino a judo e dovete pensare alla fatturazione elettronica, ma dico che almeno potete dare una mano a chi tutti i giorni sta dalla parte di chi pedala, dalla nostra parte.

FIAB è l’associazione che da 30 anni porta avanti il tema della ciclabilità nel nostro paese. Grazie a FIAB oggi l’Italia ha quelle poche e tanto preziose ciclabili, qualche legge ben formulata e i primi finanziamenti importanti sulla rete Bicitalia che proprio FIAB ha disegnato.

FIAB è un’associazione senza scopo di lucro, fatta di volontari e attivisti che hanno capito che la bicicletta è il mezzo di trasporto migliore per i piccoli spostamenti e che fanno pressione sulle istituzioni per averne sempre di più in strada.

FIAB siamo noi, insomma. Ma siamo solo noi con la tessera che ci serve a sostenere un grande progetto con una grande visione.

La tessera costa 30 euro: molto meno di molta immondizia che saremmo disposti a comprare in questi giorni di saldi.

La tessera costa 30 euro che sono uno dei migliori investimenti che possiamo fare per il futuro di questo paese.

Tesserati qui: http://fiab.fiabsoci.it







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