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Eurobike 2019: sempre meno sport, sempre più mobilità elettrica, sempre meno Italia

News, Rubriche e opinioni • di 7 Settembre 2019

Eurobike è la più grande fiera di bici del mondo che si tiene da 27 anni a Friedrichshafen, sulle sponde del Lago di Costanza.La manifestazione attualmente in corso ha coinvolto oltre 1400 espositori provenienti da tutto il mondo che hanno presentato agli addetti ai lavori i propri prodotti e soluzioni per il mondo della bicicletta.

La manifestazione si è aperta con un corposo convegno a porte chiuse dal titolo Biz Revolution in cui professionisti ed esperti hanno scattato una fotografia del settore e delineato gli sviluppi futuri che sono poi stati ampiamente rappresentati tra gli stand della manifestazione fieristica e che potremmo così riassumere:

Sempre meno sport, sempre più utilità

La fiera quest’anno ha completato la virata che era stata accennata negli anni passati: complice l’assenza dei grandi marchi del settore, tra i 14 padiglioni espositivi, la bicicletta come articolo sportivo è stata sempre più relegata ai margini, in favore di biciclette pensate la cui funzione primaria non è fare fatica o arrivare prima, ma per svolgere una funzione propria, che sia anche solo portare i bambini a scuola o divertirsi in qualunque contesto.

Sempre più ebike, anche per lo sport

Le biciclette elettriche sono ovviamente il centro dell’attenzione, non solo per motivi commerciali – mentre il mercato delle muscolari è in netto calo, le ebike stanno vivendo tassi di crescita anche a tre cifre e un volume di 18,5 milioni di bici in Europa – ma anche per le frontiere che queste sono in grado di aprire: la presenza di un motore consente ai produttori di abbandonare la grammomania per inseguire soluzioni di design innovative o in termini di funzionalità.

Un caso emblematico è la nuova gamma presentata da Bianchi con i modelli delle e-SUV, e-bike che richiamano nelle linee le moto da enduro stradale della gamma GS della BMW, o l’NCX della Honda, quindi con un ” becco” accentuato nella parte anteriore, luci integrate e motorizzazione rigorosamente Shimano Steps.

Bianchi Esuv

E Riese & Mueller rincara la dose con la Superdelite, una bicicletta elettrica da spedizione che sembra pensata per percorrere la Parigi-Dakar o, comunque, per affrontare viaggi senza porsi limiti (se non ovviamente quelli dell’autonomia della batteria), grazie anche alla doppia sospensione e al portapacchi integrato.

Riese und Mueller

La Superdelite di R&M è valsa quindi l’Eurobike Award conferito anche alla Cento10 hybrid di Wilier Triestina che si presenta ancora più leggera del modello precedente, la Cento1 Hybrid, arrivando a raggiungere il peso di 10,5 kg nella versione top di gamma: un vero peso piuma per una bicicletta a pedalata assistita.

Wilier Cento10 Hy

Sempre più tecnologia sulle bici

Ma la tecnologia non si limita solo al tema motore, si estende anche alla possibilità per le biciclette di dialogare con lo smartphone. Come è il caso dell’azienda tedesca Coboc che ha presentato un’ebike dal design minimale per uso urbano, con batteria e comandi del motore integrati nel telaio e in cui il display è il cellulare che ne governa in modo personalizzato il livelli di assistenza alla pedalata.

Coboc Eurobike

L’azienda croata Greyp ha rilanciato con una smart bike che entra a pieno titolo nel concetto di internet delle cose: la G6, sviluppata in partnership con l’azienda di telecomunicazioni T-mobile, è equipaggiata con una telecamera anteriore e posteriore governabili attraverso un joystick sul manubrio, utile per rilevare le dinamiche di situazioni di pericolo.

Greyp Eurobike

Alla presentazione del prodotto, il CEO dell’azienda ha raccontato l’aneddoto di una bicicletta rubata in Germania e ritrovata in Serbia grazie al dispositivo GPS: la telecamera attivata da remoto con lo smartphone avrebbe inoltre fotografato il ladro. Ma qui siamo nella leggenda.

Nel futuro sembra che ci aspetti una realtà fatta di biciclette che dialogano con i semafori, con le infrastrutture, con gli altri veicoli e, magari, con il terreno, come i nuovi ammortizzatori FOX che si autoregolano in funzione delle asperità del percorso.

Sempre più cargo

Le biciclette da trasporto stanno entrando con sempre maggiore decisione nel mercato, anche a causa degli incentivi pubblici all’acquisto in diversi paesi europei tra cui, in misura minore, l’Italia.

Urban Arrow

La logistica urbana è una partita importante dei prossimi anni e i produttori mondiali si stanno sfidando per offrire la giusta capacità di carico al mercato. Tern, per esempio, sta differenziando la propria strategia puntando oltre alle pieghevoli, su delle cargo leggere con capacità di trasporto fino a 60 o 180 kg ulteriori rispetto al passeggero.

Tern HSD

Sempre meno Italia

Continua a diminuire vistosamente il numero di aziende italiane presenti: alcune per motivi economici (la fiera è cara), altre per questioni logistiche (Friedrichshafen è forse la città fieristica più difficile da raggiungere in Europa), altre ancora perché i grandi marchi non vanno più in fiera e quindi non ci vanno neppure i marchi italiani che pensano di essere grandi.

Il risultato è che chi è stato presente si è visto (come Wilier Triestina o Shimano che avevano gli stand davanti alla sala stampa), chi è rimasto a casa non ha mostrato nulla. E il dubbio è che non avessero granché da mostrare in una fiera come Eurobike che segue il flusso del denaro e degli investimenti e non della tradizione a ogni costo.

Sempre più unità

Il settore della bici ha iniziato un interessante dialogo tra i produttori di bici e accessori che ha dato vita all’associazione Cycling Industries Europe che si occupa di promuoverne gli interessi e sta lavorando da vicino con la European Cyclists Federation per raddoppiare il numero di utilizzatori della bicicletta in Europa, ottenere il 20% del budget dei trasporti nell’EU e l’IVA allo 0% sulle ebike per incentivarne l’acquisto.

Dispiace enormemente vedere come in Italia i produttori a malapena si parlino tra loro.

Sempre meno visitatori

Gli organizzatori parlano di 60.000 visitatori, ma il colpo d’occhio registra un evidente calo di interesse da parte del pubblico: abituato alla calca all’apertura del primo giorno, sono rimasto stranito nel vedere un afflusso meno irruento e anche l’area riservata a campeggio nel prato antistante la porta est quest’anno aveva molte meno tende.

Nonostante questo, nonostante le tecnologie disponibili, nonostante gli eventi organizzati dalle aziende, continuo a pensare che la fiera di Eurobike è un pilastro irrinunciabile di un settore in così rapida espansione ed evoluzione e che ha bisogno di contatti e relazioni tra produttori, distributori, terzisti e consumatori.
Ma non bisogna dimenticare una cosa: che per pedalare non servono tecnologie stratosferiche e neppure prodotti particolarmente costosi: serve solo la voglia di uscire di casa, inforcare una bici qualsiasi e andare, semplicemente.







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