Cycling Industries Europe: “La bicicletta è lo strumento per la rinascita”

29 Aprile 2020

Ieri si è tenuto il vertice annuale del Cycling Industries Europe (CIE) e per la prima volta ho potuto parteciparvi perché diversamente dagli anni precedenti la conferenza invece di essere a Bruxelles era online e ho potuto seguire tutto da casa. 

Il vertice CIE 2020 è un evento politico di alto livello in cui i principali esperti delle industrie della bicicletta si riuniscono con i principali stakeholder europei. Tema del dibattito è il ruolo dell’industria della bicicletta come gamechanger per la mobilità decarbonizzata in Europa.

Kevin Mayne, CEO di Cycling Industries Europe, ha ripetuto più volte che tornare alla vita pre-Covid non è più possibile, perché non la vuole più nessuno. Viviamo un momento claustrofobico e nessuno vuole vivere una vita in scatola: utilizzare una scatola per vivere, un’altra scatola per spostarsi, entrare in una scatola per lavorare. È vero, siamo a una svolta. 

cycling indutries europe 2020
la vita pre-covid

Le città post-Covid

Durante la prima parte del vertice, degli esperti hanno presentato le proprie visioni per le città post-Coronavirus. Durante il blocco abbiamo visto diminuire i livelli di inquinamento atmosferico nella maggior parte del mondo. Abbiamo visto la natura tornare in vita.

Saremo in grado di mantenere tutto questo? E che cosa serve per farlo?

Gli esperti hanno menzionato più volte il piano del Comune di Parigi come modello da seguire, quanto il bike sharing sia importante come parte integrante del trasporto urbano e come l’uso diffuso delle e-bike realizzeranno il cambio di mobilità.

cycling industries europe 2020
la vita post-covid?

Il focus del secondo panel è stato innovazione, investimenti, affari e ripresa in cui hanno raccontato perché e come le innovazioni e finanziamenti per la mobilità ciclistica possono spianare la strada verso la transizione . Alcuni punti chiave da segnare:

  • utilizzare l’opportunità di finanziamento dell’EASME (L’Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese) per aziende innovative;
  • creare la cooperazione multimodale ponendo la bicicletta nel cuore della mobilità come servizio (mobility as service);
  • investire nelle aziende innovative che operano nel settore della bicicletta

In sintesi

Sicuramente supereremo la crisi della pandemia ma noi abbiamo ancora altre emergenze ancora calde sul piatto: l’Italia è prima in Europa per morti da polveri sottili (80.000), ci sono 57.000 morti all’anno per malattie legate all’obesità, ogni giorno  9 persone muoiono in seguito ad incidenti stradali e altre 665 rimangono ferite.

E poi c’è il cambiamento climatico a cui si aggiunge una vita con “distanziamento fisico”. Le soluzioni che verranno implementate adesso, dovranno diventare permanenti per garantire una vita più sostenibile. Ad oggi mi sembra che solo Parigi abbia deciso di cogliere il momento storico per fare una svolta epocale. Dobbiamo beneficiare dei vantaggi dello sviluppo tecnologico, degli strumenti di micromobilità condivisi e dei fondi europei in arrivo per espandere la mobilità di biciclette ed ebike. 

Durante gli ultimi due mesi, le nostre abitudini sono cambiate e cambieranno ancora: i nostri sindaci e governanti dovranno utilizzare la tempesta perfetta per intraprendere la strada migliore per il futuro di tutti noi. Questo è il momento per creare le alternative, perché altrimenti perderemo tutti l’opportunità di vivere una vita migliore.

Se le città non sfruttano questo momento per ridisegnare la mobilità urbana, torneremo a una versione molto peggiore della vita che vivevamo prima.

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