Nella Fase 2 la Francia insegue Parigi: sempre più città a misura di bicicletta

23 Aprile 2020

La Francia non resta a guardare ciò che sta succedendo in diverse parti del mondo riguardo alla creazione di Reti di Mobilità di Emergenza e numerose città annunciano piani per ampliare in breve tempo la dotazione di infrastrutture ciclabili.

L’intenzione ripresa da alcune amministrazioni locali è di far muovere il più possibile i cittadini attraverso l’uso delle due ruote e della micromobilità elettrica attraverso la realizzazione di piste ciclabili che sfruttino i vantaggi dell’urbanismo tattico: velocità di realizzazione, costi ridotti, flessibilità e possibilità di implementazione.

Parigi

Negli annunci di città come Lione, Montpellier e Bordeaux per una Rete di Mobilità di Emergenza si legge non solo la volontà di passare alla Fase 2 evitando la paralisi del traffico urbano a causa della riduzione della portata del trasporto pubblico, ma anche una rincorsa alle buone pratiche ciclabili realizzate da Parigi negli ultimi 5 anni.

La Capitale della Francia ha infatti sviluppato una rete ciclabile e di moderazione del traffico mai vista prima, ottenendo come risultato un forte incremento degli spostamenti a piedi, in bicicletta e con i monopattini elettrici.

Questi risultati non sono passati inosservati, ne ai cittadini e neppure alla politica nazionale. I parigini infatti, chiamati lo scorso Marzo alle urne per eleggere il nuovo sindaco, non ci hanno pensato due volte a rieleggere Anne Hidalgo, la sindaca che in 5 anni ha trasformato la città e che ha basato buona parte della propria campagna elettorale 2020 sull’ulteriore promozione della ciclabilità con l’obiettivo di arrivare alla città dei 15 minuti.

Evidentemente Parigi è diventata un esempio da seguire, non solo a livello infrastrutturale ma anche a livello politico: se i cittadini hanno premiato la sindaca con un nuovo mandato perché altri sindaci non dovrebbero riproporre la transizione ciclabile nelle rispettive città?

Foto di Joel Philippon

Non a caso diversi centri urbani che si sono spesi a favore della realizzazione di nuove piste ciclabili pop-up vedono nell’emergenza l’occasione per sperimentare una nuova mobilità che da temporanea possa diventare in poco tempo la normalità, così da avviare più città possibili a una nuova transizione ecologica.

Parigi dal canto suo non accenna a fermarsi, e oltre a non essersi fatta trovare impreparata dall’emergenza grazie a politiche di ciclabilità evidentemente lungimiranti pensa al raddoppio sia a livello cittadino che metropolitano.

In particolare la regione metropolitana di Parigi, l’Ile-de-France, ha già stanziato 300 milioni di euro per la creazione di nuove ciclabili veloci che possano collegare in poco tempo Parigi ai comuni limitrofi, incentivando così il bike to work e alleviando la pressione sul trasporto pubblico.

Già in passato l’Ile-de-France aveva promosso il noleggio a lungo termine di biciclette a pedalata assistita proprio per aiutare le persone a raggiungere la capitale in bicicletta.

Insomma, Parigi è in testa nella corsa delle città più ciclabili d’Europa e in qualche modo sta riuscendo a trascinare anche altre realtà minori, il tutto in una sfida dove i vincitori non sono altro che i cittadini e l’ambiente.

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