MobilitARS, la città sana favorisce la mobilità attiva e ripensa i suoi spazi

10 Febbraio 2021

Nuovo incontro “virtuale” ma pieno di contenuti del simposio digitale formativo MobilitARS, organizzato da Bikenomist con il supporto di Selle Royal Group, incentrato sul tema della mobilità post Covid-19 nelle nostre città. In particolare l’appuntamento di oggi, mercoledì 10 febbraio 2021, ha preso in esame la mobilità attiva e il ripensamento della forma degli spazi: due argomenti strettamente collegati tra loro, affrontati nel dettaglio da un qualificato panel di relatori.

La registrazione integrale dell’evento è disponibile al link di Youtube qui di seguito:

I punti salienti degli interventi di ciascun relatore sono stati enucleati nella diretta Twitter sul canale di Bikeitalia.it (hashtag #mobilitars)

Tra tutte, alcune relazioni mi sono rimaste particolarmente impresse a partire da quella di Filippa Lagerbäck, conduttrice televisiva e influencer sulla sostenibilità ambientale di origini svedesi ma italiana d’adozione, che ha confrontato gli stili di vita tra Svezia e Italia a partire dalla mobilità.

Realizzare la città delle bici

Corso Online

Un aspetto interessante emerso nel corso del suo intervento è che le differenze tra i due Paesi Filippa le ha notate soprattutto dopo essere diventata mamma: qui da noi l’autonomia del bambino nei suoi spostamenti quotidiani – soprattutto in città come Milano – è molto limitata, ma lei ha puntato sulla bicicletta per promuovere pedalata dopo pedalata uno stile di vita più sano.

L’enorme differenza è il grado di sicurezza con cui si può circolare in strada: in Svezia è normale per i bambini andare da soli a scuola a piedi o in bicicletta anche in tenera età, anche con il freddo. In Italia invece continuano a verificarsi episodi di violenza stradale che vedono come vittime predestinate i bambini e purtroppo proprio questa mattina – mentre era in corso il dibattito di Mobilitars – un bambino di 7 anni che stava attraversando sulle strisce è stato investito dalla persona alla guida di un Suv, come riportano le cronache (fortunatamente non sembra essere in pericolo di vita, ndr):

Infine un altro passaggio del discorso di Filippa Lagerbäck mi ha fatto riflettere a proposito della crescita sana dei bambini: “Anche la noia è importante per la creatività: non dobbiamo organizzare la loro vita ma dare loro libertà”. Non “contenitori vuoti” da riempire con attività ma “persone autonome in crescita” che devono trovare la propria strada.

Bruxelles bike lane

A proposito della città sana che ripensa i propri spazi per favorire la mobilità attiva la relazione della Dottoressa Francesca Racioppi, che a Bonn dirige il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), è stata particolarmente illuminante, fin dall’esordio:

Insomma: non esiste cattivo tempo ma soltanto cattivo abbigliamento per andare in bici e non ci sono scuse, neanche con temperature sottozero. Per questo il bike to work rappresenta, per molte persone che svolgono un lavoro d’ufficio sedentario, una delle poche attività fisiche della giornata che contribuiscono a migliorare la salute perché “ogni movimento è importante”. E, in seguito alla pandemia da Covid-19, in base al primo studio internazionale sull’impatto della riduzione della CO2 basato sugli stili di vita in città, si è registrato un aumento degli spostamenti demotorizzati a corto e medio raggio:

Un trend che lascia ben sperare e che si ricollega al ripensamento di macro-aree urbane come quella di Milano-Bicocca, a cavallo tra due zone popolose e ricca di poli aziendali e culturali che attraggono utenti, tanto da diventare una nuova centralità, come ha spiegato nel suo intervento il Professor Matteo Colleoni dell’Università di Milano Bicocca, Docente e Delegato per la Rettrice alla Sostenibilità:

Il futuro per ripensare lo spazio pubblico delle città, per favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta, dovrà basarsi innanzitutto su una progettazione che metta al centro la persona creando percorsi ciclabili e pedonali veloci e sicuri – rallentando le auto con Zone 30, ndr – per riqualificare la viabilità e la vivibilità delle strade, proprio come nelle intenzioni del progetto Mimo, la greenway urbana immaginata da Bikenomist che si propone come un corridoio verde non solo ciclabile ma anche pedonale e di trasporto pubblico per collegare Milano con Monza attraversando il quartiere Bicocca e le tante realtà aziendali – in primis Pirelli – e culturali (come appunto l’Università Bicocca) che ne fanno un laboratorio ideale per sperimentare nuove forme di mobilità avanzata.

Una bella anticipazione del futuro che verrà è andata in scena sul palco virtuale di MobilitARS: sono certo che questi cambiamenti illustrati dai relatori diventeranno realtà, il processo di trasformazione delle nostre città è già in atto, questo è il momento di sostenere ancora più convintamente il ripensamento degli spazi pubblici della città sana: quella che dà priorità alle persone (e non alle auto).

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