Usare la bici in città (anche) in inverno

Usare la bici in città anche in inverno si può, ma bisogna mettere in atto qualche accorgimento in più per apprezzarne tutti i benefici, soprattutto se si abita in città fredde o mediamente piovose.

Prima di iniziare serve una premessa: non ci sono controindicazioni nel ‘pedalare con il freddo’ e non ci ammala stando all’aria aperta a temperature prossime allo zero, questo in termini di mobilità urbana ma anche per l’attività sportiva. E se non siete convinti date un’occhiata alle foto di o delle imprese estreme di Omar Di Felice.

Ecco, credo che la maggior parte di voi che leggete e vivete in Italia probabilmente deve affrontare condizioni meteo molto meno sfidanti.

Il primo elemento che ci serve conoscere per scegliere come vestirci è la distanza che dobbiamo percorrere.

Pedalare in inverno con il freddo

Nella mia esperienza la distanza-discrimine è 5 km. Al di sotto, quindi per distanze relativamente brevi, un tragitto di 15-20 minuti per andare al lavoro o fare la spesa o portare i figli a scuola, l’abbigliamento può essere quelli che descriverò a breve. 

Per distanze più lunghe, il corpo si scalda di più e l’abbigliamento deve essere invece più leggero oppure bisogna valutare l’opportunità di portarsi un cambio. Ma in città come Torino, dove vivo, la gran parte dei tragitti del ‘commuting urbano’ sono di pochi chilometri.

Qual è l’abbigliamento giusto?

Sentire un po’ di freddo appena si parte è normale, quindi evitiamo di vestirci troppo. Per sopportarlo, ricordiamo che quei pochi minuti di freddo ci mantengono giovani e forti! 

Dopo poche pedalate il corpo si scalda e dobbiamo evitare di sudare (e rimanere con il sudore sulla pelle oltre a farci sentire freddo, rischia di farci ammalare).

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Corpo

Con temperature prossime allo zero, serve una buona giacca. A malincuore quindi dobbiamo dire arrivederci ai bei cappottini vintage e investire in una buona giacca imbottita (meglio se imbottitura estraibile per gestire temperature e distanze diverse), antivento e anti pioggia (o almeno un minimo idrorepellente per la pioggerella improvvisa). Quando qualche anno fa ho capito che qui stava gran parte del segreto è stata la svolta.

Sotto mi vesto ‘normale’ a tre strati, sempre se pedalo sotto i 5 km per intenderci: canotta, maglietta, maglione. Ma con l’accortezza di cercare non sudare. 

Mani

Le estremità del corpo sono quelle che soffrono di più. Per cui meglio scegliere guanti caldissimi e antivento. Sconsiglio i guanti in lana o solo pile. Oltre ad essere meno ‘prensili’ e quindi su alcune manopole rischia di scivolarvi la mano, fanno passare l’aria. Quindi un guanto tecnico windstopper o in (eco)pelle con imbottitura sono più adatti. Anche perché sennò vi si screpolano le mani.

Testa

Io uso un berretto o una fascia per circa 8 mesi l’anno. Quindi ho diversi spessori, e anche qui suggerisco il doppio spessore pile + lana o una fascia con doppio strato di lana. 

Per quando si usa il casco, ci sono sotto caschi termici e sottili, anche per I bambini, o i famosi ‘colli’ multi funzione.  

Pedalare abbigliamento invernale bici in città

Piedi

È la parte in assoluto più esposta al freddo e al gelo. Per tratte un po’ più lunghe, o per lo sport, ci sono i copriscarpe, ma ovviamente sono poco pratici se poi dobbiamo camminare o entrare in un negozio.

Con scarpe calde e con calzettoni in lana, o eventualmente doppie calze – ovviamente senza comprimere il piede, se no è peggio – dovreste farcela (una guida specifica più dettagliata su come proteggere i piedi dal freddo la trovate CLICCANDO QUI). 

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Gambe

È l’unica parte che si muove quindi di solito non servono strati in più o particolari accorgimenti, a parte evitare i jeans direttamente a contatto con la pelle. Io per esempio metto anche le gonne, con collant in lana cashmere e magari doppia calza.

Sedere

Sì, pensiamo anche a lui! Sedersi sul sellino ghiacciato, con uno strato di brina o umido da pioggerellina non è niente piacevole. Ispirata dal nord Europa – sì sempre loro – mi sono procurata un caldissimo coprisellino in lana da posizionare prima di partire, che offre una vera coccola nella pedalata a 5°. Oppure si può optare per un coprisella impermeabile.

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Proteggere i bambini

I bambini sul seggiolino non fanno movimento, per cui conviene prevedere una copertura in più per proteggerli dal freddo. Ideato dalla torinese Ilaria Berio, c’è in commercio Opossum, una calda e impermeabile copertura studiata appositamente per il seggiolino, da lasciare poi sulla bici per evitare che la seduta si bagni.

E se piove? 

Qui esistono due scuole di pensiero: mantella o giacca e pantaloni impermeabili. Io sono per la mantella, la trovo più pratica da togliere quando si arriva a destinazione e rimettere per ripartire (una guida specifica più dettagliata su come proteggere i piedi dal freddo la trovate CLICCANDO QUI).

Di mantelle ne esistono appositamente studiate per chi va in bici, con laccetti per fissarla alla vita, ganci per fissarla al manubrio e coprire le gambe e diverse lunghezze per coprire anche eventuali borse e zaini.

Da portatrice di occhiali, oggetto fondamentale quando piove è la visiera, che può essere un cappellino o una visiera apposita come ho io. Se portate il casco, esistono anche copricaschi con visiera

Se temete di bagnarvi i piedi, ci sono anche i copriscarpe impermeabili.

Io ammetto di non averli mai usati, per i brevi tragitti, le scarpe impermeabili mi bastano.

Ovviamente, sto dando per scontato di avere parafanghi (se non li avete, forse tutte queste accortezze non vi servono).

Nota: pedalare con la pioggia o le strade ghiacciate richiede accortezze anche nella guida, per cui serve prudenza, rallentare per tempo in caso di stop – dipende che freni avete ma è probabile che i tempi di frenata si allunghino – e scegliere bici con copertoni un po’ larghi.

[Con questi suggerimenti, come Bike Pride Fiab Torino, abbiamo lanciato la campagna associativa 2021, invitando gli abitanti della città più inquinata d’Italia a dare il proprio contribuito alla qualità dell’aria per la collettività].

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