Bici 2021: perché i prezzi stanno esplodendo e chi ci guadagna

2 Aprile 2021

Che quella 2021 non sarebbe stata, per il mercato bici, una stagione come tutte le altre lo si era già capito da tempo. Il lockdown globale della scorsa primavera e il conseguente boom delle vendite sono stati due dei fattori che hanno portato allo stravolgimento di tutte le logiche per chi produce o per chi vuole acquistare una bicicletta in questo pazzo 2021.

Uno degli effetti che per primi si è palesato agli addetti ai lavori e che ha colpito direttamente i portafogli dei clienti è stato il forte aumento dei prezzi delle biciclette che si è verificato dall’inizio di quest’anno. Una tendenza che sembra proprio causata da una domanda che ha abbondantemente superato l’offerta, ma non solo da questo.

Bici vendita aumento prezzi

Una crescita vertiginosa

Da qualche anno il mercato delle due ruote è in costante e forte crescita, in special modo quello delle bici a pedalata assistita e ogni anno, volenti o nolenti, i listini delle aziende produttrici propongono i “nuovi” modelli con prezzi maggiorati di un 2/3% rispetto alla stagione precedente. Nel 2020 però la costante crescita delle vendite si è tramutata in un’impennata vertiginosa arrivando a toccare, sul territorio italiano, un +14% per le bici muscolari e addirittura un +44% per le e-bike (rispetto al 2019). Allo stesso modo nel 2021 i prezzi dei prodotti in catalogo di alcuni marchi di bici, sia piccoli che grandi, hanno subito dei rincari notevoli, anche del 10%, che non sono certamente passati inosservati agli appassionati e agli addetti ai lavori.

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Il caso Orbea

Nel mese di febbraio 2021 Orbea ha diramato un accorato comunicato stampa in cui venivano spiegati i motivi che hanno portato l’azienda basca ad aumentare i prezzi di vendita al pubblico: “Negli ultimi mesi, in Orbea stiamo subendo un incremento dei costi logistici da parte dei nostri fornitori, che in alcuni casi hanno moltiplicato per otto il prezzo precedente. Inoltre, stanno aumentando i prezzi in origine e ciò, insieme all’esaurimento dello stock e all’interruzione della catena di fornitura, ci ha portato a una situazione insostenibile”.

Telaio bici Orbea

Motivazioni che hanno avuto una inevitabile conseguenza. “Per questo motivo, benché fino ad oggi Orbea abbia cercato di far fronte a tali incrementi, è giunto il momento in cui non ci è più possibile continuare a farlo. Siamo, quindi, costretti ad aumentare le nostre tariffe di vendita al pubblico per adattarci a questo nuovo panorama”.

Le grandi aziende e la logistica

Ad essere interessate da questo sostanzioso aumento delle tariffe di vendita al pubblico sono anche le più grandi aziende del ciclo. Giant, Trek e Specialized hanno visto i loro listini 2021 aumentare in maniera più marcata rispetto agli altri anni e anche qui le motivazioni sono simili.

Il motivo principale, per quanto riguarda il colosso taiwanese, è da imputare all’aumento del costo della materia prima, essendo loro anche tra i maggiori produttori di telai al mondo. Altre motivazioni, ampiamente condivise con le altre grandi aziende, sono l’aumento del costo della componentistica che vanno a formare una bicicletta finita e non per ultimo l’aumento del costo del trasporto via mare.

Telaio Giant finale

Ricarico sul consumatore finale

C’è da fare una riflessione, alla luce degli aumenti di prezzo delle bici in seguito al boom della domanda dovuta alla pandemia che ha mandato in cortocircuito la filiera del ciclo: se è vero che qualche aumento c’è stato anche nei prezzi della componentistica, la sensazione che si ha parlando con persone ben informate sull’argomento è che alcuni marchi di bici abbiano ritoccato i listini verso l’alto scaricando direttamente sul consumatore finale sia gli aumenti della componentistica sia soprattutto i più alti costi di spedizione. In un mercato articolato e complesso come quello della bicicletta bisogna tenere in considerazione che il prezzo finale di vendita della bici completa è il risultato della somma di diversi passaggi: scaricarli tutti ( o buona parte) sul consumatore finale ha creato un clima generalizzato di “corsa all’aumento” da parte dei marchi per mantenere gli stessi margini.

L’incidente della nave cargo Ever Given

Come se tutto ciò non bastasse, il recente incidente della nave cargo Ever Given, che si è disgraziatamente incagliata nel bel mezzo del Canale di Suez, ha dato un’ulteriore mazzata alla già rallentata filiera della bike industry.

Nave cargo Ever Given Suez Panama

L’azienda tedesca Canyon ha infatti comunicato di avere un suo carico proprio a bordo della sfortunata nave, che dopo alcuni giorni di stallo è stata finalmente disincagliata, ma non senza ripercussioni pesanti per l’economia globale. Disagi analoghi sono stati registrati anche da Surly e Salsa, ma possiamo solo immaginare quanti altri container di prodotti legati al mondo della bicicletta fossero stipati sulle oltre 300 navi rimaste bloccate per diversi giorni per l’impossibilità a percorrere il Canale di Suez, punto cruciale di collegamento tra il mercato asiatico e quello europeo.

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Brexit: aumenti anche dal Regno Unito

Una forte ondata di aumento di prezzi si è registrata anche dalle case produttrici oltre Manica, ma qui le cause potrebbero essere legate anche all’entrata in vigore della Brexit e alla lievitazione dei costi della logistica e delle spedizioni da e per il Regno Unito.

Brompton, lo storico marchio di bici pieghevoli, per il 2021 ha fatto registrare un aumento di listino circa del 9%. Ciò significa che una folding bike che nel 2020 costava 1.500 euro, quest’anno, per via di questo incremento dei prezzi, andrà a costare poco meno di 1.650 euro. Un incremento non da poco se non diluito nel corso di diversi anni.

Brompton in scatola

Tra gli altri marchi britannici che dopo la Brexit si sono trovati ad aumentare il listino vendita al pubblico ci sono Genesis, Saracens e Ridgeback, e anche per loro si sono registrati picchi anche al +10% su gran parte del catalogo 2021.

Che cosa succederà in futuro?

Impossibile o quasi sapere con esattezza cosa accadrà globalmente all’industria della bicicletta nei prossimi anni, soprattutto dopo un’annata extra-ordinaria ed eccezionale come questa sotto tutti i punti di vista. La certezza è che, purtroppo, i pochi marchi che non hanno ancora aumentato i propri listini in questi primi mesi del 2021 molto probabilmente lo faranno nel corso di questa stagione proprio per le logiche del mercato globale appena descritte.

La grande speranza di tutti gli amanti delle due ruote è quella che una volta terminata la pandemia e “normalizzata” la produzione di biciclette (si stima che questo avverrà nel corso del 2022) i prezzi delle bici cesseranno di aumentare in maniera così marcata.

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