Lo striscione “In bici saresti già arrivato” è stato rimosso, ma il messaggio è passato

20 Maggio 2021

[Aggiornamento 21/05/2021: lo striscione pro bici posizionato sulla ringhiera del Cavalcavia Bussa a Milano è stato rimosso. Alla luce di questo, l’articolo scritto e condiviso il 20/05/2021 è stato modificato nel testo e nell’immagine di copertina]

Sul Cavalcavia Bussa di Milano ha fatto bella mostra di sé per otto giorni lo striscione “In bici saresti già arrivato”, comparso all’improvviso nella notte del 12 maggio 2021, come avevamo documentato per primi qui su Bikeitalia: un messaggio che dominava la strada sottostante, perennemente intasata di auto in coda. Ma venerdì 21 maggio 2021 lo striscione è stato rimosso.

L’installazione a favore della ciclabilità urbana però, ha colpito nel segno, diffondendosi sui social e anche su altre testate locali che ne hanno scritto: non solo per cercare i possibili autori del gesto (a tutt’oggi l’azione non è stata rivendicata e resta anonima, ndr), ma anche per documentare un’iniziativa di “pubblicità progresso” a favore della mobilità in bicicletta, vale a dire di una delle principali soluzioni ai problemi del traffico e dell’inquinamento dell’aria, che a Milano causa circa 1.500 morti ogni anno, come riportano i dati diffusi in questi giorni dai Cittadini per l’Aria.

Milano in bici saresti già arrivato

Il messaggio pro-bici si è diffuso rapidamente sul web soprattutto grazie al video dell’influencer della tecnologia Andrea Galeazzi, che lo ha postato sul suo profilo Facebook e lo ha fatto rimbalzare anche fuori dalla bolla dei gruppi ciclistici meneghini e nazionali, attraverso uno scatto fatto per recensire un nuovo smartphone (fatta da un’auto ferma nel traffico, ndr):

In particolare, poi, tra le testate giornalistiche che ne hanno scritto, Milano Today ha pubblicato a firma di Alessandro Gemme un articolo che centra esattamente il tema già nel titolo: “A Milano servirebbero meno auto e (molte) più bici“, spiegando in un passaggio che: “Milano è una città piccola: da una parte all’altra ci sono dieci chilometri ed è praticamente piatta. Sarebbe il terreno perfetto per sviluppare una rete ciclabile degna di questo nome”.

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Già, ma come si forma il traffico? L’articolo di Milano Today, partendo dal messaggio contenuto nello striscione “In bici saresti giù arrivato”, illustra come e qualmente la bicicletta rappresenti la soluzione migliore per prevenire gli ingorghi sulle strade: “Gran parte delle macchine ha a bordo solo il conducente, qualcuna ha un passeggero ma sono pochissime quelle con tre persone a bordo. Un’auto che trasporta una persona occupa molto più spazio di un ciclista. Gli ingorghi si formano perché ci sono troppi mezzi (mai al massimo della loro capacità) che percorrono la stessa strada. Se il numero di automobili diminuisse diminuirebbero anche gli ingorghi. Pura e semplice matematica”.

La bicicletta rappresenta dunque la soluzione più immediata, percorribile, a basso impatto e a basso costo che possiamo adottare per abbattere il traffico e l’inquinamento nei tragitti urbani, peraltro arrivando prima a destinazione. E la pubblicità progresso sul Cavalcavia Bussa di Milano veicolava proprio questo messaggio.

Lo striscione è durato otto giorni prima di essere rimosso, ma il messaggio è passato (e resta sempre valido).

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