Germania: obiettivo 30% di spostamenti in bici entro il 2030

18 Giugno 2021


A che punto è la ciclabilità in Germania? L’Allgemeiner Deutscher Fahrrad-Club (ADFC), parente stretta della nostra FIAB, ha realizzato un nuovo piano d’azione destinato al governo federale per far in modo di aumentare velocemente l’uso della bicicletta in tutta la Germania.

Il piano, intitolato “So geht #Fahrradland: Mit dem Fahrrad zur Verkehrswende“, punta a triplicare i livelli di ciclabilità in tutto il paese, raggiungendo un’effettiva transizione modale auto-bici in modo da rendere la Germania una delle principali nazioni ciclistiche entro il 2030.

Berlino bici ciclabilità

Il piano arriva con le elezioni federali ormai alle porte, le prime dell’era post-Merkel. Queste si terranno alla fine di settembre 2021 e, se da una parte il documento può servire per avere nuovi equilibri politici sul tema, dall’altra è anche un modo per sensibilizzare ulteriormente la popolazione. Del resto il raggiungimento di livelli di ciclabilità elevata entro il 2030 era un obiettivo già noto, tuttavia secondo le associazioni serve un maggior impegno per triplicare i numeri attuali e arrivare al target in tempo.

“Nel contesto della crisi climatica che stiamo vivendo e delle regioni metropolitane congestionate dal traffico, una rapida crescita dell’uso della bicicletta – combinata con l’espansione del trasporto pubblico e del camminare – è l’unica via da seguire”, ha affermato la vicepresidente dell’ADFC Rebecca Peters, parlando all’evento di presentazione del piano, che aggiunge “La Germania ha già il potenziale per diventare uno dei migliori paesi ciclistici al mondo, come i Paesi Bassi, con una quota modale di spostamenti in bici del 30%, con milioni di pendolari giornalieri in bicicletta. Ne siamo assolutamente certi”.

Germania ciclabilità persone in bici

Il Piano Nazionale per la Ciclabilità era stato presentato dal governo tedesco nell’aprile 2021, una notizia ben accolta dalla ADFC, anche se già all’ora non mancarono le critiche a fare di più.

L’European Cyclist Federation sostiene pienamente la causa dell’ADFC e ribadisce con forza che per raggiungere obiettivi importanti è necessaria una pianificazione chiaramente definita e ben dettagliata, non solo dichiarazioni a grandi linee. “Diventare un paese leader nella ciclabilità in soli nove anni non è semplice, devi avere un programma serio per promuovere e abilitare la bicicletta in tutte le sue forma, serve agire concretamente”, ha dichiarato Jill Warren, CEO di ECF.

Tra le richieste che porta avanti ADFC troviamo:

  • un investimento permanente del bilancio federale che passi dagli attuali 350 milioni di euro agli 850 milioni di euro all’anno;
  • un incremento del personale ministeriale che possa seguire in modo esclusivo queste tematiche raggiungendo il numero di 100 persone dedicate;
  • imporre il limite di 30 km/h in tutti i centri abitati;
  • una semplificazione normativa e procedurale in modo che i comuni siano facilitati nella realizzazione di zone 30 e piste ciclabili;

L’ADFC continuerà a tenere alto il livello del dibattito fino alle elezioni di settembre, e mentre scriviamo di queste proposte e impegni non ci resta che chiederci ancora una volta a che punto siano i ministeri di riferimento italiani nella realizzazione di vero Piano Nazionale della Ciclabilità.

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