Bici

Granfondo e sicurezza: quanto vale una vita?

Granfondo e sicurezza: quanto vale una vita?
Michele Negri, il cicloamatore del Team MPfiltri morto durante la Granfondo di Bergamo

La morte di Michele Negri, tragicamente scomparso durante una gara ciclistica amatoriale, la Granfondo di Bergamo, ha sconvolto tutti. La notizia ha fatto rapidamente il giro del web, riportando l’attenzione su quanto possa essere crudele e pericoloso il ciclismo.

Il pensiero comune ha etichettato l’accaduto come una fatalità: una discesa, una curva sbagliata, e tutto finisce in un attimo. Può succedere anche ai più esperti. Fa parte del gioco, dicono.

Eppure, da quando ho letto quella terribile notizia, continuo a pensare che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nel format attuale delle Granfondo. A tal punto da pensare che forse – per come sono diventate – andrebbero abolite.

Sì, è un’affermazione forte. Ma lasciatemi spiegare.

Le gare amatoriali su strada hanno sempre esercitato un grande fascino. Per molti appassionati rappresentano un obiettivo, un incentivo per allenarsi con più costanza, seguire una dieta, o semplicemente condividere un weekend con amici. C’è chi sogna per anni di partecipare alla “sua” Granfondo.

Tutto giusto, e per fortuna tanti appassionati vivono ancora così le competizioni.

Negli ultimi anni però il mondo amatoriale ha iniziato a degenerare. Sempre più amatori vivono la passione come se fosse un lavoro: 25-30 ore di bici a settimana, coach, nutrizionisti, massaggiatori, sponsor… e nei casi più tristi, persino il doping.

La velocità media si è alzata, la competizione è aumentata, così come i rischi.

Io stesso ho corso per anni, in mountain bike e su strada. Ho amato le gare, l’adrenalina, la sfida. Ma negli ultimi tempi l’ambiente è cambiato. Troppo agonismo, troppi comportamenti irresponsabili, troppa gente che si prende maledettamente sul serio disposta a correre rischi assurdi… per una medaglia di cartone.

Le gare amatoriali stanno diventando pericolose.

E non dovrebbero esserlo. Perché non stiamo parlando di professionismo, ma di un hobby. Un gioco. E come tale, i rischi più seri dovrebbero essere ridotti al minimo. Bisognerebbe fare di tutto per garantire la massima sicurezza.

Quando si arriva in cima a una salita dopo diverse ore di gara, magari sotto il sole di luglio e ci si lancia a tutta in discesa, si è meno lucidi. Basta un attimo: una curva presa male, una distrazione, un problema meccanico. O magari si tenta di rientrare sul gruppo davanti a noi, senza ponderare e percepire i rischi che stiamo correndo, presi dalla foga della gara.

Anche a me è capitato. Oggi mi rendo conto di quante volte ho rischiato troppo, per leggerezza mia o altrui.

È tempo di cambiare. Gli eventi amatoriali dovrebbero mettere al primo posto la sicurezza. Sì, ma come?

Una delle strade è quella percorsa da eventi come Nova Eroica: niente classifica generale, ma somma dei tempi di alcune prove speciali, tratti cronometrati selezionati lungo il percorso. In questo modo le discese o le parti più pericolose, sono neutralizzate. Diversi organizzatori si stanno già muovendo in questa direzione.

Così si riduce la competizione più esasperata, si abbassano i rischi inutili, e si valorizza l’esperienza dell’evento. Nei tratti di trasferimento si può godere il paesaggio, scambiare due parole con altri partecipanti, e dare il massimo solo nei tratti cronometrati.

Il ciclismo, lo sappiamo, non sarà mai uno sport a rischio zero. Ma proprio per questo, nelle gare amatoriali, la sicurezza deve essere la priorità assoluta. Anche a costo di sacrificare la classifica: quanto vale una vita?

[Per errore nella prima versione di questo articolo abbiamo pubblicato come immagine di apertura una foto che non si riferiva a Michele Negri: appena ce lo hanno segnalato l’abbiamo prontamente rimossa e sostituita con una corretta. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori – Manuel Massimo (Direttore responsabile di Bikeitalia.it)]

ebook

Tutto quello che vuoi sapere sulla scelta, manutenzione e meccanica della bicicletta lo trovi tra gli ebook
scarica ora

Commenti

  1. Massimo ha detto:

    Le soluzioni proposte non servono a nulla, cronometrare le sole salite non farà rallentare le persone nelle discese.
    Lo stesso giorno della BGY ero a Orzinuovi per una manifestazione ciclistica gravel NON COMPETITIVA: partenza alla francese, nessuna classifica, nessun cronometraggio. Partecipanti di ogni tipo: bambini, signore con la citybike elettrica ecc.
    Eppure nei tratti boscosi trovavi comunque gente ingarellata che cercava di passarti a tutti i costi anche dove lo spazio non c’era.
    Se vuoi fare i temponi, perché partecipi a certi eventi che sai saranno pieni di gente lenta?
    Perché devi mettere a rischio l’incolumità delle persone che vogliono solo godersi l’evento?

    Questione di testa dei partecipanti, non di organizzazione.

  2. Gianni ha detto:

    Ho visto Gran fondo di 120 Km in zone che vengono definite poco trafficate ma durante i week end ci sono decine di vetture, moto ecc… sulle strade e 50 ASA in tutto. Quanti sono i controlli delle autorità ? : quasi nulli e quindi gli organizzatori sono solo interessati a fare cassa. Dopo i 15 minuti regolamentari di blocco temporaneo del traffico che sicurezza può dare l’organizzatore ? Sono da contare sulle dita di una mano le GF col traffico completamente chiuso.

  3. Fabrizio Nalin ha detto:

    Ciao,
    ritengo molto, ma molto più rischioso pedalare sulle strade in allenamento in mezzo a macchine e camion, infatti la maggior parte degli incidenti gravi sono successi qui .
    Le velocità in gara sono forse aumentate in discesa, ma questo è dovuto al fatto che le bici odierne ti danno molta più sicurezza (freni a disco, mescole copertoni ed assetto di guida),ritengo che la scomparsa di questo ragazzo sia una fatalità, come succede in altri sport con un minimo rischio.

  4. Fabrizio ha detto:

    Non so cosa pensare sinceramente. Mi spiace per l’accaduto, io sinceramente cerco di non spingermi mai al limite perché la pelle ed anche l’integrità della bici le metto al primo posto. Tuttavia spero lascino il divertimento agonistico, condivido che i ritmi si sono alzati parecchio perché li vedo ogni volta che partecipo ad un evento però a volte mi piace proprio questo per migliorarmi, non pagherei sempre per fare una cicloscalata sinceramente, inoltre quel tipo di organizzazione sarebbe più pericoloso perché non garantisco il traffico chiuso lungo tutto il percorso poi proprio per i tempi allungati. In definitiva andrei da solo a quel punto

  5. Steven ha detto:

    Non sono d accordo con questo articolo perché il problema non è in sé il format delle granfondo, perché se. Fosse così aboliamo le granfondo uci? Anzi credo che le grandfondo sono uno stimolo per allenarmi e migliorarsi se no aboliamo anche su strava i segmenti dei tratti di discesa. In Non tutti le fanno correndo al massimo per vincere e solo una piccola parte. Il vero problema della sicurezza sono le condizioni delle strade perché dove e caduto poteva accadere sia in gara ma anche durante un uscita tranquilla

  6. Maurizio ha detto:

    Mia nonna quando raccontavo una mia disavventura commentava: ” se stavi a casa era meglio”. Ritengo che l’attività sportiva amatoriale non te la ordina nessuno ma è una scelta di libertà e autoconsapevolezza e nessuno ha il diritto di decidere per te e definire i limiti. Propongo una dichiarazione liberatoria come in ambito professionistico.

  7. Renato ha detto:

    Cari ragazzi io ero a Bergamo domenica sono partito in seconda griglia…alla partenza un finimondo generale come tutte le granfondo…..per non essere urtato dai più esagitati mi sono scansato più volte..
    non vi dico in discesa ne ho viste di tutti i colori..non è errato cronometrare solo i percorsi in salita o di sola pianura.. d’altronde nella granfondo bgy lo spazio per fare questo c’è ..anche se posso capire che si perde della tradizione ma i tempi sono cambiati e ci dobbiamo adeguare Renato

  8. Roberto ha detto:

    smesso di fare Granfondo da oltre dieci anni sia su strada che in MTB,si sentono tutti prof anche intorno alla millesima posizione,chiedono strada se non riesci a spostarti x tempo ti buttano giù. Tra l’essere invasati e appassionati c’è una bella differenza.

  9. Gregorio ha detto:

    Ero presente Domenica a Bergamo dove purtroppo è successa questa disgrazia !! una gara di ciclismo è compresa di tutto pianura salita e discesa quindi penso che o non si prende nessun tipo di tempo o va preso il tempo di tutta la gara gareggiando con piu attenzione e per la sicurezza bisognerebbe ridurre le gare e aumentando il prezzo delle restanti chiudere le strade sul serio e non solo a parole ( adesso uno spende soldi e dopo 30 minuti dal primo dovrebbe togliersi il numero e fare la passeggiata a suo rischio però pagata) per le gare cronometrate solo in salita ci sono già le cronoscalate!! comunque prima di tutto tante condoglianze alla famiglia che ha perso un ragazzo per una passione

  10. SILVIO FRANCESCO BRUNO COGGIOLA ha detto:

    Non sono d’accordo, credo che vada fatta una giusta sensibilizzazione sulla sicurezza, ricordare che sono gare agonistiche ma non giustificano rischi esasperati, vanno fatti dei controlli a campione per il doping (forse basterebbe quello ad abbassare di molto le medie……..). Credo però che non si debba amputare il ciclismo togliendo le discese che sono una specialità. Togliamo Savoldelli dalla storia? Togliamo l’ultima discesa della Sanremo? Se non si vuole gareggiare ci sono le Randonnée. L’agonismo comporta un rischio che non può essere a somma zero. Quindi la gara vera diventa solo appannaggio del professionismo? Cosa facciamo vietiamo tutto quello che non riusciamo a controllare? Io alla BYG c’ero l’ho finita tra gli ultimi ed ho fatto la mia gara, non ho visto queste esasperazioni anche perché i primi hanno fatto la loro gara per vincere onorando la competizione. So che molti saranno contrari ma questo è il mio personale pensiero

  11. Roberto ha detto:

    io ho iniziato da un anno a farle e penso che le granfondo devono essere prese come partecipazione e non con agonismo per la sicurezza bisogna che chi organizza deve vedere sempre i punti più pericolosi e metterli in sicurezza con cartelli e balle di fieno ma anche affrontare discese senza chiusura di traffico non Vs bene ho notato che con freni a disco la frenata viene fatta all’ultimo e con pattini molto prima bisogna anche alzare i costi di iscrizione per far sì che sia permesso a persone che sanno come andare in bici ci vorrebbe un referendum iniziale

  12. Riki ha detto:

    dovrebbero fare granfondo con pianura iniziale da 100km neutra e poi salite finali da 15 20 km dove cronometrare
    in fondo non è la salita
    l’essenza del ciclismo💪🙏👋

  13. Rino ha detto:

    È troppa l’emulazione al ciclismo professionistico ormai,la ricerca delle performance a tutti i costi,la programmazione sempre più prolungata degli allenamenti settimanali con l’obiettivo di raggiungere la forma più smagliante per affrontare e migliorare i tempi delle granfondo è sempre più esasperata,sono aumentate le velocità medie e quelle massime ,vi sono 300 ciclisti all’anno che perdono la vita per incidenti sulle strade.Uscire in bici per non saper se si rientra a casa vivi è condizione insostenibile . Sono d’accordissimo ; aboliamo le classifiche delle discese delle granfondo convalidando il tempo delle salite con qualche chilometro di pianure alle Granfondo di ciclismo,salveremo vite umane permettendo a tutti i ciclisti partecipanti di rientrare sani e salvi a casa dai nostri Cari

  14. Filippo ha detto:

    anche per me le gran fondo vanno abolite ,per troppi pericoli durante i vari percorsi, soprattutto in discesa che vanno a forte velocità, e poi lo sappiano un grande business per chi le organizza facendo pagare un anno prima circa 60 euro a testa ai corridori, cari saluti da Scorta tecnica da oltre 20 anni.

  15. Robertino ha detto:

    Prima di tutto, vorrei fare le condoglianze alla famiglia e mi sento molto scosso per ciò che è successo, Da praticante posso dire che è tutto vero quello che si dice sulla poca sicurezza, ma quando si partecipa ad un evento come le GF, è impossibile non provare a testare le proprie capacità. Mettiamoci un po’ più di testa per continuare a vivere queste bellissime manifestazioni .

  16. Carlo ha detto:

    buongiorno condivido pienamente il tuo pensiero da tempo sostengo che siamo arrivati a velocità eccessive soprattutto nelle discese se non verranno prese contromisure purtroppo ci saranno altre vittime, io faccio scorta tecnica a diverse gare alle volte abbiamo difficoltà con le moto ad inseguire… è opportuno pensare alla sicurezza quanto prima.

  17. Paolo ha detto:

    partecipo alle ciclistoriche con una bici del 1974. Eppure anche in queste manifestazioni esclusivamente ludiche c’è qualcuno che fa tirate di diversi km a 40 km/h ed oltre tirandosi ovviamente dietro altri partecipanti. Non è solo una questione di allenamento (io esco quasi tutti i giorni con percorsi intorno ai 100 Km sia con bici storiche che con gravel) il problema soprattutto per le bici storiche é l’affidabilità del mezzo

  18. Roby ha detto:

    Da tempo lo sostengo. vanno cronometrate solo le salite o tratti misti pianura salita neutralizzando le discese. Nelle gran fondo a cui ho partecipato tutti gli incidenti gravi li ho visti in discesa. Aggiungo che dalle partenze e per alcuni chilometri la velocità deve essere controllata e moderata con l’ auto giuria davanti al gruppo.

  19. Francesco ha detto:

    Sono d’accordo, ad esempio la granfondo L’Etape Parma by Tour de France propone nel percorso corto la classifica basata sulla somma dei tempi di tratti cronometrati con 2 cronoscalate e una sprint race finale poco prima dell’ultimo km.Penso sia una buona formula

  20. Maurizio ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con il vostro articolo, sono un corridore di granfondo ma dopo quello che ho provato ieri a Bergamo in presenza ,adesso ho tanta paura….l’anno scorso ho partecipato alla stelvio santini (senza classifica generale)ho raggiunto i miei migliori risultati nelle prove,senza rischi e con tanta soddisfazione e felicità

  21. Andrea Campitelli ha detto:

    Giusto, come fanno da tanti anni alla Prosecco o al Gf del San Gottardo, vengono cronometrate solo le salite. Rischi zero e tanto divertimento.

  22. michele petruzzelli ha detto:

    Vanno assolutamente abolite, condivido in pieno il vs pensiero

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *