Mobilità

I comuni italiani puntano sulla bici, ma mancano i fondi

I comuni italiani puntano sulla bici, ma mancano i fondi

Il bando “Bici in Comune”, promosso da ANCI e Ministero dell’Ambiente, si è concluso con la pubblicazione delle graduatorie definitive relative ai quattro cluster di Comuni italiani. Con una dotazione complessiva che supera i 12 milioni di euro, l’iniziativa ha sostenuto oltre 120 progetti dedicati alla promozione della ciclabilità urbana e della mobilità attiva, valorizzando il ruolo delle amministrazioni locali, dalle metropoli ai piccoli borghi montani.

I piccoli Comuni puntano a piste ciclabili e cicloturismo

Nella fascia dedicata ai Comuni con meno di 5.000 abitanti, sono stati finanziati 123 progetti. Il contributo medio è stato di circa 49.000 euro ciascuno.

Le regioni che si sono distinte per numero e volume di finanziamenti sono:

  • Lombardia: 18 progetti, per un totale di 867.696,50 euro
  • Piemonte: 16 progetti, per 797.198,96 euro
  • Toscana: 10 progetti, per 477.869,97 euro

I fondi saranno destinati alla realizzazione di piste ciclabili, alla promozione del cicloturismo e a iniziative educative rivolte alle scuole. In particolare, il Piemonte ha visto numerosi piccoli centri premiati per la qualità delle proposte presentate.

Le città medie investono sulla ciclabilità

Nella fascia dei Comuni tra i 50.000 e i 100.000 abitanti sono stati ammessi al finanziamento 26 progetti. Tra le città che beneficeranno dei fondi troviamo Imola, Venezia, Lucca, Vicenza, Ancona, Bergamo e Corigliano-Rossano.

I contributi, fino a un massimo di 113.000 euro per progetto, sosterranno la creazione di nuove piste ciclabili, l’integrazione con il trasporto pubblico e progetti di comunicazione.

Bolzano pista ciclo pedonale

Vale la pena sottolineare che molti Comuni risultati idonei non hanno potuto accedere ai finanziamenti a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili: tra questi figurano città come Monza, Modena, Trento e Sassari. Si tratta di realtà con progetti validi, valutati positivamente, ma rimasti esclusi per semplice mancanza di copertura economica. Un dato che non solo conferma l’elevato livello di partecipazione, ma solleva anche una questione cruciale: l’interesse crescente per la mobilità sostenibile rischia di infrangersi contro limiti strutturali nei finanziamenti, vanificando l’impegno di molte amministrazioni.

Le grandi città si propongono come capofila della mobilità attiva

Nel gruppo dedicato alle Città Metropolitane, solo cinque Comuni hanno ricevuto il finanziamento, con un contributo massimo di 150.000 euro per ciascuno. Tra i beneficiari ci sono alcune delle principali città italiane: Palermo, Firenze, Genova, Torino e Roma, che avranno l’opportunità di sviluppare progetti per migliorare la mobilità ciclabile urbana.

Un dato particolarmente rilevante è l’esclusione di Bari, che non ha raggiunto la soglia minima di punteggio prevista dal bando: un segnale chiaro di quanto conti la qualità progettuale, anche per i grandi centri urbani. La partecipazione, infatti, non basta: è fondamentale presentare proposte solide, ben strutturate e capaci di rispondere in modo concreto agli obiettivi della mobilità attiva.

Una domanda crescente, ma fondi insufficienti

Dalla lunga lista di proposte ammesse ma rimaste senza finanziamento emerge con chiarezza il principale limite di questo bando: le risorse disponibili si sono rivelate insufficienti. Per soddisfare tutte le richieste giudicate idonee, sarebbero stati necessari almeno altri 12 milioni di euro.

La risposta al bando è andata ben oltre ogni aspettativa: i Comuni hanno presentato progetti per oltre 23 milioni di euro, ma le risorse a disposizione ne hanno coperti poco più della metà. Un messaggio che non si può ignorare: la voglia di investire nella mobilità ciclabile è concreta e diffusa, ma senza fondi adeguati rischia di restare bloccata nelle intenzioni. A farne le spese, ancora una volta, sono soprattutto i piccoli e medi Comuni, che spesso hanno meno strumenti per trasformare le buone idee in realtà.

Oltre i numeri: una sfida da cogliere

Il successo del bando “Bici in Comune” conferma che la voglia di ciclabilità è diffusa e trasversale. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, passando per i borghi appenninici e le città della pianura, centinaia di Comuni hanno presentato proposte innovative. Se da un lato il finanziamento di pochi progetti nei cluster più grandi evidenzia la selettività dell’iniziativa, dall’altro l’elevata adesione nella fascia dedicata ai Comuni con meno di 5mila abitanti, dimostra il grande potenziale dei piccoli centri nel promuovere una mobilità più sana, sostenibile e accessibile.

La sfida ora è dare concretezza a queste idee: trasformare i progetti in cantieri e poi in infrastrutture davvero utilizzabili, evitando ritardi e inefficienze.

Per scoprire tutti i progetti finanziati è possibile scaricare le graduatorie

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