Bici

Il gregario di lusso, la squadra che vince, il doping di Pogačar: considerazioni aspettando il Tour

Il gregario di lusso, la squadra che vince, il doping di Pogačar: considerazioni aspettando il Tour
Giro di Svizzera, crediti Buchli Fotografie

Lussemburgo, Polonia, Paesi Baschi, Romandia e Svizzera. Non sono nomi buttati lì a caso, ma i piccoli giri a tappe finiti al momento nella bacheca di Joao Almeida. Il portoghese, a 26 anni, sta vivendo la stagione della consacrazione e della maturazione. I numeri sono lì a confermarlo. Secondo alla Valenciana, secondo in Algarve, sesto alla Parigi-Nizza vincendo una tappa e poi il tris consecutivo portandosi a casa Giro dei Paesi Baschi, Giro di Romandia e Giro di Svizzera (secondo lusitano della storia a riuscirci dopo la tripletta di Rui Costa fra 2012 e 2014). Totale? 9 vittorie stagionali (sulle 22 totali della sua carriera) e ben 16 top 3 da inizio anno in una quarantina di giorni di gara. Numeri notevoli per uno che fra un paio di settimane andrà a fare da gregario di lusso a un certo Tadej Pogačar al Tour de France.

Già, Tadej. Il mondo complottista, capitanato da alcuni giornalisti che non hanno di meglio da fare e da alcuni ex-professionisti, continua a instillare dubbi e sospetti sulle prestazioni mostruose del numero uno al mondo. L’accusa? Non più il classico doping, ma il doping tecnologico. Detto in soldoni, secondo questi fenomeni, Pogačar usa il motorino.

Invidie da bar mischiate a vecchi retropensieri di chi ha vissuto gli anni di piombo del ciclismo. Intanto Pogi sta preparando l’assalto al quarto Tour de France della carriera in altura a Isola 2000, mentre i suoi due principali rivali, Vingegaard ed Evenepoel, stanno rifinendo la preparazione a Tignes (dove si allena anche Roglič).

La squadra che vince

Tornando all’attualità, la squadra che sempre gongola e sempre vince resta la UAE Emirates. Almeida in Svizzera ha vinto 3 tappe, la classifica generale e la classifica a punti. In Belgio il nostro Filippo Baroncini, detto il Sindaco, ha conquistato la vittoria finale, giusto premio dopo un ottimo gregariato al Giro d’Italia. Il conteggio assoluto dice che finora la UAE ha registrato 50 successi da inizio anno, il doppio esatto rispetto alla seconda squadra, la Lidl-Trek, che è a quota 25.

Insomma, sembra non esserci partita, anche se il Tour ha un altro peso. E dopo il mezzo regalo di Del Toro a Simon Yates nella corsa rosa, in casa emiratina non sono più tollerati errori e ragazzate. In Francia bisognerà stravincere e annichilire la concorrenza. Ovviamente, per quanto possibile e al netto dei soliti imprevisti.

Al Giro di Svizzera, che fino a qualche decennio fa era considerato il quarto giro per importanza e oggi invece ha perso tutto quel fascino, hanno avuto modo di mettersi in mostra anche il francese Vauquelin e il britannico Onley. Non sono dei fenomeni, ma ragazzi in gamba e con buona gamba, che potranno ritagliarsi uno spazio importante.

I campionati nazionali

Filippo Ganna Ineos Grenadier
Filippo Ganna crediti Ineos Grenadier

Il prossimo weekend, intanto, ci saranno i campionati nazionali in quasi tutta Europa. Quello italiano si assegnerà in Friuli Venezia Giulia e in molti scommettono in una lotta a due fra Jonathan Milan e Filippo Ganna come possibili successori di Alberto Bettiol. Entrambi sono in forma e affamati. Entrambi sognano di presentarsi con la maglia tricolore alla partenza del Tour il prossimo 5 luglio a Lille…

Le pagelle del Greg

Giro di Svizzera  crediti Buchli Fotografie imhof.photography
Giro di Svizzera 2025 – Crediti Buchli Fotografie imhof.photography

ALMEIDA 10: perde oltre 3 minuti il primo giorno, poi comincia la remuntada e la porta a termine con merito e forza nell’ultima giornata. Vive tutto con leggerezza e senza pressione, ma quando pedala si trasforma in un leone. MATEMATICO

VAUQUELIN 9: il secondo posto finale dice molto di un ragazzo che ha dei numeri importanti e sta crescendo con costanza anno dopo anno. Quando lascerà l’Arkea diventerà un campioncino. PROMESSA

ONLEY 8,5: una vittoria di tappa e il terzo posto finale. Non sprizza simpatia, ma il suo mestiere lo fa bene e nelle tappe impegnative è sempre finito nei primi tre posti. MATURO

GALL 7: in assoluto non è un vincente, ma ha il merito di attaccare e provarci. La condizione è in crescita e al Tour si aspetta parecchio da se stesso. IN RISALITA

ALAPHILIPPE 7: lotta insolitamente per la classifica generale. Era allo Svizzera per vincere una tappa. Alla fine combatte con i migliori e porta a casa un quinto posto assoluto, nonostante il crollo nella cronoscalata conclusiva. Non è più il campione del mondo, ma al Tour potrebbe comunque farci divertire. MONSIEUR LOULOU

Commenti

  1. MIchelangelo ha detto:

    Qualcuno parla di doping genetico, io il beneficio del dubbio lo conservo sempre. Tuttavia è innegabile constatare come nell’ambito della scienza dell’allenamento a tutti livelli si sono fatti enormi passi avanti e ciò giustifica ampiamente le prestazioni e i numeri. Swatt club è la risposta a tanti quesiti, il lavoro paga, probabilmente più di quello dei giornalisti

  2. Franco ha detto:

    Leggo il commento “I campioni senza aiutino non esistono”. Quello che non e bello sapere guardando a certi campioni osannati del passato è che sono diventati intoccabili. Sono entrati per cosi dire nella leggenda. Riguardo al passato e per esempio nel calcio un giocatore argentino che giocava nel Napoli non ha fatto sportivamente parlando ma soprattutto fuori dal campo un finale da far ricordare alle nuove generazioni. Anche nel ciclismo uno dei grandi campioni italiani vincitore del giro d’Italia e del tour de France…

  3. Franco ha detto:

    Per scrivere un articolo e farlo leggere, i giornalisti, ricorrono sempre più spesso a false notizie o rumors senza un acclarato fondamento. Se la notizia o l’argomento fa presa possono continuare a scrivere. Col passare del tempo, la notizia puo’ anche essere acettata quasi per vera. Non è del tutto importante alla fine che sia una fake o che screditi uno sport o sportivo. L’argomento e quanto scritto ha creato audience.

  4. Raffaele ha detto:

    i picchi della forma fisica sono momentanei non possono essere eterni. dei dubbi bisogna tenerne sempre conto purtroppo. i campioni senza ” aiutino” non esistono… è la regola non scritta di chi fa dello sport un mestiere… io sono solo uno SPORTIVO…. preferirei dire belle parole ma non è possibile…. VIVA LO SPORT…

  5. Carlo ha detto:

    Perché i grandi cervelli giornalistici non scrutano l’antidoping nel calcio?
    Perché non scrutano nel ciclismo giovanile e junior, dove molti ragazzi che vanno forte abbandonano dopo che gli viene chiesto di prendere delle Pastiglie per correre.
    Insomma l’antidoping esiste solo nel nome. Andiamo bene… Saluti da un Giudice Emerito F.C.I. e giornalista libero

  6. Gianluca ha detto:

    il ricordo di armstrong non è lontano di tour da dopato ne ha vinti sette ,dopo una tappa dura puoi allenarti fino allo sfinimento non puoi arrivare senza fatica come se non avessi fatto la tappa

  7. Vincenzo ha detto:

    x il momento non vedo rivali
    a Poga.. solo un attacco da lontano di Vinge e con sfortuna dell altro si può ribaltare il pronostico

  8. Francesco ha detto:

    Purtroppo il doping e’ stato ed e’ ancora presente nel ciclismo a tutti i livelli dilettanti compresi.
    Dubitare sulle prestazioni di un atleta quando queste sono assolutamente fuori media e’ DOVEROSO.
    Visto anche le passate esperienze dove Giri e Tour sono stati tolti ad atleti che per anni sono stati considerati come Dei venuti in terra.

  9. Sergio ha detto:

    Il mondo complottista, capitanato da alcuni giornalisti che non hanno di meglio da fare e da alcuni ex-professionisti, continua a instillare dubbi e sospetti sulle prestazioni mostruose del numero uno al mondo. Purtroppo tutta la storia del ciclismo (e non solo) va a braccetto con il doping, difficile non pensare che adesso sia diverso, considerando che le prestazioni dovrebbero essere più livellate. Molti ciclisti ancora adesso osannati l’hanno scampata, solo perché i processi sono andati in prescrizione.

  10. Luciano Donati ha detto:

    Ha ragione Michele : Come si fa a paragonare pogacar con vingegard il primo vince dimostrando una classe indiscutibile nonostante i detrattori, il secondo partecipa solo al tour e spesso nemmeno lo vince!

  11. Sandro ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  12. claudio codromaz ha detto:

    L’attuale condizione fisica, la costanza di rendimento, l’acquisizione della giusta mentalità vincente pongono Almeyda al
    livello di Evenepool e Roglic (al netto delle
    cadute) e un gradino sotto gli inarrivabili Pogacar e Vingegaard. Questo in prospettiva Tour. Di questo passo Almeyda potrebbe, lui si, (non Ayuso) svincolarsi dalla UAE la prossima stagione.

  13. Gianpaolo ha detto:

    luca riccardo grandi durate a lungo grazie

  14. Gianpaolo ha detto:

    speriamo che luca e riccardo durino a lungo.,essendo ammalato mi fanno passare il pomeriggio contento.grazie

  15. Michele ha detto:

    a proposito del duo vingegard/pogaçar mi infurio al paragone tra uno che fa tre corse in un anno e il ciuffetto che le fa quasi tutte e le vince!!!

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *