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Il vero motivo per cui non si vendono abbastanza biciclette

Il vero motivo per cui non si vendono abbastanza biciclette
Photo: EUROBIKE Frankfurt

La crisi dell’industria della bicicletta è sotto gli occhi di tutti: magazzini pieni, vendite in calo, e liquidità ridotta al lumicino. A Eurobike, la più importante fiera europea del settore, abbiamo deciso di chiedere ai giornalisti presenti al Media Day una semplice domanda: cosa serve davvero per uscire da questa crisi?

Nel video qui sotto potete ascoltare direttamente le loro risposte, provenienti da esperti e operatori dei media di tutto il mondo. Non vi anticipiamo nulla: le parole più interessanti sono quelle che non vi aspettate.

Il problema è noto: dopo il boom del biennio 2021-2022, la domanda si è improvvisamente sgonfiata. I rivenditori si ritrovano oggi con scorte invendute, gli ordini sono fermi, e le aziende lottano per rimanere a galla. Aziende storiche hanno già dichiarato bancarotta, mentre altre cercano salvataggi disperati.

Nonostante offerte e sconti aggressivi, il pubblico non compra. Perché? Forse perché mancano le condizioni per usare davvero la bici. Tutti gli intervistati nel nostro video sono stati unanimi: servono infrastrutture. Piste ciclabili sicure, collegamenti efficienti, politiche coraggiose per la mobilità urbana.

La line è condivisa anche dal Cycling Industries Europe che sottolinea come è essenziale che la bicicletta resti una priorità politica. Le città hanno bisogno di visione: non si può incentivare la vendita di bici senza creare le condizioni per usarle. In tutta Europa, solo il 30% delle bici vendute sono elettriche, eppure è proprio l’e-bike a garantire margini migliori e attrattività per un pubblico più ampio. Ma da sola, non basta.

Se le istituzioni non investono in infrastrutture, le aziende continueranno a tagliare costi, licenziare, ridurre i modelli a catalogo, e la crisi si aggraverà. La bici non ha bisogno solo di clienti: ha bisogno di spazio.

Eurobike ha lasciato un messaggio chiaro: non servono nuovi prodotti, servono nuove strade. Ora la palla passa alla politica. Noi, intanto, continuiamo a pedalare.

Commenti

  1. Simone R ha detto:

    c’è una crisi economica spaventosa , le bici sono un di più nella stragrande maggioranza della testa delle persone. mi ritrovo a riparare ormai quasi più bici degli anni 90 che moderne,i pezzi di ricambio e gomme ormai vengono acquistati con l’ e-commerce , officine e negozi sono sempre meno punto di riferimento. i costi per le attività sono schizzati alle stelle a causa del contesto evonico e sociale in Europa sempre meno favorevole alle dimensioni piccole e produttivi. ciclabili e compagnia bella centrano poco, il boom di vendite c’è stato in condizioni simili se non peggiori rispetto alle attuali in temini di infrastrutture, si è trattatato solo di una bolla speculativa che ha portato ad un innalzamento generalizzato dei prezzi a spesa di chi lavora nel settore e dei clienti che ora trovano più convenienza ad acquistare on line.

  2. Tiziano ha detto:

    Bravo Pinzuti ,dobbiamo promuovere l’uso della ciclabilità urbana ,e senza infrastrutture questa non si può sviluppare.
    Condivido totalmente l’intenzione dell’articolo.

    Per quanto riguarda il mercato delle bici invece non è tanto la mobilità urbana che lo alimenta (a parte le e-bike) ,perché la maggior parte delle bici che vedo sulle ciclabili sono bici economiche e non di ultima generazione.
    Non contesto quanto affermato dagli esperti di settore ,perché non so a quale domanda stanno rispondendo…ma credo di intuirlo e non disapprovo l’uso che viene fatto delle loro risposte. 🙂

    Poi c’è sicuramente un grande mercato in crescita ,che è quello del cicloturismo su strada e fuoristrada dove anche lì servono sicuramente infrastrutture e sviluppo del territorio.

    Per mia esperienza personale ,da ciclista urbano ,cicloturista su asfalto e fuoristrada ,le bici che ho non le vedo come un prodotto di consumo da cambiare ma da curare e mantenere per tanti anni a venire.

    L’unica cosa che voglio cambiare è la mentalità di chi ci amministra e da cui pretendo di creare strade sicure in città per ciclisti ,monopattinisti e soprattutto pedoni.

  3. Nonno ha detto:

    il problema è che qua in Italia la bicicletta è vista dai più come un mezzo sportivo per fanatici. Sembra che il target delle vendite sia solo l’emulo di Coppi! Esistono anche persone normali a cui piacerebbe usare la bici olandese che costa poco, ma che si sentono a disagio in una cultura in cui va di moda solo la bici da corsa o gravel termine di marketing per accalappiare l’entusiasta di turno. La cultura della bici qui è in mano ad un manipolo di fanatici, colpa anche dell’enfasi data al Giro.

  4. Marco ha detto:

    Sono un negoziante e credo che il problema non sia soltanto legato alle infrastrutture.
    Da anni siamo obbligati a programmare con i produttori tutti gli acquisti, correndo però due rischi: rimanere senza merce oppure non ottenere gli sconti. La marginalità sui prodotti è ormai bassissima, mentre il rischio per chi lavora è altissimo.

    I magazzini si svalutano di anno in anno e, se a fine esercizio non hai venduto almeno l’80% del programmato, sei praticamente fregato.
    In più, il costo dei dipendenti è elevatissimo e non è pensabile far pagare al cliente il reale costo della manodopera in officina.

    Con l’aumento della tecnologia e la fragilità dei materiali usati per bici e ricambi, crescono anche i casi di garanzia. Tuttavia, la manodopera necessaria per gestire queste situazioni non viene mai riconosciuta ai negozianti.

    Infine, l’avvento del web e della globalizzazione ha messo in ginocchio i piccoli e medi imprenditori: non hanno accesso agli stessi sconti d’acquisto dei grandi colossi online e non possono competere sul prezzo.

    Questi sono solo alcuni dei motivi della crisi attuale, che non è una “classica crisi periodica”, ma un vero cambiamento epocale del mercato.

    Vi invito a riflettere: secondo voi ci sono soluzioni concrete? Oppure dobbiamo rassegnarci a vedere chiudere tantissimi piccoli e medi negozi?

    Conviene ancora fare impresa in modo classico in questo settore? Si può vivere solo di passione?

  5. Davide ha detto:

    C’è in giro tanto usato di alta qualità anche se vecchio di 30 anni che per andare al lavoro va benissimo. Recentemente ho acquistato una MTB Rossin Adventure 7v montata XT, ottima per girare in città e per qualche gita, per soli DIECI (!) Euro! Ed una Giant Terrago dello stesso periodo per soli 50 Euro. Funzioneranno benissimo per altri 30 anni, basta un po’ di manutenzione regolare. I prezzi delle nuove bici, la delicatezza delle nuove tecnologie (freni a disco, che rendono poco immediata una eventuale riparazione per perdite idrauliche, il rischio frattura del carbonio, i telai non più garantiti a vita, ecc.) le rendono poco appetibili per un cicloamatore non agonista. L’ultima bici da corsa che ho usato per 25 anni era una Cannondale R600 in alluminio, indistruttibile, fedele compagna, che ho ceduto solo perchè la mia schiena non reggeva più la rigidità del materiale. Costava come un mezzo stipendio da impiegato, ed era di ottima qualità. Ora i prezzi sono folli, il deprezzamento esagerato, i costi di manutenzione e dei ricambi esagerati e la durata del materiale ridotta a pochi anni. Un non agonista per me ottiene ottime soddisfazioni anche da un ottimo usato di 20-30 anni fa. Torniamo a bici più semplici, dai freni a gommino al cambio meccanico, e a prezzi più umani, questa è l’unica soluzione. Infine: quando esco in bici, vedo pochissimi ragazzini, ormai i teenager preferiscono altri divertimenti elettronici alle pedalate. E non c’è pubblicità in TV, nemmeno ora durante il Tour, mentre qualche decennio fa una nota casa italiana di MTB pubblicizzava la sua bici per i ragazzi col motto “Mountain bike XXXXX, cambia aria”.

  6. Francesco Feoli ha detto:

    Non ho potuto leggere tutti i commenti: le infrastrutture sono molto importanti. Ho venduto da tempo la mia cara SAAB decapottabile, che già non usavo molto. Abito a Bruxelles, Belgio, un paese dove piove molto. L’aumento di zone a traffico ridotto, la riduzione dei parcheggi auto in città e l’aumento del loro costo, La massiccia delimitazione di corsie preferenziali per biciclette sulle strade urbane già esistenti (e spesso anche di nuove vere e proprie piste ciclabili urbane), La presenza di poliziotti in bici e, in generale, di un buon controllo delle auto parcheggiate illegalmente, la possibilità di trasportare le bici (almeno in alcune fasce orarie) sulla metropolitana e anche su alcuni autobus, mi stanno facendo usare la bici da molti anni, malgrado la pioggia. La maggioranza dei treni possiede vagoni per le bici. Esistono numerosi parcheggi per bici, coperti, e gratuiti, anche nelle stazioni e nei posti di lavoro. Ciao!

  7. FRANCESCO ha detto:

    in ogni casa c’è almeno una bici. per chi ha il garage, spesso le bici sono una a testa, o più come nel mio caso. e per sfortuna dei produttori, la bici non scade, se manutenuta dura anni e anni, per non parlare delle normali bici da passeggio che durano decenni. è normale che il mercato del nuovo vada in crisi, con il drogaggio dei bonus degli anni precedenti, abbiamo saturato il mercato dell’usato, si trovano comodamente qualunque tipo di bici. per non parlare delle bici ex-noleggio.
    Poi sulle infrastrutture ho letto le cose più stupide. il mercato delle bici di lusso non riguarda le ciclabili, le MTB o le bdc nuove non vanno sulle ciclabili, non vanno in città o nei parchi cittadini, non vengono usate per andare al lavoro, nemmeno ci fosse una ciclabile larga e in discesa. stanno in garage infiocchettare, vengono usate solo per l’ allenamento e l’uscita domenicale. sulle ciclabili ci vanno le bici da passeggio quelle appunto che durano anni, che passano di mano in mano, e con le quali ci si va al lavoro perché possono portare il cestino, la borsa, e le consideriamo spendibili

  8. fabio (baghero) ha detto:

    Dopo aver letto tutti i commenti (e sono veramente tantissimi) possiamo fare una classifica dei motivi che colpiscono le vendite delle bici.
    1) Prezzi troppo alti
    2) Furti troppo frequenti
    La questione infrastrutture viene molto dopo.
    I nostri amici giornalisti del settore hanno evidentemente toppato.
    Li ringraziamo però per tutti i begli articoli che scrivono e che noi, da appassionati, leggiamo con piacere.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Gentile Fabio, i commenti a questo articolo non hanno, evidentemente, valore statistico: rappresentano soltanto le (rispettabili) opinioni di chi ci legge. Le interviste a testimoni privilegiati che si occupano professionalmente del mondo bici fanno emergere invece il tema delle infrastrutture ciclabili come dirimente: vale a dire che la loro presenza (o meno) può fare la differenza nello sviluppo della ciclabilità e ha un impatto sul mercato.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  9. Charles Carey ha detto:

    Va bene. Siamo d’accordo che l’infrastruttura è la chiave e la via politica dobbiamo scegliere.

    Ma l’infrastruttura costa… no?

    L’asfalto c’é: non dobbiamo aggiungere barriere ecc.

    Dobbiamo:
    1. ridurre la quantità di automobili in città (verso zero su tante strade se non tutta la città);
    2. ridurre la velocità di quelle che restano, con un vero limite di 30km/h, così tanti ciclisti non avranno paura di essere a fianco di un’utomobile.

  10. Vittorio ha detto:

    Mancano le infrastrutture, giustissimo (peccato che poi chi gira con le bici supersportive le ruote su una ciclabile non ce le metta manco per sbaglio); manca la cultura del rispetto per chi va in bici, ancora più giusto (se il ciclista è rispettato, non ha il bisogno assoluto di una ciclabile); c’è la piaga dei furti, altrettanto giusto (nel Far West i ladri di cavalli li impiccavano, per fortuna non siamo più nel Far West… per ora); i prezzi stratosferici, sì e no (una bici da 15 000 euro è concettualmente l’equivalente di Porsche, Ferrari o Lamborghini, e nessuno si scandalizza di supercar che costano come un appartamento in centro), perchè nessuno obbliga ad avere la bici supertecnologica ultimo modello; in tantissimi casi basta anche l’equivalente di una Panda o di una Golf.
    Il guaio (per il mercato) è che la bici ha un’obsolescenza bassissima; se non viene inzeppata di elettronica (quella sì, a obsolescenza programmata), con una manutenzione regolare una bici è praticamente eterna (la Dahon pieghevole che uso più spesso per i miei giri turistici ha 13 anni, ma ogni tanto tiro fuori la bici “da corsa” che ho montato ai tempi del liceo – cioè quasi 50 anni fa – su un telaio comprato per 2000 lire da un rottamaio).
    A parte chi si vuole togliere uno sfizio (padronissimo, se può permetterselo), la bici non ha bisogno di essere sostituita obbligatoriamente come avviene per l’auto, che ogni volta che esce una nuova categoria Euro quelle precedenti vengono colpite dai limiti di circolazione.
    I produttori che si lamentano per le mancate vendite mi fanno pensare alle martellanti pubblicità televisive dei divani: ma secondo loro io dovrei cambiare il salotto (o la bici) tutti gli anni?

  11. Alberto ha detto:

    Comprendo la posizione di molti commentatori che semplicemente si chiedono come possa una bicicletta (anche se di alta gamma) costare più di una moto o di un’automobile ma sappiamo benissimo che i volumi di produzione possono incidere notevolmente sul prezzo finale del bene in vendita.
    Per esempio, la Panda nuova può costare meno di una bicicletta di alta gamma perchè di Panda, solo in Italia, ne vendono dalle 7.000 alle 12.000 al mese e sono numeri che superano di parecchi ordini di grandezza le vendite di bici di alta gamma che costano oltre i 10.000 euro.
    L’altro problema grave è che, per chi si compra la bicicletta non solo per sport o svago ma per un uso quotidiano, specialmente nelle città i furti di bici costose sono molto frequenti e non è facile proteggere il proprio mezzo di locomozione quando viene lasciato in strada, anche se ben legato alla catena. A questo punto, per un uso quotidiano, non resta che utilizzare una vecchia bici, usata e di poco valore, che non attiri l’attenzione dei ladri di biciclette; questo ovviamente non favorisce la vendita di nuovi modelli e non invoglia il comune cittadino a spendere soldi per una bici nuova (anche se costa “solo” 1.000 euro…).
    Se un costruttore di biciclette investisse tempo e ricerca per creare un sistema (meccanico o elettronico) a BASSO COSTO integrato nella bicicletta che blocchi definitivamente l’uso della bici rubata oppure complichi eccessivamente il furto e il riutilizzo/ricondizionamento del mezzo rubato e delle sue parti più costose, sono sicuro che avrebbe un notevole successo di vendite e di guadagni. Ovviamente sottolineo che questo “antifurto” deve essere semplice e non costare eccessivamente rispetto al valore reale della bicicletta.

  12. Francesco ha detto:

    Mi associo ai commenti dei colleghi ciclisti, in primis penso che manchi la cultura della bici che potrebbe essere insegnata fin dall’infanzia, le ciclabili ci sarebbero ma non vengono mantenute efficienti (avete provato a fare la Vento per intera?), in ultimo, è folle spendere migliaia di euro( non giustificati) per una ultraleggera e poi dovere portarsi dietro una catena e catenaccio da 1 kg.

  13. Liuc ha detto:

    Ciao.
    Parto dalla mia situazione , che riflette quella di molti che hanno commentato .
    Ho diverse bici , sia x uso cittadino che x uso sportivo , e le uso quotidianamente al posto dell’auto (per fortuna che la mia città Carpi è piuttosto predisposta per la mobilità sostenibile). A me non viene voglia di cambiarle , anche se alcune hanno 10+ anni, anzi mi viene proprio da dire di esser a posto . Quindi io son il primo che a questo punto blocco il mercato , che a causa dei costi non mi incentiva a farlo .

    Vorrei poi proporre una soluzione, purtroppo adottata dal mondo dell’auto (che riflette il nostro settore a livello di costi iniziali): bici a contratto , con formule di acconto iniziale , rata mensile e riscatto finale o permuta . Oppure nolo a lungo termine . Con servizi e ricambi pagati in base al contratto .

    La bici (come l’auto o lo smartphone )non sarebbe più un bene di proprietà, ma uno strumento atto a compiere uno scopo (vedi anche “cambiamento “) si venderebbero più bici (forse) , si userebbero più bici (forse), e da utilizzatore non mi sentirei vincolato a vita a quel modello/stile di bici .

    Cosa ne pensate ? Fattibile ?

  14. Andrew ha detto:

    Bisogna fare una distinzione: se parliamo del segmento urban, i prezzi delle bici non sono così alti. Si può spendere 400/600 euro per acquistare già un’ottima bici da usare in città.
    Cosa ben diversa sono le biciclette di fascia alta, in primis gravel e bici da corsa. Le aziende produttrici da diversi anni hanno iniziato a immettere sul mercato bici sempre più costose, considerando l’appassionato come un consumatore che deve essere invogliato a spendere. Quindi si sono ddiversificate le forme, i materiali, l’offerta della componentistica. Pensiamo al cambio elettronico: chi, fra gli amatori, ha davvero bisogno del cambio elettronico? Che tra l’altro aumenta il prezzo di una bici di almeno mille euro. Sono pochissimi i marchi onesti. Io recentemente ho acquistato una gravel da un’azienda spagnola, l’equivalene di un marchio più blasonato mi sarebbe costato 1500 euro in più.
    In merito alle infrastrutture, è vero che ci sono poche piste ciclabili, ma non possiamo pensare di mettere una ciclabile in ogni strada, sia per lo spazio sia per il costo. Uno dei problemi dell’Italia (a differenza della maggioranza dei paesi europei) è che manca la cultura della ciclabilità. Gli automobilisti pensano di essere gli unici ad avere il diritto di occupare le strade, c’è una totale mancanza di rispetto e la gente giustamente ha paura di usare la bici. Io abito a Milano e sento continuamente dire che ‘non è una città per le bici’. Ci rendiamo conto?
    Infine bisogna fare un appunto ai nostri amministratori per la totale assenza di velostazioni in corrsipondenza degli snodi ferroviari, anche questo un problema di infrastrutture.

  15. FREDERIC MAST ha detto:

    Vi leggo con attenzione dalla Svizzera. Dopo aver consumato le ultime (brutte) notizie dall’industria vinicola italiana (newsletter gambero rosso), mi sono rivolto al vostro dibattito e posso solo osservare una cosa: la costanza con cui i prezzi di un vino o di una bicicletta si spingono ad altezze impossibili per il consumatore. Questa è l’unica malattia che affligge la nostra società: la convinzione che i prezzi possano aumentare, e aumentare, senza sbattere il naso contro il muro. Il muro c’è già, ed è fin troppo facile dare la colpa ai politici e lamentarsi. Chiediamo invece a tutti gli approfittatori della catena di distribuzione di tornare a margini di profitto accettabili e di smettere di prendere per i fondelli i consumatori.

  16. Pinuccia ha detto:

    buongiorno come mai si vendevano una marea di bici con il covid?come mai si vendevano una marea di bici con il bonus dello stato?qualche anno fa in queste due situazioni le infrastutture non cerano quindi? gli esperti dovrebbero farsi due domande le mie

  17. Mauro Magnaghi ha detto:

    buongiorno come mai si vendevano una marea di bici con il covid?come mai si vendevano una marea di bici con il bonus dello stato?qualche anno fa in queste due situazioni le infrastutture non cerano quindi? gli esperti dovrebbero farsi due domande le mie

  18. Stefano ha detto:

    Io non ho ancora cambiato la mia BDC perché in questo momento non posso permettermi il lusso di un esborso importante ed è più probabile che mi rivolgerò al mercato dell’usato.
    Per il resto, ciclabili, infrastrutture… è tutto vero, ma non basta.
    L’Italia è sempre stata così, anche durante il boom di vendite.
    Grazie e saluti

  19. Dario Ettore Cirimbelli ha detto:

    il problema è che date sempre la colpa ad altri se non vendete: alla politica in primis, e a me che non ne compro. Ho una ebike front presa 4 anni fa, una muscolare per lunghi viaggi presa due anni fa. sono a posto finché campo. A tante persone non frega nulla di avere una bici, e non la vogliono comprare, non sarà mica colpa loro se non hanno un interesse. vendete una cosa che interessa a pochi, ciclabili ovunque o meno.

  20. Alessandro ha detto:

    Secondo me il problema della mancanza di vendita delle bici non è l’assenza delle infrastrutture, che pure è un evidente problema.
    Ma poniamo il caso che la rete infrastrutturale venga ampliata e modernizzata con il conseguente aumento di domanda delle bici.
    I prezzi aumenterebbero ulteriormente rispetto ad ora (legge del mercato).
    E secondo voi si venderebbero nuovamente più bici?
    Secondo me no. Sarebbero ancora più care. E parlo di bici da trekking, city bike, .. non di BDC o MTB sportive dove l’assenza di infrastrutture non incide sul cale delle vendite.
    Parere mio.

  21. Dario ha detto:

    le infrastrutture sono la scusa per dare la colpa a qualcun altro. l’odio verso i ciclisti e le piste ciclabili sono sicuramente un problema ma solo o quasi italiano. le case fanno finta di non capire ma loro j soldoni li fanno con bici da corsa gravel ma soprattutto con mtb ed emtb che hanno prezzi ormai assurdi ma soprattutto ingiustificati. una mtb o emtb non può costare più di auto e moto. un copertone di una mtb o emtb costa più di un pneumatico di un auto e se la usi in maniera intensiva ne cambi almeno 2 all’anno per un totale di max 2/3000 km! le case hanno dato.per scontato che il ciclista sia talmente succube delle mode e soprattutto della smania di sfoggiare l’ultimo modello dj superbici. questa politica non funziona più il ciclista nonostante patito di bici si è rotto le palle delle regole imposte dalle case ed ora le bici che ha se le tiene per qualche annetto. vediamo.le case se sojo disposte a tenersi le.loro bici in magazzino per qualche anno! tra l’altro con la politica di questi grandi marchi che praticano sconti anche del 50% hanno distrutto il mercato dell’usato quindi chi è costretto cambia bici gli altri si tengono la loro che altrimenti dovrebbero svendere o addirittura tenersi in garage. rivedessero le loro politiche ma soprattutto i prezzi di bici e ricambi che sono assurdi

  22. Stefano ha detto:

    Forse mi sono perso qualche intervento, ma mi sembra che nessuno abbia parlato del comportamento degli automobilisti verso ciclisti e pedoni in Italia. Ho pedalato e pedalo in molti paesi europei e non e non mi è mai capitato, fuori dall’Italia, di trovare comportamenti che mettono a rischio la vita di ciclisti e pedoni quando non arrivano all’odio verso di loro perché vengono considerati soggetti ( i ciclisti) che non hanno diritto di stare sulla strada. A Parigi, nelle vie a senso unico, ai ciclisti è consentito percorrerle nell’altro senso e non si verificano incidenti; in Italia sarebbe una strage. Forse più educazione fatta agli automobilisti sul rispetto di tutti i soggetti che stanno sulla strada potrebbe parzialmente risolvere il problema.

  23. Davide ha detto:

    Se parliamo di bici a tutto tondo e non solo da un punto di vista puramente sportivo, potrei anche essere d’accordo con quanto detto circa la mancanza di piste ciclabili e di mobilità sicura per le due ruote. Ma credo che le mancate vendite si riferiscano soprattutto alle bici cosi dette sportive (corsa, gravel, mtb). Non possiamo far finta di nulla e puntare il dito solo sulla scarsità di piste ciclabili. Le bici costano troppo! Per acquistare una bici da corsa ti servono 3/4 stipendi e non può essere sostenibile, perchè poi non c’è solo la bici, c’è tutto il resto. Stesso discorso per le auto, sempre più grandi ed accessoriate e sempre più costose. Le case produttrici vogliono farti credere di poter avere il mezzo dei sogni, ma a che costo? Io ho la mia bici del 2008, che dovrà percorrere ancora diverse migliaia di km!!

  24. Lorenzo Cammelli ha detto:

    Il problema dei prezzi è evidente (saliti alle stelle !!!) ma quello delle infrastrutture riguarda solo le grandi città (muoversi in bici invece che in auto in sicurezza e con parcheggi adeguati) ma non la vendita di bici costose (che onestamente per un uso cittadino lo sono già a partire da 1000€ fino all’infinito) perché per andare al lavoro in città basterebbe un entry level citybike da 200€ (o meno); per quanto riguarda poi i furti nei paesi del nord Europa (dove di fatto la automobile e più un impiccio che una comodità) sono all’ordine del giorno motivo per il quale le bici le si comprano usate o si fanno affitti con full risk. Ma questo non risolverebbe per nulla il problema dei marchi top che sfornano bici dai pezzi stellari.
    Le bici top siano esse bdc che mtb non richiedono infrastrutture ! Per fare il ghisallo in bdc non serve una ciclabile così come per fare la alta via del sale in gravel o in mtb !!

  25. Giovanni ha detto:

    Salve, articolo molto interessante come anche i commenti. Non so quale sia la soluzione ma sono sicuro che i produttori di bici, nonostante producano la maggior parte dei loro prodotti nei paesi dell’estremo oriente con costi nettamente più bassi, sono sempre affamati di guadagni. La XDS Astana ha corso il Giro d’Italia 2025 con una bici progettata e realizzata in Cina (XDS) versione top X-Lab che ha un costo di circa 6.600 euro. E parliamo di professionisti. Sono sicuro che non arriverà mai in Italia a quel prezzo.

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  26. ELIO PERRONE ha detto:

    Vado in bici da 60 anni e ne ho tre, una mtb, una gravel e una da strada. Hanno tutte circa 10 anni , mi piacerebbe cambiarle ma se le confronto con le nuove mi sorgono grossi dubbi
    Dove sono i 4-5000 euro per ogni bicicletta rispetto alle mie???? pesano solo 2-300 grammi in meno, quella da strada ha i freni a disco e la mia no ( non valgono 5000 euro) la gravel ha solo una corona la mia tre e pesa 400 grammi in più ma a fronte di 2 corone in meno, di un deragliatore in meno, e di un manettino cambio in meno costa 4700 euro in più e cosi per la MTB. Non ho fatto nomi nè indicato marche, ma tutti i produttori dovrebbero fare un attimo una pausa e pensare che non si può più aumentare i prezzi. poi non parliamo di e bike i cui costi arrivano a superare i 10.000 euro , e per una di medio livello ce ne vogliono minimo 5000 . A quel prezzo prendo una bella moto da enduro, che di roba ne ha di più, e smetto di sudare.

  27. Marco ha detto:

    Credo che bisogna semplicemente abbassare i costi ma in maniera netta…per comprare una bici di media gamma devi sborsare davvero troppi soldi e allora o si rinuncia oppure ci si riversa sull’usato…sicuramente la politica deve fare la sua parte per le infrastrutture ma ripeto il vero problema sono i COSTI eccessivi per l’acquisto di bici

  28. Ito Ando ha detto:

    Caro Pinzuti la risposta che ha dato al commento del Sig. Mazzocchi Giovanni (13 Luglio 2025 alle 09:58) rivela un bel grado di presunzione, supponenza e arroganza che mal si concilia con il suo mestiere; se poi detto lavoro non le piace o le riesce faticoso lo cambi ce ne faremo una ragione.

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      Caro Ito,
      La presunzione è un difetto che mi porto avanti da quando sono nato.
      Supponenza e arroganza le ho sviluppate in tenera età.
      Credo che siano gli elementi che mi hanno portato a fondare Bikeitalia che lei legge gratuitamente ogni volta che ne ha voglia.

      Buona settimana.

      Paolo Pinzuti

  29. Ito Ando ha detto:

    Ho letto articolo e commenti.
    Come non essere d’accordo con la maggior parte che, pur riconoscendo la mancanza di strutture, punta il dito sui costi ENORMI di acquisto e manutenzione bici.
    Dalla Redazione evidenziano che le bici servono anche per lavorare e non solo per svago, ok, ma chi andrebbe in bici al lavoro con un mezzo che costa come una moto? Con i furti sempre “dietro l’angolo”.
    Aggiungo che quando le infrastrutture ci sono, mi riferisco alle ciclabili del Naviglio e del Villoresi, queste sono lasciate allo sbando; arbusti che invadono la pista (anche con spine), erba che mangia l’asfalto e manutenzione delle buche assente.
    Qui varrebbe la pena, anche perché meno costoso e di facile realizzazione, che Voi di BikeItalia focalizzaste l’attenzione.
    Grazie.

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      Grazie per l’esortazione Ito, non so se ci ha fatto caso, ma Bikeitalia è l’unica testata giornalistica che si occupa proprio di piste ciclabili e in molti casi anche del loro stato di manutenzione. L’Italia è molto grande e ci perdonerà se non riusciamo a dare la dovuta importanza al Villoresi.
      Varrebbe anche la pena che anche Lei, in quanto privato cittadino, si adoperasse nei confronti delle istituzioni preposte affinché queste si prendano cura delle infrastrutture. Le cose non succedono attendendo che se ne occupi qualcun altro.

      Saluti

  30. ROBERTO GIANOLIO ha detto:

    Fare un gran numero di piste ciclabili nelle città è senz’altro un’ottima cosa anche perché disincentiva l’uso dell’auto che hanno così meno spazio per parcheggiare e circolare. Però ci sono altri 2 problemi. 1) Se le bici costeranno sempre come adesso ci sarà in giro sempre un alto numero di catorci e roba usata, anche perché 2) chi come me abita in una grande città sa benissimo che, arrivati a destinazione, una bici (ma manco un catorcio) se la leghi da qualche parte non dura manco un quarto d’ora. Quindi per me i problemi sono: 1-capire perché le bici costano così tanto a fronte di una tecnologia modesta. 2- implementare la costruzione delle ciclabili 3- fare molti parcheggi sicuri, come per esempio in Giappone dove la bici scende sotto terra e si richiama in superficie con una scheda magnetica prepagata.
    Altrimenti aspettiamo i cinesi che si staranno già muovendo.

  31. Omar ha detto:

    La crisi per forza arriva tutto costa molto di più automotive in crisi moto così così bike certo che si prezzi folli ..la spesa alimentare è aumentata. .?!?! Gli stipendi sono sempre quelli …devo fare i conti se ho comprato la bici …per i prossimi 10 nn la cambio più ..con i prezzi che girano…io ne ho due una e bike e una da corsa bici non blasonate mah mi diverto…faccio sport ugualmente….
    sono i costruttori che non capiscono
    poi fanno tutto nei paesi più poveri a mondo…..vogliono guadagnare troppo poi il giocattolo poi prima o poi si rompe…

  32. Luca ha detto:

    Lo hanno scritto in tanti, le infrastrutture sono solo una parte del mercato, quello city e in parte Trekking. Ma poi c’è tutto l’off e la strada, numeri importanti in Italia dove l’utilizzo quotidiano è limitato e spesso si utilizzano mezzi d’epoca. Allora ci si accorge che il vero problema è economico e di percezione. Non è che manchino i soldi ma bisogna fare delle scelte. E se la bici ce l’hai, fai manutenzione e la cambi l’anno dopo. O quello dopo ancora. Soprattutto se le cifre in gioco rimangono stratosferiche!

  33. Ennio Bertona ha detto:

    è sempre possibile trovare un buon usato performante, basta muoversi con qualche mese di anticipo. nel 2021 ho trovato una Bianchi infinito cv ruote fulcrum zero carbon, sia pur c17 di quegli anni, e gruppo durace 9100, 50/34 e pignoni modificati 11-32, freni rim, telaio 2017, 1300 euro.
    Molto ben tenuta, subito ispezionata da un meccanico molto in gamba, tutto ok, ci fu solo da ingrassare il m.c. un po’ secco e cambiare la catena. Testualmente mi disse che l’avevo pagata al prezzo delle sole ruote.
    Va benissimo, non mi interessano gli aggiornamenti, la stessa in versione 2024 con d.a.elettronico e freni disc supererebbe i 7000 euro.
    Pesa 7,5 kg in taglia 59, e vivo tranquillo senza scimmie per la testa.
    Non mi pronuncio sul mercato, concordo nel fatto che non comprerei una bici nuova a prezzi assurdi, e nemmeno entrerei in alcuni pezzi da poche centinaia di metri di ciclabili di periferia di piccoli paesi, quelle che portano al camposanto locale, che assomigliano a piste da cross, e che sono ciclopedonali (non ciclabili!!!) cosparse di tombini, buche, passi carrabili, pedoni con cani all’allunghina da 6 metri… il problema è la condotta senza regole di molti automobilisti e l’assenza totale di controllo sulle strade, con sanzioni senza se e senza ma, ma per chiunque sgarri, anche sui ciclisti che fanno quello che gli pare ai semafori , che viaggiano affiancati in extraurbano ecc ecc ecc.

  34. Fabio Rizzo ha detto:

    Si attribuisce il calo delle vendite di biciclette alla carenza di infrastrutture? È una visione comoda e superficiale. Negli anni ’70 e ’80, un insegnante con meno di un anno di stipendio netto poteva permettersi un’utilitaria nuova. Oggi, con quello stesso stipendio, non si arriva neanche al telaio di una bici di qualità.
    La vera domanda non è “dove sono le piste ciclabili?”, ma “come mai un bene che dovrebbe essere popolare e accessibile è diventato un lusso?”
    Parliamo di redditi stagnanti, di politiche fiscali che penalizzano il ceto medio, e di un mercato che spinge su prezzi e mode invece che sull’accessibilità. Finché ignoriamo questi problemi strutturali, dare la colpa alle infrastrutture è solo un modo elegante di arrampicarsi sugli specchi.

  35. Carlo ha detto:

    ciò che viene scritto è tutto giusto, potere d’acquisto nullo, stipendi minimi, biciclette che non sono altro che 4tubi saldati assieme che costano come una macchina con i suoi confort, il fatto è che la politica con le sue multinazionali se ne frega del popolino che li mantiene, tanto sa che siamo pecorelle e che non cambia niente, almeno per ora. se avessimo più soldi l’economia girerebbe di più

  36. Marco Masini ha detto:

    MTB che costano più di moto da cross…follia …le moto hanno motore a scoppio , forcelle più potenti ammortizzatore più efficace freni più potenti , omologate per velocità più alte ….e la bici costa di più !!! il problema non sono le infrastrutture …noi le abbiamo le infrastrutture e nessuno compra bici finché il prezzo è allucinante ( e per nulla giustificato ) .
    il mondo delle bici è fatto da molti furbetti …ora la pagano …e dire che nessuno compra perché mancano le strade è un altro modo per ingannare , e fare crederci che spendere 8000€ per la bici sia corretto . Ad ogni modo ho comprato la moto da motocross a 5000€ , va il doppio , la uso per lavorare e svago , ho risparmiato 3000€ .

  37. Massimo ha detto:

    Se le vendite calano o il prodotto fa schifo o il prezzo è completamente fuori mercato, mercato bici che andrà dove è andato quello dello sci ( 80% noleggi – oggi chi vuole iniziare a sciare parte da 1.500 – 2.000 €. )
    Una bicicletta x bella che sia non può costare più di una macchina , fatevi una domanda e datevi una risposta.

  38. Roberto ha detto:

    Condivido molti dei commenti, e metto insieme un po’ tutto, è verissimo, mancano infrastrutture degne di questo nome, le strade sono distrutte e gli automobilisti (quelli che non usano la bici) sono irrispettosi, è pericoloso andare su strada, molto… lo vedo io che mi porto sempre dietro mio figlio di 12 anni e cerco sempre itinerari i più sicuri possibile. le piste ciclabili che ci sono molte volte sono semplicemente impraticabili, ad esempio concentrano i tombini tutti li o gli asfalto sono semplicemente osceni. questo è il problema più grande. in secondo luogo è la professionalità di chi rivende bici, sono pochi quelli che effettivamente sanno quello che fanno, lo fanno e lo fanno bene, gli altri… lasciamo stare, sono solo capaci a venderti la bici, poi bom, sparisce tutta la professionalità. I costi? effettivamente si può andare in giro anche con bici poco costose e fare dei bei giri e dei bei viaggi ma un appassionato come me, ama anche avere sotto le mani un prodotto tecnologico, performante e magari anche bello da vedere e queste 3 cose insieme spesso vogliono dire una marea di soldi! a parte qualche raro caso di offerte imperdibili per lanciare un brand che magari in Italia non è conosciuto o per svuotare un magazzino (ma ti deve andare bene la taglia) poi ho visto che i prezzi sono folli, arriviamo oggi a 25.000€ per una bici ma non capisco come possa costare così tanto… ma neanche 15.000€ li capisco. siamo arrivati al punto di chiederci, cambio la macchina o la bicicletta? saluti a tutti.

  39. Mazzocchi Giovanni ha detto:

    A Torbole sul Garda il problema vero è la SICUREZZA DEI PEDONI in quanto i ciclisti sono incivili, maleducati, prepotenti, se ne fregano delle regole del traffico , superano le macchine ferme alle strisce pedonali a destra e a sinistra mettendo a rischio l’incolumità dei pedoni. A Torbole moriamo di biciclette!!!

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      quanti sono i pedoni morti per essere stati investiti da biciclette a Torbole sul Garda negli ultimi 10 anni?

  40. Enzo ha detto:

    Il problema è più semplice di quello che si pensa, il potere di acquisto è diminuito drasticamente a causa di un impennata dei prezzi, soprattutto dopo il COVID. Il potere di acquisto di noi Italiani è fermo da 30 anni e, il brusco aumento dei prezzi in generale su tutto, ha causato un impoverimento che colpisce soprattutto la fascia media, la stessa che prima bene o male poteva spendere per una bici costosa o per una vettura, adesso no può più, si tiene la vecchia bici o al massimo la compra usata. Il problema è generalizzato, nel mercato delle bici si sente maggiormente, perché sono beni non essenziali di prima necessità. Altri settori come l’automotive hanno lo stesso problema, eppure l’auto è da ritenersi ormai un bene indispensabile. Questa crisi è legata per il 90% al potere di acquisto ridotto, non ci sono altre spiegazioni.
    Incentivare certe politiche per diffondere l’uso della bicicletta a 360 gradi farebbe bene a tutti, i vantaggi sono noti, meno traffico, meno inquinamento, miglioramento della salute, ma è un altro discorso.

  41. Lanza Paolo ha detto:

    ma una volta la bicicletta si usava sulle strade di oggi e sulle stesse ciclabili esistenti ora ,la MTB sugli stessi sentieri anzi migliori perché ormai riconvertiti per bike elettrica e gravel ( su tutto l’arco alpino) .
    il problema della bici in generale sono i costi che sono in parte ingiustificabili ( telai tutti uguali dove la differenza la fa il marchio della casa , montaggi uguali) acquistare una bicicletta decente devi spendere minimo 3000/4000 eu.ed è un esagerazione.
    capisco che la bike elettrica tira perché è il novizio che ha scoperto la luna non facendo fatica è disposto a spendere un capitale tra mezzo e attrezzature.
    conclusione credo che le case debbano farsi un mea culpa.

  42. Francesco ha detto:

    Non è chiaro che ormai è un attività solo per chi può permettersela,PUNTO.
    Biciclette discrete dai 2000 euro,per arrivare a 18000,roba da vergognarsi,il vestiario idem,gli accessori NON commento neanche.
    Poi,se non è in carbonio non va bene.
    Gambe,passione e divertimento come era fino a metà anni 2000.
    Tutti Pantani si sentono,ma per cortesia.

  43. Simone Naldoni ha detto:

    In Germania dove vive mio fratello, da quando è arrivata l’inflazione dell’euro e quindi per dirla breve la moneta costa di più, il salario minimo lordo fissato per legge di un operaio generico è salito a 2100€ mentre in Italia i salari medi sono rimasti congelati da circa 30 anni e la media si aggira a 1400€ lordi e per legge non esiste salario minimo e quindi c’è chi addirittura prende anche di meno.
    I costi delle bici, dei telai e dei ricambi sono aumentati a dismisura grazie anche all’inflazione oltre che alla bolla covid che sta esplodendo in questo momento facendo chiudere negozi e fallire produttori.
    Ho acquistato a novembre una gravel Bianchi impulso pro 2024 tutta montata GRX 820 (ultegra da gravel) a 3200€ per il black friday una bici che a listino credo che venisse 4999.
    A 3200 l’ho acquistata senza neanche pensarci anche se sono comunque tanti soldi per una bicicletta medio-gamma, a 4999 non l’avrei mai acquistata.
    La mia MTB all mountain acquistata nel 2021 l’ho pagata 3500€ adesso lo stesso modello che di fatto ha solo cambiato colore in base all’anno di produzione ma ha mantenuto le stesse identiche geometrie ed anzi invece di migliorare il montaggio, qua e là ci hanno ficcato componenti di un gradino più basso (sospensioni e qualche parte del gruppo) rispetto alla mia, te la rifilano per 6200€ quasi il 50% in più per una roba che è addirittura a piccoli tratti peggiore della mia.
    Questo è insostenibile per l’acquirente finale.
    Poi nella vita reale molti di noi devono acquistare carburanti anche solo per recarsi al lavoro, pagare luce, acqua, gas e tari.
    5000€ per una bici e 170 per un pacco pignoni medio gamma sono decisamente troppi.
    Qua da me in Romagna praticamente ogni sportivo andava in bicicletta adesso invece la maggior parte corre a piedi dicendo che almeno per correre l’unico costo dell’attrezzatura è legato all’abbigliamento che comunque se vai in bici devi acquistare.
    Il mercato del ciclo non è in crisi, ha proprio deciso di suicidarsi.

  44. sergio ingrassia ha detto:

    in molti casi le infrastrutture ci sarebbero, peccato non siano mantenute in ordine, costruite e abbandonate, fronde degli alberi che ti prendono a schiaffi, pavimentazioni imbarazzanti, sporcizia data dalla risulta delle auto e camion che le passano affianco. molte volte ti ritrovi su una pista ciclabile che si interrompe nel nulla.

  45. Maurizio Baldo ha detto:

    Le infrastrutture sono solamente un problema marginale, esistono più in senso lato e in funzione di propaganda politica , che nella realtà , utile agli appassionati e fruitori delle “Ciclabili etc.”. Il vero problema sono i prezzi delle biciclette , oramai a livelli speculativi assurdi, frutto degli accorpamenti , acquisizioni da parte di certi fondi finanziari, di svariati marchi e poi di conseguenza sottoposti a forti incrementi dei listini , per fare cassa e guadagni… cioè a questi meri speculatori non interessano gli appassionati , gli sportivi , gli amatori ma solo ed esclusivamente il denaro…
    business Is business , come dicono gli anglosassoni… Troviamoci un buon usato , lo miglioriamo , con pezzi nuovi ed anche pure usati , grazie alle molteplici piattaforme on-line sul Web… personalmente ho fatto dei magnifici affari , prima con Faccebuche market place , poi qualcosa con Subito ed ora soprattutto con Wallapop… acquistando addirittura vere chicche NOS , pari al nuovo…di pezzi pregiati e di assoluto valore… In fine per quanto riguarda le E-Bike sarà il prossimo passo, anche se a molti puristi pare blasfemo il solo proferire la parola bicicletta a pedalata assistita…che non assimilano al termine bicicletta… personalmente da vecchio appassionato di MTB , sono certo che ad una certa età etc. sia più utile una MTB assistita , per divertirsi, come alcune decadi fa , anzi anche di più… a patto di aver un buon background di capacità a condurre una Mountain bike e soprattutto una buona batteria… Concludendo , le istituzioni e le case di produzione dovrebbero darci un taglio alle mere speculazioni, ritornando a miti consigli sui prezzi delle biciclette e pure a tutto quello che ci gira intorno , negozi e meccanici… Bye -Bye

  46. Salvo ha detto:

    Il problema dei prezzi è relativo, ci sono mezzi per tutte le tasche così come per le auto (anche se, come per questo mercato, si è notevolmente alzato il prezzo base dei modelli entry level). Rimane concreto il problema sicurezza (sia per il tema viabilità che per il tema furti). Ma il problema principale rimane quello culturale (per gli spostamenti a corto-medio raggio i ragazzi preferiscono i monopattini) e politico (senza misure reali di educazione, incentivazione e promozione). La bici non è abbastanza ‘cool’ (se non per una ristretta cerchia di appassionati) e a parte lo svago del weekend l’uso come mezzo di trasporto abituale rimane molto limitato, alimentando un circolo vizioso che la rende solo una ‘noia’ per gli automobilisti o un privilegio per pochi

  47. Giorgio ha detto:

    Provengo da anni di ciclismo. Ogni anno si sostituiva il telaio oppure il gruppo, alle ruote si dava poca importanza perché marche e modelli erano limitati a pochi esemplari.
    Ricordo che un telaio di alta gamma poteva costare dal 1’300’000 £ a 1’700’000 £ un gruppo non oltrepassata gli 800’000 £.
    Poi il progressivo aumento.
    Si è passati dai 1300€ a
    1800 € a 2300 € poi a 2800 € ai 3300 € ai 4500 €
    Oggi un telaio di alta gamma può arrivare a costare 5500 € e un gruppo TOP a 3500 €
    Discorso analogo per le coppie di ruote. … prezzi da pura follia.
    Posso giustificare un prezzo limite di 13000 € … ma oggi si sfiorano cifre pari a 15000 € il corrispettivo di una DUCATI DESMO un paragone che nessun commerciante è in grado di sostenere … verrebbero pronunciate frasi NON SOSTENIBILI … AL.LIMITE DELLA VERGOGNA NEL PRONUNCIARLE … PERSINO IL PARLATORE PIU’ CAPACE ARROSSIREBBE
    Il tutto trovava giustificazione, sostenendo che gli oggetti di alta gamma, prodotti nei paesi in cui la manodopera a costi elevati deve compensare il costo produzione ….VERO … poi pero si scopre che in sordina le case piu blasonate hanno traferito tutto nei paesi a basso costo … prezzi invariati OVVIO
    Nelle vetrine vengono esposte biciclette senza incremento di prezzo rispetto all’anno precedente … dai uno sguardo alla componentistica e ti accorgi che la bicicletta è montata con gruppi di livello inferiore …. SI VOGLIONO CONVINCERE GLI ACQUIRENTI CHE SONO STATI APPLICATI SCONTI … MENTRE SONO STATE ESEGUITE STRATEGIE DI MARKETING ETICAMENTE SCORRETTE.

    IN SINTESI :
    LE INFRASTRUTTURE NON CI SONO MAI STATE E IL MERCATO ERA FIORENTE E IN CRESCITA … DOMANDA ED OFFERTA ERANO IN EQUILIBRIO

    ADEGUATE I.PREZZI ED IL PROBLEMA E’ RISOLTO …

    cercate le cause della crisi …chiedetelo a papa’ FURBIZIA e a mamma AVARIZIA

  48. Ugo ha detto:

    compro una bici su AliExpress o temu mi costa 800 euro….. qui 4000……non siamo più stupidi!e ma e una cinesata scusa ma la tua specialized o Pinarello dove la fanno…..

  49. Stefano ha detto:

    Con il mio parere mi associo al problema furti.
    Ad oggi comprerei due ebike, per me e per mia moglie, ma la cosa non è assolutamente pensabile, la parcheggi e non la ritrovi più.
    Questo a Padova, dove rubano bici in continuazione!
    penso sempre a quanto sarebbe bello poter uscire e usare in tranquillità la propria bici.
    Addirittura sarei propenso a mettere una targa, e per un uso più attento e con responsabilità del mezzo, perche ti investono sul marciapiede e scappano, e per il problema furti.
    Certo sarebbero rubate lo stesso ma in misura minore, la difficoltà di piazzarla sarebbe un deterrente.

  50. Mauro ha detto:

    Volevo rispondere al redattore per quanto riguarda i costi x esercitare questo bellissimo sport , che stà diventando quasi d’ elite. Oltre al costo x l acquisto che a volte è insensato , mi dica dov’è il valore di 14.000 euro per una Pinarello? Per non parlare dei ricambi , una coppia di tubeless 150/160 euro è pazzesco. Poi sento colleghi ciclisti che si lamentano del costo delle riparazioni che a volte non non sono fatte nemmeno a regola d’ arte e in modo approssimativo. Per quel che mi riguarda la bici me la riparo da solo nella maggior parte dai casi ed è un gran risparmio. Poi parliamo delle innumerevoli Granfondo che sono nate? a 70 euro minimo x partecipare con miseri ristori a parte qualche GF che si rispetta, x che cosa, per dare un premio in denaro a un ex dilettante o professionista che magari in passato hanno squalificato xchè positivo? Per quanto riguarda il cicloturismo vedo che a parte qualche costosa e-bike,vedo tanti con bici davvero economiche parlo di 600/700 euro , io ho una bianchi C/2 sport da 500€ con la quale ho fatto viaggi di 900 km dimostrando che non c’è bisogno di bici costose, ma gambe , voglia e tempo.

    Saluti.

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      Buongiorno Mauro,

      Grazie per il commento. Ci tengo a ricordare che lo sport è solo una delle molte attività che si possono praticare con una bicicletta. La bicicletta è anche un mezzo di trasporto.

  51. Marco ha detto:

    voi vi state focalizzando su un certo mercato e quindi volete aumentare la clientela ma parliamo di un esempio semplice. Sono in liguria, nella finale outdoor region, un posto meraviglioso patria dell’enduro. Sono convinto che non ci sia più crescita di biker in questo settore dopo il boom ebike; i vecchietti come me hanno approfittato della nuova tecnologia ma ora basta. I numeri questi sono. nel 2022 una bici da enduro semiseria base costava 6000 euro. Oggi con gli sconti sempre 6000 costa visto che i top i gamma hanno aumentato i prezzi. Qui di infrastrutture ce ne sono a iosa ma se la bici mi costa così come pensate che uno possa cambiarla?

  52. Gianantonio ha detto:

    solo i prezzi come fa uno che guadagna 1700 euro al mese comprarsi una bici da 6000 euro deve fare un mutuo

  53. Carlo ha detto:

    Bisogna educare gli automobisti ad avere più rispetto per i ciclisti in strada….poi i ciclisti a più attenzione alle regole del traffico…
    Ed i comuni a spendere meglio i soldi della comunità ed aggiustare le strade…
    La civilta di una nazione là si evince dalla qualità delle strade …vedete le nostre e capite il disastro della politica😂😂😂

  54. GIUSEPPE VIGNA ha detto:

    Secondo me bisogna anche capire il perché in Italia sono sempre meno i giovani che si avvicinano alla bici. il problema non sono solo le infrastrutture, che sicuramente possono fare la loro parte, ma le bici di strada sono sempre state su strada non sulle ciclabili, solo che oggi le strade sono troppo pericolose. Allora la politica dovrebbe fare in modo che le strade siano meno pericolose diminuendo le macchine e sanzionando seriamente chi non rispetta le regole (non minacciando e basta come il recente ministro)

  55. Claudio Chersovani ha detto:

    il problema,paradossalmente, è uguale a quello del mercato delle automobili:stipendi bassi e prezzi troppo alti.
    io sicuramente comprerò un usato ,i prezzi sono allucinanti!!!!

  56. Fabrizio ha detto:

    Premesso che io ho 67 anni e sono un amante della bici uso e vado in bici da 57 anni la mia prima bici la ebbi all età di 10 anni ho anche la fortuna di vivere nel delta del po’ veneto immerso nella natura tra mare e campagna per cui lo spazio è le strade non mi mancano voglio solo dire che non si può attribuire che il calo delle vendite delle bici sia dovuto alle infrastrutture purtroppo il motivo numero uno è solo economico ci sono prezzi sbalorditivo delle bici per quanto riguarda le piste ciclabili potrei anche essere d’accordo ma nella mia zona stanno facendo piste ciclabili ma stanno trascurando le strade principali per cui più sistemazione delle strade principali e meno soldi per le ciclabili anche perché nel mio delta con meno soldi si potrebbe sistemare le strade arginare e trasformarle in piste ciclabili naturali invece di mangiare soldi pubblici per nuove piste ciclabili con la scusa del turismo ciclabile e lasciare le strade principali come colabrodo e pericolose per la viabilità saluti .

  57. tony ha detto:

    hanno lievitato i prezzi senza porsi il problema….. questa e la ricompensa ed’è giusto ke falliscono x capire dove hanno sbagliato……. non si può pagare una bici €15000.00. ki ragiona si compra una makkina da poterla usare anke se piove.
    ne hanno approfittato drl vento in poppa dopo il covid…… e adesso e giusto ke si avviano verso il fallimento. una camera d’aria e arrivata a costare €20.00,un copertone €70.00.ke si rendano conto di questo prima di piangere.
    fallite in santa pace e state zitti

  58. Clara ha detto:

    x me il problema principale e’: dove lasciarla quando scendi dalla bici? non ci sono posti sicuri, ad aprire una catena non ci vuole molto. Se non la posteggi “a vista” puoi non ritrovarla. Ci vorrebbero dei lucchetti che si aprono con l’impronta digitale 😁

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      Anche i parcheggi sicuri sono infrastrutture

  59. Andrea ha detto:

    Buongiorno,

    ci sono alcune osservazioni rispetto al discorso sul calo delle vendite delle biciclette.

    Il problema delle infrastrutture non può essere legato a una difficoltà nel vendere biciclette da svariate migliaia di euro, gli utenti che comprano queste bici difficilmente lo fanno per fare il giretto della domenica sulla pista ciclabile.

    C’è stato un incremento dei prezzi ingiustificato dei produttori e dei negozianti che hanno approfittato della moda post Covid di pedalare.
    Moda che forse si è un po’ sopita anche per la mancanza di infrastrutture ma sicuramente un normale cicloturista
    non sente la necessità di cambiare bici ogni anno o due.

    Attualmente poi vedo ancora una tendenza di produttori e venditori di gonfiare i prezzi del genere di bici che é più di moda di recente : la gravel.

    Bici in alluminio con allestimenti base che costano più di 1000 euro quando una bici da corsa con caratteristiche simili costa almeno 200 euro in meno.

    Venendo poi alle infrastrutture devo dire che da milanese sicuramente sono aumentate le corsie ciclabili e vedo molta più gente che le usa, ma vedendo i mezzi che utilizzano in maggioranza non credo che queste persone siano quelle che possano aumentare il mercato delle biciclette.
    Ci sta comunque una parentesi anche su questo settore. Decathlon, ad esempio, vendeva prima del Covid la sua bici Riverside base a 159 euro, ora la stessa costa 219, si parla di più del 30% di rincaro che non credo corrisponda al loro aumento del costo di produzione.

    È ovvio che a questo punto mi rivolga al mercato dell’usato per comperare una bicicletta da città con il rischio che possa essere rubata piuttosto che a una nuova.

    In un momento in cui secondo i dati Istat il potere di acquisto degli italiani è diminuito di più del 7% dal 2021 abbia meno voglia di farmi prendere in giro da speculatori affamati di guadagni.

    In Italia sicuramente la politica è lenta e poco propensa a sviluppare un turismo ciclistico ma in questo caso mi sembra sia uno dei problemi marginali rispetto ai prezzi delle bici

  60. Marco ha detto:

    compravo una bici ogni 2 anni, ora una MTB o una BDC di gamma medio alta (XT o Ultegra) non me la posso più permettere.
    fin che trovo pezzi di ricambio utilizzo quelle che ho .

  61. Andrea ha detto:

    vado in bici da anni, dalla strada sono passato alla MTB e alla gravel questo per la sicurezza, oggi è diventato pericoloso andare per le strade è inutile negarlo. Detto ciò in questo paese manca la cultura dello sport (meglio la macchina soprattutto parcheggiata fino all’ entrata del centro commerciale, altrimenti si suda).
    argomento prezzi, è decisamente vergognoso che una e-bike costi come uno scooter di fascia alta considerando la tecnologia di uno e dell’ altro, i telai in carbonio sono prodotti tutti a Taiwan con costi che vanno dai 200 ai 400 euro il resto della bici e poco più di niente.
    probabilmente la gente comincia a dare il giusto valore delle cose, questo è dato dalla poca disponibilità economica, è chiaro che chi ha i soldi compra la Pinarello F12 dal costo di una autovettura.

  62. Riccardo ha detto:

    ma quali infrastrutture, la crisi c’è ed è colpa sempre di qualcun’altro. i prezzi sono alle stelle. le mtb x esempio non hanno bisogno di infrastrutture per loro natura come le bici da corsa che hanno sempre girato su strade normali ..eppure costano quanto una moto di fascia medio alta…e i ricambi… ? una coppia di copertoni per mtb costano mediamente 60/70 € l’uno che va moltiplicato per la coppia … roba da pneumatici da utilitaria …..

  63. Cesare ha detto:

    Buongiorno,
    il problema principale è il prezzo molto spesso irragionevole. Poi ciascuno è libero di acquistare quello che vuole secondo le proprie disponibilità. Nota: per fare volumi il prezzo deve essere necessariamente basso.

  64. Giuseppe R. ha detto:

    È inutile tirare in ballo troppe scuse, la ragione principale sono i prezzi fuori controllo delle biciclette. Con 10.500€ compro una Panda e non riesco ad acquistare una bici top di gamma in carbonio? Vedo in vetrina bici da 14/15/16k euro, piuttosto prendo una Ducati Multistrada o una BMW GS1200.
    Se non abbassate i prezzi vi troverete magazzini pieni e personale a spasso.

  65. Dario ha detto:

    In televisione non esiste una pubblicità sulle bici, che ne so: uscito modello nuovo vai a comprarla! e invece solo pubblicità di macchine, profumi e smartphone. Non interessa a nessuno di andare in bicicletta, tranne a quelli che l’hanno già capito.

  66. Paolo Nardini ha detto:

    Credo che il problema principale stia nei costi e anche nella gestione dei mezzi, per non parlare dell’abbigliamento.
    La moda si fa pagare e, visto che moltissimi sono per l’e-bike ecco la ragion: più domanda, prezzi alti.
    Con la bici muscolare sei considerato quasi troglodita.
    Per girare in paese uso la mia bellissima U. Dei (originale) con freni a bacchetta, rarissimi gli estimatori.
    Forse un ripensamento non guasterebbe.

  67. Francesco Paolo ha detto:

    Però l’ipocrisia non manca…..
    se solo un gruppo elettronico (facciamo l’esempio di BDC) costa qualche migliaio di euro….telai che materialmente sono sempre gli stessi e che oggi te li fanno pagare caro e amaro ,ma che pretendete? una persona con garbo e intelligenza ragiona diversamente …….acquistare OGGI una bici top di gamma di qualche anno fa e frego il mercato del nuovo.
    Non ci vuole tanto.

  68. Daniele ha detto:

    sicuramente il video dice la verità sull’infastrutture. La situazione strade era così anche 20 anni fa. Il problema primario è il costo della bici che stessa componentistica tipo ruote in carbonio profilo medio cambio shimano ultegra manubrio integrato in carbonio 4 anni fa 3500 € adesso 6500€ vedi catalogo scott. Personalmente mi tengo la mia “vecchia ” scott. Spero che qualcosa cambi altrimenti ci saranno sempre più magazzini pieni e più disoccupazione .

  69. Nevio ha detto:

    leggo molti commenti sui prezzi che erano molto + fondati 2 anni fa adesso ci sono veramente sconti che non si sono mai visti seppur su listini gonfiati. esempio full mondraker scontate del 50% su modelli 2025. Il vero motivo è che se la bici nuova non è veramente molto meglio della vecchia mi tengo la vecchia e risparmio qualche migliaia di euro. io comprata adesso valore sugli 8k pagata 4,5 ma la mia vecchia non andava bene x l’uso che ne facevo.

  70. Carlo ha detto:

    una bici da corsa montata Shimano, SRAM o Campagnolo con il top di gamma con ruote in carbonio non può costare più di una Fiat Panda nuova.

  71. Matteo B ha detto:

    Le infrastrutture non c’erano nemmeno prima, ma le bici si vendevano comunque, con un ritmo “normale” e a prezzi umani. Dopo il COVID, i produttori hanno gonfiato a dismisura i prezzi, ed ora non si sognano di abbassarli adducendo ogni tipo di scusa. Il mercato non funziona così. Se la domanda cala, i prezzi calano, e la domanda cala perché i prezzi sono troppo alti. Non è possibile che i telai vengano rinnovati ogni tre/quattro anni con differenze minime, raccontando la favoletta di chissà quali costi di ricerca e sviluppo etc. E non possono proporre sconti ridicoli per prodotti di generazione precedente, quando sono i produttori stessi a rinnovare i modelli.
    Recentemente, ad un negozio, ho chiesto a quale prezzo avrei potuto acquistare una Trek Madone NUOVA, appena uscita dalla scatola, prezzata 6500K; mi è stato detto che avrei potuto prenderla a 4800K (e la avrebbero comunque venduta con un “discreto” margine, ma, a detta loro, meglio liberarsene subito)…ma la prezzavano comunque 1700K di più. Il che significa che i prezzi sono fuori da qualsiasi logica, e che gli sconti applicati sono comunque troppo bassi. Quella bici avrebbe dovuto essere già prezzata a 4800K (che è già una follia) ed eventualmente scontata fra qualche mese a circa 4000K massimo. Invece, se un gonzo non la acquista a prezzo pieno, rimarrà lì per mesi e poi verrà “fortemente scontata” ad un prezzo più alto di quanto la avrebbero venduta a me…politica da truffatori.

    La storia dei magazzini pieni poi…un’altra cazzata: per avere una bici da catalogo ci vogliono mesi e mesi, e i rivenditori non è che siano pieni di “vecchie” biciclette esposte e invendute (sulle quali poi applicano famigerati sconti). Al massimo se ne trovano un paio della propria misura, ma di certo non quella che fa al caso proprio.
    Riguardo le infrastrutture, non si può nemmeno pensare che la colpa sia della mancanza di ciclabili etc. Anche perché ci vogliono anni per progettarle e realizzarle, e nelle nostre città spesso non ci sono gli spazi, a meno di toglierli alle auto.
    E il punto è questo. O si attuano politiche di mitigazione PESANTE dell’uso dell’auto privata, o non ci saranno mai soluzioni. Ma andare contro un settore che è già in crisi (ma che per decenni ha avuto tutti gli incentivi di questo mondo e il supporto delle infrastrutture a spese dei cittadini) è cosa impossibile.
    Fosse per me, mi adatterei, come ho sempre fatto, alle infrastrutture esistenti, e avrei diverse bici, ma non ho intenzione di spendere cifre esorbitanti per quel che offre il mercato.
    È inevitabile che il sistema economico attuale prediligerà il salvataggio di industrie che danno lavoro a migliaia di persone (al momento…), cioè quelle automobilistiche. Le piccole aziende artigianali di biciclette finiranno per fallire inevitabilmente.
    Ed è solo colpa loro.

  72. Alberto ha detto:

    Invece di ascoltare i punti di vista parziali ed interessati degli operatori del settore, perché non private a fare la stessa domanda agli utilizzatori finali? Non sarà per caso che i prezzi delle biciclette hanno raggiunto livelli semplicemente ridicoli? È normale, secondo voi, che una bicicletta si venga a trovare nella stessa fascia di prezzo di una (sia pur piccola) automobile?

  73. ANDREA ROSSI ha detto:

    d’accordo in parte, la minima, l’analisi è a mio avviso abbastanza superficiale….il vero problema è la mentalità. mi spiego meglio, in Olanda e nei paesi del nord la bici è considerata un mezzo di trasporto da tutti…da noi un mezzo per competere…
    quindi è chiaro che l’utilizzatore finale competitivo è infinitamente inferiore a chi usa la bici come mezzo di trasporto. per chi vende bici da trasporto crisi non c’è…. c’è per chi vende mezzi esasperati… sono scelte, come per tutto….io ho sempre comprato MTB, ma oggi è impossibile farlo e non per colpa dei governi, infrastrutture e tutte le menate che dite. congetture, solo congetture, quest’ anno anziché cambiare la bici mi sono preso una moto, costa meno e mi faccio qualche bella passeggiata, trovo sempre parcheggio gratuito e rischio di meno quando la parcheggio. col cavolo che compro una bici da 6000 euro e mi danno l’allestimento base….col cavolo, giusto che siano in crisi, così se la smettono di pensare che siamo tutti fulminati, vacche da mungere…

  74. B Lazio 11 volte ha detto:

    un paio di ruote 2000 euro una sella 300 euro ..per non parlare dell’abbigliamento..siete la vergogna di tutti gli sport…..non siete imprenditori del ciclismo siete solo dei ladri ….punto e basta

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      Buongiorno Sig. B Lazio 11 volte,
      Apprezzo il suo sfogo. Alo stesso tempo trovo molto facile scrivere questa cosa in forma anonima. Le suggerisco di entrare in un negozio e dirlo in faccia a un qualunque venditore di biciclette. Gli dica in faccia che è un ladro. Sicuramente otterrà la risposta che merita.

  75. Si3 ha detto:

    … Sempre colpa della politica… Ma la verità è che i prezzi sono lievitati in maniera esagerata! Soprattutto per le e bike! Le batterie dei gruppi di continuità nel giro di tre anni hanno dimezzato i prezzi, mentre quelle per le biciclette sono raddoppiati: come la mettiamo? Biciclette elettriche che peraltro nel tempo ti costringono a spese paragonabili a quelle per la manutenzione di un mezzo con motore a scoppio su due ruote… Se non superiori addirittura… Biciclette elettriche che peraltro si comprano più per sfizio, per “lusso”, cioè per farne un uso molto limitato nel tempo… cominciamo a ripensare il pricing, quantomeno introducendo degli entry Level più accattivanti e poi vedremo…

  76. Eddy ha detto:

    troppi furti, ecco una delle due cause per cui non si usano le e-bike. l’ altra causa è il prezzo di partenza, fuori portata della stragrande parte della gente.

    1. Paolo Pinzuti Paolo Pinzuti ha detto:

      Quindi non esiste un problema sicurezza? cioè le persone NON hanno paura a usare la bici? È questo che sostieni?

  77. Bruno Virgulin ha detto:

    questo può essere vero per le city bike o da turismo ma per le mtb i bike park sono in continuo aumento, sentieri e forestali per ogni necessità (parlo per esperienza diretta nel Triveneto), non è che la troppa domanda degli anni 2020/22 abbia drogato il mercato e il continuo ricambio di modelli top di gamma con prezzi elevati di acquisto e relativo deprezzamento del top di gamma dell’anno precedente abbiano dissuaso molti dall’acquisto compulsivo spingendoli a tenersi il “vecchio” ma ancor valido modello precedente?

  78. Fabrizio ha detto:

    Analisi corretta ma risposta semplicistica. Pur immaginando un impegno dei rivenditori,nla risposta della politica è troppo lenta, un negozio farà in tempo a fallire 3 volte prima di vedere una ciclabile. Poi non tutti i commercianti sono evoluti, dove abito molti si son messi di traverso per evitare la costruzione di ciclabili che toglievano posti auto e quindi per loro clienti disposti a fermarsi per comprare. La soluzione prima di tutto deve essere interna al settore, (intanto questo ti fa sopravvivere) poi seguirà la politica. Soluzioni? 1-intanto evitare il continuo ed inutile rinnovamento dei cataloghi ,per accontentare pochi utenti disposti a cambiare anno per anno la bici si costringe il rivenditore a impegnarsi in anticipo e costringerlo a sconti immediati, il tempo per vendere una bici con un margine accettabile è forse di 3mesi, 2-mettere delle soglie di sconto come si fa per l’editoria, e questo eviterebbe ai negozianti di ammazzarsi tra di loro 3-Livellare l iva a livello europeo, in Germania è al 19% a parità di prezzo chi vende in Italia ha già perso 4-smascherare la situazione ridicola dei distributori autorizzati, come può essere che acquistare un accessorio in Germania con prezzo al pubblico costi meno che comprarlo in Italia da un listino riservato?…e mi fermo qui. Saluti Fabrizio

  79. Fabio ha detto:

    non si vendono biciclette xe’ costano troppo e la gente non può permettersele

  80. Riccardo ha detto:

    concordo sull ‘esigenza di avere migliori infrastrutture e piste ciclabili e più attenzione alla sicurezza dei ciclisti soprattutto in città, ma anche il costo delle biciclette dovrebbe ridursi parecchio perché ha raggiunto livelli insostenibili per una larghissima parte degli interessati.
    Gli incentivi all’ acquisto darebbero un grande contributo alla crescita.

  81. Silvio ha detto:

    Salve sono un cinquantenne che utilizza la bici quotidianamente La utilizzo principalmente per raggiungere il luogo dove lavoro e saltuariamente per scopo ricreativo. La città dove vivo, Alpignano (TO) ha avuto, recentemente, un incremento esponenziale di infrastrutture e piste ciclabili per sostenere l’utilizzo delle bici, ma nonostante l’impegno del sindaco e dell’amministrazione comunale non ci sono stati i cambiamenti auspicati nella cittadinanza. Per quello che posso vedere ho l’impressione che le piste ciclabili non fanno vendere più biciclette. Quello che manca é la promozione, la cultura, la comunicazione e perché no? la repressione! Quelli che hanno voce in capitolo dovrebbero promuovere e sponsorizzare l’utilizzo della bici per la mobilità quotidiana e dall’altro canto scoraggiare l’uso improprio delle auto, sia per la velocità, (mai visto multare qualcuno per aver superato il limite dei 30 ) sia per l’invasione di tutti gli spazi calpestabili.

  82. Salvatore Sacco ha detto:

    ma siamo seri: con tutto il parlare di Green deal non si fanno le cose più elementari come, ad esempio, offrire contributi consistenti e facili da ottenere per tutti ( ripeto tutti e non solo per i soliti evasori a basso reddito) per l’ acquisto di e-bike, mezzi che oltre a favorire la salute di chi le usa, abbattono davvero l’ inquinamento urbano.

  83. Mauro ha detto:

    non è questione di piste ciclabili.
    il problema sono i costi delle biciclette schizzati a cifre non giustificabili

  84. Raffaello ha detto:

    Quello evidenziato è solo uno dei tanti problemi,ma quando una emtb dal costo medio di 4.000,00 euro due anni dopo ne vale 1.500 la dice lunga……per non parlare di quelle da 7/8/9/10 Mila..follia il costo di una utilitaria!!

  85. Beppe ha detto:

    concordo con la mancanza di adeguare infrastrutture.
    Nella mia zona ci sono alcune piste ciclabili che di ciclabile e sicurezza non hanno nulla.
    A volte ti ritrovi a condividere la stessa strada delle auto senza alcuna sicurezza e solo con un cartello ( ciclopista dell’Arno…per esempio)
    Eppure è un territorio di grandi potenzialità. Qualcosa si è mosso ( ciclopista del trammino) ma e’ poca cosa e in futuro dovrebbe svilupparsi la ciclopista tirrenica che per ora non si capisce che strade prenderà.

  86. Jean-Dominique PEDUZZI ha detto:

    Sono troppo care, freno a disco che richiedono piu manutenzione, combio eletrico …..
    Non si trova piu una bici da corsa in carbonio nuova con cavi esterni, freno a V e cambio mecanico !….. manutenzione molto piu facile per qualsiasi persona

  87. Fabrizio ha detto:

    io è anni che vado in MTB poi è da 10 anni chei sono convertito in ebaik prima con la specialaizd ora è 4 anni con orbea wild 20. sono bici da prezzo medio circa€ 6000 però se ci pensi ci compri 2 motorini. in conclusione sono troppo care

  88. Alessandro ha detto:

    Tutto falso. Sconti non se ne vede in giro, io non li ho trovati, e lo scontare biciclette che costano il triplo di quanto dovrebbero sarebbe il minimo. I magazzini non sono pieni, non si spiegherebbe il fatto che tanti rivenditori offrono soltanto le bici che le case gli mandano. Ne ho visitati parecchi e tutti sono nelle stesse condizioni. Adesso che ho deciso che bici prendere, non un modello particolare o personalizzato, ma un modello di medio valore del normale catalogo di una casa produttrice, sono 2 mesi che l’aspetto e imneanche il rivenditore sa dirmi quando arriverà. Io credo che i produttori, o chi stabilisce le strategie commerciali di vendita, abbiano preso tropo sul serio il fatto di poter fare il bello ed il cattivo tempo, stabilendo metodi per alzare a piacimento, e a dismisura, i prezzi di vendita. Che poi manchi una politica per incentivare l’uso della bici è cosa vecchia che ai ciclisti che acquistano bici di alto valore poco importa. A loro piace pedalare in mezzo alle macchine, con esse fare a gara zigzagandoci in mezzo, come fossero al giro d’Italia.

  89. Giordano ha detto:

    e i prezzi non sono arrivati a livelli inavvicinabili?

  90. Elelft77 ha detto:

    questa è solo la scusa che si vuole utilizzare per non voler affrontare il vero problema, i prezzi .
    alti sino alla follia, ci sono bici MTB che costano più di una moto e non parliamo moto di alta gamma da 15.000 euro ma di moto da 7/8 Mila euro, altre che costano meno comunque quanto uno scooter, ma queste sono bici !!!! sono per lo svago e non posso costare un occhio della testa, le persone oggi hanno altre priorità dovute anche dal fatto che non ci sono soldi per vivere figuriamoci per il superfluo.
    sulle ciclabili ci va chi va a lavorare e questi non ci vanno con bici costose, ma cercano bici da prezzi stracciati.
    quindi la vera ragione non sta nella mancanza di infrastrutture.

  91. Buragina francesco ha detto:

    il problema piu’ grosso sono i furti,non puoi scendere dalla bici o e bike che non sai se la ritrovi,se non possono la bici si prendono le ruote,e quando esco ,sembro un secondino con le chiavi,chiave batteria chiave cantina chiave antifurto ,chiave blocca ruota, insomma 5 chiavi x usare la bici

  92. Moscioni Fabrizio ha detto:

    Buongiorno! Sono un ciclista amatoriale, confermo che oggi bisogna creare piste ciclabile,per dare possibilità a tutti di andare in bici in modo tranquillo,nello stesso tempo far crescere i bambini con la passione della bici, stando tranquilli i genitori, avendo così modo di formare nuove speranze per il movimento ciclistico futuro! distinti saluti

  93. Carlo Pierelli ha detto:

    Serve abbassare i prezzi. È impossibile che una bicicletta costi piu di una Ducati. E smettiamola con la palla che dietro ad un progetto di una bicicletta, ci sono fior fiori di ore e tecnologie fatte da ingegneri. Una moto la disegna topolino con assemblaggio in carta pesta?

  94. Antonio Valenzi ha detto:

    Non si tratta di essere d’accordo o non d’accordo perché sicuramente un problema di infrastrutture c’è.
    Penso però che il problema sia multifattoriale.
    Probabilmente, alle condizioni attuali delle infrastrutture, si è già raggiunto il punto di pareggio tra domanda e offerta e siamo nella fase successiva: eccesso di offerta a fronte della scarsità della domanda.

    Se anche ci fosse la messa in atto di una politica pubblica che agevolasser le infrastrutture queste non si realizzerebbero dall’oggi al domani, quindi il problema di giacenza delle scorte non sarebbe risolto, almeno nel breve/medio termine.

    Molto più semplice, ad esempio, stimolare la domanda con una politica di incentivi, tipo la rottamazione: dare indietro vecchie bici, a fronte di una supervalutazione.
    In questo senso le aziende potrebbero inoltre mettere su una ciclo produttivo circolare, ecologicamente sostenibile: incamerare ferrivecchi che potrebbero essere riciclati per fare nuovi prodotti.

    C’è poi tutto un mercato dell’assistenza post vendita e della manutenzione.

    In terza battuta, stimolare la crescita di un movimento di cicloturismo da incentivate con l’offerta agli operatori di parchi bici “a riscatto”: basso investimento (o comunque sostenibile) a fronte di parchi bici nuovi e offerta di pacchetti. Quella della bici è una filiera, e va stimolata tutta, anche in quelle componenti che non riguardano direttamente la bici (i b&b per esempio).

    Sono due o tre idee le mie che andrebbero approfondite studiando il settore a 360 gradi, sono solo esempio, ma con un piano di innovazione, partendo da indagini sul campo, potrebbero venire fuori sorprese.

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