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“Basta bici sui sentieri di montagna”

“Basta bici sui sentieri di montagna”
Ebike su sentiero di montagna (foto di repertorio)

“Ben vengano i cicloescursionisti su strade forestali e carrarecce, ma sui sentieri il discorso è diverso”. Con queste parole il presidente del Cai Veneto, Francesco Abbruscato, ha recentemente riacceso il dibattito sull’uso delle bici – e soprattutto delle ebike – nei sentieri di montagna. Un appello forte, che arriva in un momento in cui le terre alte non sono mai state così frequentate, spesso fino al limite della sostenibilità.

Negli ultimi dieci anni gli interventi di soccorso legati alle bici in quota sono cresciuti del 230%, come riporta il quotidiano locale il Dolomiti. Ma non si tratta solo di sicurezza: il passaggio frequente e veloce delle due ruote, specie in discesa, logora i sentieri, già messi alla prova da fenomeni naturali di erosione e dal continuo flusso di escursionisti.

Overtourism in quota: la nuova emergenza

L’estate 2025 ha portato in primo piano un problema che finora era rimasto sottotraccia: l’overtourism in montagna. Se un tempo i picchi di affluenza si concentravano sulle spiagge, oggi anche valli e rifugi soffrono di un eccesso di presenze. Strade forestali solcate da un numero crescente di ebike, rifugi presi d’assalto, sentieri congestionati.

La facilità offerta dalla pedalata assistita ha spalancato la montagna a un pubblico sempre più vasto, ma non sempre preparato. “Con le ebike – avverte Abbruscato – si arriva ovunque, anche senza la consapevolezza dei limiti e delle fragilità dell’ambiente alpino”.

Funivie e discese “a tutta velocità”

Un altro tema che preoccupa il Cai è l’uso delle funivie da parte dei biker. Sempre più impianti hanno introdotto ganci e sistemi per trasportare le bici in quota, rendendo accessibili le vette senza fatica. Questo, se da un lato rappresenta un’opportunità economica per i territori, dall’altro ha generato un fenomeno pericoloso: discese a grande velocità lungo sentieri non progettati per sostenere flussi così intensi e rapidi. “Non è accettabile – sottolinea Abbruscato – che le montagne vengano ridotte a piste da luna park. Anche qui servono limiti e regole”.

Sicurezza e rispetto dei limiti

Il tema centrale resta quello del rispetto. Secondo il Cai non si tratta di opporsi alle bici in assoluto, ma di stabilire regole chiare: le strade forestali e le carrarecce possono accogliere i biker, i sentieri dovrebbero restare patrimonio degli escursionisti a piedi. Un compromesso necessario per garantire convivenza e sicurezza.

Il Cai ricorda altresì che la montagna non è un parco giochi da modellare a misura dei nostri desideri, ma un ecosistema fragile che impone regole. E proprio da queste regole dipende la possibilità di goderne anche in futuro.

Il dibattito è aperto

Il tema divide e continuerà a farlo: da una parte l’indotto economico generato dal cicloturismo in territori delicati e a rischio overtourism, dall’altra la salvaguardia di paesaggi e cammini secolari. Forse la chiave sta proprio nella convivenza, ma senza deroghe al principio fondamentale: il rispetto della montagna e di chi la vive a piedi o in bici.

E voi cosa ne pensate? Le bici dovrebbero essere bandite dai sentieri di montagna o c’è spazio per una convivenza regolata? Scrivetelo nei commenti: il dibattito è aperto.

[Fonte]

Leggi anche: La Norvegia vuole vietare le ebike nel fuori strada

Commenti

  1. Ale. Ortisei ha detto:

    i sentieri devono rimanere per i trekking a piedi. Troppe biciclette si incontrano in sentieri molto stretti. Oramai la moda delle bici elettriche sta portando in quota gente da ogni dove che a piedi non ci arriverebbe mai. Li trovi anche in sentieri dove c’è tanto di divieto. Se ne fregano! Questa mania che tutto si può fare, senza regole deve finire. Si stanno portando al collasso luoghi che sono sempre stati tranquilli. La colpa è di chi ha permesso tutto questo e sicuramente ci guadagna.

  2. Riccardo ha detto:

    Le bici sui sentieri sono un problema come i gruppi indisciplinati che girano sulle nostre strade creando pericolo x la circolazione stradale . Basta con queste contrapposizioni che sovente questa testata propone e ripropone. I diritti sono uguali x tutti vivi da strada e da montagna . Siamo stufi di assorbirci lezioncine dal cai quando il cai stesso permette dei veri e propri assalti alla montagna con opere d’istruttorie. Sule Dolomiti hanno costruito l’ impossibile tra impianti e rifugi di alta quota deturpando il deturpabile e la colpa di chi è? Delle mountain Bike? Anche che no! Basta contrapporre categorie di sportivi semmai abbiamo bisogno di una dirigenza un po più fresca e aperta al nuovo che avanza.

  3. Paolo ha detto:

    Sono d’accordo con il Presidente del Cai del Veneto. Dire che un nubifragio potrebbe fare più danni del passaggio delle biciclette potrebbe essere anche vero ma è un’affermazione che non c’entra nulla con il problema. Se il passaggio continuativo delle biciclette lungo i sentieri rovina i sentieri stessi, bisogna limitarlo e regolamentarlo.

  4. Andrea ha detto:

    Personalmente penso che ci sia un atto di aggressione agli ecosistemi tutti, dalle montagne alle spiagge. Troppe persone, ovunque. In ogni caso l’impatto delle ruote sul terreno è devastante, comprime il suolo, lo rende asfittico e impermeabile, danneggiando prima le radici con la mancanza di aria eppoi aprendo la via al ruscellamento e quindi all’erosione. Questa tematica emerge bene nei corsi di meccanizzazione agricola dove viene valutato l’impatto dei trattori dotati di ruote rispetto a quelli cingolati, e dai corsi di pedologia e chimica del suolo, dove viene esplorata la struttura e la fertilità dei suoli e come questa dipenda da vari fattori. Ma anche senza tali conoscenze basta fermarsi a osservare i sentieri percorsi dalle biciclette (per non parlare delle moto da cross) e come ben presto, se utilizzato assiduamente, un sentiero possa degenerare in maniera repentina. Non è un discorso politico, economico o settoriale, è solo l’osservazione dei fatti. Mi dispiace per i ciclisti, non ho nulla contro le bici, anzi, però bisogna porsi dei limiti se veramente abbiamo a cuore il nostro pianeta.

  5. Ettore Schioppa ha detto:

    Su AIRONE #47 Marzo 1985 – si raccontava del Rampichino. In montagna troppi Motocross, l’alternativa era la MTB, la bici da montagna. Ora la bici ha la pedalata assistita… e diventata una specie di Motocross. Non frequento molto la montagna e i suoi sentieri. Quando mi è capitato ho trovato troppe persone. Shirin-yoka, immersione nella natura, sarebbe l’intenzione, ti ritrovi in colonna in auto ed a piedi per raggiungere il rifugio…

  6. Samuele ha detto:

    Come sempre un po’ di sano odio per tutti quelli che fanno qualcosa di diverso da loro (in questo caso, in montagna con la bici) e ignoranza (chi sale con gli impianti gira nei bike park, strutture dedicate dalle stazioni alpine con piste costruite, mantenute e riservate alle MTB e vietate ai pedoni). Molte stazioni sciistiche con l’accorciamento della stagione neve stanno salvando i bilanci grazie alle bici. Ma di questo, ai talebani della montagna, non importa nulla. Un singolo nubifragio fa molti più danni ai sentieri di tutte le bici messe insieme.

  7. Filippo ha detto:

    è iniziata la guerra tra poveri.E vai con un nuovo divieto……
    poi domandiamoci perché i ragazzi finiscono col drogarsi

  8. Gil ha detto:

    Il problema non è il mezzo con cui si va in montagna, sono le persone irrispettose della montagna e dell’ambiente che li circonda. E’ vero che la montagna è “di tutti” ma, parere personale, “non per tutti”. Certo è, che se fomentiamo la frequentazione agevolando tutti per puri guadagni, poi non ci si può lamentare. Alcuni rifugi sono diventati alberghi d’alta quota a prezzi esorbitanti, facili da raggiungere; dove non ci sono impianti si vogliono costruire per portare sempre più persone in quota a fronte di probabili super incassi (salvo poi lamentarsi per over tourism e mancanza di civiltà). Ci si inventa di tutto: dalle ciaspolate notturne alle escursioni su motoslitta o gatto delle nevi che sotto la luna piena ti portano in rifugio a mangiare “ostriche e champagne”, impianti che ti portano in vetta per buttarsi poi a scavezzacollo sui sentieri. 1+1 fa 2, vedete voi se continuare a pubblicizzare simili eventi o tornare a una frequentazione più consona della montagna con il gusto della conquista della cima con le proprie possibilità. In quanto ai sentieri rovinati dai bikers: vi è mai capitato di passare sullo stesso sentiero frequentato dai cavalli? Tra deiezioni e buche lasciate dagli zoccoli ci sarebbe molto da dire……

  9. Vittorio ha detto:

    Anche se mi rendo conto che la realtà è molto più sfumata e quindi in certe situazioni le regole risultano sempre un po’ assurde, alla fine sono d’accordo col CAI: sui sentieri si va solo a piedi, in fondo sono fatti apposta.

  10. Roby ha detto:

    Da sempre sono contrario che le bici e le ebike vadano sui sentieri ma sembra che prima viene il divertimento poi la protezione delle montagne che rammento hanno un suolo sottile e quindi fragile. Le bici devono essere usate solo sulle strade di montagna e strade bianche. Mi auguro di cuore che prima o poi si riesca a mettere davanti a tutto la protezione delle Alpi/montagne e non il business. Fatto sta che si continua a creare percorsi nei boschi creando ferite al suolo che un domani franeranno a valle. Ecco come la vedo da sempre.

  11. Luciano ha detto:

    Chiunque abbia frequentato la montagna in bici o a piedi in un gruppo CAI conosce quale sia la filosofia del CAI al proposito. Credo che l’appello accorato del presidente Abbruscato sia rivolto proprio a chi non conosce questa filosofia, a chi ignora il bidecalogo e il codice di autoregolamentazione per escursionisti e cicloescursionisti, in altre parole a chi pensa di poter fruire dell’ultimo ambiente non antropizzato rimasto al mondo come di un parco giochi e poi di potersene tornare a casina senza nemmeno tirare l’acqua. Lo stile di guida della mtb per chi pratica il cicloescursionismo in ambito CAI deve essere tale da “non lasciare traccia” del proprio passaggio. Mi sembra che l’interesse sincero per la protezione di un ecosistema estremamente delicato si scontri con gli interessi di chi dall’ecosistema deve trarre sostentamento. Non credo si possa risolvere il problema con divieti o altro, e’ un problema di mentalità. La riflessione deve essere fatta ad un altro livello e l’educazione per il rispetto dell’ambiente montano deve iniziare molto presto. A parte questo due minuti di riflessione sull’uso delle e-bike in determinati contesti non guasterebbero.

  12. Domenico ha detto:

    premesso che sono ebiker sia gravel che MTB e che anche io non amo quelli che si buttano in bici in discesa a velocità smodata…

    il problema non è la bici, la moto, il cane…il problema è la maleducazione e l’intolleranza…il problema è l’essere umano…

    chi va a piedi non sopporta chi va in bici a prescindere e viceversa…il presidente del CAI non è sicuramente un ciclista e si capisce…

    se tutti, a prescindere dall’essere a piedi o in bici fossero gentili, premurosi con gli altri e con l’ambiente non saremmo qui a discutere…

    detto questo, l’essere messi alla gogna dai camminatori che si sentono gli unici ad avere diritti sui sentieri anche no…iniziate a camminare sui sentieri senza cani liberi, non in ciabatte, e insegnate ai vostri bambini che strappano e spezzano qualsiasi cosa a rispettare la natura e a non buttare niente in terra…

    Poi in bici mica si va solo in discesa…c’è anche la salita…

  13. ENRICO FRAVILI ha detto:

    Ho la grande fortuna di passare le mie vacanze (fincheé ne avrò le risorse….) a San Candido – Val Pusteria, dovè c’è una bellissima strada sterrata (non un sentierino di montagna) che sale fino a Sesto. La segnaletica indica che è un sito dedicato sia ai pedoni che alle bici. Bene! Peccato che gli amici ciclisti lo percorrano a tutta velocità sia in discesa ( la gravità è una gran cosa…) sia in salita grazie ad e-bike che costano come scooter e consentono di andare dappertutto a tutti. Tralasciando le polemiche sulle scene pazzesche viste quest’anno in montagna ( l’afflusso su per il Catinaccio è stata una visione da incubo ma…..nel 1980 il sottoscritto l’ha fatta – da molto giovane – e non è che ci fosse proprio poca gente) credo che serva buonsenso e una normativa che impedisca di impegnare sentieri con disinteresse e superficialità proprio perché la montagna è fragile ed esige rispetto (non che i pedoni a volte non facciano peggio…) ENRICO

  14. Giuseppe Convertino ha detto:

    A me sembra più che corretto introdurre delle regole in questo nuovo ambito turistico, anche se a qualcuno può sembrare un freno.
    Regolamentare il settore significa anche renderlo sostenibile e fruibile a lungo termine. Senza regole, ben presto diventerebbe non più fruibile per mancanza di sicurezza o – molto peggio – per averlo distrutto.

  15. Antonio Contiero ha detto:

    Sono stato iscritto al CAI e l’ho fatto per poter fare ciclo escursionismo insieme ad altri appassionati. Capisco la problematica delle bici sui sentieri adibiti all’escursionismo a piedi, però distinguerei tra sentieri “pedonali” e sentieri che possono tranquillamente essere percorsi anche con le bici. Personalmente uso sia la Ebike ma spesso anche la MTB muscolare, quello che trovo strano vivendo in ambiente CAI è, almeno in Emilia, la continua espansione delle proposte di tour in bici, anche spalmati su diverse giornate e in luoghi anche di montagna, uscendo con loro ho scoperto sentieri e percorsi che s’inoltrano profondamente nei boschi e devo dire anche in luoghi che non mi sarei mai sognato di raggiungere da solo. Il livello di difficoltà di alcune escursioni è molto alto e richiede abilità tecniche molto buone. Farei notare che queste uscite sono caratterizzate da un numero spesso molto alto di partecipanti e dal rispetto per i sentieri e i loro frequentatori abituali, cioè chi li percorre camminando, e le proposte hanno sempre anche un risvolto culturale sulle peculiarità storiche e artistiche dei luoghi che si visitano. In questi ltimi due anni ho partecipato a molte escursioni in notturna nei boschi appenninici,tanto per fare per esempio. Quindi l’offerta CAI, almeno qui in Emilia è in continuo incremento e sta avendo un notevole successo di partecipazione, penso quindi che il CAI sia preoccupato della presenza massiccia di ebikers in alta montagna, anche se a quel che mi risulta si organizzano escursioni in bici anche in alta montagna, nella mia zona tipo sul Cusna e rifugi intorno e ci sono stati tour anche sulle Dolomiti. Mi chiedo se questo atteggiamento non sia leggermente bipolare, da una parte si organizzano tour sempre più specialistici (spesso ho rinunciato perché oltre le mie capacità tecniche e fisiche) dall’altra si tuona contro le bici sui sentieri? Riguardo le discese bisogna capire che camminare è una cosa e scendere su una bici un’altra, ci sono situazioni in cui se ti attacchi ai freni e non lasci scorrere la bici ti cappotti o ti ammazzi, non si tratta di puro esibizionismo ma di una questione tecnica, per questo secondo me si dovrebbero vietare le bici in certi sentieri molto frequentati da escursionisti, perché la convivenza anche nel limite dell’assoluto rispetto è difficile e pericolosa, più di una volta sono caduto per evitare collisioni. Ripeto su certe pendenze mentre scendi non puoi fermarti di colpo, rischi di cappottare. Vieterei quindi l’uso selvaggio delle bici in alta montagna oppure farei come tipo a Ponte di Legno, attrezzando specifici percorsi in una sorta di bike park permanente riservato alle bici, d’altronde osservando il mondo, l’America, il Canada, la Scozia etc. i bikers si muovono in terreni assolutamente selvaggi e spesso molto complicati … e a quanto mi risulta non mi sembra ci siano opposizioni feroci come qui in Italia. Le bici esistono da sempre, ma gli automobilisti non le vogliono sulle strade, per evitare di farmi ammazzare (cosa che mi è capitata spesso per strada) vado quasi esclusivamente fuoristrada, sia con gravel che con ebike, o su piste ciclabili chiuse al traffico, ora si vuole limitare pure questo … io credo che esista un problema culturale, nelle strade ci sono dei limiti ben precisi e se incontri due ciclisti affiancati c’è un motivo ben preciso, tu automobilista devi rispettare il limite e le distanze perché i due ciclisti sono equiparabili all’ostacolo costituito da un auto, rallenti e poi quando possibile superi, senza farti venire gli spasmi psicotici perché hai dovuto farlo! La strada, almeno per ora, è un bene di tutti gli utenti, non soltanto di chi crede di poter spalmare ciclisti come fa con cani, gatti, scoiattoli, nutrie, fagiani, conigli lepri … perché gli sale l’odio se non rispetta la sua media oraria: Tola su Dolsa. Si dice.

  16. Arturo Tedoldi ha detto:

    È indispensabile distinguere le muscolari dalle ebike, sono modi diversi di andare in bici.
    Bisogna anche evitare di portare le bici in quota con gli impianti se non in presenza di piste apposite per tornare a valle.
    Chi ha voglia e la forza per salire con le proprie gambe è anche dotato dei mezzi tecnici per scendere, cosa rara per il turista che affitta una ebike.

  17. Cla ha detto:

    Preferirei che prima di vietare le bici sui sentieri si vietassero in montagna:
    SUV, quad, motocross, moto da trial, droni, elicotteri sulla Torre Trieste, aerei da turismo, aerei di scuola di pilotaggio e altri fastidiosi mezzi a motore.
    Poi magari le bici!

  18. Gianni ha detto:

    Il problema non è la tipologia delle bici ma la maleducazione che non è solo dei ciclisti ma anche di chi guida e di chi va a piedi che spesso non guarda quello che fa, se ci si mette dalla parte parte dei ciclisti si trova sempre un maleducato dalla parte opposta e cosi per gli automobilisti e dei pedoni.
    Qui si chiedono sempre delle regole che abbondano ma il problema è che nessuno le rispetta e tutti fanno i furbi.

  19. Carmen ha detto:

    Pienamente d’accordo con il CAI Veneto e Abbruscato, anche perché ho sperimentato di persona il pericolo rappresentato da persone che scendono in velocità sui sentieri, spesso stretti, dimenticandosi che lì possono esserci persone che con attenzione scendono o salgono. In più i sentieri vengono distrutti e risultano quasi impercorribili
    a piedi. Una e-bike con una persona diventa un “missile”di 100 kg che lanciato anche ai 30 km orari può fare veramente molto male, alle persone e all’ ambiente!!!

  20. Tiziano Caracausi ha detto:

    Beh, giusto opporsi ad un fenomeno “maleducato”, perché se ci fosse rispetto e cautela non ti verranno mai a rimproverarti di ciò che stai facendo. Si sta aprendo, purtroppo, un altra brutta nomea per noi ciclisti, già su strada gli automobilisti non ci sopportano troppo ora anche agli escursionisti ed alla natura stessa stiamo dando fastidio.
    Dobbiamo avere più senso di responsabilità.
    Saluti. Tiziano.

  21. Salvatore Nauta ha detto:

    Io allora penso che anche le biciclette normali debbano avere la targa il casco obbligatorio e l’assicurazione.
    Così la smettono di rompere i gabbasisi agli ebikers. Loro che sono maleducati e viaggiano a due a due (se tutto va bene) e disturbano gli automobilisti, che ogni volta che devono superarli lo fanno con patema d’animo.
    Forza, riempiamoci di ulteriori tasse, solo per darla vinta ai ciclisti che parlano parlano ma non sanno cosa significhi la pacifica convivenza! Preferiscono forse che gli ebikers vadano in moto con regolare casco, bollo e assicurazione, e che inquinino acusticamente e ambientalmente? Ditelo, se volete la guerra, l’avrete!

  22. Gianluca ha detto:

    il problema è nato con l’ avvento delle bici elettriche che han dato la possibilità anche a chi non è allenato di andare ovunque, andrà a finire che ci saranno sempre più divieti e cosi anche chi è da 30 anni che ha sempre goduto di questo sport facendo fatica la prendera in saccoccia.

  23. Simonetta ha detto:

    Condivido totalmente la posizione del Cai per 2 fondamentali ragioni: l ‘Italia è piena di strade asfaltate per andare ovunque. Personalmente, in montagna cammino rispettando i luoghi che sino fragili: la montagna non deve diventare la riviera romagnola. In secondo luogo la fauna selvatica vede sempre più restringere i propri spazi. In Germania sono rimasta sorpresa dell’educazione massiva fatta sui villeggianti rispetto a questo aspetto. La bici è libertà ma dobbiamo imparare a considerare la Natura non come il prodotto commerciale che è diventato. Non solo per l’ esaltazione della performance da postare in rete. Si aggiunge il tema dell’eccesso di turismo in montagna in generale, anche se il fare fatica/sudare è un grande limitatore. Tuttavia, la direzione verso cui ci si muove e’ sempre più impattante. È sempre un tema di educazione, di consapevolezza….lunga strada da percorrere nel ns paese.

  24. felice ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con chi scrive che è tutta questione di educazione e rispetto per gli altri e per la natura. Ho incontrato più volte degli escursionisti e mi sono fermato per farli passare. Loro ringraziavano e salutavano. La stessa cosa facevo io se si fermavano loro.

  25. SimBo ha detto:

    Apprezzo immensamente il lavoro del CAI in tutte le sue forme. Frequento la montagna come ciclista, escursionista e scialpinismo. Penso che alcune zone della montagna vadano in qualche modo “guadagnate”. Amo anche le e-bike, ma quando ho percorso buona parte della Val Zebrù con una e-mtb, mi sono sentito fuori luogo tra gli escursionisti. Quando ho visto le prime e-bike inerpicarsi verso il rifugio Casati, mentre salivo a piedi ho pensato che non era il tipo di frequentazione che volevo vedere in montagna, pur da e-biker. Trovo molto nobile e utilissimo, davvero, il lavoro di educazione di tantissimi appartenenti al CAI. Nondimeno, penso che alle bici vadano aperte solo carrarecce e agro-pastorali. I single-track in montagna anche no in bici, non funziona, mi dispiace anche per me stesso ma siamo troppi e mi auto limito. Si possono fare giri meravigliosi e sfidanti anche evitando sentieri, specie quelli in quota, ci sono migliaia di percorsi di bellezza straordinaria e difficoltà per ogni gusto e ogni bici, dalle e-mtb alle gravel, bdc, adventure bike e chi più ne ha più ne metta. Cmq, buona montagna a tutti:-)

  26. Giorgio ha detto:

    “Est modus in rebus” (“c’è misura nelle cose”) dicevano i nostri antenati, no? Oppure magari “a tutto c’è un limite”: ma questa sarebbe già una reazione, nel caso, all’abuso e all’uso sconsiderato delle e-mtb. Il problema essendo che l’uso del motore fa dimenticare il senso del limite proprio e del luogo, del posto, cioè dei sentieri di montagna tracciati da chi cammina e per chi cammina. Bisogna imparare il senso del limite e prima della misura: cioè, autoregolamentarsi. Diversamente, il limite te lo imporrà qualcuno d’autorità, quando non si potrà fare altro. Soluzioni intermedie? Regolamentare l’uso dei sentieri, oppure consentirne l’uso a chi sia abilitato a farlo – ad es., perché iscritto a una società sportiva autorizzata alla formazione dei ciclisti. Istituire piccoli corsi abilitanti? Poche regole e prove per imparare il senso del limite e ragionarci su: perché no? Come dire: esistevano le scuole guida prima della diffusione delle auto-vetture? Temo di no. Ma con la loro diffusione la cosa si rese indispensabile.

  27. Francesco ha detto:

    Amo la montagna e la bici passando dalla bici da strada alla MTB prima muscolare poi elettrica e con essa ho scoperto un mondo girando per le malghe. Spero di continuare a farlo ma rigorosamente per forestali e carrarecce. Sono un iscritto al CAI e condivido completamente la posizione del presidente Abbruscato. per sentieri si va a piedi con grande rispetto per natura e escursionisti.

  28. Marco ha detto:

    Dobbiamo smetterla di considerare le e-bike come biciclette. Va creata una classificazione diversa con regole differenti. Ci sono e-bike che viaggiano a 40 km/h, senza casco e senza targa.
    In questo modo la selezione in montagna è subito fatta.

  29. Alfonso Savarino ha detto:

    Sono sia escursionista che cicloturista con ebike.Con quello che vedo sempre più spesso in montagna penso che educare non risolverebbe il problema; troppa inciviltà.Voto per il divieto di accesso sui sentieri alle bici.

  30. Daniele Locci ha detto:

    Non so davvero che posizione prendere. Da sempre escursionista in montagna, poi ciclista (strada e mtb) qualche volta mi sono avventurato su sentieri assolutamente pedonabili ma al limite per la bici. Purtroppo il fenomeno e-mtb sta creando dei grossi problemi soprattutto perchè le bici vengono montate da gente poco o niente esperta che deve per forza di cose fare “esperienze” in ferie.
    A inizio estate ho avuto una simpatica discussione con un signore in sella alla e-mtb (ex strada militare larga e abbastanza epdalabile) in evidente difficoltà; non sapeva niente di dove doveva andare (distanza, quota, dislivello), in più si vedeva che faceva estrema fatica a stare sulla bici.
    Sono per la massima libertà e rispetto reciproco, però bisognerebbe essere consapevoli dei propri limiti, evitare di mettersi nei guai e chiamare il santo elicottero, e soprattutto capire che il motore ti porta un po’ dappertutto ma i propri limiti non vanno sfidati. Nel rispetto di tutti, compresi gli escursionisti e i soccorritori.

  31. Lorenzo Ghiggini ha detto:

    sono un accompagnatore CAI di ciclo escursionismo e frequento le terre alte con le mie biciclette, questo tema emerge periodicamente, oggi forse a causa di una frequentazione elevata e scarsa educazione e rispetto dell’ambiente. Tengo a evidenziare che il grande ruolo del CAI ciclo escursionismo, ma anche di tante associazioni che praticano la mtb, è educare la frequentazione della montagna, quindi dei sentieri, con la mtb nel pieno rispetto di persone, animali e ambiente, evitando di calcare i sentieri quando sono inzuppati, percorrendoli sempre con il controllo della velocità, in modo sicuro e rispettoso.
    Non credo che vietare sia la soluzione, penso invece che si debba proseguire con questa attività di divulgazione ed insegnamento.

  32. Federico Sambiase ha detto:

    Sono un amante della MTB da alcuni anni; mentre precedentemente praticavo l’escursionismo. Nonostante mi piacerebbe accedere dovunque, riconosco che la numerosità di praticanti ciclisti comporterebbe danni alla montagna e incidenti. Al pari di altre attività umane, come la costruzione di infrastrutture e strade, dell’edilizia, degli impianti di risalita, lo sci, le vie ferrate, i rifugi, l’alpinismo, etc..anche la MTB ed e-bike hanno un impatto. La montagna e le persone vanno protette tramite una ragionevole regolamentazione. Il CAI ha il dovere della manutenzione dei sentieri, pertanto ha diritti di opinione sull’argomento. Auspico che il dialogo tra tutte le parti permetta di definire norme senza eccessi o filosofici proibizionismi.

  33. Valter ha detto:

    salve. Sono sempre stato un gran escursionista, poi mi sono spostato parzialmente anche su MTB ora x problemi fisici ho l’opportunità di andare in montagna con E-MTB. Se devo essere sincero la e- MTB crea grossissimi problemi a sentieri e terreni montani che vengono profondamente modificati, scavati e slavati con le piogge. un danno visibilissimo. Per cui x presa coscienza del problema sarei x il divieto alle e-mtb che sono sempre più numerose e dannose. Lascerei libera la circolazione delle MTB .

  34. Elena ha detto:

    Possiedo anch’io un’ ebike e penso che in Italia abbiamo una vastità di ciclabili a disposizione, quindi sono più che d’accordo con il Cai i sentieri si fanno a piedi, per il rispetto che nutro verso i boschi e la natura, ci sentiamo padroni del mondo, ma siamo solo ospiti!

  35. TOMMY ha detto:

    Buongiorno, io sono un’escursionista che frequenta i sentieri sia camminando che pedalando, purtroppo il fenomeno delle e-bike ha sicuramente contribuito a peggiorare la già drammatica situaione di affollamento che ormai da qualche anno ha colpito il territorio di montegna.
    Ho assistito in più occasioni a situazioni imbarazzanti, noleggiatori che consegnano veicoli con elevate prestazioni a persone di svariate età che non erano neanche in grado di salire sulla bicicletta.
    Spero che vinca il buon senso e che si possa regolamentare l’utilizzo delle biciclette sui sentieri magari con un attestao o un documento che certifichi le capacità dell’utilizzatore, è certo che che in determinati periodi alcuni percorsi non possono essere frequentati da entrambe le tipologie di utenti.

  36. Gabriele ha detto:

    A me dispiacerebbe moltissimo non poter più andare sui sentieri di montagna in MTB. Trovo che la faticosa salita e la prudente discesa offrano sensazioni uniche e consentano di godersi la montagna in un modo diverso, in aggiunta all’escursionismo e allo sci escursionismo. Naturalmente è fondamentale che ogni tipo di attività venga effettuata con consapevolezza e rispetto per la natura e per le altre persone. Si possono causare gravi danni all’ecosistema e alle persone anche solo facendo una passeggiata. Secondo me non è vietando un’attività che si risolve il problema della maleducazione. Poi nello specifico trovo che in Italia manchi una cultura legata alla bici, e ogni occasione venga bene come pretesto per vietare, regolamentare, imporre nuove regole, luci supplementari, targhe personali, quando la soluzione sarebbe sicuramente più piste ciclabili e città più dedicate alla circolazione delle biciclette. Abbiamo esempi eclatanti (mi piange il cuore a scriverlo) in Francia, in Austria e nel resto dell’Europa.

  37. Marco Frattali ha detto:

    Le escursioni danno soddisfazioni, lo in prima persona, ma la bici o Ebike oltre a ciò danno anche emozioni cui sarebbe un peccato rinunciare dato che la vita… È UNA SOLA!

  38. Marco Frattali ha detto:

    Noi quando scendiamo in bici e incontriamo degli escursionisti, rallentiamo e spesso ci fermiamo per per rispettare la loro incolumità, non facciamo di tutta l’erba un fascio, perché la maggior parte di noi fa altrettanto, non siamo dei pirati, ma gente che semplicemente vuole vivere la natura senza recare alcun danno ad essa.. Che differenza fa se si trova in un sentiero una impronta di scarpone o una impronta di un copertone…
    Ridicoli chi porta a discussione certi argomenti,
    forse si soffre troppo di complessi, questo il vero problema.

  39. ELEONORA CORNELI ha detto:

    sarebbe ora, finalmente qualcuno se n’è accorto di quanto siano pericolosi e dannosi, si lanciano in discesa come pazzi se ti centrano sei morto

  40. Alessi Antonio ha detto:

    Hanno cominciato tempo addietro a vietare la montagna alle moto che pagavano regolarmente il bollo,ora è toccato alle biciclette,poi chissà ci sarà un giorno che limiteranno l afflusso delle persone bye bye….

  41. Luciano ha detto:

    io dico che siete fuori strada , invece di cercare scuse con manubri larghi , discese folli e quant’altro, pensate alla maggior parte dei ciclo escursionisti che lo fanno per avere le stesse emozioni che avete voi escursionisti a piedi ma che con la bici possono vedere più panorami e valli , scorci che a piedi in una giornata non potrai mai vedere, bisogna trovare un compromesso rispettando le libertà di tutti e anche una collaborazione a mantenere i sentieri ordinati , puliti e percorribili visto quello che stanno facendo i cambiamenti climatici con le piogge copiose che si susseguono, questo sarà il problema in futuro non i ciclo escursionisti che mantengono viva la montagna portando anche tanti soldi agli impianti e ai rifugi

  42. Paolo ha detto:

    io ho 64 anni, vado in montagna da sempre, sia a piedi che in MTB e emtb non ho mai, dico mai messo in pericolo ne me stesso ne gli altri e tantomeno i miei sentieri e la mia amata montagna.
    ho sempre visto MTB e emtb rispettare i sentieri, a differenza di gente a piedi che non rispettano la montagna a partire dall’ abbigliamento non certo consono alla situazione (scarpette da ginnastica e senza abbigliamento tecnico) mettendo in pericolo loro stessi e l’eventuale soccorso in caso di facili scavigliate! in più spesso, questi fantomatici e improvvisati trekker lasciano traccia del loro passaggio con cartacce sparse dappertutto e anche peggio.
    dico solo: non prendetevela solo con gli ebiker!

  43. Davide ha detto:

    Vivo in Trentino e se provaste a percorrere le ciclabili vi rendereste conto del rischio che si corre, ciclisti che viaggiano a velocità assurde che non rispettano i pedoni e tantomeno le altre bici, se ti azzardi a fare le tue rimostranze ti prendono a male parole, le regole anche in montagna servono a poco contro la maleducazione e la presunzione che tutto sia dovuto senza rispetto per chi si sta divertendo e rilassando, mio pensiero personale!

  44. Davide ha detto:

    ho letto molti post, tutti remano dalla parte di appartenenza Senza considerare, che sempre tutti utilizzano la parola rispetto e considerazione di… .
    se ci fosse rispetto e co moderazione,
    non si avrebbe necessità di trovare nessun rimedio a nulla, perché tutto filerebbe da sé in maniera normale.
    invece si invoca a regole, divieti, cartellonistica…
    tutto ciò che serve a parare il sedere a qualcuno in certi possibili spiacevoli eventi, e lasciando ai restanti la facoltà di trovare modo di eludere il tutto pensando di averla fatta franca.
    tutto ciò è chiaramente evidenziato basterebbe solo fermarsi un attimo davvero, e voler guardare con attenzione e presenza.

  45. Andrea ha detto:

    La verità è che il business legato alle bike fa gola a tutti, immagino che l’obiettivo di questa sparata da parte del presidente CAI sia quella di garantire la possibilità di accompagnamento alle sole guide CAI. Attenzione che la preparazione per accompagnare in bike deve essere completa, non basta la sola preparazione CAI.

  46. Marco ha detto:

    Faccio cicloalpinismo da vari anni, rigorosamente senza motore elettrico, anche perche’ spesso la gita comporta molto portage. nelle gite che faccio non esiste il problema di troppe bici, anzi generalmente non incontro mai nessuno in bici e il rapporto con gli escursionisti e’ ottimo (qualcuno mi chiede se voglio un aiuto a portare la bici nei tratti pu’ ripidi…) Sono molto d’accordo a mettere delle regole che vietino i sentieri affollati alle bici elettriche, cosi’ come sono vietati alle moto. Mi sembrerebbe il giusto compromesso. Il sentiero e’ fatto per chi non usa motori di alcun genere. Se ancora su alcuni sentieri dovesse rimanere il problema di convivenza tra escursionisti e ciclisti (senza motore) allora concordo nel vietare il sentiero alle bici e dedicarlo solo all’ escursionismo. Sarebbe triste il sentiero venisse vietato in toto alle bici senza fare distinzione tra bici vere e bici a motore, che rappresentano due modi molto diversi di intendere la montagna.

  47. Federico Bollo ha detto:

    da ciclista e podista devo dire che sono d’accordo con quello che dice il presidente del CAI…le bici specialmente in discesa lungo un sentiero son pericolose, tanto più che MTB (elettriche e no) hanno manubri larghi quasi quanto il sentiero e l’incontro con pedoni può diventare difficile da gestire… specialmente se su un tratto tecnico uno fa fatica a gestire il mezzo…poter utilizzare le strade forestali e carrarecce ti offre comunque una rete di strade in cui poter stare in mezzo alle Montagne e divertirsi

  48. Gigi ha detto:

    lo sci da discesa ha un impatto sulla montagna infinitamente maggiore della frequentazione dei sentieri con MTB . inoltre , con l’affollamento delle piste attuali, la probabilità di incidente e di morte è molto più alta che da scontro su sentiero.
    Seguendo quindi la stessa ratio, chiudiamo tutte le stazioni sciistiche?

  49. Paolo Bertozzi ha detto:

    sono d’accordo con chi esprime posizioni moderate e di buon senso, io vado in montagna a piedi ma non disdegnerei anche un giro in bici, la soluzione del divieto mi sembra molto drastica e poco democratica.
    l’accesso alla montagna, fatto con rispetto dei luoghi, e per tali intendo tutto ciò che compone l’ambiente montano, e delle persone, deve essere per tutti ma, visto che talvolta buonsenso e educazione mancano, darei seguito a regole di precedenza e limitazioni alla velocità che purtroppo, per esperienza personale, ho potuto constatare di persona su diversi sentieri, non sono una prerogativa di alcuni ciclisti, con e senza ebike

  50. Ziododo ha detto:

    Considero inscindibili la frequentazione della montagna dal rispetto per l’ambiente e per gli altri frequentatori.
    Si puó amare la montagna e rispettarla, tanto a piedi quanto con la bicicletta.
    Ma é assolutamente necessario conoscere alcune norme essenziali, dettate soprattutto dal buonsenso, dall’educazione e dal rispetto, che consentano l’utilizzo della bicicletta senza impattare negativamente su ambiente ed escursionisti.
    Ho iniziato ad andar per montagne con la mia mtb, spesso portata sulle spalle, circa trentacinque anni fa.
    A quei tempi d’oro vi erano alcuni libri di percorsi alpini, e quasi tutti recavano a prefazione il decalogo del cicloescursionista, con regole quali l’obbligo di dar precedenza agli escursionisti, mantenere velocità assolutamente limitate, non uscire da piste e sentieri e via discorrendo.
    In tutta coscienza, non ricordo di essermi potuto rimproverare di non aver rispettato anche solo una di queste regole.
    Le rarissime occasioni in cui qualcuno ha avuto da ridire sulla mia presenza le ho catalogare nella categoria “rompiscatole gratuiti”.
    Poi sono arrivati internet e bici elettriche, ed é successo l’inevitabile.
    Eserciti di panzuti si armano di protezioni da motocross, scelgono una gita su un sito internet e via all’attacco col motore in funzione turbo per l’ennesima impresa da fotografare e mettere su Facebook. Il tutto a costo zero fatica e con buona pace di decaloghi, ambiente ed escursionisti.
    Il problema non é la e-bike, che ritengo una risorsa di per sé preziosissima per la salute pubblica (sta salvando decine e decine di divanisti in sovrappeso ed allungando la carriera a centinaia di montanari ultasetrantenni), quanto piuttosto il suo principale effetto collaterale: l’aver dato accesso alle nostre amate montagne a migliaia di maranza, estratti dalle curve degli stadi di calcio, e direttamente trasferiti sulle pendici dei monti.
    Gente totalmente priva di quella cultura della montagna che consente di amarla, coscerla e praticarla con la dovuta sicurezza propria ed altrui.
    Gente che non sa guardarsi intorno, troppo concentrata ad esaltare I propri salti, le proprie curve e le prestazioni del loro mezzo da 10000 euro.
    Tristezza.
    Sono contrario ad imporre divieti.
    Sostengo la necessità di una regolamentazione delle attività che renda praticabile la montagna in sicurezza per tutti, fino a proporre la necessità di un patentino per chi la pratichi con la bicicletta.
    Rifiuto qualsiasi addebito aprioristico alla e-bike. Chi ama la montagna la rispetta a prescindere.
    Propongo inoltre di estendere discussioni simili anche allo scialpinismo, ove l’esponenziale aumento dei praticanti e la conseguente riduzione del livello medio di preparazione tecnica e culturale sta creando enormi problemi di sicurezza.

  51. Ellocolarry ha detto:

    Sono anni che sognavo di girare in libertà con la mia mountain bike e adesso che grazie a nuove tecnologie è finalmente possibile me lo vogliono vietare?

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  52. paolo ha detto:

    la libertà di fruire dei sentieri deve essere per tutti, escursionisti e bikers, ma ciascuno deve sempre rispettare i luoghi e le altre persone, siano esse a piedi o in bici. solo dove ci siano manifeste condizioni di sovraffollamento e limitatamente alle settimane cruciali estive, si potrebbe eventualmente pensare a dedicare qualche particolare sentiero solo per escursionisti o per bikers, ma dovrebbero restare situazioni puntuali, senza generalizzare a tappeto.

  53. Gianni ha detto:

    Premesso che vado a piedi nei sentieri, ciò che il presidente del Cai vorrebbe vietare si chiama down hill, e non si comprende su che basi legali vorrebbe vietare uno sport. Le motivazioni che adduce di rovina o usura dei sentieri sono inconsistenti, per non dire ridicole, ed in ogni caso si deve avere pieno diritto a praticare uno sport, nel rispetto della natura, come avviene con un mezzo ecologico come la bici.
    Penserei piuttosto a cambiare il presidente del CAI.

  54. Federico ha detto:

    io vieterei i sentieri a chi va a piedi e rompe le scatole ai ciclisti. così facciamo l’en plein.
    È una provocazione ma io sono per vietato vietare. la montagna (e non solo) è di tutti. perché qualcuno si arroga il diritto ad altri di usufruirne?

  55. Roberto ha detto:

    Caro presidente CAI, è così difficile capire che anche chi va in bici in montagna può Amare la montagna tanto quanto chi va a piedi? Le bici che rovinano i sentieri? I nubifragi causati dal cambiamento climatico smuovono di tutto e di più. Certo che con l’ e-bike è aumentato l’accesso alla montagna anke da parte di gente che, la montagna, non la sa trattare con rispetto. Si possono fare dei cartelli che invitano a rallentare, con scritto “sentiero promiscuo”, limitare in certi periodi: agosto, alcune domeniche estive. Ma vietare l’accesso a tutti NO, non è giusto.
    Grazie. Saluti presidente.

  56. Leo ha detto:

    Mi sembra tutto sommato che si parli a dismisura delle discesa la muscolare una volta salito con la funivia …domando, dovrebbe scendere, e chi mi dice che non si scenda ad alta velocità, qui si parla di turismo, è giusto dare importanza a i posti alla gente a piedi, ma si va a toccare un tasto delicato. Si rischia di trovare gente a i rifugi, negozi che se non vendono bici falliscono, le guide di e-bike, mtb, le scuole, le funivie costruite appositamente x bici …non so giudicare dove l’ago della bilancia pensa. Che costruiscano dei appositi circuiti per entrambi le categorie…..ma mi sa che sara’ dura.

  57. Piero ha detto:

    Sono d’accordo che i guai sono arrivati con le e-bike che consentono a tutti di arrivare in quota e quindi di affrontare discese senza molto spesso essere in possesso della necessaria preparazione tecnica.
    Quindi tornerei alla fruibilità dei sentieri solo per le mtb così dette “muscolari”, precisazione inutile perchè per definizione si può chiamare bicicletta solo un mezzo a propulsione umana.
    Va per altro detto che i noleggi in montagna hanno fatto la loro fortuna con le e-bike che gli hanno consentito numeri e guadagni che non sarebbero nemmeno stati ipotizzabili per le mtb, ho visto con i miei occhi l’anno scorso allAlpe di Siusi noleggiare qualche centinaio di e-bike nell’arco di una mattinata.
    Quindi si può dire che adesso è inutile lamentarsi sul latte versato, si deve trovare una soluzione anche drastica perchè come dice il proverbio “il male voluto non è mai troppo”.
    Meditare gente!!

  58. Pier Paolo Mattioni ha detto:

    Le sommità dei monti sono sempre più accessibili senza fatica. Questo comporta diversi problemi, tra cui squilibrio nella natura e pericolosità nella sicurezza. Quindi è obbligatoria una regolamentazione adeguata e incisiva.

  59. Jean Pierre Zocca ha detto:

    E da una vita che vado il bici da corsa ma specialmente in MTB muscolare, in E-Bike, ho 70 anni, leggo dei commenti di chi NON sa nemmeno come è fatta una bicicletta, solo per screditare quello che nella loro demenza non riescono capire o fare, siamo in un mondo dove ragionamenti senza senso navigano alla grande, si da la colpa a tutto e a tutti, i Nati Incompleti anche alle scoregge delle mucche… Poi arriva il fenomeno Francesco Abbruscato che NON si è ancora reso conto che un temporale può distrugge MOLTO più di chi passa mille volte per lo stesso sentiero. Qualsiasi deve godersi la montagna in qualsiasi forma MA con il rispetto per l’ambiente e per il prossimo. Sarebbe un buon inizio all’inizio di ogni sentiero chiarire se si possono trovare persone a piedi, oppure dedicato ai solo Biker, raccomandando la disciplina… Per mia esperienza il 90% di chi va in bici rispetta l’ambiente e il prossimo, oltre a portare benessere economico, sarebbe utile portare pensieri positivi e non attriti inutili..

  60. Oscar ha detto:

    l’alta montagna è un luogo per pochi,un luogo da ammirare e rispettare, in silenzio e in armonia con la natura.
    oggi ciccioni maleducati arrivano a 2000 metri grazie alle batterie delle biciclette,snob rachitici arrivano sull’Everest accompagnati da decine di sherpa che faticano al loro posto…tutto facile,tutto subito.
    la montagna era conquista,territorio di pochi arditi,di anime libere.
    Tutto perduto davanti a un ciccione in sella ad un e-bike che scarta una vaschetta di alluminio piena di peperonata.

  61. Alessandro Mietner ha detto:

    Il problema delle Dolomiti è l’overtourism: quando la gente è troppa, è troppa, che sia a piedi, in bici, in macchina, in moto o in elicottero. Tutti danno fastidio a tutti.
    Ma d’altra parte se le regioni dolomitiche si attrezzano per alloggiare 25 milioni di persone, poi sarà inevitabile che parte di esse si riversi sui sentieri, rovinando la montagna e i sentieri, e sovraccaricando i rifugi ed il sistema dei soccorsi.
    Dove non c’è overtourism, la pratica della MTB crea pochissimi problemi.
    Sulle Alpi Francesi hanno stabilito che i pedoni hanno la precedenza, quindi non è consentito chiedere loro di spostarsi, né costringerli a fermarsi, né sorpassarli. Bisogna restargli dietro a passo d’uomo, a distanza di rispetto, e per esperienza personale posso dire che il 100% dei camminatori, quando dopo 1 o 2 minuti si accorge di avere un ciclista alle spalle, si scansa, e cortesemente fa passare, tra sorrisi, ringraziamenti e saluti.

  62. Mauro Pezzoli ha detto:

    chi ama la montagna la rispetta e tende a conservarla. Nessun dubbio quindi (e non servono nemmeno tante argomentazioni data l’evidenza della situazione) sempre e solo a piedi.

  63. Enrico ha detto:

    Assolutamente d’accordo con il CAI, ho trovato sentieri ridotti a piste a causa delle frenate e derapate dei bikers. Ok all’utilizzo delle sole strade bianche da parte di chi vuole andare in bicicletta.
    Comunque faccio notare ai bikers (anche quelli che si comportano civilmente) che le eventuali restrizioni sono sempre a causa dei maleducati che pensano di essere i padroni del mondo.

  64. RENZO ROSATI ha detto:

    È ovvio che la maggioranza (non tutti) dei ciclisti dirà bianco e quella degli escursionisti a piedi (non tutti) dirà nero, sempre tirando in ballo i massimi sistemi, la democrazia l’educazione la consapevolezza eccetera. Decenni fa in nome di questi massimi sistemi si sarebbe dibattuto del libero accesso di auto e camper ai rifugi alpini: “la montagna è di tutti!”. in realtà come si è visto dietro agli slogan si nascondono spesso robusti interessi economici. Finché si sono cominciati a chiudere o regolamentare le strade per il Piana, il Lavaredo, Ra Stua, Braies, per citarne solo alcuni nelle Dolomiti. Trovo sensata l’idea di consentire alle bici strade forestali e carrarecce e lasciare a chi va a piedi i sentieri rossi e tratteggiati. Ho assistito a vari incidenti soprattutto in discesa, perfino nell’attraversamento di campi e malghe. Non è un problema di democrazia ma di buon senso. Nelle migliori pratiche cittadine sulle piste ciclopedonali si separano biciclette e pedoni, nelle peggiori si fanno le piste ciclabili sui marciapiedi. In montagna è giusto intervenire prima che sia tardi.

  65. Giuseppe ha detto:

    buongiorno a tutti…frequento la montagna da 50 anni…cammino,arrampico ,scio…se avessero inventato 50 anni fa le mountain bike e le e-bike avremmo cominciato allora ad andare per montagne in bici. ..Divieto è sempre una gran brutta parola in democrazia; ci vuole regolamentazione,informazione e se non basta ..sanzioni. Che però devono essere pesanti ..non certo i 50/100 euro. Grazie Giuseppe

  66. Claudio ha detto:

    Non e’ il mezzo che fa l’educazione. In realta’ e’ vero che le e bike facilitano un po’ le escursioni ma serve comunque una gran fatica , tecnica di guida e rispetto. Con questi presupposti l’impatto di una e-bike e’ notevolmente inferiore ad altri modi di fruire la natura. Il fenomeno dell’overtourism non e’ certo legato al cicloturismo che resta una nicchia. Il tema vero e’ che ormai e’ una moda criticare , improvvisarsi esperti e paladini dell’ambiente ( spesso appena scesi dal Suv ) senza impegnarsi ad acquisire e divulgare una cultura corretta. Nella realta’ moltissimi sentieri e percorsi sono mantenuti agibili dal lavoro incessante di pulizia e tutela di Societa’ o gruppi di ciclisti che dura tutto l’anno anche a favore dei montanari ferragostani. Per concludere : i bike park hanno regolamenti e prescrizioni che bilanciano le esigenze di tutti e chi trae un giusto reddito o un giusto divertimento e’ il primo a tutelare i luoghi. Il maleducato e’ altra cosa ma si esprimerebbe in qualsiasi altro modo fino a che un po’ di rispetto del prossimo e delle regole non verra’ recuperato. A cio’ l’idea di rendere necessari percorsi di formazione che possano fornire e certificare una base di competenze per un uso consapevole dei mezzi potrebbe contribuire.

  67. Dario ha detto:

    Credo sia un discorso di educazione e di rispetto. Come i ciclisti devono rispettare gli escursionisti e le loro esigenze, allo stesso modo penso che valga il contrario. Purtroppo è un tema difficile da regolamentare, ma ritengo che se un biker percorre un sentiero in discesa senza andare ai mille all’ora, rispetta il passaggio dei pedoni e cerca di non devastare il sentiero che utilizza, diventa una risorsa per l’ambiente e per la comunità piuttosto che un ostacolo.

  68. Carlo ha detto:

    Più che d’accordo. Anche perché molti non sanno andare in bicicletta, specialmente in discesa

  69. Davide ha detto:

    Credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza: quanto affermato da questo signore citato nell’articolo, oltre ad essere palesemente infondato (e poi spiegherò perché), non è assolutamente la posizione ufficiale del Cai sul cicloescursionismo/cicloalpinismo in quanto ci sono tante sezioni Cai in Italia (ad esempio sicuramente in Liguria, Emilia Romagna, Piemonte ecc) che organizzano corsi di tecnica mtb, gite cicloescursioniste su sentieri di livelli anche BC+/OC (tra S2 ed S3/S3+ per dare un’idea) nonché sul raggiungimento di vette alpinistiche. Inoltre è lo stesso Cai nazionale che appunto promuove il cicloescursionismo (qualche anno fa, non appena l’ex presidente nazionale del Cai aveva toccato l’argomento criticando le bici sui sentieri, tantissime sezioni erano insorte, tale da costringerlo a rettificare quanto aveva detto).
    Oltre a questo, quanto afferna è infondato per due motivi: 1) generalmente i sentieri sopra i 1500m (a volte anche a quote inferiori) non presentano un sentiero con terreno compatto, bensì sassoso e spesso molto smosso. Quindi vorrei proprio capire come una mtb possa distruggere un sentiero già per sua natura roccioso e sassoso 2) l’eventuale affluenza eccessiva di E-Bikers si può riscontrare solo in pochissime zone turistiche del Veneto nella quale l’accesso ad un sentiero per la discesa è comodo (tramite strada asfaltata/forestale o tramite funivia); viceversa, voglio proprio vedere quanti E-bikers hanno voglia e la forza di caricarsi 20/25 kg in spalla e camminare così per ore su un sentiero impervio al fine di arrivare su una cima o concludere un Alta Via (nei percorsi che ho fatto in MTB in Antelao e sulle Dolomiti non ho mai trovato nessun altro biker o e-biker). La realtà è che coloro che praticano cicloalpinismo sono in realtà pochissimi, esperti e rispettosi dell’ambiente. Se poi sulle prealpi o su qualche collina si incontrano biker ed e-biker maleducati, questo non dipende dal mezzo né dallo sport (allora lo stesso dovrebbe fare per gli scialpinisti nei confronti dei ciaspolatori) ma dalla loro educazione. Comunque a questo link sotto indicato, potete notare come proprio il Cai promuova il cicloescursionismo
    https://www.bing.com/videos/search?q=sezioni%20cai%20veneto%20cicloescursionismo&view=detail&mid=CA89D1A8B502106342A1CA89D1A8B502106342A1&ajaxhist=0

  70. Alberto ha detto:

    Meglio una montagna viva e frequentata o purista e morta?
    Si parli invece di tolleranza e rispetto per gli altri. Il maleducato resta tale sia in bici che a piedi.
    Una riflessione: vi sono sentieri che senza il passaggio dei bikers andrebbero naturalmente a scomparire.

  71. Raimondo ha detto:

    ma basta con queste lagne la strada è di tutti, per prima cosa chi frequenta la montagna a piedi soprattutto in estate impari a camminare in fila indiana perché spesso ci sono gruppi di persone che si mettono di traverso e si fermano pure a parlare costringendo chi cammina più veloce a chiedere di farsi da parte, per le mtb muscolari o elettriche non c’è nessuna differenza in quanto danni causati. Si provi a salire le strade dei passi famosi e vedere il comportamento di auto e soprattutto moto allora chiudiamo tutto?

  72. Enrico ha detto:

    concordo col CAI. Tra l’altro vietare le bici sui sentieri NON significa vietare le bici in montagna, ma solo limitarne l’utilizzo su tracciati adatti per salvaguardare i sentieri, chi cammina e anche i ciclisti. Personalmente ho rischiato di essere travolto da discesisti folli anche su strade forestali…

  73. Branca Pontillo ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo anche essendo una ciclista.
    Non se ne può più della cafonaggine di chi crede di potersi permettere tutto senza avere rispetto per il prossimo. Detto questo, anche chi va a piedi va educato perché il fatto di essere in vacanza num da tutti i diritti.

  74. Tiziano ha detto:

    Buongiorno , quello delle E-bike in montagna è un problema che da alcuni anni sta assumendo contorni preoccupanti.
    Oggi le EMTB sono paragonabili a moto da fuoristrada,con ruote da 3 pollici e motori con potenze che permettono di arrampicarsi praticamente dappertutto.
    E dappertutto infatti si trovano sempre più spesso, andando ad utilizzare un territorio dove già l’escursionismo subisce una selezione dovuta alla difficoltà del terreno.
    È evidente che una regolamentazione e dei limiti alle possibilità di accesso a certi ambienti deve essere attuata.
    Personalmente i sentieri andrebbero esclusi dall’utilizzo con questi mezzi , lasciando magari le strade forestali aperte ad una frequentazione rispettosa.
    Nessun divieto ,ma salvaguardia dell’ambiente di tutti ,che non significa che ciascuno ne può usufruire a suo piacimento ,ma che deve essere tutelato in funzione della parte più debole ,siano le persone ,gli animali o il territorio.

  75. Luca ha detto:

    Non siamo organizzati per gestire questo fenomeno. Andrebbe creata, mantenuta e sopratutto indicata una rete di sentieri dedicati alle mtb elettriche, proibendone l’utilizzo su sentieri di altro tipo. Andrebbe fatta informazione sull’utilizzo di questi mezzi nel rispetto del territorio e del prossimo. Ad oggi si sta solo cavalcando l’onda dei vari business legati alla mobilità elettrica ma senza prendersi alcuna responsabilità.

  76. Daniele Sacilotto ha detto:

    Nella zona in cui vivo le uniche realtà che creano e mantengono in ordine la sentieristica sono le società di MTB. Senza di loro sarebbe totale abbandono

  77. Alessandro ha detto:

    Più alto é il degrado morale di una società più assopita sarà la coscienza delle masse.
    Con le MTB finirà come sempre impone una società malata : proibire e sanzionare questo piuttosto che quell’altro, dividendo e lasciando spazio all’illegalitá. Cosa si puó pretendere quando i canoni proposti dalla società puntano al possesso all’ ambizione e alla competizione …. le coscienze non si risvegliano a suon di ego ma dal silenzio che in montagna si puó solo trovare. I governanti propinano la pace armando le nazioni come prevenzione ad un eventuale attacco, di un ipotetico nemico creato a doc per poter fare gli interessi e mantenere i privilegi della classe Elitaria…..SVEGLIA

  78. Leonardo Consonni ha detto:

    Premetto che ho 54 anni e sono un biker da quando esiste la mountain bike , da sempre ho percorso sentieri e devo dire che all’inizio c’erano meno persone che incontravi lungo i percorsi. Negli ultimi anni c’è stato un aumento esponenziale di fruitori della montagna sia in bici che a piedi , quindi è logico che oggi ci sia una diatriba tra le varie parti , ma come già detto da altre persone la strada dell’ ostruzionismo porta solo più danni che benefici . solo la regolamentazione dei percorsi x i vari tipi di utilizzo , l’educazione dei bikers nel caso di sentieri condivisi dove la moderazione della velocità e l’uso obbligatorio del campanello x avvisare del passaggio possono fare la differenza .

  79. Riccardo ha detto:

    ridicoli. ho speso più quest’anno di impianti di risalita di quanto abbiate investito in manutenzione dei sentieri. con la mia bicicletta faccio il solletico ai sentieri!

  80. Davide ha detto:

    Sono un trekker, frequentatore di sentieri e un biker muscolare, in più ho anche un e-bike, non vedo nessun problema se io sono a piedi e mi ritrovo qualche bicicletta, (l’educazione è la base) e come al solito frustrati del CAI, piangono e vogliono essere i padroni del territorio, sono 40 anni che vado in montagna, in ogni salsa, scialpinismo, arrampicata ecc. ecc. e devono sempre dire la loro in ogni situazione. le bici ben vengano! tanto come tutto, alla prima occasione, appalto, sovvenzioni e si affetta la montagna come a Livigno, uno scempio, i pregiudizi appena si intascano i soldi vano nel cesso.

  81. Andrea ha detto:

    Sono stato in Austria questa estate, Valle dello Stubai, Innsbruck. Nessuna avversione contro i biker, solo un perfetto sistema dove si avvisava quali sentieri fossero vietati alle biciclette. Basta solo un’attenta segnaletica per goderci tutti, e dico tutti, la montagna nel migliore dei modi.

  82. Andrea ha detto:

    sono ridicoli i danni che una bici può portare ad un sentiero di montagna, paragonabili a quelli di un passeggiate. basta un temporale estivo per devastare un sentiero nella.maniera in cui neanche 1000 biciclette possano fare. Diverso è nel discorso dell’educazione dei fruitori dei sentieri alpini, ma questo discorso riguarda i passaggiatori ed i ciclisti insieme

  83. Franco ha detto:

    siamo alle solite sparate assurde di chi pretende essere proprietario del territorio e pensa che solo a piedi si abbia il diritto di godere di tanta meraviglia della natura. Vado in bici fino alle cime delle montagne, libero, assaporando il profumo dell’aria pura, rispetto e saluto chiunque trovo nel percorso. Il progresso, quando è buono e porta molte persone a praticare uno sport che migliora la qualità della vita va solo educato e non proibito. Non si rovina nulla anzi, si contribuisce a fare crescere la consapevolezza delle meraviglie sconosciute che abbiamo a un passo da casa.

  84. Andrea ha detto:

    Assolutamente contrario. limiterei invece funivie, rifugi albergo e chiuderei di più le strade di montagna al traffico. Ho anche buttato la tessera del CAI per questo motivo anche dopo anni e anni di frequentazione assidua della montagna in estate e in inverno a piedi, con gli sci e in parete

  85. Giuseppe Tid. ha detto:

    vietare comporterebbe più danni che benefici. bisognerebbe educare le persone a fruire in modo consapevole quello che abbiamo, avendo rispetto per i luoghi che frequentiamo (vale anche per le persone che vanno a piedi) e di tutti quelli che come noi condividono la passione per il nostro spettacolare patrimonio naturalistico.
    a questo basterebbe aggiungere qualche controllo da parte di enti preposti con eventuali sanzioni amministrative ed eventuale confisca del mezzo nei casi più gravi ed il mix sarebbe perfetto.
    la montagna consapevole in bici, è qualcosa che bisogna provare.

  86. Gabriele Campanini ha detto:

    Le bici e soprattutto le ebike portano in montagna persone inconsapevoli e spesso non con piena padronanza del mezzo. Inoltre si dimostrano irrispettose del contesto naturale e degli escursionisti

  87. Mek ha detto:

    Nessuno pensa ai danni che si porta agli animali che in fin dei conti i boschi sono i loro territori?

  88. Ugo bo ha detto:

    Buongiorno, da giovane ho praticato MTB anche agonistica(anche se a livello modesto). La MTB è uno sport e il praticante della domenica ha bisogno di allenarsi anche in discesa per poter disputare gare. Ho pedalato molto nelle zone dell’ Italia centrale e praticamente non ho mai incrociato nessuno a piedi sui sentieri. Immagino che nell’ arco alpino la situazione sia diversa, credo però che si dovrebbe spingere maggiormente su bike park dedicati, sfruttando al meglio le funivie che, con la penuria di neve, rischiano di rimanere inutilizzate e creando dei percorsi appositi riservati ai ciclisti. Il down hill e l’ enduro possono diventare delle ottime alternative per le invernale poco nevose, servirebbe uno sforzo organizzativo in tal senso

  89. Marco ha detto:

    sono d’accordo di vietare l’uso delle bici sui sentieri di montagna, avendo avuto problemi con persone che non tengono conto che sui sentieri camminano persone di tutte le età, che si trovano di fronte personaggi che se ne fregano degli altri frequentatori.

  90. Lucio ha detto:

    Do ragione al CAI. Niente bici sui sentieri. La E-bike ha portato una quota di overtourism allegro e impreparato che consuma la montagna come consuma qualsiasi altro ambiente “alla moda”.
    Con la muscolare la frequentazione sarebbe ridotta del 90%.
    Servono una regolamentazione e una mappatura precisa dei percorsi leciti e consentiti. E servono controlli assidui e sanzioni.

  91. Enrico Valentini ha detto:

    le bici sul single truck sono pericolose, accelerano il processo di erosione. ok su stradelli forestali. Enrico Valentini fiab cai Legambiente

  92. SEVERINO ha detto:

    come sempre è l’intelligenza, la conoscenza ed il rispetto a fare la differenza.
    Se oggi mancano gli individui con queste caratteristiche ben vengano i limiti, il tanto declamato rispetto per la natura inizia anche da qui.
    ciao.

  93. Claudio ha detto:

    La posizione di Abbruscato mi sembra assolutamente condivisibile. Io stesso, frequentatore fin da bambino della montagna, che ora seguito a vivere come escursionista su sentieri e, da qualche anno, come e-biker di strade forestali e cararecce, trovo disdicevole, disturbante e fuori contesto la presenza di ciclisti forzennati che si lanciano in salite impervie e altrettante discese su sentieri delicati, sui quali, invece, godere lentamente del silenzio e di panorami unici. Le sfide con se stessi e le scariche di adrenalina si possono ottenere in tanti altri modi senza turbare un ambiente prezioso da conservare con cura.

  94. Pietro ha detto:

    pienamente d’accordo,sono contento che finalmente se ne prenda atto non si vive di solo pane ci vuole equilibrio e qui è stato infranto per la ricerca di un vantaggio economico da parte delle comunità montane ma che alla lunga se continua così verrà creato il deserto a danno stesso delle sunnominate comunità. Sono un ciclista amatore ma la montagna mi piace godermela a piedi ,quindi ben vengano restrizioni in tal senso.

  95. Vincenzo ha detto:

    Dove abito alcuni anni fa è nata una società di MTB che ha portato molti praticanti nei sentieri in collina. La Liguria è un territorio fragile soggetto a frane e alle tristemente note bombe d’acqua. Questa attività ha dato un importante contributo al dissesto idrogeologico in occasione di fenomeni temporaleschi importanti parti di questi sentieri centenari sono stati distrutti. Non sono contrario alle biciclette in campagna ma questa attività deve essere normata e regolata dove non c’è buon senso si deve applicare la legge.

  96. fulvio folchi ha detto:

    basterebbe vietare già le e- bike e già una buona fetta di incapaci e di pedalatori poco rispettosi, che sono per la maggiore il problema, nel comune dive abito, definito capitale dell’ outdoor vorrebbero vietare le bici nel centro storico, quando io, come abitante, uso la bici sia per lavoro, per fare la spesa e anche per attività ludica….e mi vogliono vietare di uscire ed entrare a casa mia pedalando, tutto questo da quando è arrivata la massa di turisti in e bike e non ad attraversare a velocità folle il centro storico, non curandosi dei pedoni, sia residenti, che non e da qui è nata la rivolta contro le biciclette e io che sono nato qui, ci vivo e ci pedalo da sempre vengo equiparato al ciclista maleducato, se ne deduce che il problema è il numero che fa la differenza e bisogna in qualche modo limitarlo per tornare più vicini alla condizione di una decina di anni fa, forse con permessi a numero chiuso, residenti e locali a libero accesso come da sempre, sennò il giochino diventa insostenibile per tutti

  97. Giovanni Pesci ha detto:

    Basta regolamentare i percorsi, permettere l’ accesso alle due ruote solo in alcuni sentieri, magari i meno panoramici. Ci sono tante passioni e il nostro territorio è vastissimo, basta saperlo utilizzare con intelligenza

  98. sergio nanni ha detto:

    Buongiorno
    sono un ciclista di pianura e di città, ma pedone escursionista in collina e montagna, sono d’ accordo sulla chiusura a qualsiasi mezzo fornito di ruote( bici,moto,quad etc etc) su qualsiasi sentiero tracciato presente sul territorio( CAI, comunale, e di altra natura), i mezzi possono transitare sulla viabilità rurale o forestale, ve ne sono kilometri a loro disposizione, inoltre dovrebbero ricordarsi che non sono piste in cui è necessario fare record di velocità .
    Sergio

  99. Marco ha detto:

    Si può trovare un compromesso?

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  100. Fausto ha detto:

    a me sembra una sciocchezza , da comasco dico che i “nostri” sentieri sono i più puliti e manutenuti di tutto il bosco. non c’è un modo giusto per godere della natura, e penso che senza biker in giro ci trovi solo 4 “gatti, a volte in ciabatte a farsi recuperare fal soccorso alpino, perché altrettanto impreparati. facciamo sentieri dedicati o rispettiamoci con civiltà, poi non nego che i cretini siano ovunque, anche sulla bici metre tornano in auto a casa o quando consumano il loro pranzo. occhio che la bici è un’ economia per il territorio…

  101. Silver ha detto:

    Come sempre sta tutto nel buonsenso. Nell’offroad, sia esso in moto o bici, rispetta le tracce e non uscire nei prati o tagliare per i boschi e
    se incontri escursionisti a piedi o a cavallo, fermati e se in moto, spegni il motore. Ti ringrazieranno!
    Vietare tutto è sbagliato poiché a parte l’indotto economico generato che si andrebbe a perdere, succederebbe come da noi che molti sentieri verrebbero abbandonati e si chiuderebbero “naturalmente”: alla fine gli escursionisti a piedi vanno verso i rifugi più noti dove i biker generalmente non riescono ad arrivare. Del resto gente che cammina in montagna ne esiste sempre meno. Troppa fatica.

  102. Elenio ha detto:

    Concordo al 100%. Purtroppo le e-bike danno la possibilità a tutti di avventurarsi su percorsi impegnativi che presentano problematiche tecniche che solamente un esperto può affrontare. Quindi cadute e incidenti sono molto comuni e frequenti. Vedo ciccioni e imbranati che sfrecciano sui sentieri di montagna con queste maledette bici elettriche senza la minima consapevolezza di quello che stanno facendo. Quindi direi che sarebbe il caso di intervenire subito prima che la situazione degeneri ulteriormente. La bici è un bellissimo sport ma non è per tutti. Occorre impegno, amore e fatica per essere ciclisti e vedere certi personaggi immedesimarsi in fuoriclasse del pedale solamente schiacciando il tastino sul manubrio e vergognoso e deprimente. State a casa sul divano e smettetela di fare danni.

  103. Andrea ha detto:

    sono pienamente d’accordo con il vietare i percorsi di alta montagna ai biker,quest’anno ero in Alta Badia ,non ho trovato mai una maleducazione così diffusa da parte di queste persone che sfrecciano a velocità pazzesche e ti passano accanto senza farsi sentire ….prima di montare su una bici dovrebbero fare un corso di come si porta una bici !!! Nessuno che in prossimità di persone abbia la buona educazione di rallentare di suonare il campanello, o farsi sentire a voce …noooo…basta sfrecciare come matti senza curarsi di niente ….ma forse sono io che sono stato educato a rispettare gli altri …che sto sbagliando …. e spesso ho trovato intere famiglie con i bambini ,e sono propio i genitori che danno il cattivo esempio hai figli …se il buongiorno si vede dal mattino …siamo messi male …purtroppo!!!!!

  104. Gianz ha detto:

    buongiorno, a me sinceramente, fa più schifo vedere la quantità di fazzolettini lasciati ovunque, per i sentieri che frequento la manutenzione la faccio io…E ricordo che i boschi non sono del Cai…

  105. Matt. ha detto:

    Onestamente, sembra che questo articolo sia stato scritto più per alimentare polemiche che per analizzare davvero la realtà. Le biciclette non sono un “nemico” della montagna: al contrario, oggi rappresentano una risorsa fondamentale. I bike park e i sentieri dedicati all’enduro o al downhill sono il cuore economico dell’estate per molte località di montagna, soprattutto per le società che gestiscono gli impianti di risalita. Senza il flusso generato dai bikers, tante funivie chiuderebbero nei mesi caldi perché il turismo a piedi, da solo, non basta a sostenerne i costi.

    Parliamo di numeri concreti: in molte stazioni alpine l’indotto del cicloturismo estivo rappresenta ormai fino al 40% del fatturato annuale delle impianti. Eppure nessuno sembra scandalizzarsi per lo sci, che non solo è infinitamente più impattante a livello ambientale (innevamento artificiale, deforestazione per le piste, consumo idrico ed energetico enorme), ma è anche molto più pericoloso in termini di incidenti e soccorsi.

    Demonizzare le bici e chi le usa significa ignorare che dietro c’è un movimento fatto di famiglie, giovani e appassionati che scelgono di vivere la montagna in modo attivo, sostenendo rifugi, ristoranti, hotel e attività locali. La chiave non è il divieto, ma la convivenza regolata, il rispetto reciproco e la manutenzione dei sentieri.

    Per questo leggere articoli che mettono i ciclisti sul banco degli imputati fa pensare più a un pregiudizio o a un certo “odio di categoria” che a un’analisi obiettiva. La montagna è di tutti: di chi cammina e di chi pedala.

    [Gentile Matt, questo articolo è stato scritto riprendendo un tema di attualità per aprire un dibattito tra il pubblico dei nostri lettori ai quali questo argomento evidentemente interessa molto da vicino: nessuna volontà di alimentare polemiche, semmai di cercare soluzioni condivise – Bikeitalia.it]

  106. Isabella ha detto:

    si sono d’ accordo vanno eliminate le bici sui sentieri di montagna . Spesso camminando ci siamo imbattuti in gente che scendeva a tuta velocità incurante del fatto che sullo stesso sentiero c’erano persone a piedi con il rischio di investire e prendendoci insulti di ogni tipo perché abbiamo interrotto il loro folle divertimento

  107. Tonino ha detto:

    Si nascondono dietro scuse, come quello erosivo dei sentieri, ma l’erosione c’è sempre stata anche prima delle bici.
    In realtà non vogliono ammettere che ci possa essere un altro modo di vivere la passione per la montagna.
    Non vogliono condividere i sentieri con i bikers, e siccome hanno molto potere sugli Enti, prima o poi ci riusciranno.

  108. Alberto ha detto:

    Mi pare una scelta sensata

  109. Luca ha detto:

    Giusto prima che ci scappi il morto, o che il vecchio cammino crolli per il troppo afflusso di biciclette.

  110. Elleft77 ha detto:

    assurdo come tutte le cose fatte in Italia, un paese sempre più invivibile dove ognuno vuole vietare all’altro!!!
    ci sono sentieri cai e non solo adattissimi alle bici!!!! e comunque il fatto di percorrerlo o meno deve essere lasciato alla bravura ed alla conoscenza del mezzo di ognuno. perché in Italia come in altri paesi non si mette il soccorso alpino a pagamento??? gratuito solo se per necessità assoluta dopo aver rispettato regole e buon senso.
    se in alcune parti del BEL PAESE si vuole “vietare” beh la cosa deve essere lasciata libera e non generalizzata all’intero paese.
    vietare i sentieri è assurdo, ci sono logicamente sentieri di alta montagna che neanche Brumotti al meglio saprebbe affrontare, ma ci sono anche sentieri che i biker fanno in tranquillità perché anche se non strutturati appositamente, si possono fare!!! ed il bello di andare in Mountain bike è anche quello!!!! allora sulla logica proposta bisognerebbe vietare alle persone tantissime cose !!!! ci sono sentieri che molte persone non dovrebbero fare neanche a piedi!!!!.
    non si può come sempre vedere le cose nel proprio piccolo mondo!!!! bisogna confrontarsi anche econ altre realtà, con posti dove o vai sulla strada asfaltata o vai sui sentieri perché altre strade (forestali o simili) non ci sono!!!!

  111. Marco Bianchini ha detto:

    da cicloesicursionista, sono assolutamente d’accordo col Cai. I sentieri devono essere riservati a chi va a piedi.

  112. Emilio Colzani ha detto:

    tutti i vertici del CAI pensano di avere il mandato di esclusiva della montagna che se dovrebbero sopravvivere solo con loro i sentieri sarebbero spariti da anni, bisogna adeguarsi ai tempi con rispetto da parte di tutti della montagna ma vietare sarebbe la suaorte.

  113. Elisabetta ha detto:

    da 20 anni vado per sentieri a piedi e non conto le volte che ho rischiato scontri con ciclisti (utilizziamo la lingua italiana) che non solo pensano di essere i soli a percorrere le vie dei monti, ma si dimostrano spesso arroganti, aggressivi ed in cerca della rissa se fai presente che ci sei pure tu.

  114. Lucio ha detto:

    Salve, credo che sia esagerato quanto ho letto nell’articolo,non si può giudicare e attribuire tante responsabilità ad un biker di distruggere sentieri e mettere a repentaglio ecosistema dei boschi,oltre ad essere dei pericoli x gli escursionisti a piedi…..sono d’accordo sul fatto che bisogna avere rispetto di tutto e di tutti per la passione che ogni singolo svolge in luoghi stupendi che la natura ci offre,creare un equilibrio di educazione da poter convivere una magnifica giornata in montagna.grazie a tutti e ricordiamo che quando entriamo in questi scenari che ci regalano emozioni non siamo soli,quindi rispetto.

  115. Alessandro ha detto:

    Concordo. Vado in mountain bike da prima che esista e non mi sono mai permesso di andare a sciupare un sentiero con le ruote da fuoristrada, perché quello fanno, soprattutto quelle dei nuovi biker che amano la sgommata e la eseguono anche senza nessun bisogno. Andare sui sentieri in bici l’ho sempre ritenuto uno spregio alla montagna, ai boschi, ed a chi fa la loro manutenzione. Questa moda del vado dove mi pare, e come mi pare, deve finire. Sui sentieri si va a piedi. Bici e moto da fuoristrada possono esibirsi nei bike park, nei campi da motocross, oppure su sentieri a loro dedicati.

  116. Fabrizio Marcozzi ha detto:

    Da circa 50 anni sono un appassionato e frequentatore della montagna, sono anche socio del CAI di San Benedetto del Tronto, la nostra sezione da alcuni anni ha inserito nel suo programma anche il ciclo escursionismo in montagna. Vengono organizzati tour per MTB/E-Bike MTB attraverso carrarecce o facili sentieri accessibili a tutti ma soprattutto le nostre uscite escludono percorsi e sentieri nati prevalentemente ed utilizzati per il Trekking o gli spostamenti a piedi.
    Dallo scorso anno sono in possesso di una MTB a pedalata assistita e quasi tutti i fine settimana partecipo a tour organizzati da guide cocloturistiche, anche loro non prendono mai in considerazione percorsi nati per il Trekking.
    Sono favorevole ad una mappatura dei sentieri da utilizzare esclusivamente per le escursioni a piedi e che devono essere vietati alle bici.
    La montagna è per tutti ma va rispettata la sua natura silenziosa, vanno rispettati gli animali selvatici, le persone che la frequentano e che ci lavorano.
    Per chi vuole affrontare discese estreme ci sono a disposizione appositi BIKE PARK.

  117. Stefano Cingolani ha detto:

    queste parole in libertà non corrispondono a quello che il CAI insegna.
    come Accompagnatore di Cicloescursionismo del CAI mi sarei aspettato da un Presidente di Regione dell’associazione una parola su quell oche il CAI da anni porta avanti: la frequentazione consapevole e rispettosa.

    il CAI si impegna a favorire la frequentazione consapevole della montagna indipendentemente dal mezzo scelto, che esso siano gli scarponi, la bicicletta, gli sci o altro. per ottenere questo fine il gruppo cicloescursionistico del CAI si è dato un codice di autoregolamentazione, e un bidecalogo che riassume gli ideali del CAI. il CAI favorisce la frequentazione tramite corsi dedicati al cicloescursionismo in ambito CAI. le parole in liberta di un esponente di così alto livello (presidente regionale) hanno l’unico risultato di allontanare chi si impegna da anni a insegnare e a portare avanti gli ideali CAI indipendentemente dal mezzo scelto. non avendo speso nemmeno una parola sull’impegno dedicato dai soci che han voluto dedicare tempo e risorse per promuovere la corretta frequentazione delle tanto amate, a parole, terre alte questo personaggio si mette fuori dagli ideali che il CAI promuove. è una visione miope e stupida quella di pensare di vietare i sentieri alle biciclette. ed è una cosa che non sta funzionando, come l’esempio del Trentino dimostra. il CAI questo lo ha capito anni fa, iniziando a inserire il cicloescursionismo nello stesso gruppo dell’escursionismo e favorendo la formazione di ciclisti consapevoli.
    È stato ampiamente dimostrato che l’uso corretto della bicicletta non solo non rovina i sentieri, ma spesso ha un impatto addirittura inferiore a quello dei pedoni. La chiave qua è l’uso corretto del mezzo ed è proprio su questo aspetto che il CAI ha sviluppato i corsi di Cicloescursionismo.
    l’approccio retrogado e stupidamente reazionario di questo personaggio è un danno per tutti: per il CAI che non si vede riconoscere da un suo dirigente il lavoro decennale che sta facendo; per i soci che impegnano il loro tempo nei corsi e nella didattica; per i bikers che si sentono messi fuori dall’associazione; verso le montagne che, invece di essere frequentate da persone consapevoli, si ritrovano invase da ignoranti.

    https://www.cai.it/attivita/ambiente/bidecalogo/#cookies-accepted

    https://www.raggioxraggio.it/documenti/codice-di-autoregolamentazione-cicloescursionismo/

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