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La Israel toglie il nome dalle maglie

La Israel toglie il nome dalle maglie

Dopo giorni di tensioni e proteste durante la gara, la Israel – Premier Tech ha compiuto un passo senza precedenti alla Vuelta a España 2025: i corridori del team non indosseranno più la scritta “Israel” sulle divise.

La decisione – dapprima smentita e poi annunciata ufficialmente poco prima della 14ª tappa – è stata motivata con ragioni di sicurezza: “Nell’interesse di tutelare i nostri corridori e l’intero gruppo, date le pericolose manifestazioni avvenute durante la gara, abbiamo fornito un kit con il monogramma della squadra per il resto della corsa”, ha spiegato il team israeliano in una nota ufficiale.

Continuano le proteste pro Palestina

Negli ultimi giorni, le tappe della Vuelta erano state ripetutamente interrotte da manifestanti filo-palestinesi, che protestavano contro la presenza della compagine israeliana. Prima i tentativi di bloccare la cronosquadre, poi le invasioni di strada che hanno provocato la caduta di Simone Petilli, fino alla neutralizzazione forzata della tappa di Bilbao.

Le tensioni hanno acceso il dibattito tra squadre, CPA e organizzatori, arrivando persino a ipotizzare l’esclusione della formazione finanziata dal magnate israelo-canadese Sylvan Adams.

La nuova maglia senza la scritta “Israel”

Via la parola “Israel”, resta la stella di David stilizzata e il marchio del secondo sponsor. Una scelta che segue la stessa linea già adottata per la livrea dei veicoli al seguito della squadra e l’abbigliamento casual del team, dove il nome “Israel” non compare. La denominazione ufficiale resta Israel-Premier Tech, ma il branding visibile in gara cambia radicalmente.

Reazioni e conseguenze

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva espresso pubblicamente il suo sostegno alla squadra e alla sua permanenza alla corsa spagnola. I corridori, che avevano manifestato timori per la propria sicurezza soprattutto nella tappa dell’Angliru, hanno confermato la volontà di arrivare fino a Madrid, dove il 14 settembre si concluderà l’80ª edizione della Vuelta.

Una decisione senza precedenti. Ora la Vuelta prosegue il suo cammino verso Madrid – con il testa a testa tra Vingegaard e Almeida – ma gli episodi degli ultimi giorni lasciano un segno evidente sull’andamento della corsa e sulla percezione del ciclismo internazionale, sempre più chiamato a confrontarsi con scenari geopolitici che travalicano l’aspetto puramente sportivo

[Fonte]

Leggi anche: La Israel dovrebbe lasciare la Vuelta?

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