Dopo anni di pressioni da parte dei residenti e dei comitati di quartiere, il Comune di Milano ha finalmente annunciato l’avvio – previsto per la primavera 2026 – dei lavori per la realizzazione della ciclabile sul Ponte della Ghisolfa, lungo viale Monte Ceneri. Un’infrastruttura che fa parte dell’itinerario tra piazzale Stuparich e piazzale Maciachini e che, secondo l’Amministrazione, sarebbe stata frenata da complessità tecniche e necessità di coordinamento con ATM.
Una spiegazione che molti cittadini hanno giudicato poco soddisfacente rispetto alle difficoltà tecniche avanzate negli anni.
Una richiesta storica dei cittadini
Nel comunicato ufficiale, gli assessori Arianna Censi (Mobilità) e Marco Granelli (Opere Pubbliche) parlano di un “obiettivo atteso da tempo”, raggiungibile dopo un percorso più lungo del previsto. La narrazione istituzionale sottolinea la complessità tecnica: lo spostamento dei pali di trazione della filovia, la riorganizzazione dei transiti dei filobus e la necessità di proteggere le persone in bici con cordoli fisici.
Eppure, la ciclabile sul Ponte della Ghisolfa non è certo una novità dell’ultimo minuto. Da anni i residenti e i Comitati – in particolare Non Vediamo l’Ora – chiedono un intervento strutturale su uno dei tratti più pericolosi della mobilità milanese. Presidi, flash mob, raccolte firme e iniziative simboliche hanno per anni tenuto accesi i riflettori su un’infrastruttura considerata indispensabile.
Questo che pubblichiamo oggi su Bikeitalia è il 18esimo articolo in 4 anni dedicato al tema.







Le tappe della mobilitazione
Tra gli episodi più significativi, la mobilitazione del 2022 che vide la partecipazione di oltre 300 persone, tra cui Beatrice Macrì, la ciclista che proprio sulla Ghisolfa aveva subito un grave incidente. Nel 2023 nuove manifestazioni come “ProteggiMi la Ghisolfa” hanno riportato il tema all’attenzione pubblica, mentre nel 2024 i cittadini hanno realizzato una statua temporanea in piazzale Lugano dedicata ai “Ciclisti Urbani Resistenti” e un dossier sulle promesse ciclabili non mantenute dal Comune di Milano.
Insomma: un’attesa lunga, sostenuta da una pressione civica costante.
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Per anni “non si poteva”. Ora, invece, sì
L’aspetto più controverso non è l’opera in sé – attesa, necessaria e importante – ma la retorica con cui viene presentata. Per lungo tempo, infatti, il Comune aveva citato ragioni tecniche per escludere la possibilità di realizzare una pista ciclabile protetta sul cavalcavia: i filobus, i pali di trazione, lo spazio limitato, i flussi di traffico.
Motivazioni ribadite più volte sia nelle risposte ai Comitati sia in occasione di incontri pubblici.
Oggi, quelle stesse criticità vengono superate dal progetto esecutivo: i filobus passeranno a sinistra, i pali saranno spostati, e la ciclabile – larga mediamente 1,5 metri e protetta da cordoli – verrà comunque realizzata. Un cambio di posizione che suggerisce più un mutato ordine di priorità che una reale evoluzione tecnica.
Per i cittadini che hanno seguito la vicenda per anni, è una conferma: la ciclabile (evidentemente) si poteva fare, ma serviva la spinta della società civile perché diventasse davvero una priorità amministrativa.
Focus ➡️ Il lungo iter della ciclabile sul Ponte della Ghisolfa
Un progetto atteso, ma anche un’occasione mancata
La progettazione prevede inoltre la trasformazione dell’uscita su via Delfico in percorso ciclopedonale e la realizzazione di una linea di stop avanzata per le bici in corrispondenza di via Mac Mahon. Nell’attesa, il Comune ricorda gli interventi temporanei già messi in atto: segnaletica orizzontale, rallentatori ottici e cartelli di avviso.
Misure però percepite come insufficienti: secondo i residenti, la mancanza di protezioni ha contribuito a un senso diffuso di insicurezza, anche alla luce degli incidenti avvenuti in zona in passato.
Il progetto definitivo, ora pronto a partire, rappresenta senza dubbio un passo avanti. Ma il suo arrivo così tardivo solleva inevitabilmente una domanda: quanto sarebbero cambiati gli ultimi anni se il Comune avesse ritenuto questa opera una priorità dal principio?
La ciclabile “impossibile” finalmente si farà
La ciclabile sul Ponte della Ghisolfa si farà. Ed è una buona notizia. Ma è impossibile ignorare il percorso che ha portato fin qui: un’infrastruttura a lungo considerata irrealizzabile e che diventa realizzabile solo dopo anni di pressioni, incidenti e mobilitazioni civiche.
Se la città vuole davvero diventare più sicura per chi si muove in bici, è necessario che le priorità vengano dettate dalle esigenze di chi pedala quotidianamente – non solo dalla capacità dei comitati di tenere alta l’attenzione.
Come hanno sottolineato a più riprese i residenti e i Comitati, più che impossibile questa ciclabile non era stata considerata prioritaria. A Milano le infrastrutture per chi pedala diventano reali solo quando la pressione pubblica supera la resistenza politica? La storia della ciclabile sul Ponte della Ghisolfa sembra confermare questa versione.
[Fonte]




















se la ciclabile la realizzeranno togliendo una corsia per i veicoli, aumentando così il traffico, possono a parere mio evitare di farla…..
e lo dico da ciclista.
in Italia purtroppo la cultura della bicicletta
E’ un format che riconosco. Mobilitazione cittadinanza, istituzioni sorde o quasi, proteste continue, gente che viene fatta passare come “i soliti rompic…”, anni di logoramento, poi di colpo: il progetto si farà. E sempre senza mai dare meriti a chi ha lottato e si è battuto sul tema per anni. Poi vai a vedere le % dei votanti e sono sotto al 50%…strano no?