Politiche

“La bici ha vinto sull’auto”: così Parigi è diventata una città ciclabile

“La bici ha vinto sull’auto”: così Parigi è diventata una città ciclabile
Parigi - Rue de Rivoli (da autostrada urbana a superciclabile)

Parigi non è diventata una città ciclabile per caso. E nemmeno per moda. È successo perché, per dodici anni, qualcuno ha deciso di spostare il peso della città: un po’ meno sulle auto, un po’ di più sulle persone. E sulle biciclette.

Quando Anne Hidalgo entrò all’Hôtel de Ville, Parigi era ancora una capitale profondamente automobilistica. Rumorosa, congestionata, spesso ostile a chi si muoveva senza un motore. Oggi, alla fine della sua seconda sindacatura, la fotografia è cambiata in modo netto: la bici non è più un’eccezione, ma una presenza quotidiana. Una scelta normale. Per molti, la scelta più semplice.

La strategia per incrementare l’uso della bici a Parigi

A dirlo non sono solo le sensazioni di chi attraversa la città su due ruote, ma anche i numeri. Uno studio pubblicato sul Journal of Cycling and Micromobility Research* ha analizzato in modo sistematico la crescita del traffico ciclistico a Parigi tra il 2018 e il 2023, mettendo in relazione i flussi di biciclette con le politiche pubbliche adottate in quegli anni. Il risultato è chiaro: l’aumento dell’uso della bici non è figlio di un solo intervento, ma di una strategia coerente e continua.

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Torre Eiffel Parigi (pixabay)

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Infrastrutture (ma non solo)

Il primo fattore è quello più intuitivo: le infrastrutture. Piste ciclabili continue, riconoscibili, sempre più protette. Chilometri e chilometri di corsie che hanno tolto spazio alle auto per restituirlo a chi pedala. Ma lo studio mostra che non basta disegnare linee sull’asfalto. A fare davvero la differenza è l’insieme: parcheggi per biciclette, sistemi di bike sharing efficienti, collegamenti logici tra quartieri. Quando la rete diventa una rete vera, la bici smette di essere un atto di coraggio e diventa un’abitudine.

Strade più vivibili

C’è poi un altro elemento, meno celebrato ma decisivo: rendere la città più vivibile. Pedonalizzazioni, spazi verdi, Strade Scolastiche. Ogni volta che Parigi ha ridotto il traffico di attraversamento, ogni volta che ha reso una strada più silenziosa e più umana – togliendo spazio alle auto in transito e in sosta – la bici ha guadagnato terreno. Non perché qualcuno abbia “obbligato” a pedalare, ma perché pedalare è diventato più piacevole.

Meno spazio alle auto

Infine, c’è il tema più controverso: l’auto. Lo studio mostra che l’uso della bicicletta cresce anche quando usare l’auto diventa più complicato. Zone a basse emissioni, riduzione delle corsie, limiti di velocità. Misure spesso contestate, ma che hanno contribuito a spostare le scelte quotidiane. Con una precisazione importante: perché questo cambiamento sia giusto, deve essere accompagnato da alternative accessibili a tutti. E Parigi, negli anni, ha lavorato anche su questo.

Anne Hidalgo: due mandati sotto il segno della bicicletta

Anne Hidalgo sindaca di Parigi

È in questo contesto che vanno lette le parole pronunciate da Anne Hidalgo nei suoi ultimi auguri da sindaca, il 14 gennaio 2026. Un discorso lungo, quasi un bilancio di fine corsa, in cui le mobilità occupano un posto centrale.

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«Le vélo a gagné sur la voiture!», ha detto senza esitazioni. La bici ha vinto sull’auto. Non come slogan, ma come constatazione.

Realizzati 1.500 chilometri di piste ciclabili

Davanti a eletti, rappresentanti dello Stato e delle istituzioni, Hidalgo – come riporta Le Parisien – ha elencato ciò che, a suo avviso, ha cambiato il volto di Parigi: “La gratuità dei trasporti per le persone anziane, che mi è valsa una bella crisi politica, le rive della Senna pedonalizzate, la rue de Rivoli liberata dalle auto, i 1.500 chilometri di piste ciclabili creati, le 300 strade scolastiche”. Un elenco che, messo tutto insieme, racconta una precisa idea di città.

Scendendo dal palco, la sindaca ha spiegato il senso di quel discorso: “Volevo rendere conto di questo bilancio, spiegare perché e come abbiamo fatto le cose, soprattutto di fronte a uno spazio politico invaso dalle controverità”. Parole che suonano come una difesa, ma anche come una rivendicazione.

Hidalgo non ha nascosto di aver forzato la mano in più di un’occasione. Anzi. Ha immaginato che “le lobby dei costruttori di auto e delle energie fossili avrebbero dovuto ascoltarci: forse oggi il mercato europeo dell’auto elettrica sarebbe in vantaggio”. Un’affermazione che sposta il discorso dal piano locale a quello più ampio della transizione ecologica.

La città ha investito 18 miliardi di euro (in 12 anni)

In dodici anni, Parigi ha investito 18 miliardi di euro. Una cifra enorme, che non riguarda solo la mobilità, ma che nella mobilità ha trovato uno dei suoi simboli più visibili. La bici, oggi, non è più relegata ai margini: attraversa il centro, collega le periferie, entra nella vita quotidiana di chi va al lavoro, accompagna i bambini a scuola, diventa parte del paesaggio urbano.

Parigi ha normalizzato la bicicletta

Ed è forse questo il risultato più interessante, quello che nessun grafico riesce a raccontare fino in fondo. A Parigi la bicicletta non è più un gesto politico. È un gesto normale. Come aprire la porta di casa e scegliere, senza pensarci troppo, il modo più semplice per muoversi.

La bici ha vinto sull’auto, dice Anne Hidalgo. Forse è vero. Di certo ha vinto un’idea di città che, una pedalata dopo l’altra, ha smesso di mettere le macchine al centro e ha cominciato a metterci le persone, a piedi e in bicicletta.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti.

*[Fonte]

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Commenti

  1. Andrea Vicini ha detto:

    Anche a Roma dove si sta cercando di ridurre lo spazio alle auto esplicitamente, le proteste dei romani sono altissime.. non c’è cultura, conto sulle nuove generazioni i ventenni che mi sembrano meno auto dipendenti.

    Eppure non mancano le ciclabili che vengono maledette dagli automobilistiche spesso anche per brevi tratti preferiscono l’auto, anche quelli che hanno la metro sotto casa.

  2. L'eterno Biker Milanese ha detto:

    A milano dovrebbero rifare l’intera città, l’asfalto è uno schifo perchè riparata in ecconomia, il pavè è mal mantenuto.
    I milanesi amano la macchina è odiano i ciclisti, cè troppa confusione per le strade e troppo competizione tra bici moto e auto.
    Continuano a scioperare e creare disagi.
    La città è un costante cantiere.
    Quindi quando hai tutti questi elementi che danno contro… l’è dura!
    ADATTARE IMPROVISARE SUPERARE.
    Si può fare, sempre se si vuole ma se non ce la voglia AMEN!
    Bravi Parigini Well done Complimenti per averci creduto in un Cambiamento.

  3. Marzio Malagutti ha detto:

    Se Hidalgo è stata eletta Sindaco dai cittadini significa che erano culturalmente pronti a questo progresso.
    Nella nostra cultura italiana l’auto è ancora centrale e dominante.
    Quanti sindaci hanno come slogan “non un posto auto in meno”

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