Come si fa a smettere di passare le vacanze in bicicletta?
Io sicuramente non ho la risposta: viaggiare in bicicletta è diventato ormai il nostro modo preferito di passare le vacanze estive, e così lo scorso agosto siamo saliti in sella alle nostre Mtb e abbiamo attraversato tutta la Germania, pedalando per 723 km da Berlino a Monaco di Baviera in otto giorni.
Era la prima volta che imbarcavamo le biciclette in aereo e tutte le ansie che ci avevano accompagnato per mesi si sono dissipate in un attimo quando, atterrati all’aeroporto di Berlino Brandeburgo, abbiamo trovato le scatole con le nostre bici ad aspettarci.
La traversata della Germania in bici
Arrivare a Berlino dal suo aeroporto è incredibile: una pista ciclabile ti porta direttamente in città, dove si percepisce subito che la bicicletta non è solo un’attività sportiva ma è un vero e proprio stile di vita usato da tutti: famiglie, giovani e anziani. Le piste ciclabili sono a fianco della strada e hanno sempre degli attraversamenti a loro dedicati con semafori.
Abbiamo passato due giorni ad esplorare la città e quando è stato il momento di lasciarla abbiamo deciso di accorciare la prima tappa sfruttando la metro. Portare le nostre bici in metro è stato facilissimo: chi mai avrebbe pensato che la mia piccola mtb potesse salire su una metro berlinese un giorno?
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Oltre Berlino: Wittenberg, Halle e Weimar
Lasciata Berlino ci attendevano 91 km verso Wittenberg, la città di Martin Lutero ed iniziava la nostra discesa verso sud. Un caldo anomalo ci ha rallentati un po’, ma le foreste che abbiamo incontrato lungo la via ci hanno offerto un po’ di refrigerio.
La Germania passata Berlino è un’enorme distesa di campi verdi, sembra di vivere in un’eterna primavera, nonostante sia agosto inoltrato.
La seconda tappa ci ha portato ad Halle, 83 km di strade dritte con treni che ci scorrevano accanto. Siamo passati per ex miniere di carbone, dove adesso ci sono enormi laghi.
Le piste ciclabili sono ovunque e sempre ben segnalate e in quei pochi tratti di strada statale che abbiamo percorso abbiamo sempre trovato automobilisti gentili e rispettosi. Le cittadine incontrate lungo la via sembravano uscite da una fiaba, piccole case con tetti smaltati rossi, blu e verdi, giardini sempre curati ricchi di fiori, mentre Halle ci ha accolto con la sua architettura gotica imponente, una delle poche città ad essere rimasta intatta dopo la Seconda guerra mondiale.
La terza tappa ci ha portato a Weimar, la città di Goethe e della Bauhaus, 106 km che ci hanno messo a dura prova per il caldo, ma la Ciclabile del Saale ed altre ciclabili minori contornate da alberi ci hanno dato un po’ di respiro.
Quanto abbiamo rimpianto le fontanelle di acqua pubblica che abbiamo in Italia, in Germania ne abbiamo incontrate solo tre in tutto il viaggio, spesso le pompe a mano che si incontrano nei paesi non sono potabili, ma permettono comunque di rinfrescarsi.

Germania in bici: l’ascesa delle montagne
La quarta tappa è stata la più difficile da progettare, dovevamo passare le montagne di ardesia e trovare un posto dove passare la notte, aggirarle allungava troppo il percorso e quindi dovevamo per forza attraversarle.
Le salite sono state impegnative, ma facendo delle piccole pause siamo riusciti a scalarle, arrivando così alla nostra meta giornaliera: Masserberg. Le case a Masserberg sono completamente rivestite di ardesia, delle piccole squame di pietra nera e grigia inchiodate sulle facciate e sui tetti a punta, l’atmosfera è quella di un film di Tim Burton e io non riuscivo a smettere di guardarle. Non sembrano reali, forse sono un’allucinazione data dalla salita infinita appena fatta?
Si trovano solo su quelle montagne, poi appena si ridiscende scompaiono e si torna alle casette colorate da fiaba.
Le montagne di ardesia segnano il confine naturale fra le due ex Germanie, passare il vecchio check point in bicicletta, in libertà, è stato strano, non potevo smettere di pensare a quanto questo fosse stato impossibile soltanto 40 anni prima.

Direzione Monaco di Baviera: la fine del viaggio
La quinta tappa ci ha portato in Baviera e nella ex Germania dell’Ovest. La divisione fra le due Germanie non c’è più sulla carta, ma permangono ancora delle differenze nei loro abitanti più anziani e nel paesaggio. Abbiamo attraversato campi verdi con le cicogne intente a mangiare, abbiamo pranzato in una Coburg immersa nel suo mercato del sabato mattina e dopo 90 km siamo arrivati a Bamberg, città patrimonio Unesco. Bamberg era un passaggio imprescindibile quando abbiamo pensato al nostro viaggio, già dalle foto me ne ero innamorata. Attraversata da un fiume sul quale sembra sospesa, con i suoi edifici colorati e riccamente decorati, riempie gli occhi di bellezza mentre si gusta un’ottima birra affumicata tipica del luogo.
Abbiamo fatto poi tappa a Norimberga, per quella che era la nostra tappa più corta di tutto il viaggio e grazie alle temperature più fresche i 61 km giornalieri sono trascorsi velocemente, permettendoci di visitare la città e il suo castello con più calma.
La settima tappa aveva come meta Ingolstadt, 101km che sono scivolati su magnifiche piste ciclabili lungo il canale Reno-Meno-Danubio, una ciclabile nella natura, con alberi di meli carichi di frutta e cigni che nuotavano eleganti.
Dopo otto giorni di pedalate siamo giunti a Monaco di Baviera. Abbiamo attraversato campi di luppolo pronto per essere raccolto, mentre in lontananza iniziavamo a vedere la città, dove un treno ci avrebbe riportato a Bologna.
La Germania è un sogno per qualsiasi cicloturista: le sue piste ciclabili larghe, capillari e ben segnalate ti permettono di viaggiare spensierati e di goderti il paesaggio. Il cibo, la cultura e l’architettura hanno reso questo viaggio indimenticabile e il nostro preferito, o per lo meno fino al prossimo.
[Laura Amerini]
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