Un Fiandre monumentale, con il meglio del ciclismo nelle prime 5 posizioni. Roba da capogiro. Pogačar, Van der Poel, Evenepoel, Van Aert, Pedersen. Tutti arrivati singolarmente. Quattro campioni del mondo e un altro, Van Aert, che anche se la maglia iridata non l’ha vinta va annoverato fra i giganti di questo ciclismo.
La corsa di un giorno più bella dell’anno, che pare abbia attirato sulle strade e sui muri circa un milione di tifosi, ha avuto ciò che voleva e che si meritava. Peccato per l’epilogo, scontato e senza pathos. Merito o colpa, a seconda dei punti di vista, di Tadej Pogačar. Che viaggia, al solito, su un altro pianeta.
Quest’anno, finora, ha corso pochissimo ma è stato un cecchino. Strade Bianche, Sanremo, Fiandre. Tre colpi di cannone. Senza possibilità di replica da parte dei rivali. Siamo a 111 vittorie totali, di cui le ultime sei di fila dopo aver vinto il secondo Mondiale. Pogi ha staccato De Vlaeminck, volando a 12 Monumento totali e vedendo davanti a sé Eddy Merckx, che veleggia a quota 19 ma pare tutt’altro che irraggiungibile.

Pogačar punta al 5 su 5 nella stessa stagione, cosa mai riuscita nella storia del ciclismo. La Roubaix di domenica prossima, in questo senso, diventa l’ultimo vero ostacolo, considerando che Liegi e Lombardia, in condizioni normali, non si veda come le possa perdere. Ma ci sarà tempo per parlarne. Tadej ha vinto le ultime 4 Monumento a cui ha partecipato. Lui e Vdp si sono spartiti le ultime 11. Se a loro aggiungiamo Evenepoel, questi tre ne hanno vinte 18 delle ultime 19 (unica eccezione la Sanremo di Philipsen). Dati irreali.
Come straordinari e fuori da ogni logica sono i numeri di Pogačar, in costante crescita da due anni e mezzo. Basteranno per imporsi sulle pietre dell’Inferno del Nord? Per chi avesse poca memoria, l’anno scorso al debutto Pogi fece secondo solo per via di una caduta che spianò la strada al trionfo solitario di Van der Poel. Insomma, prepariamoci a un’altra battaglia. Che, sulla carta, potrebbe essere ancora più epica, visto il livello elevatissimo di gente come Van Aert e Pedersen.
Non ci sarà Remco, che però esce dalla Ronde come il vincitore morale. Debutto da sogno con podio annesso e la certezza che potrà ripresentarsi da queste parti per vincere.
Il ciclismo, anche se vince più o meno sempre lo stesso, sta attraversando un’era magica e forse irripetibile. Succhiamone ogni goccia e restiamone ammaliati.
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Le pagelle del Greg

POGACAR 111: come le sue vittorie. Un altro passo nella leggenda e nel libro dei record. Fa un altro sport. ALIENO
VAN DER POEL 9,5: settimo Fiandre di fila sul podio. Mai nessuno come lui. Resiste fin che può, collabora con Tadej da vero fuoriclasse, ma paga dazio. Sempre nello stesso punto. ETEREO
EVENEPOEL 9,5: era la variabile impazzita e indecifrabile di questa Ronde. Ha fatto un mezzo capolavoro, considerando le abilità di quei due lì davanti. Ha pedalato per 50 km da solo alla rincorsa di due fenomeni. Carattere di ferro, motore pazzesco. Lo rivedremo su questi schermi. FENOMENO
VAN AERT 8: è la nona monumento di fila che finisce fra la seconda e la quarta posizione. Ok non vince, ma in questa era di fenomeni riuscire sempre a piazzarsi vuol dire possedere qualcosa in più di quasi tutto il gruppo. LUPONE WOUT
PEDERSEN 7,5: non ha potuto preparare Sanremo e Fiandre come avrebbe voluto e sui muri qualcosa paga, ma alla fine è comunque quinto perché ha talmente tanta potenza e classe che la sua corsa non può essere anonima. Alla Roubaix bisognerà fare i conti anche con lui. BUFALO





















E’ normale leggere questi articoli pensando alla voce di Greg?