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Evenepoel vs. Pogačar: alla Liegi sarà scontro totale

Evenepoel vs. Pogačar: alla Liegi sarà scontro totale

Il Re è tornato. A distanza di oltre due mesi Remco Evenepoel ha riassaporato il gusto della vittoria, bevendosi da padrone i 33 berg dell’Amstel Gold Race, la classica olandese della birra, e infilzando in uno sprint a due senza storia il campione uscente Skjelmose. Sesta volta di fila in cui Remco vince un testa a testa nel finale. Il belga tocca così 74 successi in carriera, ad appena 26 anni.

Non vinceva una corsa World Tour di un giorno dal 2023 (San Sebastiàn). Poi tanti piazzamenti e podi, ma spesso dovendosi inchinare a Pogačar. Il guanto di sfida in vista della Liegi è lanciato, perché quello sarà il palcoscenico più importante. In cui provare a sovvertire il pronostico.

Anche perché alla Doyenne tutti troveranno il numero uno al mondo arrabbiato e affamato. La possibilità di vincere tutte e 5 le Monumento in un singolo anno è evaporata a Roubaix, ma Tadej Pogačar non è tipo da piangersi addosso e si è già rifocalizzato proprio sulla Liegi, già vinta tre volte in carriera. Dovesse riuscire nel poker, domenica prossima, lo sloveno potrebbe comunque inseguire l’obiettivo di diventare il primo corridore della storia a portarsi a casa 4 Monumento in una singola annata (dovrebbe ovviamente poi vincere il Lombardia a ottobre).

Pogačar vince la Liegi, crediti A.S.O. - Liège-Bastogne-Liège
Pogačar vince la Liegi 2025 (crediti A.S.O. – Liège-Bastogne-Liège)

Sulle cote della Doyenne, gara brutale con quasi 4500 metri di dislivello, Pogi misurerà la temperatura non solo a Evenepoel, suo principale antagonista, ma anche al giovane Paul Seixas, che in Francia sono sicuri al 90 per cento di vedere al via al Tour de France. Già certi di avere per le mani l’erede di Bernard Hinault (alla grandeur, del resto, non si comanda).

Dopo la classica delle Ardenne Tadej virerà sulla Svizzera. Giro di Romandia (28 aprile-3 maggio) e Giro di Svizzera (17-21 giugno) verranno corsi per la prima volta in carriera dallo sloveno, giusto per provare a inserirli nella propria collezione di perle prima di concentrare tutte le energie sull’assalto al quinto Tour.

Ma un po’ di luci vorrebbero prendersele anche i nostri ragazzi. Alessandro Pinarello, 22enne veneto di Conegliano, in Galizia (nord-ovest della Spagna) ha ottenuto la sua prima vittoria da professionista dimostrando gamba, carattere e versatilità. Ha vinto anche la classifica a punti, quella degli scalatori e si è piazzato terzo in classifica generale dietro Adam Yates e Jorgen Nordhagen. Non male. È un altro dei corridori passati dalla scuola di Bruno e Roberto Reverberi. La stessa che ha lanciato Giulio Pellizzari.

Il duca di Camerino questa settimana cercherà di essere protagonista al Tour of the Alps, ultimo test prima del Giro d’Italia, dove il marchigiano sarà la nostra punta di diamante con propositi di podio. Speriamo. In gara si rivedrà anche il 43enne Domenico Pozzovivo, che si era ritirato ma ha sentito il richiamo della foresta e tornerà ad attaccarsi il numero sulla schiena. Beato lui che non sente i segni del tempo che passa.

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Le pagelle del Greg

EVENEPOEL 10 e lode

Vince da favorito. Vince senza strafare, ma facendo tutto giusto al momento giusto. Si sente il più forte e lo dimostra nella volata finale. È un successo pesante, che fa tanto morale. CHIRURGICO

SKJELMOSE 9

Gara di livello. Non riesce a bissare il successo del 2025, ma resta incollato alla ruota di Remco e abbassa il capo solo allo sprint. È la corsa che, finora, gli riesce meglio in carriera. TALENTO

COSNEFROY 8

Dopo quattro anni torna sul podio dell’Amstel. Non ha il passo dei primi due ma la sua gara è generosa e di rincorsa. E infatti viene premiato col terzo posto. Mezzo voto in più perché si scola il bicchiere di birra tutto d’un fiato. SPUMEGGIANTE

FRIGO 10

Voto massimo che rispecchia il suo decimo posto finale. Ma che non racconta la grandezza della sua corsa. Va in fuga al mattino insieme a 8 avventurieri, poi li stacca tutti uno per volta. Potrebbe sgonfiarsi, invece il suo motore è infinito e resta a giocarsi un posto fra terza e decima posizione. Non è uno sprinter e prova due volte ad anticipare. Forse avrebbe potuto giocarsela meglio ma è senza discussioni il vincitore morale dell’Amstel. BUFALO

PINARELLO 8

Elegante in bicicletta, forte in salita, talentuoso. L’Italia può contare su un altro giovane di belle speranze in vista dei prossimi anni. In Galizia è arrivato il primo squillo di una stagione finora molto brillante. Lo vogliamo tosto anche al Giro. PROSPETTO

ADAM YATES 8

Vince il Giro di Galizia come da pronostico. Però quando si è così nettamente favoriti bisogna vincere per forza e può non essere scontato. Lo scienziato non delude e si porta a casa una buona dose di morale in vista del Giro d’Italia, dove potrebbe anche fare il capitano vista la situazione nebulosa di Almeida. PROFESSORE

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